Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 30 marzo 2017.
L’agevolazione per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o di sistemi di allarme è pari al 100% dell’importo richiesto. È quanto stabilisce il provvedimento dell’Agenzia delle  Entrate di oggi, che individua la quota percentuale del credito d’imposta che spettaper le spese sostenute nel2016 relative all’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale (o di sistemi di allarme) e ai contratti stipulati con istituti
di vigilanza per la prevenzione di attività criminali. L’importo
agevolabile è quello che risulta dalle istanze validamente presentate fino al 20 marzo 2017.
Come utilizzare il credito d’imposta Il credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione presentando il modello di  pagamento F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici  dell’Agenzia delle Entrate, pena lo scarto dell’operazione di
versamento. Il codice tributo da utilizzare è “6874”, istituito con la risoluzione n. 42/E pubblicata oggi, che deve essere inserito nella sezione “erario”, nella colonna “importi a credito compensati”.
I controlli del Fisco - L’Agenzia delle Entrate effettuerà dei
controlli automatizzati su ciascun modello F24 ricevuto. Nel caso in  cui il contribuente non abbia presentato l’istanza di attribuzione del credito d’imposta entro i termini previsti, o se l’importo del credito utilizzato in compensazione risulti superiore
all’ammontare del credito spettante, il modello F24 viene scartato. L’esito negativo verrà comunicato al soggetto che ha trasmesso il  modello F24 tramite apposita ricevuta consultabile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.
In alternativa, le persone fisiche non titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo possono utilizzare il credito spettante in  diminuzione delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi.
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 4 aprile 2017.
Parere positivo ai correttivi anticrisi per 193 studi di settore. La Commissione degli esperti, che aveva già espresso parere positivo alla metodologia utilizzata per elaborare i correttivi alle funzioni di regressione ed alla normalità nella riunione dello scorso7 dicembre, ha verificato la validità di tali correttivi, anche sulla  base delle analisi effettuate da Sose sui dati Iva e degli oltre centomila esemp  pervenuti d  parte delle organizzazioni di categoria.
Cinque correttivi per la crisi - I correttivi anticrisi sono stati
determinati per adattare gli studi di settore alla situazione di  crisi economica del 2016 e sono riconducibili a queste cinque
categorie:
-correttivi congiunturali di settore
-correttivi congiunturali territoriali
-correttivi congiunturali individuali
-interventi relativi all’analisi di normalità economica
-interventi relativi all’analisi di coerenza economica
In linea Gerico e Parametri - I software Gerico e Parametri 2017 sono in linea con netto anticipo rispetto agli anni passati. È, infatti, già pronto nella sua versione definitiva il software per la compilazione degli studi di settore, che da oggi è online sul sito internet dell’Agenzia, nella sezione Cosa devi fare > Dichiarare > Studi di settore e  parametri > Studi di settore > Software > Gerico  2017. Contestualmente alla pubblicazione di Gerico è reso disponibile anche Parametri 2017. Gerico 2017 tiene conto dei correttivi “crisi”, analizzati dalla Commissione degli esperti nella riunione di oggi, e  interessa i 193 studi di settore applicabili per il periodo d’imposta
2016. Il software consente di stimare, per il 2016, i ricavi o i  compensi dei contribuenti esercenti attività d’impresa o arti e  professioni per cui non risultano approvati gli studi di settore,  ovvero, ancorché approvati, operano condizioni di
inapplicabilit non estensibili ai parametri.
Grazie a questi applicativi dedicati, imprese e lavoratori autonomi possono determinare, già nella fase di compilazione del modello Redditi, la congruità dei loro
ricavi/compensi, ed eventualmente adeguarsi alle risultanze degli  studi di settore e dei parametri.
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 28 marzo 2017.
I contribuenti Iva possono chiedere i rimborsi fiscali fino a  30mila euro senza essere sottoposti a particolari adempimenti.
Il provvedimento firmato oggi dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, infatti, aggiorna le istruzioni di compilazione del modello
IvaTr e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei  dati,per tenere conto delle semplificazioni introdotte dal Dl n.193/2016. La nuova soglia, entro cui i contribuenti possono chiedere il rimborso senza dover prestare garanzie o chiedere il visto di conformità, permetterà all’Agenzia di concentrare il proprio impegno sui contribuenti maggiormente a rischio.
Nessun adempimento fino a 30mila euro – In base alle norme contenute  nel Dl n.193/2016, per i rimborsi annuali fino a 30mila euro basta  presentare la dichiarazione, mentre per quelli relativi a periodi inferiori all’anno dovrà essere presentata soltanto l’istanza di rimborso.
Come chiedere i rimborsi over 30mila euro – Scompare l’obbligo digaranzia anche per i rimborsi di importo superiore a 30mila euro. Sarà sufficiente il visto di conformità o la sottoscrizione alternativa da parte dell’organo di controllo e la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, che riporti le informazioni relative alla solidità patrimoniale, alla continuità aziendale e alla regolarità dei versamenti contributivi. In ogni caso, in caso di  presentazione della garanzia, ilcontribuente non dovrà apporre il visto di conformità e presentare la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.
Quando la garanzia è obbligatoria – Nel caso di rimborsi superiori ai 30mila euro, la garanzia resta obbligatoria per i contribuenti che esercitano attività di impresa da meno di due anni, ad esclusione delle start up innovative, per quelli che presentano la dichiarazione o l’istanza priva del visto di conformità o della sottoscrizione alternativa da parte dell’organo di controllo (o non presentano la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà) e per quelli che richiedono il rimborso dell’eccedenza detraibile risultante all’atto della cessazione dell’attività.Inoltre, la garanzia è prevista per i contribuenti considerati più “a rischio”, cioè quelli che nei due anni precedenti la richiesta di rimborso hanno ricevuto avvisi di accertamento o di rettifica, che evidenziano significativi scostamenti tra quanto accertato e quanto dichiarato.
Comunicato stampa del Ministero del Lavoro e delle Politiche Socialidel 09/03/2017
Poletti, un altro passo verso la definitiva approvazione di provvedimento innovativo che completa il percorso di riforma del Jobs Act
 
"Oggi si compie un altro passo verso la definitiva approvazione di un provvedimento innovativo e di grande importanza, che guarda all'evoluzione del sistema produttivo e completa il percorso di riforma del lavoro definito nel Jobs Act, con l'obiettivo di sostenere e valorizzare il lavoro autonomo non imprenditoriale, attraverso un sistema di tutele specifiche, e di migliorare la qualità della vita dei lavoratori dipendenti, favorendo la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro".
È quanto afferma Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, commentando l'approvazione, da parte della Camera, del disegno di legge sul lavoro autonomo non imprenditoriale e agile.
"Il riconoscimento del ruolo dei lavoratori autonomi, una realtà che vede un numero elevato di giovani e di donne -sottolinea il Ministro- passa per una serie di misure che prevedono più tutele nelle transazioni commerciali e contro i ritardi nei pagamenti, la deducibilità delle spese collegate all'attività professionale ed alla formazione, la possibilità di aggregarsi per accedere a bandi di gara nazionali ed internazionali, il riconoscimento dell'indennità di maternità a prescindere dall'effettiva astensione dal lavoro e la previsione del diritto ad un trattamento economico per congedo parentale per un periodo fino a sei mesi entro i primi tre anni di vita del bambino: una novità importante, se si considera che ben il 15% delle lavoratrici autonome abbandona totalmente la professione a seguito di gravidanza".
"Una novità di rilievo rispetto al testo approvato al Senato -aggiunge Poletti- è rappresentata dalla disposizione per rendere strutturale la Dis.Coll, l'indennità di disoccupazione per i collaboratori, tra l'altro ampliando la platea dei beneficiari, che ora comprende anche gli assegnisti e i dottorandi di ricerca".
"Vorrei ancora ricordare -prosegue il Ministro- la delega al Governo per consentire alle Casse di previdenza di diritto privato di attivare anche prestazioni sociali, finanziate da un'apposita contribuzione, destinate agli iscritti che hanno subito una significativa riduzione del reddito professionale per ragioni non dipendenti dalla propria volontà o che siano stati colpiti da una grave patologia".
"Non meno importanti -sottolinea Poletti- sono le misure dedicate al cosiddetto lavoro agile, che definiscono strumenti innovativi per favorire una modalità di organizzazione del lavoro che da una parte risponde all'evoluzione del sistema produttivo e, dall'altra, permette una migliore conciliazione dei tempi di lavoro con i tempi di vita. Tutto questo, delineando un quadro di tutele dei lavoratori che vanno dal diritto ad un trattamento economico non inferiore a quello complessivamente applicato nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all'interno dell'azienda, alle garanzie in tema di salute e sicurezza del lavoratore, all'assicurazione obbligatoria per gli infortuni e le malattie professionali".      

 

Comunicato stampa del Ministero del Lavoro e delle Politiche Socialidel 09/03/2017
Dichiarazione del Sottosegretario Luigi Bobba
La Camera dei Deputati nella seduta odierna ha approvato il disegno di legge recante "Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile del lavoro nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato" che dovrà passare ora all'esame dell'altro ramo del Parlamento prima del si definitivo.
"Sono estremamente soddisfatto del risultato raggiunto oggi, frutto non solo di un proficuo e costante lavoro di Governo e Parlamento ma di tutte le parti direttamente coinvolte in questi mesi di consultazioni" dichiara il Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro Luigi Bobba che prosegue "Questo disegno è iniziato con la riforma del mercato del lavoro, il Jobs Act, con il quale è stato riportato al centro il contratto standard, come elemento caratteristico del rapporto di lavoro subordinato. Si era infatti in presenza di una vasta zona grigia di contratti, di fatto privi di ogni autonomia organizzativa nel rendere la prestazione: un mondo parallelo fatto di finto lavoro autonomo. Di fronte a questa platea di lavoratori atipici si è scelto di ampliare l'area di copertura dell'intera disciplina del lavoro subordinato fino a ricomprendervi quelle figure che, di fatto, rappresentavano forme del lavoro dipendente"
"Entrando nel concreto" continua il Sottosegretario "con il provvedimento approvato oggi, si introduce un vero e proprio statuto dei diritti e delle tutele dei lavoratori autonomi che valorizza e protegge le specificità tipiche dell'autonomia di organizzazione e di gestione dell'attività professionale, sostenendo tutti coloro – in particolare i più giovani – che vogliono mettersi in proprio, facendo valere il proprio patrimonio di competenze professionali. Dentro quest'area, infatti, si presentano professionalità ad alto valore aggiunto, che possono consentire al sistema delle piccole e medie imprese di fruire di quelle competenze necessarie per il continuo cambiamento nell'innovazione tecnologica e organizzativa delle stesse"
"La legge inoltre" dichiara Bobba "va a regolare, tutelare e promuovere quello che viene definito "lavoro agile" o smart working, inteso come modalità flessibile di esecuzione del lavoro subordinato nel quale la prestazione può essere resa in parte all'interno in parte all'esterno dei locali dell'azienda con la possibilità di utilizzo di strumenti tecnologici. L'obiettivo è quello di incrementare la produttività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro"
"Con l'approvazione finale del Senato, che auspico possa avvenire in tempi rapidi" conclude il Sottosegretario "avremo finalmente da un lato, un sistema di regole più moderno e più legato all'evoluzione effettiva del mercato del lavoro e, dall'altro, un sistema di protezione del lavoratore dipendente e autonomo più adeguato alle nuove necessità e capace anche di meglio conciliare le esigenze di vita e di lavoro"
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 16/03/2017
Nelle more della definizione del quadro giuridico relativo agli adempimenti in materia di Intrastat, per il mese di gennaio 2017 è stato precisato con il comunicato stampa del 17 febbraio 2017 che l’obbligo di trasmissione delle comunicazioni Intra-2 permaneva, ai soli fini statistici, a carico dei soli soggetti passivi IVA già tenuti alla presentazione mensile di detti modelli. Sulla base di tali precisazioni i contribuenti interessati hanno, per la quasi totalità, adempiuto correttamente all’obbligo.
Ferma restando la validità di tali indicazioni per il mese di gennaio 2017, si rileva che, a partire dagli adempimenti relativi al mese di febbraio, occorre far riferimento ad un mutato quadro giuridico. L’entrata in vigore della legge n. 19 del 28 febbraio 2017, di conversione del D.L. n. 244/2016 (cosiddetto “Decreto Milleproroghe”) ha determinato la proroga degli obblighi Intrastat vigenti alla data di entrata in vigore del D.L. n. 193/2016 e, dunque, il ripristino dell’obbligo per il 2017 di comunicazione dei dati fiscali mensili e trimestrali, oltre che dei dati statistici per i contribuenti mensili, cioè di comunicazione degli elenchi acquisti (INTRA2) mensili e trimestrali di beni e servizi. Data la ristrettezza dei tempi, eventuali ritardi di trasmissione, rispetto alla scadenza di fine marzo, non saranno sanzionati.
Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Istat stanno, tuttavia, lavorando alla predisposizione del provvedimento di semplificazione previsto dalla l. 19/2017, con l’obiettivo di ridurre significativamente la platea dei soggetti obbligati e le variabili oggetto delle comunicazioni Intrastat.
In merito alle semplificazioni saranno sentiti i rappresentanti delle categorie economiche interessate e sarà garantita tempestiva comunicazione delle semplificazioni previste al fine di rispettare le tempistiche necessarie per l’adeguamento delle procedure informatiche.
Comunicato stampa INPS del 20/03/2017
Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto legge 17 marzo 2017, n. 25 recante “Disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti” (Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 64 del 17-3-2017) non è più consentito l’acquisto di “buoni lavoro” (voucher).
 
Fino al 31 dicembre 2017 sarà possibile utilizzare i “buoni lavoro” acquistati alla data di entrata in vigore del Decreto Legge n. 25 del 17 marzo 2017 sulla Gazzetta Ufficiale.

L’obbligo di conservazione dei messaggi di posta elettronica certificata (PEC) è da ricondurre agli articoli 2214 e 2220 del Codice Civile che rispettivamente prevedono l'obbligo, per l'imprenditore di “.. conservare ordinatamente per ciascun affare gli originali delle lettere, dei telegrammi e delle fatture ricevute, nonché le copie delle lettere, dei telegrammi e delle fatture spedite” e dispongono la conservazione decennale per “.. le fatture, le lettere e i telegrammi ricevuti e le copie delle fatture, delle lettere e dei telegrammi spediti”.

Gli obblighi di conservazione delle PEC, in quanto documenti informatici, sono da ricercarsi anche all’art. 43 del CAD che al comma 1 prescrive in generale: ”i documenti degli archivi, le scritture contabili, la corrispondenza ed ogni atto, dato o documento di cui è prescritta la conservazione per legge o regolamento, ove riprodotti su supporti informatici sono validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge, se la riproduzione e la conservazione nel tempo sono effettuate in modo da garantire la conformità dei documenti agli originali stabilite ai sensi dell'articolo 71” (quelle attualmente vigenti sono contenute nel DPCM del 3 dicembre 2013). Nel successivo comma 3 dello stesso articolo si stabilisce, in particolare, che “i documenti informatici, di cui è prescritta la conservazione per legge o regolamento, possono essere archiviati per le esigenze correnti anche con modalità cartacee e sono conservati in modo permanente con modalità digitali, nel rispetto delle regole tecniche stabilite ai sensi dell'articolo 71”.

10 SEMPLICI REGOLE DA TENERE A MENTE PER UN UTILIZZO CONSAPEVOLE DELLA PEC

feed-image Feed Entries