Dal 01 gennaio 2017 il tasso degli interessi legali, ex articolo 1284 del Codice Civile, passa dall'0,2% allo 0,1%.

A stabilirne la diminuzione è il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 7 dicembre 2016, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 14 dicembre 2016, n. 291.

Oltre ai riflessi sulla domanda di investimenti, sui mutui e sui finanziamenti, la variazione del tasso di interesse si fa sentire in particolare in ambito fiscale, per le somme da versare a titolo di ravvedimento operoso.

Con questa diminuzione dal 2017 il ravvedimento sarà ancora più conveniente. Infatti per sanare gli omessi, insufficienti o tardivi pagammenti, oltre alla sanzione ridotta, bisogna anche conteggiare gli interessi di mora calcolati al tasso legale. Così il contribuente che intende ravvedere nel 2017 violazioni intervenute fino al 31 dicembre 2016, dovrà conteggiare:

  • gli interessi di mora al tasso legale dello 0,2% per il periodo che va dal giorno successivo alla data di mancato adempimento fino al 31.12.2016;
  • gli interessi di mora al tasso legale dello 0,1% per il periodo che va dal 01.01.2017 alla data di regolarizzazione della violazione.

Comunicato stampa INPS del 17/03/2017
Nella circolare n. 60 del 16 marzo 2017 sono fornite le prime istruzioni applicative sul cumulo di periodi assicurativi non coincidenti degli iscritti a due o più forme di assicurazione gestite dall’Inps (lavoratori dipendenti, autonomi, gestione separata e forme sostitutive ed esclusive), al fine di conseguire un’unica pensione, secondo quanto disposto dalla legge 232/2016, che ha modificato quanto già previsto dalla legge 228/2012.
 
In base alla legge 232/2016 dal 1° gennaio 2017 la facoltà di cumulo dei periodi assicurativi può essere esercitata per conseguire la pensione di vecchiaia anche da coloro che sono già in possesso dei requisiti per il diritto autonomo al trattamento pensionistico in una delle gestioni interessate oppure per conseguire la pensione anticipata con i requisiti previsti dalle norme in vigore, compreso l’adeguamento agli incrementi della speranza di vita.
Comunicato stampa INPS del 09/03/2017
Con il Comunicato sulla G.U. 47 del 25 febbraio 2017 Il Dipartimento delle politiche per la famiglia ha reso noto che la variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, è risultata pari a - 0,1 per cento.
La Circolare 55 del 8 marzo 2017 riporta gli Importi delle prestazioni sociali e dei limiti di reddito validi per l'anno 2017 e precisa che come detto nel Comunicato, restano fermi anche per l’anno 2017 la misura e i requisiti economici dell’assegno al nucleo familiare numeroso e dell’assegno di maternità.
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 15/03/2017
Pronte le indicazioni per gli studenti che intendono acquistare uno strumento musicale nuovo usufruendo del contributo previsto dalla Legge di bilancio 2017, sotto forma di sconto del prezzo di vendita praticato dal rivenditore o produttore. Con il provvedimento pubblicato oggi, l’Agenzia chiarisce chi può accedere al beneficio, come ottenere l’agevolazione e le modalità con cui i venditori, a loro volta, possono recuperare tramite credito d’imposta lo sconto riconosciuto agli acquirenti. Il contributo spetta per gli acquisti effettuati nel 2017 per un importo non superiore al 65 per cento del prezzo finale, per un massimo di 2.500 euro.
Chi può richiedere lo sconto - Il bonus è riservato agli studenti iscritti ai licei musicali, corsi preaccademici, corsi del precedente ordinamento e corsi di diploma di I e di II livello dei conservatori di musica, degli istituti superiori di studi musicali e delle istituzioni di formazione musicale e coreutica autorizzate a rilasciare titoli di alta formazione artistica, musicale e coreutica. Il provvedimento, che contiene l’elenco degli istituti riconosciuti ai fini dell’agevolazione, specifica che per accedere al bonus è necessario essere in regola con il pagamento delle tasse e dei contributi dovuti per l’iscrizione all’anno 2016-2017 o 2017-2018.
Che cosa deve fare lo studente - Il contributo è concesso per l’acquisto di uno strumento musicale nuovo, coerente con il corso di studi cui è iscritto lo studente, o considerato “affine” o “complementare”. Per accedere all’agevolazione occorre richiedere all’istituto un certificato di iscrizione che riporti alcuni dati principali (cognome, nome, codice fiscale, corso e anno di iscrizione, strumento musicale coerente con il corso di studi) da consegnare al rivenditore all’atto dell’acquisto. Il contributo spetta una tantum per gli acquisti effettuati nel 2017, per un importo non superiore al 65 per cento del prezzo finale, per un massimo di 2.500 euro. Agli studenti che hanno già beneficiato della agevolazione per l’acquisto di uno strumento musicale nel 2016, lo sconto spetta al netto del contributo già fruito.
Il credito d’imposta per il rivenditore o produttore - Lo sconto sul prezzo di vendita diventa un credito d’imposta per il rivenditore o produttore, fino a concorrenza dei 15 milioni di euro disponibili, che verranno assegnati in ordine cronologico. Prima di concludere la vendita, l’esercente deve comunicare all’Agenzia il proprio codice fiscale, quello dello studente e dell’istituto che ha rilasciato il certificato di iscrizione, lo strumento musicale, il prezzo di vendita comprensivo del contributo e dell’imposta sul valore aggiunto. Le comunicazioni devono essere effettuate a decorrere dal 20 aprile 2017 utilizzando i canali telematici Entratel o Fisconline, anche tramite intermediario. Il sistema telematico rilascerà apposita ricevuta attestante la fruibilità o meno del credito di imposta nel limite delle risorse stanziate, in ragione della correttezza dei dati e tenendo conto dell’eventuale contributo già utilizzato dallo studente nel 2016. A partire del secondo giorno lavorativo successivo alla data di rilascio della ricevuta, il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici Entratel o Fisconline e indicando il codice tributo 6865.

Associazioni Sportive Dilettantistiche: come fare per non sbagliare la nuova guida di informazione fiscale scritta con un linguaggio semplice e diretto dall'Agenzia delle Entrate.

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Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 10/03/2017
Agevolazioni per ricerca e sviluppo, via libera alle spese sostenute per la realizzazione di progetti di ricerca commissionati nell’interesse di terzi. Con la risoluzione n. 32/E di oggi, infatti, l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sulla fruibilità del credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, in presenza di progetti realizzati a favore di soggetti diversi dal committente.
Le attività di ricerca a favore di terzi - Il documento di prassi esamina la fattispecie di un’associazione di cooperative che commissiona ad un ente di ricerca l’esecuzione di alcuni progetti attinenti il campo di attività di alcune delle proprie associate. In base al contratto stipulato dal committente con l’ente di ricerca, i progetti saranno realizzati nell’interesse delle associate e i risultati saranno destinati a favore di una specifica cooperativa - scelta tra le proprie associate - che subentrerà successivamente in tutti i diritti e gli obblighi derivanti dal contratto. Al pagamento delle spese relative a questi progetti provvederà integralmente la cooperativa destinataria degli stessi. Le Entrate specificano che se i progetti di ricerca commissionati sono conformi ai requisiti che danno diritto all’agevolazione introdotta dal Dl n. 145/2013, è possibile fruire del credito di imposta per i costi sostenuti nella misura del 50%, come modificata dalla legge di bilancio 2017, non rilevando le modalità utilizzate per commissionare l’attività di ricerca. Di conseguenza, i costi sostenuti dalla società cooperativa beneficiaria dell’attività di ricerca rientrano tra quelli ammessi al beneficio.
Le recenti novità dell’agevolazione - La legge di bilancio 2017 ha recentemente prorogato di un anno il periodo di tempo nel quale possono essere effettuati gli investimenti ammissibili (fino al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020) e ha potenziato il beneficio prevedendo, tra l’altro, con decorrenza dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016, l’applicazione di un’aliquota unica del 50%, a prescindere dalla tipologia di investimenti effettuati.
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 10/03/2017
Tutto sulle agevolazioni per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio nella nuova edizione della guida “L’Agenzia informa”, disponibile da oggi sul sito delle Entrate. Il pratico vademecum illustra regole e modalità da seguire per poter accedere al bonus per le ristrutturazioni edilizie e tiene conto delle novità sul tema contenute nella Legge di bilancio 2017. Trovano spazio nella guida anche le indicazioni fornite dall’Agenzia nei documenti di prassi sugli adempimenti necessari per richiedere l’agevolazione. Tra le principali novità segnalate: la proroga per tutto l’anno 2017 del bonus mobili e del bonus ristrutturazioni edilizie, nuove istruzioni e tempi più ampi per effettuare gli interventi di adozione di misure antisismiche.
Bonus mobili e ristrutturazioni prorogati per tutto il 2017 - La Legge di bilancio 2017 ha prorogato fino al 31 dicembre 2017 la maggiore detrazione Irpef del 50% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, con un tetto massimo di spesa di 96mila euro per unità immobiliare. È prorogato fino al 31 dicembre 2017 anche il bonus per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici destinati ad arredare un immobile ristrutturato. La detrazione del 50% spetta sulle spese sostenute, dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017, per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica. Attenzione, però, per gli acquisti che si effettueranno nel 2017 potrà essere richiesta solo se è stato effettuato un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato a partire dal 1 gennaio 2016.
Detrazioni per gli interventi antisismici - Tra i contenuti della guida, anche la nuova detrazione d’imposta del 50%, introdotta per il periodo compreso tra il primo gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021, legata alle spese sostenute per l’adozione di misure antisismiche su edifici che ricadono nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1, 2 e 3), con un importo complessivo pari a 96mila euro per unità immobiliare per ciascun anno. La detrazione fiscale sale al 70% della spesa sostenuta (75% per gli edifici condominiali) se, dalla realizzazione degli interventi concernenti l’adozione di misure antisismiche, deriva una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una classe di rischio inferiore e aumenta all’80% (85% per gli edifici condominiali) se dall’intervento deriva il passaggio a due classi di rischio inferiori.
Tra le spese detraibili per la realizzazione degli interventi antisismici rientrano anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili.
Le indicazioni dell’Agenzia - La nuova guida riporta, tra le novità, anche le indicazioni fornite dall’Agenzia in alcuni documenti di prassi emanati recentemente. Tra queste, ricordiamo quella sui beneficiari della detrazione, tra i quali rientrano a pieno titolo anche il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato (risoluzione n. 64/E del 28 luglio 2016). Un’altra indicazione è quella riguardante il pagamento con bonifico. Sono validi, ai fini della detrazione, anche i bonifici effettuati tramite conti aperti presso gli “Istituti di
pagamento”, cioè le imprese, diverse dalle banche, autorizzate dalla Banca d’Italia a prestare servizi di pagamento (risoluzione n.9/E del 20 gennaio 2017).
Dove trovare la guida – La guida è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate al seguente percorso: L'Agenzia > L’Agenzia comunica > Prodotti editoriali > Guide fiscali.
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 10/03/2017
Rilanciare il ruolo del Garante del contribuente quale attore fondamentale per il miglioramento del rapporto di fiducia tra Amministrazione finanziaria e cittadini. Questo il tema dell’incontro tenutosi ieri presso la sede centrale dell’Agenzia delle Entrate con i rappresentanti dell’Associazione nazionale Garanti del contribuente.
Alla riunione ha preso parte il direttore delle Entrate, Rossella Orlandi, insieme ai direttori centrali Audit, Leonardo Zammarchi, e Affari legali, contenzioso e riscossione, Pier Paolo Verna. Per l’Associazione sono intervenuti il presidente nazionale nonché Garante del Contribuente del Lazio, Angelo Gargani; il vicepresidente e Garante del Contribuente della Sicilia, Salvatore Forastieri e il segretario e Garante del Contribuente della Basilicata, Domenico Antonio Zotta.
Nel corso dell’incontro è emersa un’ampia convergenza sul comune obiettivo di attribuire una rinnovata centralità alla figura del Garante, cui lo Statuto dei diritti del contribuente attribuisce un’importante funzione propulsiva e di mediazione nel rapporto tra Fisco e cittadini.
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