Il DL 193 del 22/10/2016 convertito nella L. 225 del 01/12/2016, collegato alla Legge di Bilancio 2017 introduce significative novità “fiscali” tra le quali annoveriamo:
Articolo 1: Dal 01 luglio 2017 Equitalia verrà sciolta e sarà sostituita dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Articolo 4: Viene eliminato lo spesometro annuale che viene sostituito, per il periodo di imposta 2017, con due spesometri semestrali da inviarsi entro il 25 luglio 2017 ed entro il 25 gennaio 2018. Introduzione delle nuove comunicazioni trimestrali delle liquidazioni periodiche IVA con le seguenti scadenze: 1 trimestre entro il 31 maggio, 2 trimestre entro il 16 settembre, 3 trimestre entro il 30 novembre e il 4 trimestre entro il 28 febbraio. Dal 01 gennaio 2017, oltre allo sostituzione dello spesometro annuale, sono eliminati le comunicazioni periodiche black list e i modelli Intra Acquisti. Infine viene previsto che la dichiarazione annuale IVA relativa al periodo di imposta 2016 dovrà essere trasmessa entro il 28 febbraio 2017.
 
Articolo 4 bis: A partire dal 01 gennaio 2018 la fattura per il tax free shopping diventa obbligatoriamente elettronica.
 
Articolo 5: Riscritta la disciplina delle dichiarazioni integrativa a favore che ora possono essere presentate entro il termine di decadenza dell’accertamento fiscale.
 
Articolo 6: Rottamazione cartelle esattoriali.
 
Articolo 7: Nuova voluntary disclosure.
 
Articolo 7 quater: Per i titolari di reddito di impresa (non per i professionisti) scatta la presunzione di evasione per i prelievi di conto corrente superiori  a 1.000 euro al giorno o superiori a 5.000 euro mensili. Dal 01 gennaio 2017 poi viene previsto lo slittamento dal 16 al 30 giugno del termine di versamento delle imposte Irpef, Ires, Irap ed IVA. Infine viene eliminato l’obbligo del modello F24 telematico per i versamenti superiori a 1.000 euro (senza compensazione) effettuati dai privati.
 
Articolo redatto da Francesco Cacchiarelli 18-12-2016
Comunicato stampa INPS del 8/02/2017
Con D.M. 22 dicembre 2016 il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, ha provveduto alla determinazione delle retribuzioni convenzionali che si applicano ai lavoratori operanti all’estero in Paesi extracomunitari con i quali non sono in vigore accordi di sicurezza sociale come disposto dalla legge n. 398/87 (art. 1).
 
La circolare 28 del 7 febbraio 2017 fornisce l’ambito di applicazione le modalità di calcolo della contribuzione e dà istruzioni operative riguardo i soggetti ai quali si applicano le retribuzioni convenzionali per l’anno 2017, richiamando le convenzioni di sicurezza sociale stipulate dall’Italia con Paesi extracomunitari e ricordando, che le retribuzioni convenzionali trovano applicazione, in via residuale, anche nei confronti dei lavoratori operanti in Paesi convenzionati limitatamente alle assicurazioni non contemplate dagli accordi di sicurezza sociale
Comunicato stampa INPS del 22/02/2017
Il Messaggio 738 del 20 febbraio 2017 avvisa che a partire dal 01/03/2017 il Sistema di Gestione della Cassa Integrazione Guadagni con ticket sarà esteso alle domande di CIG Straordinaria.
Tutte le istanze di CIGS presentate dalle aziende mediante MOD cod. SR40 (IG15) a partire dalla predetta data e con decorrenza non antecedente alla stessa, dovranno essere associate a un ticket Uniemens.
Per tutte le aziende è disponibile, sull’ applicazione on line per l’invio delle domande compilate con Digiweb, la nuova funzione “TICKET” dalla quale sarà possibile creare il ticket e associarlo ad una domanda di CIG Straordinaria già inviata.

 

Comunicato stampa ABI del 11/02/17
Tra gennaio 2015 e dicembre 2016 il “Fondo di garanzia prima casa”, istituto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, reso operativo grazie ad un protocollo d’intesa con ABI (Associazione bancaria italiana) e che vede la collaborazione di 167 banche e intermediari finanziari aderenti all’iniziativa, ha ricevuto 14.000 richieste di accesso alle garanzie statali per un valore dei mutui superiore a 1,6 miliardi di euro. Di essi, oltre 1,2 miliardi sono già stati concessi e 387 milioni sono in attesa di essere erogati.
Il Fondo di garanzia, partito con una dotazione di 650 milioni di euro, si conferma un utile strumento di accesso al credito per l’acquisto dell’abitazione principale. Ad oggi le richieste sono giunte in prevalenza da giovani di età inferiore a 35 anni (il 63%), pur se non sussistono limiti di età per l’accesso ad esso.
Il MEF e l’ABI sottolineano come il Fondo rappresenti un importante esempio di collaborazione tra banche e istituzioni pubbliche, al servizio delle famiglie che aspirano ad acquistare l’abitazione principale. Le banche che utilizzano le garanzie del Fondo non possono richiedere ulteriori garanzie ai mutuatari, oltre a quella ipotecaria.
Il ”Fondo di garanzia prima casa” prevede il rilascio di garanzie a copertura del 50% della quota capitale dei mutui ipotecari (fino a 250.000 euro) erogati per l’acquisto (anche con interventi di ristrutturazione e per l’accrescimento dell’efficienza energetica), degli immobili adibiti a prima casa. La garanzia può essere richiesta per l’acquisto di immobili di qualsiasi metratura, purché non di lusso, da soggetti, senza alcun limite di reddito e di età, che alla data di presentazione della domanda non risultino proprietari di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli ricevuti per successione o che siano in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli.
Il Fondo di garanzia prima casa, così come il Fondo di solidarietà per la sospensione delle rate dei mutui che si rivolge alle famiglie in difficoltà economiche, è stato oggetto della campagna #casaconviene (http://www.mef.gov.it/casaconviene/) realizzata dal MEF con la collaborazione di tutte le altre istituzioni coinvolte, pubbliche e private.
Le 167 banche e intermediari finanziari aderenti al Fondo di garanzia (che rappresentano più del 70% in termini di
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 21/02/17
Gli amministratori di condominio possono effettuare l’invio dei dati relativi alle spese di ristrutturazione edilizia e risparmio energetico effettuati sulle parti comuni eccezionalmente, per questo anno, fino al 7 marzo 2017. Queste informazioni, se trasmesse entro questa data, saranno utilizzate per l’elaborazione della dichiarazione precompilata, senza alcun impatto negativo sui contribuenti.
La scelta della nuova data è stata resa necessaria per venire incontro alle esigenze rappresentate dagli amministratori, senza comunque compromettere la tempistica per l’elaborazione della dichiarazione precompilata.
La nuova tempistica per l’invio dei dati - A partire da quest’anno, gli amministratori di condominio devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle spese di ristrutturazione edilizia e risparmio energetico effettuati sulle parti comuni di edifici residenziali entro il 28 febbraio (decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 1° dicembre 2016).
Nei giorni scorsi gli amministratori hanno segnalato delle difficoltà nello svolgimento di tutte le attività necessarie per questo adempimento entro il termine previsto dal decreto. Solo per quest’anno, quindi, saranno considerati validi gli invii dei dati effettuati entro il 7 marzo 2017.
Le Faq online con tutte le informazioni - L’Agenzia delle Entrate, in risposta ai quesiti che pervengono dagli operatori coinvolti, fornisce chiarimenti attraverso delle Faq pubblicate sul proprio sito internet, che vengono costantemente e tempestivamente aggiornate.
Tra le Faq pubblicate, in merito all’indicazione del soggetto a cui è attribuita la spesa, l’Agenzia chiarisce che l’amministratore di condominio deve comunicare il codice fiscale del proprietario o del titolare di un altro diritto reale (ad esempio l’usufruttuario), salvo che quest’ultimo gli abbia comunicato un soggetto diverso (ad esempio il conduttore). L’amministratore, quindi, non deve tener conto dell’intestazione del conto bancario/postale utilizzato dal proprietario o da altri per il pagamento della quota condominiale.

In Italia sono attualmente vietati in pagamenti in contanti pari o superiori a mille euro. Questa è la regola cardine del Decreto SalvaItalia n. 201/2011, convertito in Legge il 22 Dicembre 2011 n. 214 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 27 Dicembre 2011. Negli ultimi anni si è cercato di ridurre drasticamente la soglia massima al di sopra della quale vietare i pagamenti in contanti al fine di contrastare il riciclaggio di proventi di attività criminose e favorire la tracciabilità dei pagamenti, auspicando l’utilizzo di strumenti come i bonifici, i bancomat e le carte di credito, efficaci nella lotta contro l’evasione fiscale.

Questa è stata l'evoluzione nel tempo della normativa e dei limiti via via introdotti:

Articolo 49, Dlgs 231/2007    dal 30.04.2008    da 12.500,00    a  5.000,00

Articolo 32, Dl 112/2008        dal 25.06.2008    da 5.000,00      a 12.500,00

Articolo 20, Dl 78/2010          dal 31.05.2010    da 12.500,00    a  5.000,00

Articolo 2, Dl 138/2011          dal 13.08.2011    da 5.000,00      a  2.500,00

Articolo 12, Dl 201/2011         dal 06.12.2011    da 2.500,00      a  1.000,00
 
Le limitazioni prevedono:

Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 2 dicembre 2016
 
Disponibile la nuova versione della dichiarazione d’intento per acquistare o importare beni e servizi senza applicazione dell’Iva sul sito dell’Agenzia www.agenziaentrate.gov.it. Il provvedimento del Direttore di oggi, infatti, approva un nuovo modello di dichiarazione d’intento con le relative istruzioni e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati. Questo modello sostituisce quello approvato con il provvedimento del 12 dicembre 2014 e modificato con provvedimento dell’11 febbraio 2015.
Come presentare il modello - Gli esportatori abituali potranno presentare la nuova dichiarazione in via telematica all’Agenzia, utilizzando il software “Dichiarazione d’intento” disponibile gratuitamente sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it.
Il modello approvato oggi può essere utilizzato per le dichiarazioni d’intento relative alle operazioni di acquisto da effettuare a partire dal 1° marzo 2017.
I cittadini che non sono in possesso di un apparecchio televisivo hanno tempo fino al 31 gennaio 2017 per comunicarlo all’Agenzia delle Entrate, presentando il modello di dichiarazione sostitutiva disponibile online per il caso di non detenzione dell’apparecchio.
Tuttavia, visto che la prima rata per il canone tv dell’anno 2017 scatta già a partire dal prossimo gennaio, per evitare il primo addebito e di dover richiedere il rimborso, è preferibile presentare la dichiarazione sostitutiva in via telematica entro la fine di dicembre (o entro il 20 dicembre se viene presentata per posta).
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