Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 27 marzo 2017.
Pubblicate sul sito delle Entrate le regole e i termini per la  trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute e delle relative variazioni e dei dati delle liquidazioni periodiche Iva. Con il provvedimento firmato oggi dal Direttore dell’Agenzia, le Entrate stabiliscono un termine unico valido sia per la trasmissione telematica opzionale dei dati delle fatture (Dlgs n. 125/2015) sia per la trasmissione dei dati delle fatture prevista dal Dl n.78/2010  modificato dal Dl n.193/2016.Per semplificare il più possibile gli adempimenti, pertanto,l’invio dei dati delle fatture previsto da  Dlg  n 127/2015 può essere effettuato entro il 16 settembre 2017, per il primo semestre dell’anno in corso, ed entro il mese di febbraio 2018 per il secondo semestre.
Il provvedimento del Direttore dell’Agenziadi oggi,inoltre,  stabilisce che i dati acquisiti verranno messi tempestivamente a disposizione dei contribuenti che li hanno inviati nell’interfaccia web “Fatture e Corrispettivi”. In questo modo sarà possibile instaurare un dialogo tra l’Agenzia e i contribuenti prima dell’invio della dichiarazione, nel caso emergano, dall’analisi dei dati trasmessi, potenziali incoerenze tra i dati delle
fatture e quelli delle liquidazioni Iva.
Dati fattura,termine unico per entrambi gli invii– Il provvedimento stabilisce qualidati vanno trasmessi all’Agenzia delle entrate per  quanto riguarda le fatture emesse, le fatture ricevute e registrate, le bollette doganali e le relative note di variazione.
Le Entrate specificano che i dati da inviare, le modalità nonché i  termini per la trasmissione sono identici, sia nel caso in cui i contribuenti esercitino l’opzione per l’invio telematico dei dati delle fatture (di cui all’art. 1, comma 3 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127) sia nel caso di invio della “Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute” di cui agli articoli 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78.
La consultazione dei dati aiuta la compliance- I dati acquisiti dall’Agenzia saranno messi tempestivamente a disposizione dei contribuenti che li hanno inviati nella sezione Consultazione dell’area autenticata dell’interfaccia web “Fatture e   Corrispettivi” consentendo di instaurare u  processo di dialogo  pre-dichiarativo tra l’Agenzia e i contribuenti per i quali emergano, dall’analisi dei dati trasmessi, potenziali incoerenze tra i dati delle fatture e quelli delle liquidazioni Iva.
Le informazioni sulle incoerenze tr  i versamenti dell’imposta effettuati rispetto all’importo da versare indicato nelle  comunicazioni potranno essere consultate dai contribuenti nel Cassetto fiscalee nella sezione Consultazione dell’area autenticata
dell’interfaccia web “Fatture e Corrispettivi”, nel sito internet dell’Agenzia delle entrate.
I nuovi termini- Il Provvedimento ha uniformato, per il primo anno di applicazione, i termini per l’invio opzionale dei dati delle fatture (di cui all’art. 1, comma 3 del decreto legislativo 5 agosto 2015,
n. 127) con i nuovi termini per la “Comunicazione dei dati delle  fatture emesse e ricevute” (di cui agli articoli 21 del decreto-legge  31  maggio 2010, n.78) stabiliti dal decreto “milleproroghe” (decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244 convertito con modificazioni dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19).
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 24 marzo 2017.
Le consultazioni ipotecarie e catastali sugli immobili sono esenti da tributi se a richiederle è il titolare, anche in parte, del diritto  di proprietà o di altri diritti reali di godimento. È questa la sintesi delle precisazioni contenute nella circolare n.3/E di oggi, con cui l’Agenzia delle Entratefa il punto sulle modalità di accesso ai servizi di consultazione delle banche dati ipotecaria e catastale, sia per via telematica che presso gli uffici, e sulle tipologie di documenti consultabili. In particolare, viene chiarito il concetto di “consultazioni personali”, che godono di una specifica esenzione dai tributi speciali e dalle tasse ipotecarie normalmente dovuti.
Che cosa rientra nell’esenzione. - Come previsto dal Dl 16/2012, usufruisce dell’agevolazione l’attuale titolare, anche per quota, del
diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento sul bene cui è riferita l’ispezione. In particolare, la titolarità attuale viene individuata in presenza di trascrizioni “a favore” del richiedente relative agli atti  con  effetti  di  natura  traslativa  o dichiarativa (ad  esempio compravendite, permute, donazioni,  acquisti mortis causa),non seguite da formalità che abbiano comportato il trasferimento dell’immobile. Per lo stesso principio, le consultazioni relative a iscrizione d’ipoteca e trascrizioni  di sequestri,pignoramenti e domande giudiziali “a favore” del richiedente non sono esenti, in quanto si tratta di formalità  eseguite su immobili di cui sono titolari altri soggetti. Sono  gratuite, invece, le consultazioni relative a ipoteche iscritte “a  carico” del richiedente (ad  esempio, su immobili di cu  è  proprietario o usufruttuario).
Oltre alle formalità di trascrizione e di iscrizione, riguardanti beni di cui risulta attuale titolare, il richiedente  potrà  visionare in esenzione da tributi anche gli atti ch  ne  costituiscono il relativo titolo.
Comunione dei beni, niente tributi - Può essere richiesta  gratuitamente anche la consultazione personale relativa a beni acquistati dal coniuge, purché si tratti di acquisti effettuati in  regime di comunione dei beni. Lo stesso criterio vale anche per le  parti delle unioni civili.
Consultazioni per via telematica o presso gli uffici - Le persone  fisiche possono accedere al servizio di consultazione telematica   direttamente mediante i servizi Fisconline/Entratel con le  credenziali di autenticazione rilasciate dall’Agenzia delle Entrate  e l’indicazione del codice PIN. Per i soggetti diversi dalle  persone fisiche, registrati ai medesimi servizi, l’accesso avviene  tramite  i soggetti appositamente incaricati, abilitati dal proprio gestore. In alternativaè possibilerivolgersi agli Uffici Provinciali-Territorio presentando un documento di identità o di riconoscimento  in corso di validità, al fine di consentire le necessarie verifiche sulla spettanza dell’esenzione.
Con il comma 626 della Legge 11 dicembre 2016, n. 232 ("Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019") il legislatore ha introdotto la seguente norma: "Per l'anno 2017, nel limite complessivo di 15 milioni di euro, secondo i criteri e le modalità di cui all'articolo 1, comma 984, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, agli studenti iscritti ai licei musicali e agli studenti iscritti ai corsi preaccademici, ai corsi del precedente ordinamento e ai corsi di diploma di I e di II livello dei conservatori di musica, degli istituti superiori di studi musicali e delle istituzioni di formazione musicale e coreutica autorizzate a rilasciare titoli di alta formazione artistica, musicale e coreutica ai sensi dell'articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212, è concesso un contributo una tantum pari al 65 per cento del prezzo finale, per un massimo di euro 2.500, per l'acquisto di uno strumento musicale nuovo, coerente con il corso di studi".
 
Come si evince dal testo del comma sopracitato, la norma ricalca la disposizione dell'anno precedente introdotta con la legge di stabilità 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208 - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato) con due sostanziali miglioramenti: in primo luogo vi è una più ampia platea di soggetti beneficiari e, in secondo luogo, la misura dello sconto passa dal bonus di 1.000 euro (comunque in misura non eccedente il prezzo di acquisto dello strumento) al limite del 65 per cento del prezzo finale dello strumento, comprensivo di IVA, e fino ad un massimo di 2.500 euro.
 
Il contributo - concesso per l’acquisto di un solo strumento musicale nuovo che sia considerato coerente con il corso di studi - spetta una sola volta, anche in caso di acquisto di un singolo componente dello strumento quale, ad esempio, il piatto della batteria, ma non compete per l’acquisto di beni di consumo quali, ad esempio, corde o ance.
Per fruire del contributo gli studenti devono essere in regola con il pagamento delle tasse e dei contributi dovuti per l’iscrizione all’anno 2016-2017 o all’anno 2017-2018 e richiedere al proprio istituto, che è tenuto al relativo rilascio senza imposta di bollo, un certificato d’iscrizione dove l’istituto attesta la sussistenza dei requisiti richiesti dalla procedura.
Al momento dell’acquisto dello strumento, lo studente deve esibire tale certificato al rivenditore che documenta la vendita mediante fattura.

L'Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento del Direttore emanato il 14 marzo 2017, specifica che la procedura telematica attraverso la quale i rivenditori possono chiedere il credito d’imposta sarà resa disponibile a decorrere dal 20 aprile 2017.
Inoltre, esso è corredato di due allegati, forniti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, recanti, rispettivamente, (all. 1) gli elenchi degli istituti musicali ai quali gli studenti devono essere iscritti per accedere al bonus, suscettibile di integrazioni e/o modificazioni dipendenti da eventuali variazioni dell’offerta formativa che dovessero intervenire in corso d’anno, e (all. 2) gli elenchi degli strumenti con essi coerenti
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Articolo redatto dal Dott. Riccardo Cerulli - 12/04/2017

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Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 20 marzo 2017.
I contribuenti checompensano crediti e imposte epresentano in ritardo il modello F24 a saldo  zero  possono  mettersi  in  regola  e  beneficiare  delle  sanzioni  ridotte previste  dal ravvedimento operoso (art. 13 del Dlgs n. 472/1997). Nellarisoluzione n. 36/E di oggi, infatti, l’Agenzia
delle  Entrate chiarisce  quali  sono  gli  importi  da  pagare  in  caso di omessa o ritardata presentazione del modello F24 a saldo zero, a seconda del momento in cui il contribuente regolarizza la violazione.
Quando l’errore viene corretto entro 90 giorni-Nel documento di prassi, le Entrate ricordano che la sanzione prevista dalla leggeper l’omessa presentazione del modello in cui si effettua la compensazione,dal primo gennaiodel 2016 è in generale di 100euro. La  sanzione scende  a 50 eur,  però,se il  ritardo  non  supera cinque  giorni  lavorativi.
Pertanto, poiché in  caso  di  ravvedimento  operoso entro  90  giorni
dall’omissione  la sanzione si riduce di 1/9, in questaipotesile somme da versare saranno:
-5,56  euro  (1/9  di 50euro),se il  modellodi  pagamento  a  saldo  zero  viene presentatocon un ritardo non superiore a cinque giorni lavorativi
-11,11euro  (1/9  di 100euro),se il  modelloF24 viene  presentatocon  un ritardo superiore a cinque giorni lavorativi ma entronovanta giorni dall’omissione
Sel’errore viene corretto dopo 90 giorni-Se il contribuente intende regolarizzare la propria  posizione  con  il  Fisco,  ma  sono  già trascorsi  90  giorni  dalla  scadenza, invece, gli importi previsti dal nuovo ravvedimento sonoi seguenti:
-12,50euro(1/8  di  100  euro) se  la  delega  di  pagamento  a  saldo zero viene presentata entro un anno dall’omissione
-14,29euro(1/7  di  100  euro)se il  modello  F24  a  saldo  zeroviene presentato entro dueanni dall’omissione
-16,67euro (1/6di 100 euro) sel’F24 a saldo zero viene presentato superati idue anni dall’omissione
-20euro(1/5  di  100  euro) se il  contribuente  si  ravvededopo che  la
violazione viene constatata con un processo verbale.
Comunicato stampa INPS del 17/03/2017
La circolare 39 del 27 febbraio 2017 dell’Inps disciplina la prestazione di sostegno alla natalità che consiste nel premio di 800 euro per la nascita o l’adozione di un minore, introdotta dalla legge di Bilancio 2017 a favore della madre o della futura madre (articolo 1, comma 353, legge 11 dicembre 2016, n. 232).
 
A seguito di un approfondimento su alcuni aspetti applicativi, l’Istituto ha emanato una nuova circolare, la numero 61 del 16 marzo 2017, per chiarire i requisiti generali di accesso e gli eventi coperti dalla nuova prestazione a sostegno della natalità.

Dal 01 gennaio 2017 il tasso degli interessi legali, ex articolo 1284 del Codice Civile, passa dall'0,2% allo 0,1%.

A stabilirne la diminuzione è il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 7 dicembre 2016, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 14 dicembre 2016, n. 291.

Oltre ai riflessi sulla domanda di investimenti, sui mutui e sui finanziamenti, la variazione del tasso di interesse si fa sentire in particolare in ambito fiscale, per le somme da versare a titolo di ravvedimento operoso.

Con questa diminuzione dal 2017 il ravvedimento sarà ancora più conveniente. Infatti per sanare gli omessi, insufficienti o tardivi pagammenti, oltre alla sanzione ridotta, bisogna anche conteggiare gli interessi di mora calcolati al tasso legale. Così il contribuente che intende ravvedere nel 2017 violazioni intervenute fino al 31 dicembre 2016, dovrà conteggiare:

  • gli interessi di mora al tasso legale dello 0,2% per il periodo che va dal giorno successivo alla data di mancato adempimento fino al 31.12.2016;
  • gli interessi di mora al tasso legale dello 0,1% per il periodo che va dal 01.01.2017 alla data di regolarizzazione della violazione.

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