Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita
Nel complesso i quattro quinti delle imprese con almeno 50 addetti continuano a ritenere stabile la situazione economica generale; tra le restanti i giudizi differiscono in base al settore di appartenenza. La quota di imprese dell’industria in senso stretto e dei servizi non finanziari che dichiarano un miglioramento della situazione economica generale è tornata a crescere per la prima volta dall’estate del 2015; il saldo tra chi ne ravvisa un progresso e chi ne percepisce un peggioramento è aumentato, pur restando ancora lievemente negativo. Nel settore delle costruzioni i giudizi continuano invece a deteriorarsi, in particolare nel comparto non residenziale (il saldo è sceso a -11,0 da -4,3), confermando la tendenza in atto dal quarto trimestre del 2015. Nelle aspettative per il trimestre successivo la probabilità media che la situazione migliori resta pressoché stabile per il complesso delle imprese.
Le attese a tre mesi delle imprese sul proprio contesto operativo mostrano tendenze settoriali analoghe. Per il complesso dell’industria e dei servizi il saldo tra giudizi di miglioramento e di peggioramento è tornato a crescere, dopo la diminuzione dei due trimestri precedenti (5,6 punti percentuali, da 1,7 in settembre); per il settore edile, prosegue la flessione in atto dall’inizio dello scorso anno, con giudizi di peggioramento che superano di 8,4 punti percentuali quelli di miglioramento. La quota di imprese che non prevedono cambiamenti della condizione economica in cui operano rimane stabile (80 per cento circa).
Come nella precedente rilevazione, le aspettative delle imprese sulle proprie condizioni economiche nei prossimi tre mesi risentono positivamente soprattutto della variazione della domanda e, per quanto riguarda le imprese di costruzione, dell’andamento dei nuovi cantieri e di quelli già avviati; la variazione dei propri prezzi e delle condizioni di credito continuano a imprimere un impulso solo lievemente positivo. In tutti i settori l’incertezza imputabile a fattori economici e politici si conferma il principale fattore di ostacolo per l’espansione dell’attività.

 
Rispetto alla rilevazione precedente, le attese sull’inflazione al consumo sono state riviste al rialzo di un decimo di punto, salendo allo 0,2, 0,4 e 0,6 per cento rispettivamente sugli orizzonti a 6, 12 e 24 mesi. Fra tre e cinque anni le imprese si attendono un tasso di inflazione pari allo 0,8 per cento.
Secondo le imprese, la variazione dei propri prezzi di vendita rispetto all’anno precedente rimane marginalmente negativa e pressoché stabile rispetto al terzo trimestre del 2016. Tuttavia, nelle aspettative per i prossimi 12 mesi gli operatori si attendono un lieve rialzo (0,8 per cento, da 0,5), che risulta più sostenuto per il comparto industriale e per le imprese di costruzione specializzate nell’edilizia residenziale. Sulle previsioni di crescita dei prezzi le attese positive di domanda esercitano un effetto solo marginale, mentre le aspettative di un incremento del prezzo delle materie prime, del costo del lavoro e degli input intermedi rivestono un ruolo più rilevante; per contro le politiche di prezzo dei concorrenti continuano a esercitare pressioni al ribasso.

 
Le valutazioni sull’evoluzione della domanda nell’ultimo trimestre del 2016 migliorano nuovamente dopo la flessione di settembre per il comparto industriale e dei servizi, riflettendo la valutazione espressa dalle imprese più orientate al mercato interno. Anche le prospettive per i primi tre mesi del 2017 sono positive, con un saldo in crescita tra chi si attende un aumento e chi una diminuzione della domanda. I giudizi sulle condizioni attuali della domanda estera peggiorano lievemente; tuttavia sia le imprese industriali sia quelle dei servizi sono più ottimiste sulla sua evoluzione nei prossimi tre mesi. Anche per le imprese di costruzione sia i giudizi sia le attese a tre mesi sulla domanda mostrano un recupero, seppur in modo più contenuto rispetto all’industria in senso stretto ed esclusivamente per le imprese del comparto residenziale.
 
Le valutazioni sulle condizioni per investire nell’ultimo trimestre del 2016 risultano più favorevoli per il settore terziario, per il quale il saldo tra giudizi di miglioramento e peggioramento torna positivo, mentre si deteriorano per le imprese industriali e di costruzione. Per queste ultime, la quota di imprese che esprime giudizi negativi torna a prevalere su quella di coloro che segnala un miglioramento, per la prima volta dalla fine del 2014. Il risultato è riconducibile alle imprese specializzate nel settore non residenziale. In tutti i comparti continua a prevalere la quota di imprese (oltre i quattro quinti) che segnalano una stabilità rispetto al trimestre precedente. Nello stesso trimestre le condizioni di accesso al credito rimangono invariate in tutti i comparti rispetto a quanto dichiarato a settembre, con un saldo che resta positivo per industria in senso stretto e servizi e negativo per le costruzioni.
 
I lievi segnali di ripresa evidenziati nel quarto trimestre si riflettono in previsioni di investimento positive in tutti i comparti sia nel primo semestre del 2017 sia per il complesso dell’anno. In particolare, la quota di imprese industriali e dei servizi che prefigura un rialzo della spesa nominale in investimenti nel primo semestre del 2017 rispetto alla seconda metà del 2016 supera del 15 per cento quella delle imprese che si attendono una flessione, con stime ancora più positive per le aziende di grandi dimensioni. Sulle attese di spesa per investimenti inciderebbe positivamente l’incentivo contenuto nella legge di bilancio del 2017 (cosiddetto “iper-ammortamento” per investimenti in tecnologie digitali avanzate), valutato rilevante da circa un quinto delle imprese, prevalentemente industriali e localizzate al Sud.
Sebbene in misura meno marcata rispetto al settore industriale e dei servizi, anche le imprese di costruzione prevedono un incremento della spesa in investimenti nel corso del 2017. Le aspettative sono particolarmente favorevoli per le imprese che operano in prevalenza nel comparto residenziale, per le quali il saldo tra chi prefigura un’espansione della spesa per investimenti e chi ne paventa una flessione si attesta attorno a 10 punti percentuali su entrambi gli orizzonti previsivi (annuale e semestrale). Per le imprese meno attive nel comparto residenziale, le attese di spesa per il 2017 restano positive, seppur più contenute, e si accompagnano a un peggioramento delle condizioni di liquidità di breve periodo: una quota maggiore di imprese, pari al 29 per cento (da 23 a settembre), le percepisce come insufficienti per la propria operatività nei prossimi tre mesi.

 
L’ottimismo delle imprese industriali e dei servizi sui piani di investimento non si rifletterebbe sulla dinamica occupazionale, che nelle loro attese resterebbe contenuta nel prossimo trimestre: la differenza fra la quota di aziende che intendono aumentare il numero di lavoratori alle proprie dipendenze e quella di coloro che ne prevedono la riduzione rimane positiva, ma senza variazioni rilevanti rispetto all’autunno. Il saldo riflette peggiori attese delle imprese di servizi, cui si contrappongono previsioni più favorevoli del comparto industriale.
Le imprese di costruzione si attendono una contrazione dell’occupazione con un saldo in peggioramento rispetto al quarto trimestre del 2016. Tale risultato è imputabile alla dinamica più sfavorevole delle imprese specializzate nell’edilizia non residenziale, per le quali il saldo tra attese di aumento e diminuzione dell’occupazione si deteriora, attestandosi a -19 punti percentuali
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