Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 16/03/2017
Nelle more della definizione del quadro giuridico relativo agli adempimenti in materia di Intrastat, per il mese di gennaio 2017 è stato precisato con il comunicato stampa del 17 febbraio 2017 che l’obbligo di trasmissione delle comunicazioni Intra-2 permaneva, ai soli fini statistici, a carico dei soli soggetti passivi IVA già tenuti alla presentazione mensile di detti modelli. Sulla base di tali precisazioni i contribuenti interessati hanno, per la quasi totalità, adempiuto correttamente all’obbligo.
Ferma restando la validità di tali indicazioni per il mese di gennaio 2017, si rileva che, a partire dagli adempimenti relativi al mese di febbraio, occorre far riferimento ad un mutato quadro giuridico. L’entrata in vigore della legge n. 19 del 28 febbraio 2017, di conversione del D.L. n. 244/2016 (cosiddetto “Decreto Milleproroghe”) ha determinato la proroga degli obblighi Intrastat vigenti alla data di entrata in vigore del D.L. n. 193/2016 e, dunque, il ripristino dell’obbligo per il 2017 di comunicazione dei dati fiscali mensili e trimestrali, oltre che dei dati statistici per i contribuenti mensili, cioè di comunicazione degli elenchi acquisti (INTRA2) mensili e trimestrali di beni e servizi. Data la ristrettezza dei tempi, eventuali ritardi di trasmissione, rispetto alla scadenza di fine marzo, non saranno sanzionati.
Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Istat stanno, tuttavia, lavorando alla predisposizione del provvedimento di semplificazione previsto dalla l. 19/2017, con l’obiettivo di ridurre significativamente la platea dei soggetti obbligati e le variabili oggetto delle comunicazioni Intrastat.
In merito alle semplificazioni saranno sentiti i rappresentanti delle categorie economiche interessate e sarà garantita tempestiva comunicazione delle semplificazioni previste al fine di rispettare le tempistiche necessarie per l’adeguamento delle procedure informatiche.

L’obbligo di conservazione dei messaggi di posta elettronica certificata (PEC) è da ricondurre agli articoli 2214 e 2220 del Codice Civile che rispettivamente prevedono l'obbligo, per l'imprenditore di “.. conservare ordinatamente per ciascun affare gli originali delle lettere, dei telegrammi e delle fatture ricevute, nonché le copie delle lettere, dei telegrammi e delle fatture spedite” e dispongono la conservazione decennale per “.. le fatture, le lettere e i telegrammi ricevuti e le copie delle fatture, delle lettere e dei telegrammi spediti”.

Gli obblighi di conservazione delle PEC, in quanto documenti informatici, sono da ricercarsi anche all’art. 43 del CAD che al comma 1 prescrive in generale: ”i documenti degli archivi, le scritture contabili, la corrispondenza ed ogni atto, dato o documento di cui è prescritta la conservazione per legge o regolamento, ove riprodotti su supporti informatici sono validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge, se la riproduzione e la conservazione nel tempo sono effettuate in modo da garantire la conformità dei documenti agli originali stabilite ai sensi dell'articolo 71” (quelle attualmente vigenti sono contenute nel DPCM del 3 dicembre 2013). Nel successivo comma 3 dello stesso articolo si stabilisce, in particolare, che “i documenti informatici, di cui è prescritta la conservazione per legge o regolamento, possono essere archiviati per le esigenze correnti anche con modalità cartacee e sono conservati in modo permanente con modalità digitali, nel rispetto delle regole tecniche stabilite ai sensi dell'articolo 71”.

10 SEMPLICI REGOLE DA TENERE A MENTE PER UN UTILIZZO CONSAPEVOLE DELLA PEC

Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 09/03/2017
Le attività di sviluppo, mantenimento e accrescimento del software protetto da copyright si concretizzano nelle attività di implementazione, aggiornamento, personalizzazione e customizzazione del software. È quanto chiarisce la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 28/E pubblicata oggi.
Il patent box per i software - Introdotto dalla Legge di Stabilità 2015, il patent box consiste in un regime opzionale di tassazione agevolata per i redditi derivanti dall’utilizzo di software protetto da copyright, da brevetti industriali, da marchi d’impresa, da disegni e modelli, nonché da processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili. In base ai chiarimenti forniti dalle Entrate, nella determinazione del reddito agevolabile dei programmi per elaboratore - purché originali e frutto di creazione intellettuale dell’autore - rientrano anche i canoni riferibili alla remunerazione delle attività di implementazione, aggiornamento, personalizzazione e customizzazione del software. Tali prestazioni rappresentano l’espressione di quelle attività di ricerca e sviluppo obbligatorie in base alla norma.
I redditi che non rientrano nel patent box - Non rientrano, invece, tra le attività agevolabili quelle puramente strumentali all’utilizzo del software, come l’attività di formazione del personale, il basic help desk di “secondo livello”, il supporto telefonico, il canone periodico per l’utilizzo di software applicativi in cloud, e così via. Tali attività, infatti, non rappresentano un esercizio esclusivo di una prerogativa autoriale.

 

La tenuta della contabilità di magazzino è obbligatoria, a partire dal secondo periodo d’imposta successivo a quello nel quale, per la seconda volta consecutiva, l’azienda abbia superato congiuntamente i seguenti limiti:
• ricavi superiori a euro 5.164.568,99;
• rimanenze totali superiori a euro 1.032.913,80.
Per i commercianti all’ingrosso le movimentazioni da rilevare, di regola solo per quantità e nell’unità di misura scelta (pezzi, metri, ecc.), riguardano:
  • Le quantità risultanti dall’inventario iniziale;
  • Le quantità delle merci entrate in magazzino che risultano generalmente dai documenti di trasporto o dalle fatture emesse dai fornitori oppure dai documenti di trasporto emessi dai clienti per i resi di merci o dalle bolle doganali d’importazione - e la specifica della natura dell'operazione (acquisto, reso da clienti ecc.);
  • Le quantità di merce uscita dal magazzino anche qui che risultano generalmente dai documenti di trasporto o dalle fatture emesse ai clienti o dai documenti di trasporto dei fornitori per i resi di merci o dalle bolle doganali di esportazione e la specifica della natura sottostante (vendita, reso a fornitori, ecc.);
  • Le quantità risultanti dall’inventario di fine anno.
Le registrazioni delle quantità in carico e in scarico di ogni singolo bene devono essere fatte in modo sistematico e in ordine cronologico. Relativamente alla periodicità delle annotazioni si precisa che le stesse possano essere effettuate, sia con riferimento a singoli movimenti o con totale giornaliero, sia in forma riepilogativa, purché con periodicità non superiore al mese.

I termini sopra riportati non hanno niente a che vedere con quanto previsto dall’art. 22 del D.P.R. n.600/73 “tutte le registrazioni nelle scritture cronologiche devono essere eseguite non oltre 60 giorni” che riguarda invece l’esecuzione materiale delle registrazioni.
La stampa del registro di magazzino va invece effettuata entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione dei redditi dell’azienda.
 
Articolo redatto da Francesco Cacchiarelli 11-11-2016
 
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La Legge di Bilancio 2017, ex Legge di Stabilità (Legge 11 dicembre 2016, n. 232, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2016) ha previsto, dal 01 gennaio 2017, l’obbligo per le imprese in contabilità semplificata del regime di cassa in luogo del regime di competenza. Questo cambio di regime pone il problema delle rimanenze finali di magazzino. Secondo le nuove disposizioni l’ammontare delle rimanenze non partecipa più alla determinazione del reddito di impresa e per l’anno 2017 l’importo delle rimanenze finali del 31/12/2016 andrà a ridurre il risultato di esercizio, facendo chiudere in moltissimi casi, l’esercizio 2017 in perdita

Tale perdita, per attuale ed espressa previsione normativa, risulta compensabile solo con altri redditi delle stesso periodo di imposta, senza la possibilità di riporto dell’eventuale eccedenza negli esercizi successivi.
Proprio la mancata previsione del riporto della perdita negli anni successivi potrebbe comportare pesanti ripercussioni alle aziende che hanno elevate rimanenze finali. 

Sono certo che - soprattutto in ambiente bancario ed aziendale - avete già sentito parlare dell'EBIT come elemento "critico" per monitorare lo "stato di salute" e dei flussi di cassa di un'impresa.  
 
L'EBIT è l'acronimo che deriva dall'espressione inglese Earning Before Interest and Tax ed è un "indice" che rappresenta il reddito operativo che in pratica enuncia la capacità di un'azienda di realizzare un reddito disponibile per ripagare i terzi che hanno apportato capitale di credito (come banche e terzi finanziatori) attraverso interessi o assimilati - di pagare le imposte e di remunerare il capitale proprio mediante l’utile realizzato.

Comunicato stampa Agenzia Entrate del 03/03/2017
Niente più code per chi sceglie la posta elettronica certificata (PEC) per ricevere gli atti del Fisco. Inoltre, per i contribuenti che scelgono questa opzione, sarà impossibile non ricevere un atto che li riguarda. Proprio per permettere a tutti coloro che lo desiderano di essere sicuri di venire a conoscenza del contenuto delle comunicazioni provenienti dall’Agenzia, è stato approvato, con un Provvedimento del Direttore dell’Agenzia di oggi, il modello per comunicare i dati relativi all’indirizzo di posta elettronica certificata per la notifica degli avvisi e degli altri atti delle Entrate che per legge devono essere notificati. Con lo stesso modello possono essere comunicate le variazioni e la revoca dell’indirizzo PEC. Il documento di prassi è stato emesso in attuazione delle modifiche apportate all’articolo 60 del Dpr 600/1973 dal decreto legge 193/2016.
Chi può utilizzare il modello - Possono fruire del modello le persone fisiche (residenti e non residenti) e i soggetti diversi dalle persone fisiche non obbligati ad avere un indirizzo PEC risultante dall’Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INI-PEC). La comunicazione dell’indirizzo PEC non produce, pertanto, effetti se il soggetto istante risulti già titolare di un indirizzo PEC inserito nell’INI-PEC.
Da quando sarà operativo l’indirizzo - La modalità di notifica tramite l’indirizzo PEC comunicato potrà essere utilizzata dai competenti uffici dell’Agenzia delle Entrate per le notificazioni degli avvisi e degli altri atti effettuate a partire dal 1° luglio 2017.
Come presentare il modello - La presentazione del modello deve avvenire esclusivamente per via telematica dal soggetto istante abilitato ai servizi telematici, secondo le modalità che saranno stabilite con un successivo provvedimento del Direttore dell’Agenzia. La trasmissione telematica dei dati è effettuata mediante l’apposito software reso disponibile gratuitamente dall’Agenzia sul sito www.agenziaentrate.gov.it. Sullo stesso sito è reperibile il modello con le relative istruzioni.
Pagamento FIRR 2017. Nell’area riservata del sito dell'Enasarco, le aziende mandanti possono compilare la distinta online per pagare i contributi del Fondo indennità risoluzione rapporto 2017, dovuti entro il 31 Marzo 2018. I contributi dovranno essere accreditati alla Fondazione entro il termine di scadenza, si consiglia quindi di provvedere per tempo alla compilazione della distinta.
Nel campo "provvigione" della distinta verrà visualizzata in automatico, per ciascun agente, la somma delle provvigioni inserite nelle distinte Enasarco compilate durante l'anno, con il relativo FIRR da versare. Qualora le provvigioni effettivamente liquidate all'agente fossero differenti, la ditta potrà inserire la cifra esatta cosicché possa essere ricalcolato in tempo reale l'importo da versare.

Le ditte mandanti devono annualmente versare
presso il FIRR, una somma rapportata alle provvigioni liquidate agli agenti. Tale costo è deducibile in base al principio della competenza economica.
Attualmente le aliquote F.I.R.R. sono fissate nelle seguenti misure:

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