Il contratto di rete è disciplinato dall’art. 3, commi 4-ter e seguenti, della Legge n. 33 del 9 aprile 2009 (di conversione del D.L. n. 5 del 10 febbraio 2009), e sue successive modificazioni ed integrazioni.
Rappresenta una modalità contrattuale di cooperazione tra più imprenditori che si impegnano a collaborare al fine di accrescere, sia individualmente che collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività e che mirano ad aumentare la loro massa critica e ad avere così maggiore forza sul mercato.
 
Il contratto di rete deve essere redatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata, ovvero per atto firmato digitalmente a norma degli art. 24 o 25 del C.A.D. (D.Lgs. 82/2005 e successive modificazioni) da ciascun imprenditore o legale rappresentante delle imprese aderenti e trasmesso ai competenti uffici del registro delle imprese attraverso il modello standard tipizzato con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico.
 
Il disposto normativo prevede poi alcuni elementi obbligatori da indicare nel contratto di rete, la cui assenza comporterebbe la nullità del contratto stesso. Questi contenuti obbligatori sono:
 
Come aprire una partita IVA ed orientarsi nella fase di Startp Up senza perdere il filo di Arianna.
 
Le ditte individuali ed i professionisti per aprire una partita IVA devono utilizzare il nuovo modello AA9/12:
 
Oltre agli adempimenti burocratici, per impostare l'idea imprenditoriale e per sapere se il progetto di business è finanziabile scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Comunicato stampa INPS del 18 luglio 2016
 
La Legge 23 dicembre 2000 n. 388, ha previsto in tema delle sanzioni civili, la disciplina e le relative applicazioni nei casi di mancato adempimento degli obblighi contributivi, per coloro che non hanno provveduto, o lo hanno fatto in forma minore a quella dovuta, entro il termine stabilito, al pagamento dei contributi o dei premi dovuti alle gestioni previdenziali ed assistenziali.
In seguito, la Legge 4 novembre 2010 n. 183 ha poi previsto, per i casi in cui fossero impiegati lavoratori subordinati, senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro privato, con la sola esclusione del datore di lavoro domestico, l’aumento del 50% delle sanzioni determinate in base al criterio stabilito dall’art. 116, della L. 388/2000.
Questo aumento delle sanzioni civili è stato infine escluso dal Decreto Legislativo n. 151 del 14 settembre 2015, che ha riformulato la disciplina delle sanzioni previste per i casi di lavoro irregolare.
La Circolare n.129 del 13 luglio 2016 precisa a partire dal 24 settembre 2015, giorno di entrata in vigore della norma, le sanzioni civili da applicare nei casi di utilizzo di lavoratori subordinati “irregolari”, le nuove modalità di calcolo che dovranno essere applicate a tutti gli accertamenti ispettivi iniziati conclusi o non prima di detta data, e precisa le modalità per ottenere i rimborsi per somme che sono state erroneamente calcolate.
Comunicato stampa Unioncamere del 22 giugno 2016
 
Sono 1 milione e 312mila, danno lavoro a 3 milioni di persone e sono sempre più tecnologiche
La crisi non ha fermato le donne. Tra il 2010 e il 2015, le imprese femminili in più sono 35mila. Il loro aumento rappresenta il 65% dell'incremento complessivo dell'intero tessuto imprenditoriale italiano (+53mila imprese) nello stesso periodo. Più dinamiche quindi (+3,1% il tasso di crescita nel periodo a fronte del +0,5% degli imprenditori uomini), ma anche sempre più digitali e innovative, più giovani, più multiculturali. A questo treno in corsa, che oggi conta 1 milione e 312mila imprese femminili (il 21,7% del totale) che danno lavoro a quasi 3 milioni di persone, è dedicato il Rapporto ImpresaInGenere, realizzato da Unioncamere nel quadro della collaborazione con Ministero Sviluppo Economico, Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Pari Opportunità. Il Rapporto è stato illustrato oggi in occasione dell'incontro promosso da Confesercenti sull'imprenditoria femminile.
Per revocare una carta di credito, si consiglia innanzitutto di leggere l’apposito articolo che regola tale ipotesi recuperando il contratto a suo tempo firmato. Di solito è sufficiente inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno alla società emittente la carta; questa informazione si trova normalmente riportata anche sull’estratto conto periodico inviatovi dalla società emittente.
Dopo le novità introdotte dal 2010 è importante sapere che il contratto relativo alla carta di credito può essere interrotto in qualsiasi momento.

 
Di seguito si riporta un fac simile di lettera di revoca:

Comunicato stampa INAIL del 22 giugno 2016
 
I dati sono stati presentati oggi, a Roma, presso la Sala della Regina di Montecitorio, dal presidente Massimo De Felice. In diminuzione anche il numero dei casi mortali, in via di consolidamento. Continuano a crescere, invece, le malattie professionali. Positivo il risultato economico-finanziario dell’Istituto
 
Il presidente dell’Inail, Massimo De Felice, ha presentato oggi, a Roma, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, i dati 2015 relativi all'andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali in Italia e i dati di bilancio dell’Istituto. Nel corso dell’evento sono stati illustrati anche i risultati più rilevanti conseguiti dall’Inail sul fronte degli investimenti, delle politiche in materia di cura, riabilitazione e reinserimento e le attività e i piani della ricerca.
Infortuni
Si conferma l’andamento decrescente nella serie storica del numero degli infortuni:
  • sono state registrate poco meno di 637mila denunce di infortuni accaduti nel 2015, in diminuzione del 4% rispetto al 2014 e del 22,1% rispetto al 2011. Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono stati poco più di 416mila (-6,6% rispetto al 2014), di cui il 18,2% avvenuto “fuori dell’azienda”, cioè “con mezzo di trasporto” o “in itinere”. Il dato “fuori azienda” è rilevante per la valutazione accurata delle politiche e delle azioni di prevenzione.
  • delle 1.246 denunce di infortunio con esito mortale (erano 1.152 nel 2014), gli infortuni accertati “sul lavoro” sono stati 694 (di cui 382, il 55%, “fuori dell’azienda”), con una riduzione del 2% circa rispetto al 2014 e del 23,4% rispetto al 2011. Il dato tuttavia non è consolidato perché sono ancora in istruttoria 26 infortuni: se tutti fossero riconosciuti come casi mortali avvenuti “sul lavoro”, si avrebbe un aumento complessivo di circa l’1,7% rispetto al 2014, mentre la riduzione rispetto al 2011 sarebbe del 20%.
  • gli infortuni sul lavoro hanno causato circa 11 milioni di giornate di inabilità con costo a carico dell’Inail. In media circa 82 giorni per gli infortuni che hanno provocato menomazione e 20 giorni in assenza di menomazione.
Malattie professionali
Si conferma l’andamento crescente nella serie storica del numero delle malattie professionali:
  • le denunce di malattia sono state circa 59mila (circa mille e 500 in più rispetto al 2014), con un aumento di circa il 24% rispetto al 2011. Ne è stata riconosciuta la causa professionale al 34%, il 3% è ancora “in istruttoria”. Il 63% delle denunce è per malattie del sistema osteomuscolare (cresciute del 46% rispetto al 2011).
  • è importante ribadire che le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 44mila, di cui circa il 39% per causa professionale riconosciuta.
  • sono stati poco meno di 1.600 i lavoratori con malattia asbesto-correlata. I lavoratori deceduti nel 2015 con riconoscimento di malattia professionale sono stati 1.462 (il 27% in meno rispetto al 2011), di cui 470 per silicosi/asbestosi (l’85% è con età al decesso maggiore di 74 anni).
Risultati finanziari ed economici
I principali dati del preconsuntivo 2015 indicano entrate di competenza per 9 miliardi e 634 milioni di euro (allo stesso livello del 2014) e uscite di competenza pari a 9 miliardi e 195 milioni (con prestazioni istituzionali in diminuzione dell’1,3% rispetto all’anno precedente). Il risultato finanziario è pari a 439 milioni e, dunque, positivo, seppure in diminuzione del 7,8% rispetto al 2014 e del 43% rispetto al 2011.
Il risultato economico si attesta a 1.194 milioni (-21,5% rispetto al 2011). Le riserve ammontano a circa 28 miliardi e 167 milioni, “coperte” per circa l’83% da liquidità (versata alla Tesoreria dello Stato, senza remunerazione). Sul bilancio dell’Inail hanno inciso anche quest’anno le misure della “Legge di Stabilità” (la riduzione del 15,38% di premi e contributi è stata “tamponata” parzialmente dai 600 milioni trasferiti dallo Stato; hanno gravato i 192,6 milioni riversati allo Stato per riduzioni e razionalizzazione della spesa).
In definitiva, il bilancio del 2015 tiene ancora la solvibilità.
 
Interventi a sostegno delle aziende
Con il bando Isi del 2015 l’Inail ha messo a disposizione del sistema produttivo italiano 276 milioni di euro a fondo perduto per il miglioramento della sicurezza sul lavoro, sesta tranche di uno stanziamento complessivo che, a partire dal 2010, ammonta complessivamente a circa 1,3 miliardo di euro. La principale novità dell'ultimo bando consiste nello stanziamento di circa 83 milioni per progetti di bonifica da materiali contenenti amianto. Le aziende che hanno partecipato al "click day" dello scorso 26 maggio per l'assegnazione degli incentivi sono state più di 23mila.
Attraverso il bando Fipit 2015, destinato alle micro e piccole imprese del settore terziario, sono stati stanziati altri 20 milioni di euro. Nel frattempo ha avuto esito il bando per il finanziamento di progetti di innovazione tecnologica (Fipit) pubblicato nel 2014, con lo stanziamento di 30 milioni di euro per i settori ad alto rischio infortunistico dell'edilizia, dell'agricoltura e della lavorazione dei materiali lapidei. Si prevede la quasi completa copertura dei 5.121 progetti presentati.
Il numero delle imprese che negli ultimi anni hanno usufruito della riduzione dei premi Inail per meriti di prevenzione è in crescita: sono state 41mila nel 2012, 46mila nel 2013 e 52mila nel 2014, mentre le istanze presentate nel 2015 per interventi effettuati l'anno precedente sono circa 66mila. A ottobre 2015, inoltre, è stata disposta la riduzione dell’8,16% dell’importo del premio per le imprese artigiane che non hanno denunciato infortuni nel biennio 2013-2014, cui sono stati destinati 27 milioni di euro. Lo sconto ha interessato oltre 267mila ditte. Altre riduzioni hanno riguardato il settore edile, la pesca e la navigazione.
 
Interventi a sostegno dei lavoratori
Nel 2015 sono state effettuate circa sette milioni e mezzo di prestazioni sanitarie. Le prestazioni per “prime cure” effettuate presso i 131 ambulatori dell’Inail sono state circa 690mila, di cui il 93,2% richieste a seguito di infortuni e il restante 6,8% per malattia professionale.
Negli 11 centri di fisiochinesiterapia attivi in cinque regioni sono state fornite circa 127mila prestazioni riabilitative e oltre 10mila visite fisiatriche a 3.700 pazienti. Il Centro Protesi di Vigorso di Budrio ha registrato l’afflusso di circa 13mila assistiti. In coerenza con le previsioni del Piano sanitario sociale integrato della Regione Toscana, è stato approvato il piano di sviluppo per il Centro di riabilitazione motoria di Volterra.
 
Investimenti immobiliari e mobiliari
Nel 2015 l’attività di investimento dell’Inail è stata particolarmente innovativa, per volume di realizzazioni e per l’impostazione e l’avvio delle nuove politiche.
Nel mese di dicembre sono stati stipulati i contratti di acquisto di una sede del Ministero della Salute (per un importo di 126 milioni di euro) e di quattro immobili “storici” dell’Eur di Roma che ospitano l’Archivio centrale dello Stato, il Museo Pigorini, il Museo dell’Alto medio-evo, il Museo delle Arti popolari (per un valore complessivo di 297,5 milioni di euro). Si è conclusa l’istruttoria, per la realizzazione di una residenza sanitaria a Caorle, con l’autorizzazione all’investimento per un valore complessivo di 23 milioni di euro.
L’Inail ha messo a disposizione di iniziative immobiliari a elevata utilità sociale circa 1,5 miliardi. Lo scorso gennaio sono stati selezionati 200 progetti, con 83 amministrazioni coinvolte, per interventi relativi a residenze universitarie, strutture sanitarie e assistenziali, scuole e uffici pubblici. Tra i progetti presentati, oltre 107 interventi riguardano la messa in sicurezza – con criteri di alta qualità estetica e funzionale – di edifici scolastici. Un altro importante progetto riguarda la realizzazione di 52 scuole innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica, caratterizzate da nuovi ambienti di apprendimento e dall’apertura al territorio. Per questo progetto l’Inail ha stanziato 350 milioni di euro nel triennio 2014-2016.
Per quanto riguarda gli investimenti mobiliari, previo parere positivo congiunto della Ragioneria generale dello Stato e del Dipartimento del Tesoro, l’Istituto ha incrementato le sue quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia, raggiungendo il 2,7% (dallo 0,7%), con un investimento di 150 milioni di euro.
 
Attività e piani di ricerca
Si è concluso il piano di ricerca 2013-2015 del Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio. La collaborazione “in rete” con l’Istituto italiano di tecnologia, con l’Istituto di bio-robotica della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e con l’Università Campus bio-medico di Roma ha dato i primi risultati positivi. In particolare sono stati realizzati un prototipo di esoscheletro motorizzato, un sistema protesico avanzato di arto superiore, un prototipo di falange del dito della mano in grado di restituire sensibilità tattile all’arto amputato, e strumenti per la valutazione funzionale e la riabilitazione. Per alcuni di questi prototipi è stata presentata la domanda di brevetto e si sta dando avvio al trial clinico.
Lo scorso dicembre è stato approvato il Piano delle attività di ricerca 2016-2018, con nove programmi sui temi: strategie di prevenzione; gestione integrata del rischio, della salute e della sicurezza; applicabilità delle norme; sistemi innovativi di gestione per rischi connessi all’evoluzione dei processi produttivi; mutamenti sociali e demografici, per analizzare le condizioni e i bisogni dei gruppi più vulnerabili; rischi e opportunità indotti dalle nanotecnologie; un “programma speciale amianto”. I 12 nuovi progetti di ricerca triennali del Centro Protesi di Vigorso di Budrio, approvati lo scorso aprile, sono invece raccolti in quattro macro-aree: ortesi, protesi, progetto clinico e di riabilitazione, dispositivi tecnici.
Comunicato stampa INPS del 24 giugno 2016
 
A partire dal 1 agosto sarà disponibile una nuova funzionalità per l’inoltro, anche contestuale, delle seguenti domande e dichiarazioni:
  • pagamento diretto del Fondo di Tesoreria (mod. FTES01 e FTES02);
  • pagamento diretto della quota di TFR maturata durante l’ultimo periodo di CIGS (mod. SR41);
  • dichiarazione del responsabile della procedura concorsuale necessaria ai fini dell’intervento dei Fondi di garanzia (mod. SR52 e SR95).
Nel Messaggio 2800 del 23 giugno 2016 sono presenti il percorso, la procedura da seguire e le istruzioni per la compilazione e l’invio del file.
Comunicato stampa Ministero del Lavoro del 16 giugno 2016
 
Il programma Garanzia Giovani deve essere rifinanziato e diventare uno strumento permanente delle politiche europee per l'occupazione.
È quanto hanno ribadito ieri sera, a Lussemburgo, i Ministri europei del Lavoro e degli Affari Sociali del Gruppo Socialista, in occasione della riunione alla quale ha partecipato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti.
Una richiesta in linea con quella avanzata dal Presidente del Consiglio Renzi e dal Presidente Hollande nella dichiarazione del Vertice Italo francese dell'8 marzo a Venezia, nella quale si auspicava un nuovo finanziamento del programma fino a 20 miliardi di Euro da qui al 2020.
I Ministri hanno quindi sottolineato la necessità di rafforzare la dimensione sociale dell'Unione europea e di definire strategie indirizzate in particolare ai giovani, concordando di concentrare su tali temi l'azione del gruppo.
Il Ministro Poletti si è soffermato sulle sfide poste dalle trasformazioni tecnologiche, che appaiono oggi più rapide delle nostre capacità di adattamento. "Si tratta -ha detto Poletti- di un tema centrale per l'Unione Europea, che deve evitare di restare ai margini di questi processi; occorre che l'Europa sia in grado di comprendere e governare questi processi, dando risposte soprattutto sul piano sociale, che rappresenta uno dei pilastri fondanti della costruzione europea". Il Ministro Poletti ha anche ricordato la questione dei migranti, sulla quale occorre un approccio comune basato su una maggiore collaborazione, in particolare da parte di quei paesi i cui governi si ispirano ai principi della solidarietà sociale.
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