TABELLA INTERESSI LEGALI art. 1284 Codice Civile

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Al

Interessi legali

Disposizione Normativa

16.12.1990

31.12.1996

10,0%

Legge 26/11/1990, n. 353

01.01.1997

31.12.1998

5,0%

Legge 23/12/1996, n. 662

01.01.1999

31.12.2000

2,5%

D.M. 10 dicembre 1998

01.01.2001

 31.12.2001

3,5%

D.M. 11 dicembre 2000

01.01.2002

31.12.2003

3,0%

D.M. 11 dicembre 2001

01.01.2004

31.12.2007

2,5%

D.M. 01 dicembre 2003

01.01.2008

31.12.2009

3,0%

D.M. 12 dicembre 2007

01.01.2010

31.12.2010 

1,0%

D.M. 04 dicembre 2009

01.01.2011

31.12.2011

1,5%

D.M. 07 dicembre 2010

01.01.2012

31.12.2013 2,5% D.M. 12 dicembre 2011
01.01.2014 31.12.2014 1,0% D.M. 12 dicembre 2013

 

 

Le spese per attività sportive, come quelle relative all’iscrizione annuale e l’abbonamento, sostenute per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, corrisposte ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture e impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica, danno diritto ad una detrazione del 19%.
L’importo da considerare non può essere superiore per ciascun ragazzo a 210,00 euro.

La detrazione può essere ripartita tra gli aventi diritto (ad esempio i genitori). In questo caso sul documento di spesa va indicata la quota detratta da ognuno di essi. La spesa complessiva non può comunque superare 210 euro per ciascun ragazzo.
Per fruire della detrazione il contribuente deve acquisire e conservare il bollettino bancario o postale, o la fattura, ricevuta o quietanza di pagamento da cui risulti:

Il bollo - o tassa automobilistica - è una tassa di proprietà del veicolo che trova la sua fonte normativa nel Decreto del Presidente della Repubblica n. 39 del 5 febbraio 1953, denominato Testo unico delle leggi sulle tasse automobilistiche, più volte modificato.
Oltre ai proprietari, sono tenuti al pagamento del bollo anche gli usufruttuari, gli acquirenti con patto di riservato dominio ovvero gli utilizzatori a titolo di locazione finanziaria (leasing) i quali risultano iscritti nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA).
Il tributo è di natura locale - gravante su auto e motoveicoli immatricolati nella Repubblica Italiana - e si versa alle regioni di residenza o alle province autonome di Bolzano e Trento, eccezion fatta per il Friuli Venezia Giulia e la Sardegna, per le quali la tassa è gestita dall’Agenzia delle Entrate.Ai fini del calcolo della tassa automobilistica, l’Agenzia mette a disposizione sul proprio sito web, nella sezione “servizi on line”, due software ah hoc: il primo richiede la sola targa dell’autoveicolo, mentre il secondo software effettua il calcolo in base al complesso dei dati (categoria, targa, regione di residenza, mese di scadenza, mesi di validità ed eventuali codici di riduzione).
 
Discorso a parte merita il cosiddetto “superbollo”.
Con il Decreto.legge n. 98 del 6 luglio 2011 - Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria - convertito con modificazioni dalla Legge n. 111 del 15 luglio 2011, il legislatore introduce con l’art. 23, comma 21 la seguente disposizione: “A partire dall'anno 2011, per le autovetture e per gli autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose è dovuta una addizionale erariale della tassa automobilistica, pari ad euro dieci per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a duecentoventicinque chilowatt, da versare alle entrate del bilancio dello Stato. A partire dall'anno 2012 l'addizionale erariale della tassa automobilistica di cui al primo periodo è fissata in euro 20 per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a centottantacinque chilowatt. …”.
In questo modo, quindi, si definisce un’addizionale erariale sulle tasse automobilistiche legata alla potenza del mezzo di trasporto.
A partire dal 2012, inoltre, l’addizionale è ridotta dopo cinque, dieci e quindici anni dalla data di costruzione del veicolo, rispettivamente, al 60, al 30 ed al 15 per cento e non è più dovuta decorsi venti anni dalla data di costruzione.
Il pagamento avviene tramite il modello di pagamento denominato “F24 Versamenti con elementi identificativi” e, per quanto concerne il calcolo del super bollo, la stessa Agenzia, come per la tassa automobilistica, ha dotato il proprio sito internet di un software gratuito.

A questo punto, è opportuno fare chiarezza sulla differenza tra il concetto di kiloWatt (kW) e “cavallo” come unità di misura della potenza del veicolo. La potenza effettiva del motore è riportata sulla Carta di circolazione alla voce P.2 e si misura in kiloWatt secondo il sistema ufficialmente adottato dalla Ue nel 1982.
D’altra parte, però, è ancora utilizzato il termine “cavallo” per indicare la potenza di un veicolo, ma tale unità di misura non va confusa con il kiloWatt poiché un kW equivale ad 1,36 cavalli, per cui - a titolo di esempio - un motore da 100 kiloWatt esprime 136 cavalli.
 
Articolo redatto dal Dott. Riccardo Cerulli - 14/10/2016
Con la Risoluzione n. 60/E del 28 giugno 2010 avente ad oggetto la registrazione dell’accordo di riduzione del canone di locazione, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito gli adempimenti fiscali ed amministrativi da porre in essere nell'ipotesi di diminuzione del canone di locazione di un contratto, sia abitativo che commerciale, in corso.
Per l'intesa consensuale intervenuta tra il locatore ed il conduttore per la diminuzione del canone di affitto dell'iniziale contratto non sussiste l'obbligo, ai fini dell'imposta di registro, di comunicare tale modifica all'Amministrazione finanziaria. Si precisa però, che il patto di riduzione dell'affitto può comportare una diminuzione della base imponibile ai fini dell'imposta di registro, delle imposte sui redditi e dell'Iva, e conseguentemente, il pagamento di una minore imposta. A tal fine va attribuita data certa all'accordo e la registrazione è senza dubbio lo strumento più appropriato per attribuire la certezza della data ad un atto di fronte ai terzi (art. 2704 c.c.). Dal 13 settembre 2014, ai sensi e per gli effetti dell'art. 19 del decreto legge n. 133 (Sblocca Italia), la registrazione volontaria dell'accordo avente ad oggetto esclusivamente la diminuzione del canone di affitto non scaduto, è esente dalle imposte di registro (67,00) e di bollo (16,00).
 
Fac simile del testo dell'accordo - Con la seguente scrittura privata, valida a tutti gli effetti di legge, le parti:

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Si può beneficiare di una detrazione Irpef del 50% per gli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare immobili oggetto di lavori di ristrutturazione.  Gli acquisti devono essere effettuati tra il 6 giugno 2013 e il 31 dicembre 2016.

 

Le altre guide per ottenere gli sconti fiscali e per il corretto adempimento delle obbligazioni tributarie:
 
 
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 18 ottobre 2016
 
Pubblicati i provvedimenti attuativi
In rete il modello per la regolarizzazione delle annualità fino al 2015
Piena trasparenza tra la Repubblica Italiana e il Vaticano nel campo delle relazioni finanziarie. Dal 15 ottobre 2016, infatti, a seguito dello scambio delle ratifiche tra le Parti Contraenti, è entrata in vigore la Convenzione tra il Governo italiano e la Santa Sede in materia fiscale, stipulata il 1° aprile 2015.
Oltre a promuovere lo scambio di informazioni ai fini fiscali tra i due Stati, recependo il più aggiornato standard internazionale in materia, articolo 26 del Modello Ocse, il nuovo accordo istituisce un sistema semplificato di tassazione dei proventi e delle attività finanziarie detenute da specifiche categorie di soggetti residenti in Italia presso enti che svolgono professionalmente un’attività di natura finanziaria nello Stato della Città del Vaticano.
Tali tipologie di contribuenti possono inoltre avvalersi per le annualità di imposta fino al 2015 di una procedura di regolarizzazione avente gli stessi effetti della legge n. 186/2014.
Semplificazione della tassazione e regolarizzazione, chi può aderire – La platea dei soggetti interessati dalla normativa è costituita da persone fisiche e da specifici enti appositamente indicati nel corpo stesso del testo della Convenzione tra cui, per esempio, i religiosi stessi, il personale del Vaticano, pensionati inclusi, e i diversi ordini ecclesiastici. In particolare, per poter accedere al sistema semplificato di tassazione e per poter beneficiare della regolarizzazione per le annualità d’imposta dal 2010 al 2015 è richiesto come condizione che i soggetti siano fiscalmente residenti in Italia, nonché titolari di attività finanziarie presso enti che svolgono professionalmente un’attività di natura finanziaria nello Stato della Città del Vaticano. In dettaglio dunque, i soggetti interessati appartengono alle seguenti categorie:
  • chierici e membri degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società di Vita Apostolica, dignitari, impiegati, salariati, anche non stabili, e pensionati della Santa Sede e degli altri enti di cui all’articolo 17 del Trattato del Laterano;
  • Istituti di Vita Consacrata, Società di Vita Apostolica ed altri enti con personalità giuridica canonica o civile vaticana.
Come e quando presentare la richiesta – Anche per la regolarizzazione vaticana vale il principio in base al quale essa è ammessa solo se la richiesta viene ricevuta dall’Agenzia delle Entrate prima che il contribuente abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali, per violazioni di norme tributarie, relativi all’ambito oggettivo si applicazione della procedura. Ciò detto, una volta compilato, il modello va presentato entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della Convenzione all’Istituto per le Opere di Religione (IOR) che, a sua volta, provvede alla trasmissione telematica dell’istanza all’Agenzia delle Entrate entro il 270° giorno dalla data di entrata in vigore della Convenzione. L’istanza va corredata a pena di nullità da una documentazione riepilogativa di accompagnamento, da redigere secondo il format approvato con Provvedimento di oggi e disponibile sul sito internet delle Entrate, www.agenziaentrate.it, all’interno della sezione “Normativa e Prassi”. Ai fini del perfezionamento della procedura, i contribuenti dovranno effettuare i versamenti degli importi dovuti entro un anno dalla data di entrata in vigore della Convenzione.
I vantaggi della regolarizzazione - I soggetti che si avvalgono della procedura regolarizzano la propria posizione fiscale corrispondendo, per gli anni oggetto della regolarizzazione, delle somme forfettarie a titolo di redditi di capitale e di redditi diversi delle attività finanziarie detenute presso enti che svolgono professionalmente un’attività di natura finanziaria nello Stato della Città del Vaticano.
Ai fini della regolarizzazione, dall’anno di imposta 2012 è dovuta anche l’IVAFE sulle attività finanziarie detenute presso i suddetti enti. Il perfezionamento della procedura
produce benefici sanzionatori ed esimenti penali similmente a quanto stabilito dalla legge n. 186/2014.
Il modello definitivo e le istruzioni sono disponibili sul sito internet dell’Agenzia delle entrate, www.agenziaentrate.it, nella sezione “Modelli”.

Scheda informativa benefici gasolio autotrazione 2016 nel settore del trasporto

Importo rimborsabile
Per i consumi del gasolio per autotrazione documentato da fatture di acquisto, anche per l'anno 2016 è previsto un credito di imposta. La misura del beneficio riconoscibile è pari ad euro 214,18609 per mille litri di gasolio, in relazione ai consumi effettuati tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2016.

Aventi diritto
In linea generale gli esercenti l’attività di autotrasporto merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate e di categoria pari ad Euro 3 e superiori.

Termini di presentazione della dichiarazione
I soggetti interessati devono presentare apposito modello presso l’Ufficio delle Dogane competente per territorio. La domanda va presentata - con cadenza trimestrale - entro il mese successivo alla scadenza del trimestre di riferimento e quindi per i consumi effettuati nel I trimestre 2016, la dichiarazione va presentata entro il 02 maggio 2016 (30 aprile cade di sabato). Per i consumi del II trimestre la domanda andrà presentata entro il 31 luglio, per i consumi dal 01 luglio al 30 settembre l'istanza andrà inoltrata entro il 31 ottobre e per i consumi del quarto trimestre la domanda andrà presentata entro il 31 gennaio 2017.

A decorrere dal 1° gennaio 2016 - dopo un anno di compresenza - il regime dei minimi ha definitivamente lasciato il posto al cosiddetto regime forfettario (Legge n. 190/2014, art. 1, commi da 54 a 89, così come modificato dalla Legge di Stabilità per il 2016, art. 1, commi da 111 a 113).
Naturalmente per tutti coloro che prima del 1/1/2016 hanno adottato il regime fiscale agevolato dei “minimi” rimarrà l’opportunità - rispettandone i limiti - di arrivare alla scadenza naturale di tale regime (al termine del quinquennio o al compimento del 35° anno di età).

Detto ciò, il nuovo regime forfettario si definisce “naturale”, per ottenere il quale non è necessario effettuare delle comunicazioni specifiche all’Agenzia delle entrate; rispettandone i requisiti, quindi, si applicherà automaticamente la tassazione agevolata.
A proposito di requisiti per l’accesso ai forfettari, il primo è legato alla personalità. Esso, infatti, è riservato alle persone fisiche esercente attività d’impresa o di lavoro autonomo. In secondo luogo, sono stati imposti di limiti di ricavi/compensi oltre i quali si perderà lo status di contribuente forfettario nell’anno successivo. Tali limiti variano in base alla tipologia di attività e sono elencati nell’allegato n. 4 della Legge di Stabilità 2015 (L. n. 190/2014).
Gli altri due requisiti riguardano le spese sostenute per l’impiego di lavoratori, le quali non devono superare la soglia dei 5.000 € lordi annui, e il costo complessivo dei beni strumentali che deve rimanere al 31/12 non superiore, al lordo dell’ammortamento, ai 20mila euro.
Si ricorda che ai fini dell’adozione del nuovo regime è irrilevante l’età del contribuente, con la conseguenza che lo stesso può essere applicato finché permangono i requisiti richiesti.

 
Per quanto concerne la tassazione, il comma 64, art. 1, della citata L. 190/2014 stabilisce che sul reddito imponibile, calcolato applicando al totale dei ricavi/compensi percepiti un coefficiente di redditività diversificato a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata (anche i coefficienti di redditività si trovano nell’allegato 4 citato in precedenza), si applica un’imposta pari al 15%, sostitutiva dell’imposta sui redditi (Irpef), delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap).
Per che inizia l’attività nel 2016 o l’ha iniziata nel 2015, all’utile calcolato con le regole previste per il regime forfettario si applica un’aliquota dell’imposta sostitutiva ridotta che, per i primi cinque anni di attività, sarà pari al 5% (in luogo del 15%).

Con la risoluzione n. 59/E dell’11 giugno 2015, infine, l’Agenzia delle entrate ha istituito i nuovi codici tributo per il versamento, tramite modello F24, dell’imposta sostitutiva sul regime forfettario. Esattamente si tratta del codice “1790” per l’acconto della prima rata, del codice “1791” per l’acconto della seconda rata o in unica soluzione e del codice “1792” per il saldo. Quest’ultimo è utilizzabile anche in corrispondenza del campo del modello F24 denominato “Importi a credito compensati”.
 
Articolo redatto dal Dott. Riccardo Cerulli - 26/09/2016
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