Comunicato stampa ABI del 17 ottobre 2017.
Duecentoventitre milioni di euro stanziati a supporto dell’economia sociale in Italia. È quanto prevede la nuova misura - istituita con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico (MISE) - per l’erogazione di finanziamenti agevolati a supporto dei programmi di investimento di imprese sociali, cooperative sociali e società cooperative con qualifica di ONLUS, in qualunque settore e su tutto il territorio nazionale.
L’operazione si propone di sostenere un comparto dinamico che ad oggi in Italia occupa 540 mila unità, coinvolge 45 mila volontari e assicura 10 miliardi di euro di produzione annua, di cui beneficiano 5 milioni di persone.
Della somma totale, 200 milioni di euro sono stati stanziati - attraverso il Plafond Fondo rotativo per il sostegno alle imprese - da Cassa depositi e prestiti (CDP), che allarga quindi il suo spettro di attività anche ad aree produttive legate al welfare. Ulteriori 23 milioni di euro, per la concessione di contributi in conto capitale, sono invece messi a disposizione dal MISE attraverso il Fondo per la crescita sostenibile.
La misura prevede che al finanziamento agevolato si associ un finanziamento bancario ordinario a tasso di mercato di pari durata.
In particolare, il prestito potrà coprire fino all’80% delle spese di investimento, con una quota agevolata - ad un tasso ridotto allo 0,50% - concessa da CDP e relativa al 70% dell’importo totale, oltre ad una a tassi di mercato, rilasciata dal mondo bancario, pari al 30%.
Al finanziamento agevolato potrà essere aggiunto un contributo in conto capitale concesso dal MISE in favore di programmi di investimento non superiori a 3 milioni di euro, nel limite massimo del 5% delle spese ammissibili.
Con le risorse a disposizione si stima di attivare investimenti per un totale di circa 360 milioni di euro, con spese ammissibili comprese tra 200 mila e 10 milioni di euro.
Comunicato stampa Confcommercio del 13 ottobre 2017.
L'indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) ha registrato a settembre 2017[1] un calo dello 0,4% rispetto ad agosto e un aumento dello 0,3% su base annua (tabb. 1 e 2). In termini di media mobile a tre mesi questo andamento ha determinato un contenuto ripiegamento (fig. 2), a segnalare il permanere di difficoltà sul versante dei consumi. Nonostante il graduale recupero in atto dalla seconda metà del 2014, la domanda delle famiglie non ha mai mostrato segnali di deciso miglioramento mantenendosi ancora molto distante dai livelli pre-crisi.
La presenza di dinamiche della domanda delle famiglie non particolarmente accentuate conferma la prudenza già espressa nel valutare le prospettive future, malgrado i principali indicatori congiunturali (qualitativi e quantitativi) continuino a mostrare dinamiche più favorevoli rispetto al passato.
In particolare sembra che la crescita del clima di fiducia nei mesi estivi stenti, almeno per adesso, a tradursi in più vivaci consumi.
Il netto miglioramento è risultato, a settembre, anche il sentiment delle imprese tornato sui valori del periodo pre-crisi. A questo andamento hanno fatto eccezione solo gli operatori dei servizi di mercato.
Alla fiducia manifestata dagli operatori del manifatturiero si continua ad associare un'evoluzione positiva della produzione industriale che ad agosto ha registrato un incremento del 1,2% rispetto a luglio. La tendenza al miglioramento dovrebbe proseguire, stando all'indagine di Confindustria, anche nei prossimi mesi con un incremento a settembre, in termini congiunturali, dell'1,0% della produzione industriale e dell'1,5% degli ordini.
La presenza di un quadro produttivo in consolidamento, pur continuando a produrre effetti positivi sui livelli occupazionali – ad agosto gli occupati sono aumentati di 36mila unità in termini congiunturali e di 375mila unità su base annua - non sembra sufficiente a intaccare in misura significativa la vasta area della disoccupazione. La riduzione registrata ad agosto sia in termini congiunturali (-42mila unità), che tendenziali
(-60mila unità) non ha di fatto modificato una situazione che vede da ormai due anni il numero di persone in cerca di occupazione attestato su valori prossimi ai 3 milioni.
A completare il quadro del mercato del lavoro si evidenzia come anche ad agosto le ore di CIG autorizzate abbiano registrato, nel confronto annuo, un calo del 36,6% (-41,4% nel complesso degli otto mesi).
Comunicato stampa Confcommercio del 6 ottobre 2017.
Rete Imprese Italia esprime forte preoccupazione per la posizione che la Banca Centrale è tornata ad assumere in materia di crediti deteriorati. Si tratta di disposizioni che, a causa dei maggiori accantonamenti richiesti alle banche, rischiano di penalizzare ulteriormente le micro, piccole, medie e grandi imprese del commercio, dell'artigianato, del turismo, dei servizi, dei trasporti, delle professioni, del manifatturiero e delle costruzioni, che vedrebbero salire il costo del credito e ridursi la disponibilità di finanziamenti.
Questo intervento si aggiungerebbe alle linee guida già emanate nel marzo scorso, determinando l'ennesima stretta che rischia di interrompere il faticoso ripristino di condizioni di normalità del mercato del credito.
In un sistema economico impegnato ad uscire faticosamente da una lunga fase di crisi, i nuovi orientamenti della BCE appaiono, pertanto, fortemente distonici con le esigenze della ripresa economica.
Vi è, inoltre, il rischio che nel primo trimestre del prossimo anno vengano diffuse ulteriori «considerazioni» da parte della BCE sulla materia, destinate con ogni probabilità ad alzare ulteriormente l'asticella.
Per questo in materia di vigilanza bancaria vi è assoluto bisogno di un quadro normativo di riferimento certo. E alla luce di ciò, Rete Imprese Italia promuoverà tutte le possibili azioni in fase di consultazione del documento per far sì che la Banca Centrale Europea, in sede di definitiva
emanazione delle nuove disposizioni, assuma posizioni più coerenti con l'esigenza di garantire adeguati flussi di credito all'economia reale.
Comunicato stampa del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 1 agosto 2017.
Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della riforma del Servizio Civile Universale, della disciplina del 5 per mille e dell'impresa sociale, domani sarà pubblicato il Codice del Terzo Settore, un provvedimento tanto atteso dal mondo dell'associazionismo e del volontariato, che prevede diverse novità per la generalità degli enti di Terzo Settore.
"Abbiamo fatto un'opera di riordino della copiosa legislazione esistente, ma anche introdotto novità importanti - dichiara il Sottosegretario Bobba - riconoscendo per la prima volta la normativa per gli "Enti del Terzo Settore" (ETS).
Se dovessi riassumere con alcune parole chiave questo provvedimento non avrei dubbi: trasparenza, autonomia, solidarietà, cittadinanza partecipata e impresa sociale. Dopo circa tre anni di lavoro, domani sarà un giorno importante; siamo allo stesso tempo alla conclusione di un percorso, ma anche all'avvio di una nuova fase. L'applicazione della riforma è una pagina ancora tutta da scrivere e tutti, associazioni, enti, istituzioni, imprese, investitori sociali e anche singoli cittadini saranno i protagonisti di questa nuova sfida.
Comunicato stampa UNIONCAMERE del 18 agosto 2017.
Sempre meno imprese stanno portando i libri in tribunale. Tra aprile e giugno 2017, infatti, secondo i dati ufficiali Unioncamere-Infocamere, sono fallite 3.008 imprese, contro le 3.537 del corrispondente periodo del 2016. In termini percentuali, la frenata è stata del 15% e segna una conferma del risultato dello scorso anno, quando si era già registrata una flessione del 3% rispetto al 2015. In relazione alla struttura imprenditoriale italiana, il fenomeno delle aperture di procedure fallimentari riguarda dunque un numero di imprese molto limitato.
La riduzione del flusso di nuovi fallimenti è stata più consistente in termini percentuali nel Nord Est (-16,8% rispetto al secondo trimestre 2016) e nel Mezzogiorno (-16,5%). Nelle regioni del Nord Ovest le aperture di procedure fallimentari sono state il 14,7% in meno dello scorso anno e al Centro il -12,2%.
A livello settoriale, il calo di procedure fallimentari interessa in particolare le costruzioni
(-24,8% rispetto al secondo trimestre 2016), il trasporto e magazzinaggio (-21,1%), le attività manifatturiere (-16,9%) e il commercio all’ingrosso e al dettaglio (-12,9%).
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