Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 17 giugno 2016
 
Si è conclusa, oggi, a Roma presso la sede centrale dell’Agenzia delle Entrate la due giorni di lavori sul tema “Adempimento collaborativo: nuova frontiera della compliance”. Il convegno ha aperto un confronto diretto con il mondo delle imprese, dei professionisti e delle associazioni di categoria su temi applicativi che riguardano il nuovo regime di Adempimento Collaborativo e sulle sue prospettive future.
Hanno partecipato in qualità di relatori, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze Luigi Casero, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi, il consigliere economico per gli affari fiscali del Ministero dell’Economia e delle Finanze Vieri Ceriani, il direttore generale delle Finanze Fabrizia Lapecorella, il responsabile della Tax Administration Unit dell’Ocse, Thomas Brandt, il professore ordinario di diritto tributario presso l’Università di Bologna Adriano Di Pietro, alti esponenti degli ambienti accademici e internazionali nonché autorevoli rappresentanti delle più importanti associazioni di categoria.
A moderare i lavori il vice direttore del Sole 24 Ore, Salvatore Padula, e il direttore centrale aggiunto Accertamento dell’Agenzia, Emiliana Bandettini.
Il convegno ha visto la partecipazione delle più importanti imprese del mondo industriale e bancario interessate al regime, molte delle quali avevano già partecipato al Progetto Pilota lanciato dall’Agenzia delle Entrate nel 2013, e ai più importanti studi professionali, italiani e internazionali.
Nel corso dei lavori sono stati esaminati i quesiti e i dubbi applicativi relativi all’attuazione del nuovo regime, con particolare attenzione ai temi contenuti nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 14 aprile 2016 come per esempio i requisiti soggettivi di accesso al regime, i requisiti essenziali del Tax Control Framework, i profili di Corporate Governance che coinvolgono l’implementazione dello stesso, la documentazione da allegare alla domanda e il procedimento di ammissione.

Scaglioni aliquote IRPEF per il 2014, 2015 e 2016:

Reddito imponibile
Aliquota
Imposta dovuta sui redditi intermedi (per scaglioni) compresi negli scaglioni
fino a 15.000 euro
23%
23% del reddito
da 15.001 fino a 28.000 euro
27%
3.450,00 + 27% sulla parte oltre i 15.000,00 euro
da 28.001 fino a 55.000 euro
38%
6.960,00 + 38% sulla parte oltre i 28.000,00 euro
da 55.001 fino a 75.000 euro
41%
17.220,00 + 41% sulla parte oltre i 55.000,00 euro
oltre 75.000 euro
43%
25.420,00 + 43% sulla parte oltre i 75.000,00 euro
 
Scadenzario fiscale annuale
Dossier ravvedimento operoso
Speciale dichiarazione dei redditi
Formulari e modulistica gratuita
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 7 Giugno 2016
 
Mercato immobiliare in netta ripresa nel primo trimestre 2016. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, le compravendite aumentano del 17,3% e di oltre il 20% se si considera solo il settore delle abitazioni.
Segno positivo anche per le pertinenze (+17,3%) e per il settore commerciale (+14,5%), mentre è più contenuta la ripresa del comparto produttivo (+7%) e del terziario (+1,3%).
Tra le grandi città, Torino, Genova e Milano registrano gli incrementi maggiori nelle compravendite delle abitazioni, facendo registrare, rispettivamente, una crescita del 37,2%, 27,8% e 26%.
Sono alcuni dei dati che emergono dalla Nota trimestrale Omi, realizzata dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, con riferimento al primo trimestre 2016.
Il trend del settore residenziale - Le compravendite di abitazioni nei primi tre mesi del 2016 sono state 115.135, in aumento del 20,6% rispetto allo stesso periodo del 2015.
Il mercato registra una crescita più accentuata nei Comuni capoluogo (+22,9%) rispetto a quelli  non capoluogo (+19,4%), mentre in riferimento alle aree territoriali la crescita risulta più sostenuta al nord (+24,1%), rispetto al centro (+18,5%) e al sud (+16%).
Le abitazioni nelle principali città - Il buon andamento del mercato delle abitazioni trova conferma nelle otto maggiori città capoluogo, che raddoppiano il risultato del trimestre precedente.
A guidare la classifica è Torino, che aumenta del 37% il volume delle compravendite rispetto allo stesso trimestre del 2015.
Seguono Genova (+27,8%), Milano (+26%), Napoli (+22%), Firenze (+21,7%) e Bologna (+19,3%).
Anche Roma presenta una buona crescita, con il 12,5% di compravendite in più, mentre il mercato relativamente meno dinamico si registra a Palermo (+5,5%).
Il settore non residenziale - Nei primi tre mesi del 2016, le compravendite dei settori non residenziali risultano nel complesso in forte aumento. Cresce in particolare il volume delle transazioni del comparto commerciale (+14,5%) e di quello produttivo (+7%), mentre il terziario presenta sempre un dato positivo ma di più lieve entità (+1,3%).
Quest’ultimo settore risente dei cali registrati al centro (-1,1%) e al sud (-4,5%), mentre al nord le compravendite di uffici recuperano il 4,5%.
Per saperne di più - È possibile consultare la Nota Omi relativa al primo trimestre 2016 sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it, seguendo questo percorso: Documentazione > Osservatorio del mercato immobiliare > Pubblicazioni > Note trimestrali.
Le perdite pregresse, non ancora utilizzate, possono essere scomputate dal maggior imponibile accertato solo a seguito di presentazione di apposito modello - denonimato IPEA - da parte del contribuente. L'istanza che può essere utilizzata anche nel caso di accertamento con adesione, va inviata a mezzo PEC all’Ufficio competente.
Si precisa che per perdite pregresse devono intendersi le perdite maturate anteriormente al periodo di imposta oggetto di rettifica e ancora utilizzabili alla data di chiusura dello stesso.
 
Clicca qui per scaricare il modello e le istruzioni
La riforma del diritto di famiglia introdotta nell'ordinamento italiano con la legge n. 151 del 19 maggio 1975 ha profondamente innovato l'istituzione sociale della famiglia, sia per quanto concerne il profilo soggettivo dei familiari che sul piano patrimoniale.
In primis, è stato riconosciuto alla donna un ruolo paritetico rispetto all'uomo: infatti il nuovo testo dell'art. 143 del Codice Civile - così come modificato dall'art. 24 della citata l. 151/1975 - dal titolo "Diritti e doveri reciproci dei coniugi", stabilisce che "con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l'obbligo reciproco alla fedeltà, all'assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell'interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia".

Con la Risoluzione n. 60/E del 28 giugno 2010 avente ad oggetto la registrazione dell’accordo di riduzione del canone di locazione, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito gli adempimenti fiscali ed amministrativi da porre in essere nell'ipotesi di diminuzione del canone di locazione di un contratto, sia abitativo che commerciale, in corso.
Per l'intesa consensuale intervenuta tra il locatore ed il conduttore per la diminuzione del canone di affitto dell'iniziale contratto non sussiste l'obbligo, ai fini dell'imposta di registro, di comunicare tale modifica all'Amministrazione finanziaria. Si precisa però, che il patto di riduzione dell'affitto può comportare una diminuzione della base imponibile ai fini dell'imposta di registro, delle imposte sui redditi e dell'Iva, e conseguentemente, il pagamento di una minore imposta. A tal fine va attribuita data certa all'accordo e la registrazione è senza dubbio lo strumento più appropriato per attribuire la certezza della data ad un atto di fronte ai terzi (art. 2704 c.c.). Dal 13 settembre 2014, ai sensi e per gli effetti dell'art. 19 del decreto legge n. 133 (Sblocca Italia), la registrazione volontaria dell'accordo avente ad oggetto esclusivamente la diminuzione del canone di affitto non scaduto, è esente dalle imposte di registro (67,00) e di bollo (16,00).
 
Fac simile del testo dell'accordo - Con la seguente scrittura privata, valida a tutti gli effetti di legge, le parti:

Imposte sui redditi ed IVA: termini di decadenza per l’accertamento
 

Periodo d’imposta

Anno dichiarazione

Decadenza accertamento

Decadenza se omessa dichiarazione

2007

2008

31/12/2012

31/12/2013

2008

2009

31/12/2013

31/12/2014

2009

2010

31/12/2014

31/12/2015

2010

2011

31/12/2015

31/12/2016

2011

2012

31/12/2016

31/12/2017

2012

2013

31/12/2017

31/12/2018

 
Per le imposte dirette si prende a riferimento l'articolo 43 del Dpr n. 600/1973, così come modificato dal Dlgs n. 241/1997, secondo il quale gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione dei redditi.
In caso di omessa presentazione della dichiarazione o di presentazione di dichiarazione nulla, gli avvis di accertamento devono essere notificati entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.

 
Gli avvisi relativi alle rettifiche e agli accertamenti IVA devono essere invece notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione (art. 57, DPR 633/72).

Dal 16 gennaio le imprese e i professionisti possono cominciare a compensare il credito annuale Iva dell'anno precedete per pagare imposte e contributi nel modello F24. Vanno però tenuti da conto i vincoli previsti dalla normativa.
L’art. 31, comma 1, del decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, ha introdotto, a decorrere dal 01 gennaio 2011, un divieto di compensazione, ai sensi dell’art. 17, comma 1 del d.lgs. n. 241 del 1997, dei crediti relativi alle imposte erariali in presenza di debiti iscritti a ruolo, per imposte erariali ed accessori (Irpef, Irap, Ires, Iva, ritenute), di ammontare superiore a 1.500 euro, e per i quali è scaduto il termine di pagamento, prevedendo una specifica sanzione in caso di violazione del divieto.

In pratica gli utilizzi del credito Iva emergente dalla dichiarazione annuale per importi superiori ad euro 5.000, possono essere eseguiti solo a decorrere dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione da cui esso emerge (per utilizzi in compensazione superiori alla soglia di 15.000 euro, invece, è necessaria anche l’apposizione del visto di conformità).
Si ricorda che tali vincoli temporali interessano solo le compensazioni “orizzontali” (quelle effettuate con altri tributi diversi dall’Iva o contributi) mentre non interessano mai le compensazioni verticali, cioè quelle “Iva da Iva”, anche se superano le soglie dei 5.000 o 15.000 euro.

 

In sintesi le regole da applicare sono:
Compensazione libera per i crediti Iva non superiori a 5.000 euro.

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