Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 4 maggio 2017.
Nuove regole per compensare i crediti relativi a Iva, imposte dirette, Irap e ritenute alla fonte. Con la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 57/E di oggi vengono, in particolare, forniti chiarimenti sulle novità introdotte dal Dl n. 50/2017in tema di visto di conformità, utilizzo in  compensazione di crediti tributari, utilizzo dei   servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entratee sull’ambito temporale di applicazione della nuova disciplina.
Un nuovo limite per il visto - A seguito della pubblicazione del Dl n. 50/2017, per la
compensazione di crediti superiori a 5mila euro è necessario far apporre il visto di conformità sulla dichiarazione da cui emergono i crediti stessi. In caso di inosservanza dell’obbligo, è previsto il recupero delle somme, con relativi interessi  e sanzioni, mediantel’emissione di un atto di contestazione. Le somme dovute non possono essere corrisposte tramite compensazione.
Un nuovo modo di compensare - I titolari di partita Iva devono utilizzare i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per compensare i crediti d’imposta (Iva,IIDD, Irap, ritenute,...), qualunque sia l’importo compensato.
Decorrenza delle novità - Le nuove norme si applicano a tutti i comportamenti
successivi alla loro entrata in vigore e, pertanto, alle dichiarazioni presentate dal  24 aprile 2017. Per le dichiarazioni già presentate entro il 23 aprile prive del visto  di conformità restano, invece, applicabili le regole precedenti. Sono ammissibili,  dunque,le deleghe di pagamento che, pur presentate successivamente al 24 aprile, utilizzano in compensazione crediti per importi inferiori a 15mila euro emergenti da  dichiarazioni senza visto già trasmesse. Sulle dichiarazioni non ancora presentate  alla data del 24 aprile o sulle dichiarazioni integrative presentate   successivamente  a tale data è necessario apporre il visto di conformità se si intende compensare crediti superiori a5mila euro.
Visti i tempi tecnici necessari per l’adeguamento delle procedure informatiche, il controllo sull’utilizzo obbligatorio dei servizi
elematici dell’Agenzia delle Entrate per eseguire le compensazioni non avverrà prima del 1°giugno p.v.
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 10 maggio 2017.
A partire da oggi è possibile trasmettere online le comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche Iva. I nuovi servizi permettono ai contribuenti e agli intermediari di condividere con l’Amministrazione finanziaria i dati di sintesi delle operazionidi liquidazione Iva effettuate nel trimestre di riferimento, come  previsto dall’art. 4 del Dl n.193/2016.
La comunicazione dei dati può essere realizzata tramite i nuovi servizi e strumenti messi gratuitamente a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per contribuenti e intermediari. L’Agenzia mette inoltre a disposizione istruzioni e assistenza per  contribuenti e intermediari, tutti raggiungibili sul sito www.agenziaentrate.it
al seguente percorso: Home - Strumenti - Specifiche tecniche - Modelli di  comunicazione - Fatture e corrispettivi.
Dove trovare il software – Il software permette la generazione dei file conformi alle “Specifiche tecniche e regole per la compilazione della comunicazione”, seguendo le istruzioni contenute nel “Modello e istruzioni Comunicazione liquidazioni periodiche Iva”. Entrambi questi documenti sono allegati al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 58793 del 27 marzo 2017.
Il software è disponibile sul sito dell’Agenzia, alla pagina “Software di compilazione Comunicazioni Liquidazioni Periodiche IVA” (Home - Cosa devi fare - Comunicare dati - Fatture e corrispettivi - Software di compilazione).Sul sito si trovainoltre il software di controllo (raggiungibile al percorso: Home - Cosa devi fare - Comunicare dati -Fatture e corrispettivi - Software di controllo). I file possono comunque essere generati con altri strumenti informatici che rispettino la struttura definita.
Occhio alla firma elettronica - Ai file contenenti le comunicazioni va apposta una qualsiasi firma qualificata (firma digitale) o, in alternativa, la firma elettronica  basata sui certificati rilasciati dall’Agenzia delle Entrate (di seguito, anche “firma Entrate”). La firma Entrate potrà essere apposta con la nuova funzionalità disponibile  sulle piattaforme “Desktop Telematico” ed “Entratel Multifile”. Analogamente a quanto succede per la funzione di autentica, la firma potrà essere apposta con un'unica operazione su tutti i file selezionati.
Servizio web “Fatture e Corrispettivi”– Tramite il servizio, disponibile per i contribuenti dotati di credenziali Entratel, Fisconline o SPID, è possibile trasmettere:
  • singole comunicazioni (file XML) firmate elettronicamente, con certificato qualificato (firma digitale) oppure con certificato emesso dall’Agenzia delle
    Entrate ovvero “sigillate” tramite l’apposita funzionalità disponibile;
  • file ZIP (cartelle compresse) contenenti le comunicazioni di più contribuenti, ciascuna firmata con certificato qualificato (firma digitale) oppure con
    certificato emesso dall’Agenzia delle Entrate;
  • file ZIP (cartelle compresse) firmato digitalmente contenenti le comunicazioni di più contribuenti (file XML) che possono non essere firmate singolarmente (funzionalità disponibile dal prossimo 16 maggio).
Servizio in cooperazione applicativa (web services) - I soggetti che hanno già accreditato un canale web services per il colloquio con il Sistema di interscambio, possono trasmettere attraverso lo stesso canale:
  • singole comunicazioni (file XML) firmate elettronicamente, con certificato qualificato (firma digitale) o con certificato emesso dall’Agenzia delle Entrate  
    riferiti ad un singolo contribuente;
  • file ZIP (cartelle compresse) contenenti le comunicazioni di più contribuenti, ciascuna firmata con certificato qualificato (firma digitale) oppure con certificato emesso dall’Agenzia delle Entrate;
  • file ZIP (cartelle compresse) firmato digitalmente contenenti le comunicazioni di più contribuenti (file XML) che possono non essere firmate singolarmente.
Servizio di trasferimento file tramite protocollo ftp - I soggetti che hanno accreditato un canale ftp per il colloquio con il Sistema di interscambio, possono  trasmettere attraverso lo stesso canale una o più comunicazioni firmate singolarmente   con certificato qualificato (firma digitale) oppure con certificato emesso dall’Agenzia delle Entrate. Le comunicazioni possono essere inserite in un unico supporto e  trasmesse secondo le modalità descritte nel documento Istruzioni per il Servizio SDIFTP vers. 1.3
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 27 aprile 2017.
L’agevolazione prima casa restava li da anche quando l’acquirente non rispetta il
requisito dichiarato di svolgere l’attività lavorativa nel comune di ubicazione dell’immobile, ma ha ancora tempo per trasferire la residenza nello stesso comune, a patto che si impegni per iscritto a farlo entro 18 mesi dall’acquisto. È il  chiarimento fornito dalla risoluzione n.53/E, pubblicata oggi.
Il quesito oggetto dell’interpello - In particolare, la risoluzione risponde a un caso specifico in cui il compratore aveva goduto dell’imposta di registro ridotta, dichiarando nell’atto di acquisto di svolgere la sua attività prevalente nel comune in  cui si trovava l’immobile. Tuttavia, per sopraggiunte cause lavorative, tale  condizione non si era poi avverata.
L’Agenzia chiarisce che l’acquirente può ugualmente mantenere l’agevolazione
prima casa se dichiara di impegnarsi a trasferire, entro 18 mesi dall’acquisto, la residenza nello stesso comune dell’immobile. Ciò naturalmente a condizione che i 18 mesi non siano ancora trascorsi.
Per conservare il beneficio prima casa basta tornare dal notaio - La dichiarazione di impegno deve essere resa con le stesse formalità  giuridiche dell’atto originario e va registrata allo stesso ufficio in cui quest’ultimo è stato registrato. La rettificadel requisito prima casa può sopraggiungere anche quando la registrazione dell’atto di acquisto è già avvenuta, sempreche l’Agenzia delle Entrate non abbia già disconosciuto il beneficio con un avviso di liquidazione per mancanza del presupposto dello svolgimento dell’attività lavorativa nel comune in cui è sito l’immobile acquistato.
Comunicato stampa INPS del 30 marzo 2017.
L’Inps rende noto che, a seguito delle novità legislative introdotte  dal Decreto Legge n.25 deL 17 marzo 2017, che non consente più l’acquisto di “buoni lavoro” (voucher), ha chiesto al Ministero del Lavoro e al Dipartimento Politiche per la Famiglia se possa continuare a emettere voucher baby sitting – contributo asilo nido, di cui all’art.4, comma 24, lettera b) della legge 92/2012,oppure se debbano essere introdotti strumenti alternativi di erogazione del beneficio. Tenuto conto della risposta pervenuta oggi, 30 marzo, l’Istituto, che aveva già modificato la procedura in modo da consentire l’emissione dei soli voucherbabysitting, continuerà a erogare il beneficio con questa modalità.
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 18 aprile 2017.
La dichiarazione dei redditi precompilata è disponibile da oggi per  30 milioni di contribuenti che, accedendo all’area riservata del  sito dell’Agenzia delle Entrate, possono consultare le informazioni  già inserite dal Fisco. Dal prossimo 2 maggio sarà possibile integrarla o modificarla ed inviarla entro il 24 luglio, nel caso  del modello 730, o entro il 2 ottobre, nel caso del modello Redditi. Tra le principali novità, la presenza delle spese sanitarie relative  ai farmaci acquistati e quelle relative alle prestazioni di psicologi, infermieri, ostetriche, radiologi e strutture autorizzate non accreditate.
Molti più dati sulle spese sanitarie - Da quest’anno si arricchisce  la sezione sulle spese sanitarie che è possibile detrarre. In particolare, nel terzo anno di sperimentazione, entrano nella  dichiarazione precompilata sia le spese per l’acquisto di farmaci presso farmacie e parafarmacie, sia le spese sanitarie sostenute per  le prestazioni di ottici, psicologi, infermieri, ostetriche, tecnici  sanitari di radiologia medica e strutture autorizzate a fornire i  servizi sanitarie ma non accreditate. Spazio anche alle spese veterinarie comunicate da farmacie, parafarmacie e veterinari e alle spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di  riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni dei condomini, comunicate dagli amministratori di condominio.
Gli altri dati già precompilati - Oltre a queste new entry, sono  confermati i dati già presenti negli anni scorsi, come gli interessi  passivi sui mutui, i premi assicurativi, i contributi previdenziali  e assistenziali, i contributi versati per i lavoratori domestici, le spese universitarie e i relativi rimborsi, le spese funebri, i  contributi versati alla previdenza complementareei bonifici   riguardanti le spese per interventi di ristrutturazione e di riqualificazione energetica degli edifici.
Le altre novità: integrazione della dichiarazione 2016, platea più ampia ed eredi - Quest’anno, oltre a visualizzare, accettare (nel  caso del modello 730), modificare, integrare e inviare la  dichiarazione precompilata 2017, è possibile consultare e,
se necessario, correggere la dichiarazione precompilata 2016, purché  sia stata inviata tramite l’applicazione web.
Porte aperte anche per i contribuenti che non possono avere a disposizione la precompilata. Adesso, infatti, èpossibile presentare  la dichiarazione dei redditi attraverso la stessa applicazione web, compilando un modello senza alcun dato precompilato, ad eccezione di quelli anagrafici. Dal 2 maggio gli eredi, dopo aver effettuato l’accesso all’applicazione con le proprie credenziali (Fisconline o  Entratel), potranno indicare il codice fiscale della persona deceduta per la quale intendono presentare la dichiarazione. L’Agenzia  metterà a disposizione dell’erede un modello Redditi senza alcun dato precompilato, a eccezione dei suoi dati anagrafici e di quelli della persona deceduta, in modo che si possa inviare, dopo averlo compilato, direttamentetramite l’applicazione web.
Come accedere alla propria dichiarazione - Per visualizzare il proprio modello 730 o il modello Redditi, basta entrare nell’area  riservata del sito delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it, e  inserire il nome utente, la password e il pin dei servizi online dell’Agenzia. È possibile accedere alla propria dichiarazione anche utilizzando la Carta Nazionale dei Servizi, le credenziali rilasciate dall’Inps, quelle del portale NoiPa (per i dipendenti pubblici) oppure tramite Spid, il nuovo Sistema Pubblico di  Identità Digitale, che consente di utilizzare le stesse credenziali per tutti i servizi online delle pubbliche amministrazioni e delle imprese aderenti.
Resta ferma la possibilità di delegare un professionista o di rivolgersi ad un Caf.
Come richiedere il pin - Per richiedere le proprie credenziali di  accesso, basta collegarsi al sito delle Entrate, nella sezione  Fisconline, e seguire la procedura di registrazione: il sistema fornirà immediatamente le prime 4 cifre del codice Pin, mentre le  altre sei cifre e la password per il primo accesso saranno spediti  direttamente al domicilio conosciuto dall’Agenzia. Pin e password  possono essere richiesti anche presso gli uffici: in questo caso, i  funzionari del Fisco consegneranno le prime 4 cifre del codice Pin e  la password di primo accesso, insieme alle istruzioni da seguire per
ottenere la seconda parte del codice Pin accedendo al sito internet delle Entrate.
L’assistenza del Fisco - L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei cittadini diversi canali di assistenza, tra cui un sito internet dedicato, raggiungibile all’indirizzo https://infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it, dove sono presenti anche le Faq con le risposte alle domande più frequenti. Inoltre,   sono sempre disponibili i numeri dell’assistenza telefonica: 848.800.444 da rete fissa, 06 966.689.07 da cellulare e +39 06.966.689.33 per chi chiama dall’estero, operativi al lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 17 e il sabato dalle ore 9 alle ore  13. Per le informazioni sintetiche che non prevedono risposte  articolate, è possibile mandareun sms al numero320.430.84.44. Infine, è possibile prenotare un appuntamento in ufficio, anche   tramite il sito dell’Agenzia.
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 14 aprile 2017.
È online sul sito dell’Agenzia, www.agenziaentrate.gov.it,
il nuovo modello di comunicazione per accedere al credito d’imposta sugli investimenti nel Mezzogiorno (Bonus  Sud), introdotto dalla Legge di Stabilità 2016 e modificato di recente dal Dl Mezzogiorno  243/2016. Il modello, istituito oggi da un provvedimento del  Direttore dell’Agenzia, può essere utilizzato dalle imprese che  acquisiscono beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia,  Basilicata, Calabria, Sicilia,Molise, Sardegna e Abruzzoe che intendono beneficiare del Bonus Sud. Il nuovo modello sostituisce  quello approvato con il Provvedimento del 24 marzo 2016.
Le finalità del modello  -Con il nuovo modello di comunicazione sarà  possibile sia chiedere l’autorizzazione alla fruizione del credito  d’imposta sia rinunciare a una precedente richiesta o rettificare  una comunicazione già inviata, comprese quelle presentate all’Agenzia delle Entrate conil modello precedente. Il nuovo modello va anche utilizzato per gli investimenti realizzati entro il 28 febbraio 2017, ossia quelli assoggettati alla normativa previgente. Il nuovo modello si è reso necessario per adeguare la comunicazione per la fruizione del credito d’imposta alle modifiche previste dal Dl Mezzogiorno 243/2016.
Bonus Sud, l’iter per accedere al credito d’imposta – Il credito d’imposta compete in relazione agli investimenti effettuatidal 1°  gennaio 2016 fino al 31 dicembre 2019. È possibile presentare una o  più comunicazioni, anche nello stesso anno  ciascuna riguardante uno o più progetti. La comunicazione va trasmessa via Entratel o Fisconline fino al 31 dicembre 2019 e può essere inviata
direttamente (da parte dei soggetti abilitati dall’Agenzia o da una società del gruppo, in caso digruppo societario) oppure tramite intermediario (professionisti, associazioni di categoria, Caf,   altri soggetti). La trasmissione telematica della comunicazione  redatta con il nuovo modello è effettuata utilizzando il software denominato “CIM17”, disponibile gratuitamente sul sito internet www.agenziaentrate.gov.ita partire dal 27 aprile 2017. Per ogni  comunicazione, sulla base della completezza dei dati dichiarati,  l’Agenzia rilascia un’apposita ricevuta che attesta la fruibilità o  meno del credito. Dal quinto giorno successiv  alla data di rilascio  della ricevuta, il beneficiario può utilizzare in compensazione il credito maturato,tramite modello F24 da presentarein via telematica.

 

Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 13 aprile 2017.
Debutta il principio di cassa per determinare la base imponibile
ai fini Irpefe Irap delle imprese in contabilità semplificata. A  partire dal periodo d’imposta 2017,il reddito delle imprese minori
sarà calcolatofacendo riferimento ai ricavi effettivamente incassati
nell’anno e ai costi effettivamente pagati. Con la circolare n. 11/E di oggi, vengono illustrate le modifiche apportate dalla legge   di bilancio 2017 al regime di determinazione del reddito riservato ai soggetti in contabilità semplificata.
A chi si applica il nuovo regime - Sono ammessi alla contabilità semplificata le persone fisiche che esercitano imprese commerciali ai sensi dell’articolo 55 del Tuir, le società di persone, gli enti non commerciali, le società di fatto che nell’anno precedente non hanno superato 400mila euro di ricavi, se svolgono attività di prestazioni di servizi o 700mila euro, se svolgono altre attività. I soggetti che intraprendono l’esercizio di impresa commerciale, qualora ritengano  di percepire ricavi annui non superiori alle soglie indicate, possono tenere la contabilità semplificata già dal primo anno.
La determinazione del reddito per “cassa” - Le imprese minori che  applicano il regime di contabilità semplificata dovranno determinare il reddito imponibile come differenza tra l’ammontare dei ricavi (di  cui all’articolo85 del Tuir) e degli altri proventi(di cui all’articolo89 del Tuir) percepiti nel periodo di imposta e l’ammontaredelle spese sostenute nel periodo stesso. Questi ricavi e  proventi concorrono alla formazione del reddito d’impresa all’atto dell’effettiva percezione ovvero secondo il criteriodi cassa. Tuttavia, continuano a concorrere alla formazione del reddito secondo le regole ordinarie previste dal testo unico i componenti reddituali  (positivi e negativi) la cui disciplina è espressamente richiamata  dall’art. 66 del Tuir. Si tratta sia di componenti che partecipano alla determinazione del reddito “per competenza” (come, ad esempio,   ammortamenti, canoni di leasing, plusvalenze e minusvalenze) che ordinariamente “per cassa” (come,ad esempio, interessi di mora).
Rimanenze finali, ok alla deduzione - Nel primo anno in cui si applica il regime di cassa, le imprese minori possono dedurre integralmente le rimanenze finali che hanno contribuito a formare il  reddito dell’esercizio precedente secondo il principio della competenza. Il passaggio dal criterio di competenzaa quello di cassa  prevede, quindi, la rilevanza nel 2017, come componente negativo, dell’intero importo delle rimanenze finali 2016.
Criterio di cassa anche per l’Irap - La legge di bilancio 2017 è intervenuta anche sulle modalità di determinazione della base imponibile Irap delle imprese minori. Per questi soggetti, il valore  della produzione netta è calcolato applicando le stesse regole  previste per la determinazione dell’imposta sul reddito. Come per l’Irpef, tutti i componentiche hanno già concorso alla determinazione del reddito, in base alle regole del regime adottato prima del  passaggio a quello nuovo, non assumono rilevanza nella determinazione della base imponibile ai fini Irap degli esercizi successivi.
I nuovi obblighi contabili - Per adeguarli al nuovo regime di cassa, la legge di bilancio 2017ha riorganizzato anche gli adempimenti contabili delle imprese minori. In particolare, il nuovo articolo 18, riformando la disciplina precedente, prevede che, ai fini contabili, le imprese minori possono scegliere di:
a) istituire appositi registri degli incassi e dei pagamenti, dove  annotare in ordine cronologico, rispettivamente, i ricavi incassati  e i costi effettivamente sostenuti. In questo caso tali registri coesistono con i registri Iva, ove obbligatori;
b) utilizzare, come in passato, i registri Iva anche ai fini delle  imposte sul reddito, annotando separatamente le operazioni non  soggette a registrazione ai fini Iva ed effettuando, nel contempo, le annotazioni necessarie a dare rilevanzaai mancati incassi e pagamenti nell’anno di registrazione del documento contabile ai fini Iva;
c) utilizzare i registri Iva anche ai fini delle impostesul reddito,  esprimendo una specifica opzione che consente loro di non annotare  su tali registri gli incassi e i pagamenti. In tal caso opera una  presunzione assoluta, secondo cui il ricavo si intende incassato e il costo pagato alla data di registrazione del documento contabile ai fini Iva.
Resta fermo l’obbligo di separata annotazione delle operazioni non  soggette a registrazione ai fini Iva.
Nelle ipotesi a) e b) le registrazioni dovranno essere eseguite non  oltre 60 giorni dalla data dell’incasso delricavo o dal pagamento della spesa, mentre i componenti positivi e negativi diversi da quelli che concorrono alla determinazione del reddito con il criterio
di cassa devono essere annotati entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.
Regime di cassa: dentro o fuori - Il regime di cassa rappresenta il  regime naturale delle imprese in contabilità semplificata; non è  necessario, quindi, inoltrare alcuna comunicazione all’Amministrazione finanziaria. Possono scegliere di applicare il  regime di cassa anche i forfettari che, in tal caso, devono esprimere una specifica opzione. L’uscita dal regime di cassa avviene per superamento dei limiti previsti dal comma 1 dell’articolo 18 del Dpr  n. 600 del 1973, ovvero esercitando l’apposita opzione per il regime di contabilità ordinaria.
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 4 aprile 2017.
Dal 15 maggio 2017 gli interessi di mora relativi alle somme versate  in ritardo, a seguito della notifica di una cartella di pagamento, saranno ancora più bassi. Il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate di oggi stabilisce, infatti, che il tasso di interesse annuale sarà pari al 3,50%.
Chi pagherà di meno - Il contribuente che riceve una cartella e non  effettua il pagamento entro i 60 giorni dalla notifica, è tenuto a pagare gli interessi di mora ad un tasso determinato annualmente  con provvedimento del Direttore dell’Agenzia. Il tasso d’interesse, che si applica a partire dalla data della notifica della cartella e fino alla data del pagamento, a partire dal 15 maggio prossimo scenderà dal 4,13%al 3,50%annuo. La misura, come previsto dall’art. 30 del decreto del Presidente della Repubblica
n. 602/1973, è stata rideterminata in considerazione della
media dei tassi bancari attivi, in basse alle stime fornite dalla Banca d’Italia.
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