Oggi con Francesco Cacchiarelli, Commercialista ed economista di imprese, parliamo dell’assegnazione agevolata di beni immobili o mobili registrati, ai soci, così come riproposta nella legge n. 208/2015 ai commi da 115 a 120 dell’art. 1, rivolta alle società operative e non.

Buongiorno Francesco, in sintesi a quali soggetti si rivolge il legislatore con la riapertura di questa norma agevolativa?
Buongiorno, tutte le società commerciali - soggette alla disciplina delle società non operative - come le Snc, le Sas, le Srl, Spa e Sapa possono - entro il 30 settembre 2016 - assegnare in modo agevolato ai soci che risultano iscritti nel “libro dei soci” alla data del 30 settembre 2015, i beni mobili iscritti in pubblici registri e i beni immobili, non utilizzati come beni strumentali, così come individuati dalla norma.

 
In cosa consiste l’agevolazione ai fini delle imposte dirette?
L’agevolazione consiste nell’applicazione di un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell'IRAP nella misura dell'8% sulla differenza tra il valore normale dei beni assegnati e il loro costo fiscalmente riconosciuto. L’aliquota dell’8%, in caso di assegnazione effettuata da società non operative in almeno due periodi sugli ultimi tre, viene rideterminata al 10,5%.

La Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016) ha introdotto l’agevolazione fiscale del super ammortamento o maxi ammortamento al 140%.

I soggetti beneficiari di tale agevolazione sono tutti i contribuenti IVA titolari di reddito di impresa e di lavoro autonomo, inclusi i contribuenti minimi – ed esclusi invece i contribuenti in regime forfettario.

Il super ammortamento può essere applicato solo per i beni strumentali materiali nuovi, acquistati tra il 15 ottobre 2016 e il 31 dicembre 2016 e che abbiano un coefficiente di ammortamento civilistico pari o superiore al 6,5% (sono quindi esclusi i fabbricati ad esempio)

Il super ammortamento è irrilevante ai fini degli studi di settore e non produce alcun effetto sulla base imponibile dell’IRAP. L’agevolazione non alcun altresì effetto sulla determinazione delle plusvalenze e/o minusvalenze che saranno calcolate in caso di cessione dei beni.

L’agevolazione consiste nel maggiorare, ai soli fini fiscali rilevanti ai fini dell’Irpef e dell’Ires, il 40% il costo di acquisto dei beni strumentali material nuovi come sopra descritti che consentirà alle aziende di dedurre una quota di ammortamento fiscale maggiore rispetto a quella civilisticamente determinata. Il super ammortamento è quindi una deduzione extra contabile che si concretizza in una variazione in diminuzione dell’utile fiscale su cui calcolare le imposte. Sono compresi nell’agevolazione anche i beni di costi unitario inferiore a 516,46 euro.

Se quindi ad esempio un’azienda acquista un bene strumentale nuovo del valore imponibile di 1.000,00 euro e per il quale è previsto un coefficiente di ammortamento del 10%, in luogo dell’ammortamento civilistico di euro 100,00, l’azienda potrà fiscalmente detrarre l’importo di euro 140,00 di quota di ammortamento fiscale.

 

Articolo redatto da Francesco Cacchiarelli 12-09-2016

Elenco esemplificativo pratiche telematiche eseguibili:

Deposito bilancio (XBRL inviato dal cliente)

Deposito bilancio con redazione XBRL

Deposito bilancio (senza allegati XBRL)

Deposito bilancio cooperative 

Deposito bilancio cooperative con redazione XBRL

Allegato XBRL

Redazione XBRL con Nota integrativa

Redazione della sola istanza XBRL con Nota integrativa

Deposito Elenco Soci o Consorziati

Pubblicità delle società soggette all'altrui attività di direzione e coordinamento

Iscrizione impresa nel registro delle START-UP

Comunicato stampa Unioncamere del 25 novembre 2016
 
Una riforma che ammoderna le Camere di commercio affidando loro funzioni innovative e lancia una sfida che il sistema camerale è pronto a raccogliere grazie alla professionalità dei suoi dipendenti.
Così l’Unioncamere, l’associazione rappresentativa delle Camere di commercio italiane, commenta l’approvazione definitiva della riforma da parte del Consiglio dei Ministri di oggi.
Oltre alla storica e fondamentale competenza sul Registro delle imprese, le Camere di commercio italiane saranno impegnate soprattutto sui temi strategici della digitalizzazione, dell’orientamento e del raccordo fra studenti e mondo del lavoro, della regolazione del mercato, dell’assistenza alle imprese, della cultura, turismo e ambiente. La riforma riduce, fra l’altro, il numero delle Camere di commercio (da 105 a non più di 60), delle Unioni regionali e delle aziende speciali con una semplificazione della governance ed una conseguente riduzione del numero degli amministratori. Viene salvaguardata la presenza sul territorio con la conferma delle sedi distaccate ed introdotti dei criteri trasparenti di valutazione delle performances delle Camere di commercio con un sistema meritocratico per le strutture migliori. La valutazione delle performances è affidata ad un apposito comitato istituito presso il Mise.
“Questa riforma – ha spiegato il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello – restituisce al Paese Camere di commercio più efficienti per servire al meglio le imprese italiane. Conferma le Camere quale punto di riferimento sul territorio per le aree vaste e per le piccole e medie aziende, con importanti funzioni innovative su orientamento, digitale, qualità, cultura e turismo. E’ la conclusione di un lungo  percorso – ha aggiunto Lo Bello - attuato dialogando con il Governo, il Parlamento e le Regioni in un’ottica di collaborazione che ha consentito di sciogliere la gran parte dei nodi che mano a mano si sono presentati”.
I compiti nuovi in particolare in materia di orientamento, di alternanza scuola-lavoro, di supporto all’incontro fra domanda e offerta di lavoro, ha concluso il Presidente di Unioncamere,.”sono di grande rilievo per il rilancio della competitività italiana e per favorire la crescita dell’occupazione”.

#1 La legge della Leadership: È meglio essere i primi che meglio degli altri.

#2 La legge della Categoria: Se non potete essere primi di una categoria, inventatene una nuova in cui diventarlo.

#3 La legge della Mente: È meglio essere primi nella mente del potenziale cliente che i primi sul mercato.

#4 La legge della Percezione: Il marketing non è una battaglia di prodotti, è una battaglia di percezioni.

#5 La legge della Focalizzazione: Il concetto più potente del marketing è possedere una parola nella mente del potenziale cliente.

Contratto-tipo di realizzazione di sito web clicca qui per scaricare
 
Il contratto per la realizzazione di siti internet regola il rapporto tra un Cliente e un Fornitore il quale si impegna, verso corrispettivo, a progettare, realizzare e mettere in produzione un sito internet conforme allo schema di realizzazione concordato con il Cliente.
Oltre a queste attività, che rappresentano la prestazione principale a carico del Fornitore, il contratto generalmente prevede servizi aggiuntivi, come quello di hosting e mailing, di aggiornamento o di posizionamento e promozione del sito. In particolare, poiché si è scelto di limitare il lavoro di redazione delle clausole, qui presentate, ai soli contratti relativi alla realizzazione di siti vetrina o di rappresentanza, escludendo l’analisi della disciplina dei contratti di realizzazione dei siti di e-commerce, non sono stati affrontati i temi connessi alla vendita on line, quali ad esempio, la gestione del magazzino, i servizi di pagamento e il rapporto con gli acquirenti qualificabili come “consumatori”.

L’assegnazione dei beni ai soci viene deliberata dai soci della società con una deliberazione ad hoc relativa alla distribuzione di utili anche con assegnazione di beni in natura attingendo sia dagli utili di esercizio che dalle riserve disponibili. Di seguito si propone un fac simile di verbale di assegnazione di beni immobili ai soci di una società a responsabilità limitata:

                                                                                                            VERBALE DI ASSEMBLEA    

L’anno 2016, il giorno 14 del mese di maggio, alle ore 10,00 presso la sede sociale, si è riunita in prima convocazione l’Assemblea Generale Ordinaria dei soci della società s.r.l., per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:
 
1.    Proposte di distribuzione di quote di utile anche mediante assegnazione ai soci di beni immobili (o di beni mobili registrati) non strumentali all’esercizio dell’impresa; discussione e deliberazioni conseguenti.

Comunicato stampa INAIL del 23 novembre 2016
 
Il commissario straordinario dell’Istituto, Massimo De Felice, ha illustrato a Roma – alla presenza del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e del ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina – i contenuti del bando Isi Agricoltura 2016. Gli stanziamenti sono destinati a micro e piccole imprese intenzionate a investire nell’acquisto o noleggio con patto di acquisto di trattori e/o macchine agricoli
Dopo le sei edizioni del bando Isi, l’Inail promuove il primo Bando Isi Agricoltura, un’iniziativa analoga specificatamente mirata all’incremento delle condizioni di sicurezza del comparto agricolo, da sempre caratterizzato da elevato rischio infortunistico. I contenuti del Bando sono stati illustrati oggi a Roma, presso il Parlamentino della sede Inail di via IV Novembre 144, dal commissario straordinario dell’Istituto, Massimo De Felice, alla presenza del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, e del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina.
Come disposto dall’ultima legge di stabilità (208/2015), presso l’Inail è stato istituito un fondo la cui dotazione è pari per il 2016 a 45 milioni di euro – 25 milioni messi a disposizione dall’Istituto e i restanti 20 dal Ministero del Lavoro – e sarà di 35 milioni all’anno a decorrere dal 2017. Il fondo è destinato a sostenere gli investimenti delle micro e piccole imprese del settore della produzione agricola primaria per l’acquisto o il noleggio con patto di acquisto di trattori e/o macchine agricoli, caratterizzati da soluzioni innovative per la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.
Gli interventi da realizzare devono soddisfare l’obiettivo dell’abbattimento in misura significativa delle emissioni inquinanti e del miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali dell’azienda agricola, in particolare mediante una riduzione dei costi di produzione o il miglioramento e la riconversione della produzione. Le aziende agricole che possono accedere agli incentivi sono le imprese individuali, le società agricole e le società cooperative operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli.
A partire dal 10 novembre, fino alle ore 18 del prossimo 20 gennaio, le imprese interessate potranno inserire sul portale dell’Inail, nella sezione “accedi ai servizi online”, il progetto per il quale viene richiesto il finanziamento. Dal 1° febbraio le imprese i cui progetti hanno raggiunto i criteri di ammissibilità previsti dal bando potranno scaricare il codice identificativo che dovranno utilizzare nel click day, il giorno dedicato all’inoltro telematico, che sarà reso noto sul portale Inail a partire dal 30 marzo 2017.
Gli incentivi, distribuiti in budget regionali e provinciali, saranno assegnati tenendo conto dell’ordine cronologico di presentazione delle domande e sono ripartiti in due assi di intervento: il primo, da cinque milioni di euro, è riservato ai giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria, mentre il secondo, da 40 milioni di euro, è destinato alla generalità delle imprese agricole. Ogni azienda potrà presentare una sola domanda e per uno solo dei due assi di finanziamento previsti.
Il contributo in conto capitale coprirà il 50% delle spese ammissibili sostenute e documentate dalle imprese agricole dei giovani agricoltori e il 40% di quelle sostenute e documentate da tutte le altre aziende. Per ciascun progetto il finanziamento potrà essere compreso tra un minimo di mille euro e un massimo di 60mila euro. I fondi saranno erogati dopo la conclusione del progetto, ma nel caso di contributi superiori a 30mila euro è possibile richiedere un anticipo pari a metà dell’importo. L’anticipo, però, non può essere concesso per i progetti che prevedono il noleggio di trattori e/o macchine agricoli con patto di acquisto.
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