La rapida successione delle modifiche apportate alla data di presentazione della dichiarazione annuale IVA e dell’abrogazione dell’invio della comunicazione annuale dati IVA potrebbe aver generato dei dubbi sui corretti termini di invio della dichiarazione IVA relativo al periodo di imposta 2015. Diciamo subito che nulla è cambiato rispetto all’anno scorso e che per le novità c’è ancora tempo !

Ma procediamo con ordine. La Legge di Stabilità del 2015 (Legge n.190/2014) aveva apportato importanti modifiche  alla dichiarazione IVA prevedendo già dal 2016 l’abrogazione della comunicazione annuale dati IVA e la presentazione della dichiarazione IVA - solo in forma autonoma -  senza possibilità di inclusione del modello nella dichiarazione Unica – da effettuare entro il 29 febbraio 2016. Correlativamente saltava la possibilità di pagare il saldo IVA entro il termine di versamento delle imposte dovute in base alla dichiarazione unificata.
In modo del tutto inaspettato la Legge di conversione del Decreto Milleproroghe (Legge 11/2015 in G.U. n. 49/2015), prorogava i nuovi adempimenti IVA di un ulteriore anno e quindi le novità IVA previste dalla Legge n. 190/2014 slittavano all’anno 2017.

 

Per quest’anno i termini IVA non subiscono variazioni e quindi:

Le spese per attività sportive, come quelle relative all’iscrizione annuale e l’abbonamento, sostenute per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, corrisposte ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture e impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica, danno diritto ad una detrazione del 19%.
L’importo da considerare non può essere superiore per ciascun ragazzo a 210,00 euro.

La detrazione può essere ripartita tra gli aventi diritto (ad esempio i genitori). In questo caso sul documento di spesa va indicata la quota detratta da ognuno di essi. La spesa complessiva non può comunque superare 210 euro per ciascun ragazzo.
Per fruire della detrazione il contribuente deve acquisire e conservare il bollettino bancario o postale, o la fattura, ricevuta o quietanza di pagamento da cui risulti:

La Legge di Stabilità 2015 (L. n. 190/2014) ha introdotto un’importante novità in ambito fiscale per i contribuenti persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni: si tratta del cosiddetto Regime forfettario.
Secondo l’intenzione del Legislatore, tale Regime forfettario andava a sostituire i regimi fiscali agevolati finora presenti nella normativa vigente. La Legge di Stabilità 2015 abrogava infatti sia il regime dei c.d. “Contribuenti minimi” sia il c.d. “Forfettino”. Con il Decreto Milleproroghe (D.L. 192/2014 coordinato con la Legge di conversione n. 11/2015), però, è arrivata la proroga per i contribuenti minimi (imposta sostitutiva al 5%) per tutto il 2015, creando così una situazione di “doppio binario” per le nuove attività.

Il trattamento fiscale della distribuzione dei dividendi a soggetti residenti. Le modalità di distribuzione dei dividendi si distinguono in:

Distribuzione a soggetto Ires (tranne l’ente non commerciale). E’ escluso da tassazione il 95% dei dividendi; pertanto, viene assoggettato all’aliquota Ires del 27,5% soltanto il 5% dell’importo dei dividendi .

Distribuzione a ente non commerciale. Il 95% degli utili percepiti non concorre alla formazione del reddito complessivo imponibile, anche se conseguiti nell’esercizio di impresa.

Distribuzione a soggetto Irpef. Occorre distinguere tra i seguenti casi:

Il privato cittadino che vendendo un terreno edificabile, indipendentemente dal periodo di possesso, realizzi un profitto deve assoggettare il guadagno dell’operazione a tassazione. E questo anche nel caso in cui il terreno gli sia pervenuto per donazione o per successione.
L’articolo 67 del DPR 917/86 stabilisce che il guadagno (plusvalenza) realizzato dalla vendita di terreni edificabili è dato dalla differenza tra il corrispettivo percepito nel periodo di imposta, e il prezzo di acquisto del terreno aumentato di ogni altro costo inerente come le spese notarili, le imposte pagate, le provvigioni pagate all’agenzia ecc. ecc.
Per le aree edificabili ereditate per prezzo di acquisto si intende il valore dichiarato nella dichiarazione di successione (definito e liquidato), maggiorato dell'eventuale imposta di successione pagata e di ogni altro costo inerente al bene e rivalutato in base all’indice ISTAT.
La plusvalenza incassata va poi indicata nella dichiarazione dei redditi e assoggettata a tassazione. Qui il contribuente può scegliere (caso per caso) se optare per la tassazione ordinaria o separata.

Non più tardi del 31 gennaio 2016 i dentisti dovranno “comunicare” i dati che servono all’Agenzia delle Entrate per elaborare il 730 precompilato 2016.
Infatti il Decreto Semplificazioni (D.Lgs. n. 175/2014) che ha avviato l’operazione “730 precompilato” - all’articolo 3 – "scarica" sui dentisti (e non solo) l’obbligo di comunicare al Sistema Tessera Sanitaria le prestazioni sanitarie effettuate nel 2015 con la previsione di multe in caso di inosservanza dell’obbligo.
In caso di mancata applicazione dell’obbligo, l’art.23 del nuovo D.Lgs. 158/2015 prevede infatti - una sanzione di 100 euro per ogni comunicazione  - con un tetto massimo di 50mila euro.
Entro gennaio 2016 gli odontoiatri dovranno quindi accreditarsi al sistema Tessera Sanitaria e procedere all’invio telematico delle spese mediche sostenute dai loro pazienti (salva loro opposizione).
I dentisti potranno anche delegare a soggetti terzi a tal fine individuati l’adempimento telematico.
Questo ulteriore “obbligo telematico” comporterà molto probabilmente una diminuzione dei costi per l’Amministrazione ma questo quasi sicuramente si tradurrà in un aumento di costo a carico del paziente, visto che i dentisti, e non solo loro, dovranno dotarsi di software specifici che dialoghino con il sistema Tessera Sanitaria e di certo verrà sottratto il tempo all’ascolto e alla cura del cittadino; il tutto condito dalla previsione di "salate multe".

Benefici gasolio novità 2016

Anche quest’anno gli autotrasportatori che svolgono la loro attività con mezzi di massa massima complessiva uguale o superiore a 7,5 tonnellate e di categoria superiore ad Euro 0,  potranno usufruire del beneficio fiscale previsto il per consumo di gasolio per autotrazione. L’acquisto del gasolio agevolabile va comprovato esclusivamente dalla fattura di acquisto.
Il soggetto interessato a questo credito, deve presentare apposita istanza presso l’Ufficio delle Dogane competente per territorio.
La domanda va presentata con cadenza trimestrale entro il mese successivo alla scadenza del trimestre di riferimento e quindi per i consumi effettuati nel I trimestre 2015, la dichiarazione va presentata entro il 30 aprile c.a. per i consumi del II trimestre la domanda va presentata entro il 31 luglio 2015, per i consumi dal 01 luglio al 30 settembre l'istanza va presentata entro il 31 ottobre e per i consumi del quarto trimestre la domanda va presentata entro il 31 gennaio 2016.
Il credito di imposta trimestrale può essere utilizzato in compensazione con il modello F24 indicando il consueto codice tributo 6740.

L'avviso di accertamento è un documento attraverso il quale l'Agenzia delle Entrate comunica al contribuente un'eventuale incongruenza dei dati relativi al suddetto contribuente, rilevati dall'Agenzia stessa.
All'interno dell'avviso, quindi, vengono proposte le motivazioni, ovvero gli elementi di fatto e di diritto che hanno indotto l'Agenzia delle Entrate a ricalcolare reddito e relative imposte, ed il dettaglio dei calcoli svolti per la richiesta di eventuali maggiori imposte a carico del contribuente.
 
Una volta raggiunto dall'avviso di accertamento, il contribuente ha di fronte sostanzialmente quattro strade:
  • accettare tutte le richieste avanzate dall'Agenzia e fruire di agevolazioni sul pagamento delle sanzioni. Tale comportamentosi definisce giuridicamente acquiescenza (art. 15, d.lgs. 218/97);
  • pagare solamente le sanzioni e fare ricorso per le maggiori imposte (art. 17, d.lgs. 472/97);
  • chiedere all'Agenzia di riesaminare l'avviso di accertamento; cosiddetto riesame in autotutela (art. 2 quater, d.l. 564/94 e d.m. 37/97);
  • presentare ricorso (d.lgs. 546/92 e d.l. 78/2010).

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