Scheda informativa benefici gasolio autotrazione 2016 nel settore del trasporto

Importo rimborsabile
Per i consumi del gasolio per autotrazione documentato da fatture di acquisto, anche per l'anno 2016 è previsto un credito di imposta. La misura del beneficio riconoscibile è pari ad euro 214,18609 per mille litri di gasolio, in relazione ai consumi effettuati tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2016.

Aventi diritto
In linea generale gli esercenti l’attività di autotrasporto merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate e di categoria pari ad Euro 3 e superiori.

Termini di presentazione della dichiarazione
I soggetti interessati devono presentare apposito modello presso l’Ufficio delle Dogane competente per territorio. La domanda va presentata - con cadenza trimestrale - entro il mese successivo alla scadenza del trimestre di riferimento e quindi per i consumi effettuati nel I trimestre 2016, la dichiarazione va presentata entro il 02 maggio 2016 (30 aprile cade di sabato). Per i consumi del II trimestre la domanda andrà presentata entro il 31 luglio, per i consumi dal 01 luglio al 30 settembre l'istanza andrà inoltrata entro il 31 ottobre e per i consumi del quarto trimestre la domanda andrà presentata entro il 31 gennaio 2017.

A decorrere dal 1° gennaio 2016 - dopo un anno di compresenza - il regime dei minimi ha definitivamente lasciato il posto al cosiddetto regime forfettario (Legge n. 190/2014, art. 1, commi da 54 a 89, così come modificato dalla Legge di Stabilità per il 2016, art. 1, commi da 111 a 113).
Naturalmente per tutti coloro che prima del 1/1/2016 hanno adottato il regime fiscale agevolato dei “minimi” rimarrà l’opportunità - rispettandone i limiti - di arrivare alla scadenza naturale di tale regime (al termine del quinquennio o al compimento del 35° anno di età).

Detto ciò, il nuovo regime forfettario si definisce “naturale”, per ottenere il quale non è necessario effettuare delle comunicazioni specifiche all’Agenzia delle entrate; rispettandone i requisiti, quindi, si applicherà automaticamente la tassazione agevolata.
A proposito di requisiti per l’accesso ai forfettari, il primo è legato alla personalità. Esso, infatti, è riservato alle persone fisiche esercente attività d’impresa o di lavoro autonomo. In secondo luogo, sono stati imposti di limiti di ricavi/compensi oltre i quali si perderà lo status di contribuente forfettario nell’anno successivo. Tali limiti variano in base alla tipologia di attività e sono elencati nell’allegato n. 4 della Legge di Stabilità 2015 (L. n. 190/2014).
Gli altri due requisiti riguardano le spese sostenute per l’impiego di lavoratori, le quali non devono superare la soglia dei 5.000 € lordi annui, e il costo complessivo dei beni strumentali che deve rimanere al 31/12 non superiore, al lordo dell’ammortamento, ai 20mila euro.
Si ricorda che ai fini dell’adozione del nuovo regime è irrilevante l’età del contribuente, con la conseguenza che lo stesso può essere applicato finché permangono i requisiti richiesti.

 
Per quanto concerne la tassazione, il comma 64, art. 1, della citata L. 190/2014 stabilisce che sul reddito imponibile, calcolato applicando al totale dei ricavi/compensi percepiti un coefficiente di redditività diversificato a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata (anche i coefficienti di redditività si trovano nell’allegato 4 citato in precedenza), si applica un’imposta pari al 15%, sostitutiva dell’imposta sui redditi (Irpef), delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap).
Per che inizia l’attività nel 2016 o l’ha iniziata nel 2015, all’utile calcolato con le regole previste per il regime forfettario si applica un’aliquota dell’imposta sostitutiva ridotta che, per i primi cinque anni di attività, sarà pari al 5% (in luogo del 15%).

Con la risoluzione n. 59/E dell’11 giugno 2015, infine, l’Agenzia delle entrate ha istituito i nuovi codici tributo per il versamento, tramite modello F24, dell’imposta sostitutiva sul regime forfettario. Esattamente si tratta del codice “1790” per l’acconto della prima rata, del codice “1791” per l’acconto della seconda rata o in unica soluzione e del codice “1792” per il saldo. Quest’ultimo è utilizzabile anche in corrispondenza del campo del modello F24 denominato “Importi a credito compensati”.
 
Articolo redatto dal Dott. Riccardo Cerulli - 26/09/2016
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 02 settembre 2016
 
In una risoluzione i chiarimenti delle Entrate sul trattamento fiscale
Esenzione Iva per le operazioni di cambio di bitcoin. Le attività di intermediazione di valuta tradizionale con moneta virtuale svolte dagli operatori del mercato non scontano l’Iva in quanto rientrano tra le operazioni relative a banconote e monete. Per i clienti persone fisiche, invece, che detengono i bitcoin al di fuori dell’attività d’impresa, si tratta di operazioni a pronti che non generano redditi imponibili perché manca la finalità speculativa. Sono questi i principali chiarimenti della risoluzione n. 72/E pubblicata oggi, con cui l’Agenzia delle Entrate, in linea con i recenti orientamenti della Corte di Giustizia dell’UE, illustra il trattamento fiscale da applicare a chi svolge attività di acquisto e cessione a pronti di moneta virtuale in cambio di valuta “tradizionale”.
Imposte dirette e Iva - Il documento di prassi precisa che le operazioni relative ai bitcoin sono prestazioni di servizi esenti da Iva. Sul piano della tassazione diretta, invece, i ricavi che derivano dall’attività di intermediazione nell’acquisto e vendita di bitcoin sono soggetti ad Ires ed Irap, al netto dei relativi costi. Per valutare i bitcoin di cui la società dispone a fine esercizio occorre considerarne il valore normale, cioè la loro quotazione in quel momento.
Niente oneri da sostituto d’imposta - Per quanto riguarda i clienti persone fisiche che detengono i bitcoin al di fuori dell’attività d’impresa, la risoluzione chiarisce che si tratta di operazioni a pronti che non generano redditi imponibili perché manca la finalità speculativa. Ne deriva che gli operatori non sono tenuti agli adempimenti tipici dei sostituti d’imposta. Resta ferma la facoltà dell’Agenzia, in sede di controllo, di acquisire le liste della clientela per le opportune verifiche.
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate dell'8 settembre 2016
 
Aumentano le informazioni disponibili nel cassetto fiscale
Meno informazioni da inserire nei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore ed un cassetto fiscale più ricco a disposizione dei contribuenti. Da oggi i soggetti interessati dagli studi di settore troveranno sul sito dell’Agenzia delle Entrate le prime bozze dei nuovi modelli che, una volta approvati, dovranno essere utilizzati per trasmettere i dati relativi all’annualità 2016 e, nel proprio cassetto fiscale, nuove funzionalità relative al periodo d’imposta 2014.
Meno informazioni da compilare - Da quest’anno le informazioni richieste dall’Agenzia nei modelli degli studi di settore saranno notevolmente ridotte: la diminuzione degli oneri amministrativi faciliterà la compilazione da parte dei contribuenti e degli intermediari che prestano assistenza fiscale, con effetti positivi sia sui tempi di compilazione che sulla possibilità di commettere errori durante questa fase.
Cassetto fiscale ancora più completo - Il cassetto fiscale, inoltre, si arricchisce di nuove informazioni sugli studi di settore relativi all’anno d’imposta 2014: oltre a quelle già presenti, potranno essere consultati le anomalie telematiche, gli inviti a presentare i modelli, le risposte alle comunicazioni di anomalie da studi di settore e le segnalazioni presentate dai contribuenti utilizzando l’apposito software.

La guida pubblicata dall'Agenzia delle Entrate illustra il quadro aggiornato delle varie situazioni in cui sono riconosciuti benefici fiscali in favore dei contribuenti portatori di disabilità.

L'aggiornato vademecum consente ai cittadini di avere un quadro rapido ma completo dei benefici attualmente esistenti. Si tratta in sintesi di una pubblicazione informativa, scritta in un linguaggio semplice e chiaro in grado di orientare i cittadini sulle possibilità previste dalla normativa statale e regionale a favore delle persone con disabilità.

In particolare, si segnala la parte dedicata alle agevolazioni per il settore auto così articolata:


Chi ne ha diritto
Per quali veicoli?
La detraibilità Irpef per i mezzi di locomozione
Le agevolazioni Iva
L’esenzione permanente dal pagamento del bollo
L’esenzione dall'imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà
Quando le agevolazioni sono concesse al familiare della persona con disabilità
La documentazione
Regole particolari per le persone con ridotte o impedite capacità motorie


Clicca qui per scaricare il testo completo della guida 2016

 

Le altre guide per ottenere gli sconti fiscali e per il corretto adempimento delle obbligazioni tributarie:
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate dell'8 agosto 2016
 
Chi può chiedere il rimborso del canone Tv addebitato nella bolletta elettrica? Come si deve presentare la richiesta? Cosa indicare nell’istanza? Come avviene il rimborso? Sono alcune delle domande più frequenti poste dai contribuenti, anche attraverso il nuovo canale di assistenza via Facebook, a cui l’Agenzia delle Entrate dedica un approfondimento sul proprio sito, nella sezione Cosa devi fare > Richiedere > Canone Tv > Faq.
Come si presenta la richiesta - Per chiedere il rimborso va utilizzato il modello disponibile sul sito internet dell’Agenzia (www.agenziaentrate.gov.it) e su quello della Rai (www.canone.rai.it).
I contribuenti possono presentare la richiesta utilizzando una specifica applicazione web, disponibile dal prossimo 15 settembre, direttamente online sul sito delle Entrate o, in alternativa, inviarla tramite servizio postale con raccomandata all’indirizzo Agenzia delle Entrate - Direzione Provinciale 1 di Torino - Ufficio di Torino 1 – Sportello abbonamenti TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino, insieme alla copia di un valido documento di riconoscimento.
Cosa indicare nell’istanza - Oltre ai dati anagrafici e alle informazioni che identificano le fatture su cui il canone è stato addebitato, occorre indicare il codice che individua il motivo della richiesta di rimborso: se la motivazione del rimborso è diversa dai 5 casi già previsti, è possibile indicare il codice 6 e descrivere la propria situazione nell’apposito spazio del modello.
Un solo canone per famiglia - Cosa fare quando un nucleo familiare ha corrisposto due volte il canone con addebito su fatture intestate a due diversi componenti? In questo caso chi chiede il rimborso deve indicare il codice 4 e, nell’apposto campo, il codice fiscale del familiare a cui è stato addebitato il canone, oltre al periodo in cui sussistono i presupposti della richiesta, cioè l’appartenenza alla stessa famiglia anagrafica.
Il rimborso per gli anni passati - Se il contribuente intende chiedere il rimborso del canone Tv per il 2015 o per gli anni precedenti, non può utilizzare questo modello, che deve essere usato solo nel caso in cui il canone sia stato pagato indebitamente a seguito di addebito nella fattura elettrica, a partire dall’anno 2016.
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 21 luglio 2016
 
Sul sito della Commissione Europea le prime bozze delle istruzioni
Sono state pubblicate sul sito TRIS della Commissione europea le bozze del provvedimento e le relative specifiche tecniche che definiscono le regole per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica opzionale dei dati dei corrispettivi per i contribuenti Iva.
Censimento e sigillo elettronico: tutte le procedure online - Dal 1 gennaio 2017 i contribuenti Iva che effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi verso clienti privati potranno esercitare l’opzione di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri, così come previsto dall’articolo 2 del Dl n. 127/2015. Chi sceglierà di memorizzare e trasmettere telematicamente i dati dei corrispettivi dovrà dotarsi di un Registratore Telematico e utilizzare i servizi online messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate sul suo sito internet. Grazie a questi servizi, i contribuenti potranno esercitare l’opzione, attivare e mettere in servizio il Registratore Telematico e, attraverso tale strumento, memorizzare i dati dei corrispettivi giornalieri, sigillare elettronicamente il file contenente tali dati e inviarlo, attraverso un canale sicuro, ai server delle Entrate. L’intero processo avverrà in modo semplice e sicuro per il contribuente, consentendo all’Agenzia un censimento e un monitoraggio automatico dei Registratori Telematici in esercizio e mettendo a disposizione dei contribuenti, che avranno esercitato l’opzione, le informazioni acquisite nel tempo, al fine di instaurare con gli stessi un rapporto di massima collaborazione.
Dove trovare le bozze - Dopo il confronto avuto nell’ambito del Forum italiano sulla fatturazione elettronica e i numerosi incontri tecnici con le associazioni di categoria, sono stati predisposti la bozza del provvedimento e le relative specifiche tecniche, disponibili all’indirizzo: http://ec.europa.eu/growth/tools-databases/tris/it/search/?trisaction=search.detail&year=2016&num=362.
Questi, oltre a stabilire le informazioni da memorizzare e trasmettere, hanno definito anche i requisiti dei Registratori Telematici, gli strumenti mediante i quali i contribuenti potranno effettuare tali operazioni in modo semplice e sicuro.
La pubblicazione delle bozze avviene nel rispetto della procedura d’informazione comunitaria nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche, prevista dalla Direttiva (UE) 2015/1535. Se la procedura si concluderà positivamente, i documenti definitivi potranno essere pubblicati ufficialmente nel prossimo mese di ottobre.

I soggetti obbligati che non hanno potuto versare l’acconto dell’IMU e della Tasi il 16 giugno scorso, o lo hanno pagato in misura inferiore, possono regolarizzare l’inadempimento avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso che consente di pagare le imposte dovute beneficiando della riduzione delle sanzioni altrimenti dovute nella misura del 30%.

Come procedere: 
Si dovrà spontaneamente procedere a pagare con il modello F24 l’imposta dovuta, gli interessi legali e le sanzioni ridotte.

Il tasso di interesse applicato: 
Anno 2016: 0,2% annuo (Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 11 dicembre 2015)
Anno 2015: 0,5% annuo (Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze 11 Dicembre 2014)

Tipi di ravvedimento:
Ravvedimento Sprint: prevede la possibilità di sanare la propria situazione versando l'imposta dovuta entro 14 giorni dalla scadenza con una sanzione ridotta allo 0,1% per ogni giorno di ritardo più interessi giornalieri.
Ravvedimento Breve: applicabile dal 15° al 30° giorno di ritardo, prevede una sanzione fissa del 1,5% dell'importo da pagare oltre interessi giornalieri.
Ravvedimento Medio: decorsi i 30 giorni e fino al novantesimo giorno si applicherà la sanzione fissa ridotta al 1,67% dell'importo da versare più gli interessi giornalieri.
Ravvedimento Lungo: è applicabile dopo il 90° giorno di ritardo, ma comunque entro i termini di presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui è stata commessa la violazione o in mancanza di dichiarazione entro un anno dalla scadenza del pagamento originario e prevede l’applicazione della sanzione fissa del 3,75% (un ottavo del 30%) dell'importo da versare più interessi giornalieri.

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