Operare attraverso una collaborazione tra imprese è un elemento caratterizzante delle modalità operative di lavoro delle micro e piccole imprese italiane. All’interno di questo "mondo aggregativo" oggi vi parlerò delle principali differenze che passano tra un rete di imprese contratto e un consorzio.
 
Il Consorzio è il contratto con il quale due o più imprenditori “istituiscono un’organizzazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate FASI delle rispettive imprese” (articolo 2602 codice civile).
Nel Contratto di Rete invece la collaborazione flessibile tra le imprese è finalizzata ad esercitare una o più attività rientranti nei rispettivi oggetti sociali delle aziende retiste e può consentire anche lo svolgimento di un’attività economica comune nuova, diversa ed autonoma rispetto alle singole fasi della stessa e che si focalizza sul perseguimento di condivisi obiettivi strategici di crescita - individuale e collettiva - attraverso la realizzazione di un PROGRAMMA COMUNE di rete che rappresenta il fulcro e la giustificazione del contratto di rete stesso.

Il Consorzio è un nuovo soggetto giuridico autonomo e distinto rispetto alle imprese consorziate ed ha una propria partita Iva.
Nella "Rete contratto" non sia ha invece la costituzione di un nuovo soggetto giuridico e le imprese partecipanti restano indipendenti.
 
L’attività (più circoscritta) del Consorzio è strumentale all’attività dei consorziati, ponendo in essere una funzione essenzialmente mutualistica.

Le farmacie che vantano cospicui crediti verso le ASL, possono ricevere un anticipazione di tali crediti utilizzando lo strumento del factoring.
Con la sottoscrizione di un contratto di factoring la farmacia trasferisce a un terzo (cessionario/factor) i crediti, già sorti e futuri, vantati nei riguardi della propria clientela (debitori ceduti), al fine di ottenere l’anticipazione, in tutto o in parte, del corrispettivo dei crediti stessi.
L’istituto giuridico utilizzato è la cessione del credito così come regolamentata dal Codice Civile (vedi gli articoli dal 1260 al 1267) e dalla Legge n.52 del 21 febbraio 1991, conosciuta anche come legge sul factoring.
La cessione del credito può avvenire pro soluto o pro solvendo.
Nella cessione pro solvendo il Factor accredita alla farmacia l’importo stabilito dei crediti ceduti ma non si assume il rischio del mancato pagamento degli stessi a seguito dell’insolvenza dei debitori ceduti.
Nella cessione pro soluto, invece, il Factor si addossa anche il rischio di insolvenza dei crediti ceduti. La cessione diventa così evento certo e definitivo che permette altresì lo stralcio fiscale dei crediti.

Comunicato stampa INAIL del 23 novembre 2016
 
Il commissario straordinario dell’Istituto, Massimo De Felice, ha illustrato a Roma – alla presenza del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e del ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina – i contenuti del bando Isi Agricoltura 2016. Gli stanziamenti sono destinati a micro e piccole imprese intenzionate a investire nell’acquisto o noleggio con patto di acquisto di trattori e/o macchine agricoli
Dopo le sei edizioni del bando Isi, l’Inail promuove il primo Bando Isi Agricoltura, un’iniziativa analoga specificatamente mirata all’incremento delle condizioni di sicurezza del comparto agricolo, da sempre caratterizzato da elevato rischio infortunistico. I contenuti del Bando sono stati illustrati oggi a Roma, presso il Parlamentino della sede Inail di via IV Novembre 144, dal commissario straordinario dell’Istituto, Massimo De Felice, alla presenza del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, e del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina.
Come disposto dall’ultima legge di stabilità (208/2015), presso l’Inail è stato istituito un fondo la cui dotazione è pari per il 2016 a 45 milioni di euro – 25 milioni messi a disposizione dall’Istituto e i restanti 20 dal Ministero del Lavoro – e sarà di 35 milioni all’anno a decorrere dal 2017. Il fondo è destinato a sostenere gli investimenti delle micro e piccole imprese del settore della produzione agricola primaria per l’acquisto o il noleggio con patto di acquisto di trattori e/o macchine agricoli, caratterizzati da soluzioni innovative per la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.
Gli interventi da realizzare devono soddisfare l’obiettivo dell’abbattimento in misura significativa delle emissioni inquinanti e del miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali dell’azienda agricola, in particolare mediante una riduzione dei costi di produzione o il miglioramento e la riconversione della produzione. Le aziende agricole che possono accedere agli incentivi sono le imprese individuali, le società agricole e le società cooperative operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli.
A partire dal 10 novembre, fino alle ore 18 del prossimo 20 gennaio, le imprese interessate potranno inserire sul portale dell’Inail, nella sezione “accedi ai servizi online”, il progetto per il quale viene richiesto il finanziamento. Dal 1° febbraio le imprese i cui progetti hanno raggiunto i criteri di ammissibilità previsti dal bando potranno scaricare il codice identificativo che dovranno utilizzare nel click day, il giorno dedicato all’inoltro telematico, che sarà reso noto sul portale Inail a partire dal 30 marzo 2017.
Gli incentivi, distribuiti in budget regionali e provinciali, saranno assegnati tenendo conto dell’ordine cronologico di presentazione delle domande e sono ripartiti in due assi di intervento: il primo, da cinque milioni di euro, è riservato ai giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria, mentre il secondo, da 40 milioni di euro, è destinato alla generalità delle imprese agricole. Ogni azienda potrà presentare una sola domanda e per uno solo dei due assi di finanziamento previsti.
Il contributo in conto capitale coprirà il 50% delle spese ammissibili sostenute e documentate dalle imprese agricole dei giovani agricoltori e il 40% di quelle sostenute e documentate da tutte le altre aziende. Per ciascun progetto il finanziamento potrà essere compreso tra un minimo di mille euro e un massimo di 60mila euro. I fondi saranno erogati dopo la conclusione del progetto, ma nel caso di contributi superiori a 30mila euro è possibile richiedere un anticipo pari a metà dell’importo. L’anticipo, però, non può essere concesso per i progetti che prevedono il noleggio di trattori e/o macchine agricoli con patto di acquisto.
Oggi con Francesco Cacchiarelli, Commercialista ed economista di imprese, parliamo dell’assegnazione agevolata di beni immobili o mobili registrati, ai soci, così come riproposta nella legge n. 208/2015 ai commi da 115 a 120 dell’art. 1, rivolta alle società operative e non.

Buongiorno Francesco, in sintesi a quali soggetti si rivolge il legislatore con la riapertura di questa norma agevolativa?
Buongiorno, tutte le società commerciali - soggette alla disciplina delle società non operative - come le Snc, le Sas, le Srl, Spa e Sapa possono - entro il 30 settembre 2016 - assegnare in modo agevolato ai soci che risultano iscritti nel “libro dei soci” alla data del 30 settembre 2015, i beni mobili iscritti in pubblici registri e i beni immobili, non utilizzati come beni strumentali, così come individuati dalla norma.

 
In cosa consiste l’agevolazione ai fini delle imposte dirette?
L’agevolazione consiste nell’applicazione di un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell'IRAP nella misura dell'8% sulla differenza tra il valore normale dei beni assegnati e il loro costo fiscalmente riconosciuto. L’aliquota dell’8%, in caso di assegnazione effettuata da società non operative in almeno due periodi sugli ultimi tre, viene rideterminata al 10,5%.

Comunicato stampa INPS del 30 novembre 2016
 
La Legge 24 dicembre 2007, con l’art. 1, comma 60, n. 247, per promuovere la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, ha previsto, l’applicazione di una riduzione dei contributi dovuti per l’assicurazione dei lavoratori agricoli dipendenti dalle imprese in possesso di particolari requisiti.
L’INPS (con circolare n. 130 del 13 novembre 2012) e l’INAIL (con circolare n. 61 del 9 novembre 2012) hanno fornito le istruzioni le modalità e i termini per la presentazione delle istanze per ottenere la predetta riduzione contributiva.
Con Il Messaggio del 29 novembre 2016 si comunica che a seguito dell’istruttoria delle domande presentate per il riconoscimento della riduzione dei contributi INAIL, per uno o più anni, sono state individuate le aziende a cui si applica il beneficio.
L’azienda interessata e il suo intermediario delegato saranno informati del riconoscimento della riduzione e del relativo importo riconosciuto a titolo di riduzione contributiva, mediante una comunicazione presente nella sezione “News individuali” del Cassetto Previdenziale Aziende Agricole dell’INPS.
Comunicato stampa ABI del 2 dicembre 2016
 
Focus sull’inclusione finanziaria dei migranti e sullo stato d’arte della rendicontazione di sostenibilità.
L’inclusione finanziaria ha un’importante impatto nel processo di integrazione sociale ed economica dei migranti. A fine del 2015 oltre 2,5 milioni i conti correnti intestati a cittadini di 22 nazionalità. In pratica 3 migranti su 4 dispongono di un conto con cui accedere ai principali servizi finanziari.
Sono questi i principali dati che emergono dall’ultima indagine dell’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Economica e Finanziaria dei migranti, condotta su un campione rappresentativo dell’80% del settore bancario in termini di totale attivo, e presentata nel corso del Forum Csr 2016, l’appuntamento annuale che l’ABI dedica alla responsabilità sociale d’impresa (Corporate social responsibility) che si conclude oggi a Roma.
Alla sua undicesima edizione il convegno si conferma occasione di confronto per gli operatori nazionali e internazionali interessati a promuovere l’integrazione della sostenibilità nel business anche attraverso l’utilizzo di indicatori ambientali, sociali e di governance, e a investire sulla cultura della sostenibilità.
Secondo l’Osservatorio, nato dalla collaborazione fra l’Abi e il Ministero dell’Interno e gestito dal Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI), la metà dei conti correnti intestati a cittadini migranti include l’internet banking, il 41% dispone di servizi di finanziamento, il 40% di servizi assicurativi e il 15% di servizi di investimento. Per ogni conto corrente sono previsti in media 1,5 strumenti di pagamento e due servizi di gestione della liquidità.
Sempre secondo l’Osservatorio i cittadini immigrati continuano ad investire sul “mattone”: i finanziamenti per acquisto della casa rappresentano il 33% del totale dei crediti concessi dalle banche, in crescita del 2,7% rispetto al 2014. Aumentano i flussi complessivi delle rimesse dall’Italia. Crescono del 10,5% anche le micro imprese a titolarità straniera appartenenti al comparto small business delle banche. Nel 2015, infatti sono state oltre 122mila le aziende gestite da imprenditori immigrati contro le 110mila del 2014. Le imprese femminili rappresentano il 31,7% del portafoglio small business con titolare straniero e fanno registrare tassi di crescita superiori alla media negli ultimi 4 anni.
In chiusura del convegno è stata presentata anche l'indagine Abi sullo stato dell'arte della Rendicontazione di sostenibilità, condotta su un campione rappresentativo dell’85% del settore in termini di totale attivo.
Lo studio traccia le linee evolutive della rendicontazione di sostenibilità nel settore bancario.
In particolare: tra i modelli di rendicontazione non finanziaria presi a riferimento si afferma per il 99% del campione l’utilizzo delle linee guida internazionali Global Reporting Initiative (GRI); per l'85% del campione il CFO (Chief Financial Officer, Direttore Finanziario) è tra i soggetti che approva i contenuti della rendicontazione; l'83% evidenzia un sempre maggiore coinvolgimento di tutta la struttura aziendale nel processo di rendicontazione.
Le banche italiane, oggi più che mai, contribuiscono allo sviluppo sostenibile delle comunità in cui operano, integrando e condividendo le conoscenze e le "buone pratiche”, individuando le informazioni significative e veicolandole nei modi più opportuni per raggiungere i target desiderati. La gestione delle informazioni non finanziarie e dei conseguenti processi decisionali, contribuisce alla capacità dell’azienda di creare valore, anche attraverso un maggiore coinvolgimento di tutti i membri dell’organizzazione che identificano, ognuno per i diversi ambiti di competenza, obiettivi di sostenibilità, da integrare nella strategia dell’impresa, con riflessi sul piano operativo.
Comunicato stampa ABI del 12 novembre 2016
 
Nasce “Smart 2020”, una nuova applicazione riservata alle banche aderenti al Progetto speciale di ABI “Banche 2020” utile a navigare tra le numerose opportunità di incentivazione per le imprese.
L’app costituisce un valido supporto informativo per banche e imprese clienti per orientarsi agilmente nell’ampio ventaglio delle agevolazioni rese possibili dalle politiche europee, con particolare riferimento – tra i diversi settori produttivi coperti – a quelli che rientrano nell’ambito della Strategia europea 2020 (i comparti della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione tecnologica).
Questo nuovo strumento supporterà quindi le banche nel primo approccio con la clientela imprese al fine di individuare gli strumenti pubblici, nazionali e regionali, più adatti per realizzare gli obiettivi di investimento eventualmente in connessione con i prodotti di finanziamento offerti dalla stessa banca.
Lo strumento è stato sviluppato, in collaborazione con Warrant Group, nell’ambito del Progetto “Banche 2020” a cui aderiscono le principali banche italiane (che rappresentano il 60% circa del totale attivo del settore), che ha l’obiettivo di promuovere un migliore e più efficace utilizzo degli interventi di sostegno alle imprese realizzati con i Fondi strutturali dell’Unione europea. Vi è infatti piena consapevolezza, tra le banche italiane, che i fondi comunitari costituiscono una leva finanziaria strategica per lo sviluppo del Paese e la loro ottimale allocazione rappresenta un’opportunità che va colta al massimo del suo potenziale.

Il contributo Enasarco 2016 per le agenti individuali e le società di persone è pari al 15,10%, di cui:
- 7,55% a carico del preponente;
- 7,55% a carico dell’agente (sotto forma di trattenuta espressamente indicata nella fattura di provvigioni).
Il pagamento viene effettuato dalla ditta preponente che è responsabile anche della quota trattenuta all'agente.

Per l'anno 2015, il contributo è richiesto per ciascun mandato, nel limite del massimale annuo di euro 37.500,00 di provvigioni per i monomandatari, e di euro 25.000,00 per i plurimandatari.

Per l’anno 2016, gli importi dei minimali contributivi e dei massimali provvigionali resteranno invariati rispetto a quelli del 2015.

Il massimale provvigionale non è frazionabili in rapporto all’anno. Dal 2016 il massimale Enasarco verrà determinato applicando al massimale 2015 la rivalutazione ISTAT.

I contributi Enasarco sono versati trimestralmente entro il 20 del secondo mese successivo al trimestre di competenza.

feed-image Feed Entries