Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 17 novembre 2016
 
Nuova tranche di alert dell’Agenzia anche per chi ha compilato solo in parte la dichiarazione
I contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione Iva per il 2015 o che l’hanno presentata compilando solo il quadro VA possono ancora rimediare da soli e pagare sanzioni ridotte senza ricevere controlli. Per ricordare questa opportunità, l’Agenzia delle Entrate sta inviando delle mail agli indirizzi di posta elettronica certificata (Pec) dei contribuenti interessati, in modo da permettergli di controllare ed eventualmente correggere la propria posizione.
Con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate pubblicato oggi, sono indicate le modalità con cui vengono messe a disposizione dei contribuenti le informazioni da verificare per assicurarsi le sanzioni ridotte previste dal ravvedimento operoso. Oltre alle mail certificate, le comunicazioni saranno disponibili all’interno del Cassetto fiscale, presente all’interno dell’area riservata dei servizi telematici dell’Agenzia, in modo da raggiungere anche chi non ha un indirizzo Pec attivo, oppure non registrato nei pubblici elenchi.
Pochi passi per mettersi in regola - I contribuenti che non hanno ancora presentato la dichiarazione IVA relativa al periodo d’imposta 2015 possono regolarizzare la propria posizione avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso, presentando il modello dichiarativo entro il 29 dicembre 2016 versando le imposte, se dovute, gli interessi e le sanzioni in misura ridotta.
Coloro che hanno presentato la dichiarazione IVA compilando solo il quadro VA possono regolarizzare gli errori eventualmente commessi mediante la presentazione di una dichiarazione integrativa, il versamento delle maggiori imposte dovute, degli interessi e delle seguenti sanzioni:
  • 250 euro che si riducono a un nono (27,78 euro) se la correzione avviene entro il 29 dicembre 2016. Rimane comunque ferma la necessità di regolarizzare anche l’eventuale violazione di omesso versamento;
  • per la violazione di infedele dichiarazione in misura ridotta, a seconda del momento in cui interviene il versamento, se la correzione avviene dopo il 29 dicembre 2016.
I canali dell’Agenzia per dare chiarimenti o ricevere informazioni - Se il contribuente ha assolto correttamente i suoi obblighi dichiarativi, potrà comunicarlo immediatamente alle Entrate telefonando al numero 848.800.444 da telefono fisso (tariffa urbana a tempo) oppure al numero 06.96668907 da telefono cellulare (costo in base al piano tariffario applicato dal proprio gestore), dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, selezionando l’opzione “servizi con operatore > comunicazione dalla Direzione Centrale Accertamento”. La richiesta di informazioni può essere presentata anche tramite gli intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni.
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 11 novembre 2016
 
Il formato fatturaPA, utilizzato per la formazione e trasmissione delle fatture elettroniche verso le Pubbliche Amministrazioni, è stato adeguato per permettere anche la fatturazione elettronica tra privati, a partire dal 1° gennaio 2017. Le nuove specifiche tecniche del formato fatturaPA sono state aggiornate e pubblicate sul sito www.fatturapa.gov.it.
Il nuovo formato sarà utilizzato sia per la fatturazione elettronica verso la Pa sia per la fatturazione elettronica tra privati, secondo un unico tracciato XML e sempre attraverso il Sistema di Interscambio (SdI), che sarà a disposizione anche per i rapporti commerciali tra privati, come previsto dal Dlgs n. 127/2015.
Le Pubbliche Amministrazioni e i loro fornitori, oltre a tutti i soggetti che intendono utilizzare il Sistema di Interscambio per la fatturazione tra privati, dovranno quindi configurare i propri sistemi informatici per utilizzare, a partire dal prossimo 1° gennaio, esclusivamente il nuovo tracciato XML ed il relativo schema XSD per tutte le trasmissioni di fatturazione.
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 25 ottobre 2016
 
Waiver sempre necessario per le operazioni fino al 22 febbraio 2015
Il waiver svizzero perde efficacia automaticamente con l’entrata in vigore del Protocollo di modifica della Convenzione contro le doppie imposizioni tra l’Italia e la Confederazione Svizzera firmato il 23 febbraio 2015, ma solo per le operazioni intervenute a partire da tale data. Di conseguenza, anche dopo il 13 luglio 2016 (data di entrata in vigore del Protocollo) è comunque necessario produrre il waiver, nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria, se non è stato ancora trasmesso all’Agenzia delle Entrate.
L’Agenzia, con una nota diramata agli uffici il 24 ottobre 2016, risponde così alle richieste di chiarimenti di numerosi contribuenti e professionisti e precisa che, qualora nel testo dei waiver rilasciati dopo il 13 luglio 2016 venga specificato che l’autorizzazione ha un’efficacia temporale limitata alle operazioni intervenute fino al 22 febbraio 2015, il waiver potrà essere considerato comunque valido in quanto tale precisazione non inficia né il contenuto autorizzativo né il periodo temporale di efficacia dello stesso che va dal primo gennaio dell’anno di imposta successivo all’ultimo indicato nell’istanza al 22 febbraio 2015.
Con riferimento invece ai waiver già rilasciati in data anteriore al 13 luglio scorso, l’Agenzia ribadisce che resta ferma la loro piena efficacia e vincolatività per gli intermediari svizzeri qualora gli Uffici dell’Agenzia abbiano necessità, nel corso di attività istruttorie attuali e future, di attivare il cd. monitoraggio rafforzato per il periodo anteriore al 23 febbraio 2015, data di entrata in vigore dello scambio di informazioni con la Svizzera.
Si ricorda che, presentando il waiver, il contribuente può ottenere la riduzione delle sanzioni della metà del minimo edittale per le violazioni degli obblighi dichiarativi, previsti dall’art. 4 del Dl n. 167/1990, anche se mantiene o trasferisce le attività finanziarie, oggetto della procedura di collaborazione volontaria presso un intermediario fuori dall’Italia o dagli Stati membri dell’Ue o aderenti al See. Inoltre, al contribuente che presenta il waiver non si applica il raddoppio dei termini (articolo 12, commi 2-bis e 2-ter, del Dl n. 78/2009), nel caso in cui le attività finanziarie continuino a essere detenute in Svizzera.

TABELLA INTERESSI LEGALI art. 1284 Codice Civile

Dal

Al

Interessi legali

Disposizione Normativa

16.12.1990

31.12.1996

10,0%

Legge 26/11/1990, n. 353

01.01.1997

31.12.1998

5,0%

Legge 23/12/1996, n. 662

01.01.1999

31.12.2000

2,5%

D.M. 10 dicembre 1998

01.01.2001

 31.12.2001

3,5%

D.M. 11 dicembre 2000

01.01.2002

31.12.2003

3,0%

D.M. 11 dicembre 2001

01.01.2004

31.12.2007

2,5%

D.M. 01 dicembre 2003

01.01.2008

31.12.2009

3,0%

D.M. 12 dicembre 2007

01.01.2010

31.12.2010 

1,0%

D.M. 04 dicembre 2009

01.01.2011

31.12.2011

1,5%

D.M. 07 dicembre 2010

01.01.2012

31.12.2013 2,5% D.M. 12 dicembre 2011
01.01.2014 31.12.2014 1,0% D.M. 12 dicembre 2013

 

 

Le spese per attività sportive, come quelle relative all’iscrizione annuale e l’abbonamento, sostenute per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, corrisposte ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture e impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica, danno diritto ad una detrazione del 19%.
L’importo da considerare non può essere superiore per ciascun ragazzo a 210,00 euro.

La detrazione può essere ripartita tra gli aventi diritto (ad esempio i genitori). In questo caso sul documento di spesa va indicata la quota detratta da ognuno di essi. La spesa complessiva non può comunque superare 210 euro per ciascun ragazzo.
Per fruire della detrazione il contribuente deve acquisire e conservare il bollettino bancario o postale, o la fattura, ricevuta o quietanza di pagamento da cui risulti:

Il bollo - o tassa automobilistica - è una tassa di proprietà del veicolo che trova la sua fonte normativa nel Decreto del Presidente della Repubblica n. 39 del 5 febbraio 1953, denominato Testo unico delle leggi sulle tasse automobilistiche, più volte modificato.
Oltre ai proprietari, sono tenuti al pagamento del bollo anche gli usufruttuari, gli acquirenti con patto di riservato dominio ovvero gli utilizzatori a titolo di locazione finanziaria (leasing) i quali risultano iscritti nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA).
Il tributo è di natura locale - gravante su auto e motoveicoli immatricolati nella Repubblica Italiana - e si versa alle regioni di residenza o alle province autonome di Bolzano e Trento, eccezion fatta per il Friuli Venezia Giulia e la Sardegna, per le quali la tassa è gestita dall’Agenzia delle Entrate.Ai fini del calcolo della tassa automobilistica, l’Agenzia mette a disposizione sul proprio sito web, nella sezione “servizi on line”, due software ah hoc: il primo richiede la sola targa dell’autoveicolo, mentre il secondo software effettua il calcolo in base al complesso dei dati (categoria, targa, regione di residenza, mese di scadenza, mesi di validità ed eventuali codici di riduzione).
 
Discorso a parte merita il cosiddetto “superbollo”.
Con il Decreto.legge n. 98 del 6 luglio 2011 - Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria - convertito con modificazioni dalla Legge n. 111 del 15 luglio 2011, il legislatore introduce con l’art. 23, comma 21 la seguente disposizione: “A partire dall'anno 2011, per le autovetture e per gli autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose è dovuta una addizionale erariale della tassa automobilistica, pari ad euro dieci per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a duecentoventicinque chilowatt, da versare alle entrate del bilancio dello Stato. A partire dall'anno 2012 l'addizionale erariale della tassa automobilistica di cui al primo periodo è fissata in euro 20 per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a centottantacinque chilowatt. …”.
In questo modo, quindi, si definisce un’addizionale erariale sulle tasse automobilistiche legata alla potenza del mezzo di trasporto.
A partire dal 2012, inoltre, l’addizionale è ridotta dopo cinque, dieci e quindici anni dalla data di costruzione del veicolo, rispettivamente, al 60, al 30 ed al 15 per cento e non è più dovuta decorsi venti anni dalla data di costruzione.
Il pagamento avviene tramite il modello di pagamento denominato “F24 Versamenti con elementi identificativi” e, per quanto concerne il calcolo del super bollo, la stessa Agenzia, come per la tassa automobilistica, ha dotato il proprio sito internet di un software gratuito.

A questo punto, è opportuno fare chiarezza sulla differenza tra il concetto di kiloWatt (kW) e “cavallo” come unità di misura della potenza del veicolo. La potenza effettiva del motore è riportata sulla Carta di circolazione alla voce P.2 e si misura in kiloWatt secondo il sistema ufficialmente adottato dalla Ue nel 1982.
D’altra parte, però, è ancora utilizzato il termine “cavallo” per indicare la potenza di un veicolo, ma tale unità di misura non va confusa con il kiloWatt poiché un kW equivale ad 1,36 cavalli, per cui - a titolo di esempio - un motore da 100 kiloWatt esprime 136 cavalli.
 
Articolo redatto dal Dott. Riccardo Cerulli - 14/10/2016
Con la Risoluzione n. 60/E del 28 giugno 2010 avente ad oggetto la registrazione dell’accordo di riduzione del canone di locazione, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito gli adempimenti fiscali ed amministrativi da porre in essere nell'ipotesi di diminuzione del canone di locazione di un contratto, sia abitativo che commerciale, in corso.
Per l'intesa consensuale intervenuta tra il locatore ed il conduttore per la diminuzione del canone di affitto dell'iniziale contratto non sussiste l'obbligo, ai fini dell'imposta di registro, di comunicare tale modifica all'Amministrazione finanziaria. Si precisa però, che il patto di riduzione dell'affitto può comportare una diminuzione della base imponibile ai fini dell'imposta di registro, delle imposte sui redditi e dell'Iva, e conseguentemente, il pagamento di una minore imposta. A tal fine va attribuita data certa all'accordo e la registrazione è senza dubbio lo strumento più appropriato per attribuire la certezza della data ad un atto di fronte ai terzi (art. 2704 c.c.). Dal 13 settembre 2014, ai sensi e per gli effetti dell'art. 19 del decreto legge n. 133 (Sblocca Italia), la registrazione volontaria dell'accordo avente ad oggetto esclusivamente la diminuzione del canone di affitto non scaduto, è esente dalle imposte di registro (67,00) e di bollo (16,00).
 
Fac simile del testo dell'accordo - Con la seguente scrittura privata, valida a tutti gli effetti di legge, le parti:

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Le altre guide per ottenere gli sconti fiscali e per il corretto adempimento delle obbligazioni tributarie:
 
 
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