Comunicato stampa Unioncamere del 7 ottobre 2016

Sono oltre 15mila le imprese che puntano a crescere collaborando Friuli-Venezia Giulia e Abruzzo le regioni a maggiore vocazione a fare rete Sanità, utility e servizi professionali i settori più aperti
Tra le cooperative, la rete ha una marcia in più
Contratti di rete ancora in crescita in Italia. A Settembre scorso questo modello di aggregazione tra imprese ha superato le 3mila esperienze, coinvolgendo oltre 15mila aziende sparse su tutto il territorio nazionale, nessuna provincia esclusa. A livello regionale, la Lombardia è la prima regione italiana per numero di imprese che hanno stipulato un contratto di rete (2.647), seguita da Toscana (1.544), Emilia-Romagna (1.509), Veneto (1.373) e Lazio (1.342). E’ quanto risulta dal monitoraggio di Unioncamere e InfoCamere sui contratti di rete depositati al Registro delle imprese alla data del 3 settembre scorso.
Al netto di Roma e Milano cui va il naturale primato per numerosità di aziende coinvolte (rispettivamente 974 e 920), da questa mappa emerge la forte vocazione di alcune province mediopiccole alla collaborazione tra imprese, come Brescia (407), Verona (330), Bergamo (320) e Udine (309), tutte tra le prime dieci posizioni della classifica provinciale.
Un identikit che assume un profilo ancora più netto se si raffronta il numero di imprese in rete con il totale delle imprese esistenti in ogni territorio: più disponibili alla collaborazione gli imprenditori del Friuli-Venezia Giulia (6,4 imprese in rete ogni mille con sede in regione rispetto ad una media nazionale del 2,5), poi quelli dell’Abruzzo (5,5) e Toscana (3,7).
Quanto alla tipologia di impresa che più delle altre dimostra una spiccata vocazione a collaborare , il primato va alle cooperative: per ogni mille imprese registrate, infatti, le coop che hanno dichiarato di avere sottoscritto un contratto di rete sono 9,3 un valore più che doppio rispetto al 4,2 del giugno 2014. In termini assoluti, invece, la parte del leone tra le imprese che aderiscono ad un contratto di rete la fanno le società di capitale (8.870 imprese, pari al 57,4% del totale) per un rapporto di 5,7 imprese ogni mille registrate con la stessa natura giuridica.
Infine, dall’ultima rilevazione si evidenzia un irrobustimento del fenomeno dei contratti di rete: al 3 settembre scorso, infatti, le reti con più di 10 imprese aderenti sono il 12% del totale, 3 punti in più rispetto al giugno del 2014. A perdere terreno sono state le reti di medie dimensioni (4-9 imprese aderenti), passate dal 47,2 al 43,2% del totale. In lieve aumento quelle più piccole (con meno di 4 imprese aderenti), passate dal 43,7 al 44,8% nel periodo considerato).

Clicca qui per scaricare il lavoro della Commissione Studio Societario dell'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Viterbo sul Contratto di Rete, gruppo di lavoro Stefano Blanco, Francesco Cacchiarelli, Fabio Egidi, Maria Luisa Fontecedro e Danilo Puliani. Coordinatore Francesco Cacchiarelli.

Ristoranti e pizzerie modalità di svolgimento dell'attività di controllo. L’Agenzia delle Entrate ha predisposto una serie di prontuari che tracciano una serie di percorsi di indagine diversificati per attività economica al fine di uniformare comportamenti degli uffici e per aumentare la proficuità dei risultati delle indagini. Oggi esaminiamo il prontuario previsto per la categoria economica dei ristoranti codici attività Atecofin 2004 55.30.A e codice Atecofin 2007 56.10.11 e 56.10.12.

Clicca qui per scaricare un esempio di check list di verifica;

Clicca qui per scaricare la metodologia di controllo prevista per i ristoranti e le pizzerie.
 
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Comunicato stampa Unioncamere del 14 ottobre 2016


La metà dei laureati in Architettura, in Scienze politiche ed in Economia che le imprese italiane intendono assumere nel corso del 2016 dovranno avere competenze digitali. Stessa richiesta per 4 laureati in Lingue o in Ingegneria su 10. E, tra i diplomati, la capacità di utilizzare Internet è ritenuta essenziale non solo per quanti hanno un titolo di scuola secondaria con indirizzo informatico, ma anche per un terzo dei diplomati con indirizzo amministrativo ed un quarto di quelli con indirizzo elettronico.
E’ quanto emerge dal Sistema informativo Excelsior, che Unioncamere realizza in collaborazione con il Ministero del Lavoro. E proprio con uno specifico focus sulle 91mila figure professionali con profilo e competenze digital che le imprese intendono assumere entro l’anno, Unioncamere è presente a Maker Faire Rome, la più grande fiera europea dell’innovazione, che si svolge a Roma dal 14 al 16 ottobre.
Nello stand di Unioncamere, grazie a un maxi touchscreen, è possibile navigare anche tra i risultati dei progetti condotti con il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, a partire dal Sistema informativo Excelsior, per arrivare fino a Crescere in digitale, passando per gli strumenti presenti sul portale Filo.
Un’offerta di informazioni che parte dall’orientamento scolastico-formativo, cresce con quello professionale e si evolve per rispondere alle trasformazioni della domanda di lavoro delle imprese, sempre più attenta alle competenze che sanno combinare creatività e innovazione, tradizione e digitalizzazione.
I protagonisti dello spazio di Unioncamere sono proprio gli innovatori digitali, giovani che sono stati in grado di cogliere le sfide della rivoluzione 3.0 e che ora si applicano affinché le imprese si avviino sulla strada dell’evoluzione verso il 4.0. Sono, infatti, proprio i membri della community di Crescere in digitale ad animare incontri e iniziative per presentare alla fiera le esperienze di alcuni giovani, che, dopo aver superato la formazione e la selezione svolta insieme a Google, sono ora attori della promozione della digitalizzazione presso le imprese. Storie reali che dimostrano come il cambiamento legato alla possibilità di utilizzare gli strumenti social e gli spazi open del web è a portata di mano per tutte le imprese, anche le più piccole, ma soprattutto è un importante strumento di crescita per quei giovani che vorranno esserne i protagonisti.
Comunicato stampa Unioncamere del 28 settembre 2016

Acquisti pubblici: al via il tavolo permanente di confronto fra Consip, Unioncamere e le associazioni imprenditoriali (Alleanza delle Cooperative, Confindustria, R.ETE. Imprese Italia)
Garantire la più ampia partecipazione e coinvolgimento delle imprese, anche di piccola dimensione, nel mercato della domanda pubblica; definire ambiti e percorsi di innovazione su processi, prodotti e strumenti di acquisto per le amministrazioni pubbliche. Sono questi i principali obiettivi del "Supplier Board", il tavolo permanente di confronto avviato oggi a Roma da Consip, Unioncamere e le principali associazioni imprenditoriali: Alleanza delle Cooperative, Confindustria e R.ETE. Imprese Italia.
A guidare l'iniziativa c'è la profonda convinzione che un sistema efficiente di acquisti pubblici possa rappresentare un importante strumento di politica industriale per il Paese, agendo come leva sia sul lato della domanda che dell'offerta.
A tenere a battesimo la prima riunione del tavolo, che si incontrerà con cadenza trimestrale, sono stati i vertici di Consip - il presidente Luigi Ferrara e l'Amministratore delegato, Luigi Marroni – il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia insieme al presidente di Piccola Industria, Alberto Baban, il presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello e il presidente di CNA e R.ETE. Imprese Italia, Daniele Vaccarino. Per l’Alleanza delle cooperative erano presenti Olga Pegoraro (Presidente AGCI Produzione e Lavoro), Massimo Stronati (Presidente Federlavoro e Servizi di Confcooperative), Fabrizio Bolzoni (Presidente Legacoop Servizi).
Nel corso dell'incontro sono stati definiti i temi di dibattito, sui quali è stato avviato un primo confronto, che sarà sviluppato nelle successive riunioni del Board e nei gruppi di lavoro operativi in via di costituzione, tra cui: possibili evoluzioni della normativa per facilitare la partecipazione delle imprese agli appalti pubblici; soluzioni innovative di prodotto e/o processo per contribuire alla digitalizzazione di imprese e amministrazioni; iniziative in grado di modificare - attraverso un’azione su domanda e offerta - i comportamenti di acquisto delle amministrazioni, creando nuove opportunità per le imprese e/o fornendo uno sbocco per beni e servizi innovativi; modelli di intervento e modalità operative per favorire l’aggregazione delle imprese nella partecipazione alle gare pubbliche.
Al termine dell’incontro tutti i partecipanti hanno espresso soddisfazione per l’iniziativa, auspicando una più stretta, proficua e continuativa collaborazione.
Comunicato stampa Unioncamere del 16 settembre 2016
 
Il percorso formativo sulle competenze digitali per gli iscritti al programma “Garanzia Giovani”, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e attuato da Unioncamere in partnership con Google, ha avviato in un anno oltre 650 tirocini e organizzato più di 50 laboratori. In questi giorni annunciati inoltre i primi tirocini in azienda trasformati in assunzioni.
Compie il primo anno di vita Crescere in Digitale, il progetto promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e attuato da Unioncamere in partnership con Google, per la formazione sulle competenze digitali dei giovani disoccupati iscritti a Garanzia Giovani. A un anno di distanza, gli iscritti sono 71.651, dei quali oltre 6.397 hanno completato il corso online e 5.532 che hanno superato il test finale.
Le aziende di tutte le dimensioni e settori disponibili ad accogliere tirocinanti hanno raggiunto quota 3.400, per un totale di 5.255 tirocini offerti. Sono stati già realizzati 54 laboratori di formazione e orientamento su 90 province italiane, grazie all’impegno di circa 85 Camere di Commercio su tutto il territorio nazionale. In altrettante province sono stati, infine, già attivati più di 650 tirocini, che vedono oltre 50 soggetti del Sistema Camerale italiano coinvolti come soggetti promotori.
Proprio in questi giorni, inoltre, sono stati annunciati i nomi dei primi ragazzi assunti a seguito del tirocinio in azienda. La Camera di Commercio di Prato ha comunicato ieri l’assunzione di Deborah Paolini presso lo studio fotografico Nonsolofoto di Poggio a Caiano. Dopo sei mesi di collaborazione, Deborah si occuperà di strategie digitali e social media marketing.
Crescere in Digitale è stato inaugurato a Settembre 2015 presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali alla presenza del Ministro Giuliano Poletti e dei rappresentanti di Google e Unioncamere. Il progetto, che punta a rafforzare l’occupabilità dei giovani italiani e a favorire la digitalizzazione delle PMI, prevede un percorso formativo composto da diverse fasi: 50 ore di training online, laboratori sul territorio e fino a 3.000 tirocini retribuiti con 500 euro mensili nelle imprese italiane. Le aziende, in caso di assunzione al termine del tirocinio, possono beneficiare di incentivi fino a 6.000 euro.
Attraverso il training online sulla piattaforma www.crescereindigitale.it, i cui contenuti sono stati definiti dal comitato scientifico del progetto, i partecipanti hanno l’opportunità di ampliare le proprie conoscenze dell’ecosistema digitale e apprendere come il web possa essere un valido strumento per supportare la crescita e la visibilità internazionale delle aziende. Figure di spicco come Vint Cerf, uno dei padri fondatori di Internet e oggi Chief Internet Evangelist di Google, si alternano ad accademici e professionisti del settore e alle testimonianze di alcuni imprenditori del Made in Italy, pionieri nell’uso del web, raccolte da Fondazione Symbola e Università Ca' Foscari.
Il progetto continuerà nel 2017 con l'obiettivo di organizzare nuovi laboratori sul territorio e raggiungere quota 3.000 tirocini attivati. Il corso rimane completo di tutte le sue parti, con 17 sezioni che spaziano dalla creazione di un sito web/mobile al marketing sui motori di ricerca, toccando i temi delle piccole e medie imprese online, l’e-commerce, l’export e l’innovazione d’impresa. Qui la lista dei topic http://www.crescereindigitale.it/piano-del-corso/.
“A un anno dal lancio, il successo di Crescere in Digitale conferma appieno il favore con cui era stato accolto fin dall’inizio e ci conforta circa la bontà della scelta di puntare su un intervento di formazione qualificata per accrescere le competenze digitali dei giovani iscritti al programma Garanzia Giovani.
Crescere in Digitale ha rappresentato - e continuerà a rappresentare - un’opportunità concreta per tanti ragazzi, ma anche per tante imprese che hanno colto positivamente questa occasione per sviluppare le loro attività attraverso il digitale”.
Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
“Crescere in Digitale si conferma un bell’esempio di collaborazione tra istituzioni e sistema imprenditoriale basato su un modello operativo originale che integra nuove tecnologie e lavoro diretto sui territori. Dopo questa positiva esperienza, che continueremo a seguire con grande cura, Unioncamere e le Camere di Commercio rafforzeranno ulteriormente il proprio impegno diretto a favorire l’acquisizione di competenze digitali qualificate da parte delle imprese e dei giovani”.
Ivan Lo Bello, Presidente di Unioncamere
"È stato un anno pieno di soddisfazioni: ogni giorno abbiamo incontrato giovani in cerca di
occupazione che hanno visto in Crescere in Digitale un'opportunità concreta di formazione. Ma la risposta più sorprendente è stata quella delle imprese - in molte realtà le offerte di tirocinio superano il numero dei ragazzi disponibili. È la dimostrazione più evidente che scommettere sulle competenze digitali crea lavoro."
Diego Ciulli, Public Policy Manager di Google in Italia
 
Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.crescereindigitale.it.
Per ulteriori informazioni:
Ufficio stampa Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
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Ufficio stampa Google in Italia
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Agenzia di PR
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Ufficio stampa Unioncamere
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Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 17 ottobre 2016
 
La successiva cessione dei beni non è abuso del diritto
Gli immobili appartenenti a società che si trovano in fase di liquidazione rientrano nel regime agevolato di assegnazione dei beni ai soci. L’eventuale cessione degli immobili, effettuata dai soci in un momento successivo all’avvenuta assegnazione, è da considerarsi fiscalmente legittima, non configurando un’ipotesi di abuso del diritto (prevista dall’articolo 10-bis della legge 212/2000). È questo il chiarimento fornito con la risoluzione n. 93/E di oggi dell’Agenzia delle Entrate, in materia di assegnazione dei beni ai soci con successiva cessione a terzi.
I beni ammessi al regime di favore - La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto un regime fiscale agevolato di carattere temporaneo per consentire l’estromissione dalle imprese degli immobili diversi da quelli strumentali per destinazione, e la loro assegnazione agevolata ai soci; la disciplina di favore prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap, pari all’8 per cento, ovvero al 10,5 per cento per le società non operative o in perdita sistematica. Il documento di prassi precisa che, nel momento in cui viene aperta la fase di liquidazione, la società non svolge più attività d’impresa e si è in presenza di una mera fase finalizzata alla cessazione delle operazioni; gli immobili assegnati ai soci, non essendo più utilizzati nel ciclo produttivo dell’impresa, e non rientrando più, dunque, tra quelli strumentali per destinazione, possono fruire del regime agevolato.
Il risparmio d’imposta è legittimo - La disciplina agevolativa favorisce la fuoriuscita di quei beni, non direttamente utilizzati nell’esercizio dell’attività imprenditoriale, per i quali non sussistono immediate condizioni di impiego favorevoli ma che potrebbero essere, in seguito, nuovamente immessi nel mercato. La risoluzione chiarisce che, nel momento in cui viene aperta la fase liquidatoria, l’assegnazione agevolata degli immobili ai soci e la successiva cessione degli stessi a terzi, non si pongono in contrasto con le finalità delle norme fiscali o con i principi dell’ordinamento. In particolare, queste operazioni, non comportando la realizzazione di un indebito vantaggio fiscale, non configurano un’ipotesi di abuso del diritto (articolo 10-bis della legge 212/2000), bensì un legittimo risparmio d’imposta.
Codice Lei cos'è e come si richiede. L’acronimo LEI (Legal Entity Identifie) identifica un codice univoco di venti caratteri alfanumerici basato su uno standard internazionale attribuito per identificare le parti di operazioni finanziarie di tutto il mondo in tutti i mercati. La società Unioncamere è il soggetto italiano autorizzato al rilascio di tale codice.
Modalità di richiesta e di rilascio del Codice pre-LEI

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