Con il comma 626 della Legge 11 dicembre 2016, n. 232 ("Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019") il legislatore ha introdotto la seguente norma: "Per l'anno 2017, nel limite complessivo di 15 milioni di euro, secondo i criteri e le modalità di cui all'articolo 1, comma 984, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, agli studenti iscritti ai licei musicali e agli studenti iscritti ai corsi preaccademici, ai corsi del precedente ordinamento e ai corsi di diploma di I e di II livello dei conservatori di musica, degli istituti superiori di studi musicali e delle istituzioni di formazione musicale e coreutica autorizzate a rilasciare titoli di alta formazione artistica, musicale e coreutica ai sensi dell'articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212, è concesso un contributo una tantum pari al 65 per cento del prezzo finale, per un massimo di euro 2.500, per l'acquisto di uno strumento musicale nuovo, coerente con il corso di studi".
 
Come si evince dal testo del comma sopracitato, la norma ricalca la disposizione dell'anno precedente introdotta con la legge di stabilità 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208 - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato) con due sostanziali miglioramenti: in primo luogo vi è una più ampia platea di soggetti beneficiari e, in secondo luogo, la misura dello sconto passa dal bonus di 1.000 euro (comunque in misura non eccedente il prezzo di acquisto dello strumento) al limite del 65 per cento del prezzo finale dello strumento, comprensivo di IVA, e fino ad un massimo di 2.500 euro.
 
Il contributo - concesso per l’acquisto di un solo strumento musicale nuovo che sia considerato coerente con il corso di studi - spetta una sola volta, anche in caso di acquisto di un singolo componente dello strumento quale, ad esempio, il piatto della batteria, ma non compete per l’acquisto di beni di consumo quali, ad esempio, corde o ance.
Per fruire del contributo gli studenti devono essere in regola con il pagamento delle tasse e dei contributi dovuti per l’iscrizione all’anno 2016-2017 o all’anno 2017-2018 e richiedere al proprio istituto, che è tenuto al relativo rilascio senza imposta di bollo, un certificato d’iscrizione dove l’istituto attesta la sussistenza dei requisiti richiesti dalla procedura.
Al momento dell’acquisto dello strumento, lo studente deve esibire tale certificato al rivenditore che documenta la vendita mediante fattura.

L'Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento del Direttore emanato il 14 marzo 2017, specifica che la procedura telematica attraverso la quale i rivenditori possono chiedere il credito d’imposta sarà resa disponibile a decorrere dal 20 aprile 2017.
Inoltre, esso è corredato di due allegati, forniti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, recanti, rispettivamente, (all. 1) gli elenchi degli istituti musicali ai quali gli studenti devono essere iscritti per accedere al bonus, suscettibile di integrazioni e/o modificazioni dipendenti da eventuali variazioni dell’offerta formativa che dovessero intervenire in corso d’anno, e (all. 2) gli elenchi degli strumenti con essi coerenti
.
 
Articolo redatto dal Dott. Riccardo Cerulli - 12/04/2017
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 20 marzo 2017.
I contribuenti checompensano crediti e imposte epresentano in ritardo il modello F24 a saldo  zero  possono  mettersi  in  regola  e  beneficiare  delle  sanzioni  ridotte previste  dal ravvedimento operoso (art. 13 del Dlgs n. 472/1997). Nellarisoluzione n. 36/E di oggi, infatti, l’Agenzia
delle  Entrate chiarisce  quali  sono  gli  importi  da  pagare  in  caso di omessa o ritardata presentazione del modello F24 a saldo zero, a seconda del momento in cui il contribuente regolarizza la violazione.
Quando l’errore viene corretto entro 90 giorni-Nel documento di prassi, le Entrate ricordano che la sanzione prevista dalla leggeper l’omessa presentazione del modello in cui si effettua la compensazione,dal primo gennaiodel 2016 è in generale di 100euro. La  sanzione scende  a 50 eur,  però,se il  ritardo  non  supera cinque  giorni  lavorativi.
Pertanto, poiché in  caso  di  ravvedimento  operoso entro  90  giorni
dall’omissione  la sanzione si riduce di 1/9, in questaipotesile somme da versare saranno:
-5,56  euro  (1/9  di 50euro),se il  modellodi  pagamento  a  saldo  zero  viene presentatocon un ritardo non superiore a cinque giorni lavorativi
-11,11euro  (1/9  di 100euro),se il  modelloF24 viene  presentatocon  un ritardo superiore a cinque giorni lavorativi ma entronovanta giorni dall’omissione
Sel’errore viene corretto dopo 90 giorni-Se il contribuente intende regolarizzare la propria  posizione  con  il  Fisco,  ma  sono  già trascorsi  90  giorni  dalla  scadenza, invece, gli importi previsti dal nuovo ravvedimento sonoi seguenti:
-12,50euro(1/8  di  100  euro) se  la  delega  di  pagamento  a  saldo zero viene presentata entro un anno dall’omissione
-14,29euro(1/7  di  100  euro)se il  modello  F24  a  saldo  zeroviene presentato entro dueanni dall’omissione
-16,67euro (1/6di 100 euro) sel’F24 a saldo zero viene presentato superati idue anni dall’omissione
-20euro(1/5  di  100  euro) se il  contribuente  si  ravvededopo che  la
violazione viene constatata con un processo verbale.
Comunicato stampa INPS del 17/03/2017
La circolare 39 del 27 febbraio 2017 dell’Inps disciplina la prestazione di sostegno alla natalità che consiste nel premio di 800 euro per la nascita o l’adozione di un minore, introdotta dalla legge di Bilancio 2017 a favore della madre o della futura madre (articolo 1, comma 353, legge 11 dicembre 2016, n. 232).
 
A seguito di un approfondimento su alcuni aspetti applicativi, l’Istituto ha emanato una nuova circolare, la numero 61 del 16 marzo 2017, per chiarire i requisiti generali di accesso e gli eventi coperti dalla nuova prestazione a sostegno della natalità.

Dal 01 gennaio 2017 il tasso degli interessi legali, ex articolo 1284 del Codice Civile, passa dall'0,2% allo 0,1%.

A stabilirne la diminuzione è il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 7 dicembre 2016, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 14 dicembre 2016, n. 291.

Oltre ai riflessi sulla domanda di investimenti, sui mutui e sui finanziamenti, la variazione del tasso di interesse si fa sentire in particolare in ambito fiscale, per le somme da versare a titolo di ravvedimento operoso.

Con questa diminuzione dal 2017 il ravvedimento sarà ancora più conveniente. Infatti per sanare gli omessi, insufficienti o tardivi pagammenti, oltre alla sanzione ridotta, bisogna anche conteggiare gli interessi di mora calcolati al tasso legale. Così il contribuente che intende ravvedere nel 2017 violazioni intervenute fino al 31 dicembre 2016, dovrà conteggiare:

  • gli interessi di mora al tasso legale dello 0,2% per il periodo che va dal giorno successivo alla data di mancato adempimento fino al 31.12.2016;
  • gli interessi di mora al tasso legale dello 0,1% per il periodo che va dal 01.01.2017 alla data di regolarizzazione della violazione.

Comunicato stampa INPS del 17/03/2017
Nella circolare n. 60 del 16 marzo 2017 sono fornite le prime istruzioni applicative sul cumulo di periodi assicurativi non coincidenti degli iscritti a due o più forme di assicurazione gestite dall’Inps (lavoratori dipendenti, autonomi, gestione separata e forme sostitutive ed esclusive), al fine di conseguire un’unica pensione, secondo quanto disposto dalla legge 232/2016, che ha modificato quanto già previsto dalla legge 228/2012.
 
In base alla legge 232/2016 dal 1° gennaio 2017 la facoltà di cumulo dei periodi assicurativi può essere esercitata per conseguire la pensione di vecchiaia anche da coloro che sono già in possesso dei requisiti per il diritto autonomo al trattamento pensionistico in una delle gestioni interessate oppure per conseguire la pensione anticipata con i requisiti previsti dalle norme in vigore, compreso l’adeguamento agli incrementi della speranza di vita.
Comunicato stampa INPS del 09/03/2017
Con il Comunicato sulla G.U. 47 del 25 febbraio 2017 Il Dipartimento delle politiche per la famiglia ha reso noto che la variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, è risultata pari a - 0,1 per cento.
La Circolare 55 del 8 marzo 2017 riporta gli Importi delle prestazioni sociali e dei limiti di reddito validi per l'anno 2017 e precisa che come detto nel Comunicato, restano fermi anche per l’anno 2017 la misura e i requisiti economici dell’assegno al nucleo familiare numeroso e dell’assegno di maternità.
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 15/03/2017
Pronte le indicazioni per gli studenti che intendono acquistare uno strumento musicale nuovo usufruendo del contributo previsto dalla Legge di bilancio 2017, sotto forma di sconto del prezzo di vendita praticato dal rivenditore o produttore. Con il provvedimento pubblicato oggi, l’Agenzia chiarisce chi può accedere al beneficio, come ottenere l’agevolazione e le modalità con cui i venditori, a loro volta, possono recuperare tramite credito d’imposta lo sconto riconosciuto agli acquirenti. Il contributo spetta per gli acquisti effettuati nel 2017 per un importo non superiore al 65 per cento del prezzo finale, per un massimo di 2.500 euro.
Chi può richiedere lo sconto - Il bonus è riservato agli studenti iscritti ai licei musicali, corsi preaccademici, corsi del precedente ordinamento e corsi di diploma di I e di II livello dei conservatori di musica, degli istituti superiori di studi musicali e delle istituzioni di formazione musicale e coreutica autorizzate a rilasciare titoli di alta formazione artistica, musicale e coreutica. Il provvedimento, che contiene l’elenco degli istituti riconosciuti ai fini dell’agevolazione, specifica che per accedere al bonus è necessario essere in regola con il pagamento delle tasse e dei contributi dovuti per l’iscrizione all’anno 2016-2017 o 2017-2018.
Che cosa deve fare lo studente - Il contributo è concesso per l’acquisto di uno strumento musicale nuovo, coerente con il corso di studi cui è iscritto lo studente, o considerato “affine” o “complementare”. Per accedere all’agevolazione occorre richiedere all’istituto un certificato di iscrizione che riporti alcuni dati principali (cognome, nome, codice fiscale, corso e anno di iscrizione, strumento musicale coerente con il corso di studi) da consegnare al rivenditore all’atto dell’acquisto. Il contributo spetta una tantum per gli acquisti effettuati nel 2017, per un importo non superiore al 65 per cento del prezzo finale, per un massimo di 2.500 euro. Agli studenti che hanno già beneficiato della agevolazione per l’acquisto di uno strumento musicale nel 2016, lo sconto spetta al netto del contributo già fruito.
Il credito d’imposta per il rivenditore o produttore - Lo sconto sul prezzo di vendita diventa un credito d’imposta per il rivenditore o produttore, fino a concorrenza dei 15 milioni di euro disponibili, che verranno assegnati in ordine cronologico. Prima di concludere la vendita, l’esercente deve comunicare all’Agenzia il proprio codice fiscale, quello dello studente e dell’istituto che ha rilasciato il certificato di iscrizione, lo strumento musicale, il prezzo di vendita comprensivo del contributo e dell’imposta sul valore aggiunto. Le comunicazioni devono essere effettuate a decorrere dal 20 aprile 2017 utilizzando i canali telematici Entratel o Fisconline, anche tramite intermediario. Il sistema telematico rilascerà apposita ricevuta attestante la fruibilità o meno del credito di imposta nel limite delle risorse stanziate, in ragione della correttezza dei dati e tenendo conto dell’eventuale contributo già utilizzato dallo studente nel 2016. A partire del secondo giorno lavorativo successivo alla data di rilascio della ricevuta, il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici Entratel o Fisconline e indicando il codice tributo 6865.
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 10/03/2017
Agevolazioni per ricerca e sviluppo, via libera alle spese sostenute per la realizzazione di progetti di ricerca commissionati nell’interesse di terzi. Con la risoluzione n. 32/E di oggi, infatti, l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sulla fruibilità del credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, in presenza di progetti realizzati a favore di soggetti diversi dal committente.
Le attività di ricerca a favore di terzi - Il documento di prassi esamina la fattispecie di un’associazione di cooperative che commissiona ad un ente di ricerca l’esecuzione di alcuni progetti attinenti il campo di attività di alcune delle proprie associate. In base al contratto stipulato dal committente con l’ente di ricerca, i progetti saranno realizzati nell’interesse delle associate e i risultati saranno destinati a favore di una specifica cooperativa - scelta tra le proprie associate - che subentrerà successivamente in tutti i diritti e gli obblighi derivanti dal contratto. Al pagamento delle spese relative a questi progetti provvederà integralmente la cooperativa destinataria degli stessi. Le Entrate specificano che se i progetti di ricerca commissionati sono conformi ai requisiti che danno diritto all’agevolazione introdotta dal Dl n. 145/2013, è possibile fruire del credito di imposta per i costi sostenuti nella misura del 50%, come modificata dalla legge di bilancio 2017, non rilevando le modalità utilizzate per commissionare l’attività di ricerca. Di conseguenza, i costi sostenuti dalla società cooperativa beneficiaria dell’attività di ricerca rientrano tra quelli ammessi al beneficio.
Le recenti novità dell’agevolazione - La legge di bilancio 2017 ha recentemente prorogato di un anno il periodo di tempo nel quale possono essere effettuati gli investimenti ammissibili (fino al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020) e ha potenziato il beneficio prevedendo, tra l’altro, con decorrenza dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016, l’applicazione di un’aliquota unica del 50%, a prescindere dalla tipologia di investimenti effettuati.
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