Comunicato stampa INPS del 30 novembre 2016
 
La Legge 24 dicembre 2007, con l’art. 1, comma 60, n. 247, per promuovere la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, ha previsto, l’applicazione di una riduzione dei contributi dovuti per l’assicurazione dei lavoratori agricoli dipendenti dalle imprese in possesso di particolari requisiti.
L’INPS (con circolare n. 130 del 13 novembre 2012) e l’INAIL (con circolare n. 61 del 9 novembre 2012) hanno fornito le istruzioni le modalità e i termini per la presentazione delle istanze per ottenere la predetta riduzione contributiva.
Con Il Messaggio del 29 novembre 2016 si comunica che a seguito dell’istruttoria delle domande presentate per il riconoscimento della riduzione dei contributi INAIL, per uno o più anni, sono state individuate le aziende a cui si applica il beneficio.
L’azienda interessata e il suo intermediario delegato saranno informati del riconoscimento della riduzione e del relativo importo riconosciuto a titolo di riduzione contributiva, mediante una comunicazione presente nella sezione “News individuali” del Cassetto Previdenziale Aziende Agricole dell’INPS.
Comunicato stampa ABI del 2 dicembre 2016
 
Focus sull’inclusione finanziaria dei migranti e sullo stato d’arte della rendicontazione di sostenibilità.
L’inclusione finanziaria ha un’importante impatto nel processo di integrazione sociale ed economica dei migranti. A fine del 2015 oltre 2,5 milioni i conti correnti intestati a cittadini di 22 nazionalità. In pratica 3 migranti su 4 dispongono di un conto con cui accedere ai principali servizi finanziari.
Sono questi i principali dati che emergono dall’ultima indagine dell’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Economica e Finanziaria dei migranti, condotta su un campione rappresentativo dell’80% del settore bancario in termini di totale attivo, e presentata nel corso del Forum Csr 2016, l’appuntamento annuale che l’ABI dedica alla responsabilità sociale d’impresa (Corporate social responsibility) che si conclude oggi a Roma.
Alla sua undicesima edizione il convegno si conferma occasione di confronto per gli operatori nazionali e internazionali interessati a promuovere l’integrazione della sostenibilità nel business anche attraverso l’utilizzo di indicatori ambientali, sociali e di governance, e a investire sulla cultura della sostenibilità.
Secondo l’Osservatorio, nato dalla collaborazione fra l’Abi e il Ministero dell’Interno e gestito dal Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI), la metà dei conti correnti intestati a cittadini migranti include l’internet banking, il 41% dispone di servizi di finanziamento, il 40% di servizi assicurativi e il 15% di servizi di investimento. Per ogni conto corrente sono previsti in media 1,5 strumenti di pagamento e due servizi di gestione della liquidità.
Sempre secondo l’Osservatorio i cittadini immigrati continuano ad investire sul “mattone”: i finanziamenti per acquisto della casa rappresentano il 33% del totale dei crediti concessi dalle banche, in crescita del 2,7% rispetto al 2014. Aumentano i flussi complessivi delle rimesse dall’Italia. Crescono del 10,5% anche le micro imprese a titolarità straniera appartenenti al comparto small business delle banche. Nel 2015, infatti sono state oltre 122mila le aziende gestite da imprenditori immigrati contro le 110mila del 2014. Le imprese femminili rappresentano il 31,7% del portafoglio small business con titolare straniero e fanno registrare tassi di crescita superiori alla media negli ultimi 4 anni.
In chiusura del convegno è stata presentata anche l'indagine Abi sullo stato dell'arte della Rendicontazione di sostenibilità, condotta su un campione rappresentativo dell’85% del settore in termini di totale attivo.
Lo studio traccia le linee evolutive della rendicontazione di sostenibilità nel settore bancario.
In particolare: tra i modelli di rendicontazione non finanziaria presi a riferimento si afferma per il 99% del campione l’utilizzo delle linee guida internazionali Global Reporting Initiative (GRI); per l'85% del campione il CFO (Chief Financial Officer, Direttore Finanziario) è tra i soggetti che approva i contenuti della rendicontazione; l'83% evidenzia un sempre maggiore coinvolgimento di tutta la struttura aziendale nel processo di rendicontazione.
Le banche italiane, oggi più che mai, contribuiscono allo sviluppo sostenibile delle comunità in cui operano, integrando e condividendo le conoscenze e le "buone pratiche”, individuando le informazioni significative e veicolandole nei modi più opportuni per raggiungere i target desiderati. La gestione delle informazioni non finanziarie e dei conseguenti processi decisionali, contribuisce alla capacità dell’azienda di creare valore, anche attraverso un maggiore coinvolgimento di tutti i membri dell’organizzazione che identificano, ognuno per i diversi ambiti di competenza, obiettivi di sostenibilità, da integrare nella strategia dell’impresa, con riflessi sul piano operativo.
Comunicato stampa ABI del 12 novembre 2016
 
Nasce “Smart 2020”, una nuova applicazione riservata alle banche aderenti al Progetto speciale di ABI “Banche 2020” utile a navigare tra le numerose opportunità di incentivazione per le imprese.
L’app costituisce un valido supporto informativo per banche e imprese clienti per orientarsi agilmente nell’ampio ventaglio delle agevolazioni rese possibili dalle politiche europee, con particolare riferimento – tra i diversi settori produttivi coperti – a quelli che rientrano nell’ambito della Strategia europea 2020 (i comparti della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione tecnologica).
Questo nuovo strumento supporterà quindi le banche nel primo approccio con la clientela imprese al fine di individuare gli strumenti pubblici, nazionali e regionali, più adatti per realizzare gli obiettivi di investimento eventualmente in connessione con i prodotti di finanziamento offerti dalla stessa banca.
Lo strumento è stato sviluppato, in collaborazione con Warrant Group, nell’ambito del Progetto “Banche 2020” a cui aderiscono le principali banche italiane (che rappresentano il 60% circa del totale attivo del settore), che ha l’obiettivo di promuovere un migliore e più efficace utilizzo degli interventi di sostegno alle imprese realizzati con i Fondi strutturali dell’Unione europea. Vi è infatti piena consapevolezza, tra le banche italiane, che i fondi comunitari costituiscono una leva finanziaria strategica per lo sviluppo del Paese e la loro ottimale allocazione rappresenta un’opportunità che va colta al massimo del suo potenziale.

Il contributo Enasarco 2016 per le agenti individuali e le società di persone è pari al 15,10%, di cui:
- 7,55% a carico del preponente;
- 7,55% a carico dell’agente (sotto forma di trattenuta espressamente indicata nella fattura di provvigioni).
Il pagamento viene effettuato dalla ditta preponente che è responsabile anche della quota trattenuta all'agente.

Per l'anno 2015, il contributo è richiesto per ciascun mandato, nel limite del massimale annuo di euro 37.500,00 di provvigioni per i monomandatari, e di euro 25.000,00 per i plurimandatari.

Per l’anno 2016, gli importi dei minimali contributivi e dei massimali provvigionali resteranno invariati rispetto a quelli del 2015.

Il massimale provvigionale non è frazionabili in rapporto all’anno. Dal 2016 il massimale Enasarco verrà determinato applicando al massimale 2015 la rivalutazione ISTAT.

I contributi Enasarco sono versati trimestralmente entro il 20 del secondo mese successivo al trimestre di competenza.

Comunicato stampa Unioncamere del 7 ottobre 2016

Sono oltre 15mila le imprese che puntano a crescere collaborando Friuli-Venezia Giulia e Abruzzo le regioni a maggiore vocazione a fare rete Sanità, utility e servizi professionali i settori più aperti
Tra le cooperative, la rete ha una marcia in più
Contratti di rete ancora in crescita in Italia. A Settembre scorso questo modello di aggregazione tra imprese ha superato le 3mila esperienze, coinvolgendo oltre 15mila aziende sparse su tutto il territorio nazionale, nessuna provincia esclusa. A livello regionale, la Lombardia è la prima regione italiana per numero di imprese che hanno stipulato un contratto di rete (2.647), seguita da Toscana (1.544), Emilia-Romagna (1.509), Veneto (1.373) e Lazio (1.342). E’ quanto risulta dal monitoraggio di Unioncamere e InfoCamere sui contratti di rete depositati al Registro delle imprese alla data del 3 settembre scorso.
Al netto di Roma e Milano cui va il naturale primato per numerosità di aziende coinvolte (rispettivamente 974 e 920), da questa mappa emerge la forte vocazione di alcune province mediopiccole alla collaborazione tra imprese, come Brescia (407), Verona (330), Bergamo (320) e Udine (309), tutte tra le prime dieci posizioni della classifica provinciale.
Un identikit che assume un profilo ancora più netto se si raffronta il numero di imprese in rete con il totale delle imprese esistenti in ogni territorio: più disponibili alla collaborazione gli imprenditori del Friuli-Venezia Giulia (6,4 imprese in rete ogni mille con sede in regione rispetto ad una media nazionale del 2,5), poi quelli dell’Abruzzo (5,5) e Toscana (3,7).
Quanto alla tipologia di impresa che più delle altre dimostra una spiccata vocazione a collaborare , il primato va alle cooperative: per ogni mille imprese registrate, infatti, le coop che hanno dichiarato di avere sottoscritto un contratto di rete sono 9,3 un valore più che doppio rispetto al 4,2 del giugno 2014. In termini assoluti, invece, la parte del leone tra le imprese che aderiscono ad un contratto di rete la fanno le società di capitale (8.870 imprese, pari al 57,4% del totale) per un rapporto di 5,7 imprese ogni mille registrate con la stessa natura giuridica.
Infine, dall’ultima rilevazione si evidenzia un irrobustimento del fenomeno dei contratti di rete: al 3 settembre scorso, infatti, le reti con più di 10 imprese aderenti sono il 12% del totale, 3 punti in più rispetto al giugno del 2014. A perdere terreno sono state le reti di medie dimensioni (4-9 imprese aderenti), passate dal 47,2 al 43,2% del totale. In lieve aumento quelle più piccole (con meno di 4 imprese aderenti), passate dal 43,7 al 44,8% nel periodo considerato).

Clicca qui per scaricare il lavoro della Commissione Studio Societario dell'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Viterbo sul Contratto di Rete, gruppo di lavoro Stefano Blanco, Francesco Cacchiarelli, Fabio Egidi, Maria Luisa Fontecedro e Danilo Puliani.

Ristoranti e pizzerie modalità di svolgimento dell'attività di controllo. L’Agenzia delle Entrate ha predisposto una serie di prontuari che tracciano una serie di percorsi di indagine diversificati per attività economica al fine di uniformare comportamenti degli uffici e per aumentare la proficuità dei risultati delle indagini. Oggi esaminiamo il prontuario previsto per la categoria economica dei ristoranti codici attività Atecofin 2004 55.30.A e codice Atecofin 2007 56.10.11 e 56.10.12.

Clicca qui per scaricare un esempio di check list di verifica;

Clicca qui per scaricare la metodologia di controllo prevista per i ristoranti e le pizzerie.
Comunicato stampa Unioncamere del 14 ottobre 2016


La metà dei laureati in Architettura, in Scienze politiche ed in Economia che le imprese italiane intendono assumere nel corso del 2016 dovranno avere competenze digitali. Stessa richiesta per 4 laureati in Lingue o in Ingegneria su 10. E, tra i diplomati, la capacità di utilizzare Internet è ritenuta essenziale non solo per quanti hanno un titolo di scuola secondaria con indirizzo informatico, ma anche per un terzo dei diplomati con indirizzo amministrativo ed un quarto di quelli con indirizzo elettronico.
E’ quanto emerge dal Sistema informativo Excelsior, che Unioncamere realizza in collaborazione con il Ministero del Lavoro. E proprio con uno specifico focus sulle 91mila figure professionali con profilo e competenze digital che le imprese intendono assumere entro l’anno, Unioncamere è presente a Maker Faire Rome, la più grande fiera europea dell’innovazione, che si svolge a Roma dal 14 al 16 ottobre.
Nello stand di Unioncamere, grazie a un maxi touchscreen, è possibile navigare anche tra i risultati dei progetti condotti con il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, a partire dal Sistema informativo Excelsior, per arrivare fino a Crescere in digitale, passando per gli strumenti presenti sul portale Filo.
Un’offerta di informazioni che parte dall’orientamento scolastico-formativo, cresce con quello professionale e si evolve per rispondere alle trasformazioni della domanda di lavoro delle imprese, sempre più attenta alle competenze che sanno combinare creatività e innovazione, tradizione e digitalizzazione.
I protagonisti dello spazio di Unioncamere sono proprio gli innovatori digitali, giovani che sono stati in grado di cogliere le sfide della rivoluzione 3.0 e che ora si applicano affinché le imprese si avviino sulla strada dell’evoluzione verso il 4.0. Sono, infatti, proprio i membri della community di Crescere in digitale ad animare incontri e iniziative per presentare alla fiera le esperienze di alcuni giovani, che, dopo aver superato la formazione e la selezione svolta insieme a Google, sono ora attori della promozione della digitalizzazione presso le imprese. Storie reali che dimostrano come il cambiamento legato alla possibilità di utilizzare gli strumenti social e gli spazi open del web è a portata di mano per tutte le imprese, anche le più piccole, ma soprattutto è un importante strumento di crescita per quei giovani che vorranno esserne i protagonisti.
feed-image Feed Entries