Il trattamento fiscale della distribuzione dei dividendi a soggetti residenti. Le modalità di distribuzione dei dividendi si distinguono in:

Distribuzione a soggetto Ires (tranne l’ente non commerciale). E’ escluso da tassazione il 95% dei dividendi; pertanto, viene assoggettato all’aliquota Ires del 27,5% soltanto il 5% dell’importo dei dividendi .

Distribuzione a ente non commerciale. Il 95% degli utili percepiti non concorre alla formazione del reddito complessivo imponibile, anche se conseguiti nell’esercizio di impresa.

Distribuzione a soggetto Irpef. Occorre distinguere tra i seguenti casi:

Il privato cittadino che vendendo un terreno edificabile, indipendentemente dal periodo di possesso, realizzi un profitto deve assoggettare il guadagno dell’operazione a tassazione. E questo anche nel caso in cui il terreno gli sia pervenuto per donazione o per successione.
L’articolo 67 del DPR 917/86 stabilisce che il guadagno (plusvalenza) realizzato dalla vendita di terreni edificabili è dato dalla differenza tra il corrispettivo percepito nel periodo di imposta, e il prezzo di acquisto del terreno aumentato di ogni altro costo inerente come le spese notarili, le imposte pagate, le provvigioni pagate all’agenzia ecc. ecc.
Per le aree edificabili ereditate per prezzo di acquisto si intende il valore dichiarato nella dichiarazione di successione (definito e liquidato), maggiorato dell'eventuale imposta di successione pagata e di ogni altro costo inerente al bene e rivalutato in base all’indice ISTAT.
La plusvalenza incassata va poi indicata nella dichiarazione dei redditi e assoggettata a tassazione. Qui il contribuente può scegliere (caso per caso) se optare per la tassazione ordinaria o separata.

Non più tardi del 31 gennaio 2016 i dentisti dovranno “comunicare” i dati che servono all’Agenzia delle Entrate per elaborare il 730 precompilato 2016.
Infatti il Decreto Semplificazioni (D.Lgs. n. 175/2014) che ha avviato l’operazione “730 precompilato” - all’articolo 3 – "scarica" sui dentisti (e non solo) l’obbligo di comunicare al Sistema Tessera Sanitaria le prestazioni sanitarie effettuate nel 2015 con la previsione di multe in caso di inosservanza dell’obbligo.
In caso di mancata applicazione dell’obbligo, l’art.23 del nuovo D.Lgs. 158/2015 prevede infatti - una sanzione di 100 euro per ogni comunicazione  - con un tetto massimo di 50mila euro.
Entro gennaio 2016 gli odontoiatri dovranno quindi accreditarsi al sistema Tessera Sanitaria e procedere all’invio telematico delle spese mediche sostenute dai loro pazienti (salva loro opposizione).
I dentisti potranno anche delegare a soggetti terzi a tal fine individuati l’adempimento telematico.
Questo ulteriore “obbligo telematico” comporterà molto probabilmente una diminuzione dei costi per l’Amministrazione ma questo quasi sicuramente si tradurrà in un aumento di costo a carico del paziente, visto che i dentisti, e non solo loro, dovranno dotarsi di software specifici che dialoghino con il sistema Tessera Sanitaria e di certo verrà sottratto il tempo all’ascolto e alla cura del cittadino; il tutto condito dalla previsione di "salate multe".

Benefici gasolio novità 2016

Anche quest’anno gli autotrasportatori che svolgono la loro attività con mezzi di massa massima complessiva uguale o superiore a 7,5 tonnellate e di categoria superiore ad Euro 0,  potranno usufruire del beneficio fiscale previsto il per consumo di gasolio per autotrazione. L’acquisto del gasolio agevolabile va comprovato esclusivamente dalla fattura di acquisto.
Il soggetto interessato a questo credito, deve presentare apposita istanza presso l’Ufficio delle Dogane competente per territorio.
La domanda va presentata con cadenza trimestrale entro il mese successivo alla scadenza del trimestre di riferimento e quindi per i consumi effettuati nel I trimestre 2015, la dichiarazione va presentata entro il 30 aprile c.a. per i consumi del II trimestre la domanda va presentata entro il 31 luglio 2015, per i consumi dal 01 luglio al 30 settembre l'istanza va presentata entro il 31 ottobre e per i consumi del quarto trimestre la domanda va presentata entro il 31 gennaio 2016.
Il credito di imposta trimestrale può essere utilizzato in compensazione con il modello F24 indicando il consueto codice tributo 6740.

L'avviso di accertamento è un documento attraverso il quale l'Agenzia delle Entrate comunica al contribuente un'eventuale incongruenza dei dati relativi al suddetto contribuente, rilevati dall'Agenzia stessa.
All'interno dell'avviso, quindi, vengono proposte le motivazioni, ovvero gli elementi di fatto e di diritto che hanno indotto l'Agenzia delle Entrate a ricalcolare reddito e relative imposte, ed il dettaglio dei calcoli svolti per la richiesta di eventuali maggiori imposte a carico del contribuente.
 
Una volta raggiunto dall'avviso di accertamento, il contribuente ha di fronte sostanzialmente quattro strade:
  • accettare tutte le richieste avanzate dall'Agenzia e fruire di agevolazioni sul pagamento delle sanzioni. Tale comportamentosi definisce giuridicamente acquiescenza (art. 15, d.lgs. 218/97);
  • pagare solamente le sanzioni e fare ricorso per le maggiori imposte (art. 17, d.lgs. 472/97);
  • chiedere all'Agenzia di riesaminare l'avviso di accertamento; cosiddetto riesame in autotutela (art. 2 quater, d.l. 564/94 e d.m. 37/97);
  • presentare ricorso (d.lgs. 546/92 e d.l. 78/2010).

La voluntary disclosure permette al contribuente che detiene illegalmente un patrimonio fuori dal territorio dello Stato, di legittimare il suo stato comunicando volontariamente all’Agenzia delle Entrate le proprie violazioni (Legge n.186 del 15 dicembre 2014).
Per equità è stato disposto che oltre alla voluntary disclosure estera ci sia anche una voluntary disclosure interna che permette anche di regolarizzare anche la propria posizione anche per attività non dichiarate detenute in Italia.

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Clicca qui per scaricare il software per la compilazione dell'istanza di collaborazione volontaria

La circolare del 19/02/2015 chiarisce il trattamento fiscale del rent to buy che consente di prendere in locazione un immobile con opzione di acquisto.

Clicca qui per scaricare la circolare

In caso di definizione agevolata dell'avviso di accertamento (acquiescenza) il pagamento va effettuato con F24.
Per preparare il modello vanno innanzitutto recuperati il "codice ufficio" e il "codice atto" presenti nell'avviso di accertamento. Codice ufficio e codice atto, infatti, devono essere inseriti nella SEZIONE ERARIO (in basso) del modello F24.
 
Per quanto concerne i codici tributo da utilizzare, questi sono segnalati nel paragrafo MODALITA' DI PAGAMENTO per la definizione agevolata dell'accertamento. Nello stesso paragrafo sono espressi l'anno di riferimento e gli importi da versare.
 
Fare molta attenzione ai vari interessi proposti nel riquadro delle MODALITA' DI PAGAMENTO poichè l'Agenzia delle Entrate calcola gli interessi fino ad una certa data (indicata nelle note) che è necessariamente antecedente alla data di notifica al contribuente dell'avviso di accertamento.
In questo modo, gli importi degli interessi calcolati dall'Agenzia sono troppo bassi e quindi vanno ricalcolati in base al giorni in cui si ha intenzione di pagare l'F24. I tassi di interesse da utilizzare per il ricalcolo degli interessi si trovano sempre nel paragrafo MODALITA' DI PAGAMENTO dell'avviso di accertamento.
 
Infine, si ricorda che va utilizzata solamente la SEZIONE ERARIO dell'F24 e non altre.
 
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