Acconto IVA: sulle somme non versate o versate in meno torna applicabile la sanzione amministrativa nella misura del 30% dell’imposta non versata, ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 471 del 18 dicembre 1997.
Gli omessi o insufficienti versamenti dell’acconto potranno essere regolarizzati ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 472 del 18 dicembre 1997 (ravvedimento operoso). Il ravvedimento operoso ai fini Iva può essere effettuato:
entro i 14 giorni successivi alla scadenza, applicando la sanzione dello 0,2% (1/15 del 3%) per ogni giorno di ritardo;
entro 30 giorni dalla scadenza, applicando la sanzione del 3%, (pari ad 1/10 del 30% dell’imposta dovuta), oltre agli interessi legali calcolati solo sull’imposta;
entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo, applicando la sanzione del 3,75%, pari ad 1/8 del 30% dell’imposta dovuta, oltre agli interessi legali calcolati solo sull’imposta.
Gli interessi di mora sull’imposta sono calcolati al tasso legale (previsto nella misura annua dell' 0,5% dall’1 gennaio 2015), con maturazione giorno per giorno, e sono computati dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato fino a quello in cui risulta effettivamente eseguito.
I codici tributo da utilizzare per il ravvedimento operoso, da effettuare mediante modello F24, sono:
  • per la sanzione: 8904;
  • per l’imposta: 6013: per i contribuenti mensili e  6035: per i contribuenti trimestrali;
  • per gli interessi: 1991.
Ravvedimento operoso modello 770. Le violazioni commesse in sede di predisposizione e di presentazione della dichiarazione, di versamento delle ritenute dovute si possono regolarizzare mediante il ravvedimento che comporta la riduzione automatica alle misure minime delle sanzioni applicabili, a condizione che le violazioni oggetto della regolarizzazione non siano state già constatate e comunque non siano iniziati verifiche, accessi, ispezioni o altre attività amministrative di accertamento (inviti di comparizione, questionari, richiesta di documenti, ecc.) delle quali l’autore delle violazioni abbia avuto formale conoscenza.
Possono essere sanate con l’istituto del ravvedimento operoso le seguenti violazioni effettuate dal sostituto d’imposta: 

1. omessi o insufficienti versamenti delle ritenute 
2. errori formali, non incidenti cioè sulla determinazione del tributo 
3. errori sostanziali, incidenti cioè sulla determinazione e sul pagamento del tributo 
4. omessa presentazione della dichiarazione 
5. operazioni di conguaglio del 770. 
Le sanzioni applicate in riferimento alla Certificazione Unica possono essere ravvedute: 
• in caso di omessa, errata o tardiva CU oltre i 60 gg., è dovuta una sanzione di euro 100,00 per ogni certificazione omessa, tardiva, errata, con un massimo di euro 50.000,00; non è ammesso il cumulo giuridico. La sanzione non è prevista se l’invio avviene entro i 5 gg. dal termine 
• in caso di trasmissione tardiva della CU entro i successivi 60 gg. è dovuta una sanzione ridotta a 1/3 per ogni CU (euro 33,33) con un massimo di euro 20.000,00.

Le sanzioni relative alle violazioni commesse dai sostituti d’imposta per l’omesso o ritardato pagamento di ritenute possono essere oggetto di ravvedimento operoso, alle condizioni ed entro i limiti dell’art. 13 del D.Lgs. 472/97:
•    nei primi 14 giorni dalla violazione con la sanzione che va dallo 0,1% all’1,4%;
•    dal 15°giorno al 30°giorno dalla scadenza del termine di versamento con la sanzione ridotta pari all’1,5%;
•    dal 31° giorno al 90° giorno dalla violazione con la sanzione dell’1,67%;
•    dal 91° giorno al termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione con la sanzione del 3,75%;
•    entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello in cui è stata commessa la violazione con la sanzione del 4,29%;
•    oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello in cui è stata commessa la violazione con la sanzione del 5%.

 

Per regolarizzare la violazione tramite il ravvedimento operoso, il contribuente dovrà versare la maggiore imposta, gli interessi di mora e la sanzione ridotta tramite il modello F24:
•    per le maggiori ritenute andranno utilizzati i codici propri del tributo (1001, 1040, ecc.);
•    per la sanzione ridotta andrà utilizzato il codice tributo 8906 “sanzione pecuniaria sostituti d’imposta” oppure codice tributo 8911 se la violazione si riferisce alla presentazione della dichiarazione.

Ravvedimento omessa presentazione della dichiarazione. All’omessa presentazione della dichiarazione è applicata la sanzione che va dal 120% al 240% dell’ammontare delle ritenute non versate, con un minimo di euro 250. Se la dichiarazione è presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, la sanzione è applicata nella misura che va dal 60% al 120% con un minimo di euro 200. 
Se le ritenute non dichiarate sono state interamente versate, è applicata la sanzione da euro 250 a 2.000. Rimane valida la sanatoria mediante la presentazione della dichiarazione tardiva entro i 90 giorni dalla scadenza ordinaria. In questo caso è applicata la sanzione di euro 25 (1/10 del minimo). 
Nel caso in cui non siano state versate le ritenute è applicato anche il ravvedimento per l’omesso/parziale versamento pari a: 
• 4,29% se il versamento avviene entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello in corso nel quale è avvenuta la violazione 
• 5% se il versamento avviene oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello in corso nel quale è avvenuta la violazione 
• 6% se il versamento avviene dopo la consegna del P.V.C.


Ravvedimento violazioni formali modello 770, la presentazione della dichiarazione correttiva/integrativa. Ai sensi dell’art.8 c.3 del D.Lgs. 471/97, le violazioni di carattere formale quali, ad esempio, l’omessa o inesatta indicazione dei dati del sostituto o del contribuente, sono punite con la sanzione da euro 500 a 4.000. 
Le sanzioni formali che non sono di ostacolo all’attività di accertamento non sono sanzionate se regolarizzate prima dell’accertamento stesso. 
Negli altri casi è prevista l’applicazione della sanzione ridotta pari a: 
• 1/9 di euro 500, cioè euro 55,56, per la regolarizzazione entro 90 giorni 
• 1/8 di euro 500, cioè euro 62,50, per la regolarizzazione entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione 
• 1/7 di euro 500, cioè euro 71,43, per la regolarizzazione entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo nel corso del quale è stata commessa la violazione 
• 1/6 di euro 500, cioè euro 83,33, per la regolarizzazione oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo nel corso del quale è stata commessa la violazione.

Errori concernenti la compilazione del modello di versamento F24.
Nell’ipotesi in cui il modello di versamento F24 sia compilato erroneamente in modo da non consentire l’identificazione del soggetto che esegue i versamenti ovvero la corretta imputazione della somma versata, al fine di correggere gli errori commessi, il contribuente può presentare direttamente ad un ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate un’istanza per la correzione di dati erroneamente indicati sul modello F24 (vedi la circ. n. 5/E del 21 gennaio 2002).
Mediante tale procedura è possibile correggere i dati delle sezioni “Erario” e “Regioni – Enti Locali” relativi a:
  • codice fiscale
  • periodo di riferimento
  • codice tributo
  • suddivisione in più tributi dell’importo versato con un solo codice tributo.
Si rammenta che se l’invio telematico del modello 770 viene prorogato, ci si potrà avvalere del nuovo termine anche per eventuali ravvedimenti operosi di ritenute d'acconto non versate.
La natura di semplice "Comunicazione di dati e notizie" della comunicazione annuale dei dati IVA, implica la non applicabilità in caso di errori dell'istituto del ravvedimento operoso. Non essendo quindi prevista la possibilità di rettificare o integrare una comunicazione già presentata, eventuali errori nella compilazione devono essere corretti in sede di dichiarazione annuale.
Modello Unico Persone fisiche PF ipotesi di ravvedimento possibili.
 
A) ERRORI CONCERNENTI LA DICHIARAZIONE
L’art. 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, come da ultimo modificato dall’art. 1, comma 20, lett. a), della L. 13 dicembre 2010, n. 220, consente di regolarizzare, mediante il ravvedimento, le violazioni commesse in sede di predisposizione e di presentazione della dichiarazione, nonché di pagamento delle somme dovute.
Il ravvedimento comporta delle riduzioni automatiche alle misure minime delle sanzioni applicabili, a condizione che le violazioni oggetto della regolarizzazione non siano state già constatate e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento (inviti di comparizione, questionari, richiesta di documenti, ecc.) delle quali l’autore delle violazioni ed i soggetti solidalmente obbligati abbiano avuto formale conoscenza (art. 13, comma 1, D.Lgs. 472/97).
Le fattispecie individuate dal predetto art. 13 sono le seguenti:
1) Mancato pagamento, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, delle somme dovute a titolo di acconto o di saldo risultanti dalla dichiarazione.
Se il pagamento viene eseguito entro trenta giorni dalle prescritte scadenze, la sanzione del 30 per cento nonché quella per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni – che spetta indipendentemente dal verificarsi delle condizioni richieste per il ravvedimento – è ridotta di un decimo, a condizione che venga contestualmente eseguito anche il pagamento della sanzione ridotta e degli interessi calcolati al tasso legale (tasso pari all’1,5 per cento dal 1° gennaio 2011 e al 2,5 per cento dal 1° gennaio 2012) con maturazione giorno per giorno.
Alle medesime condizioni, se il pagamento viene eseguito entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, la sanzione del 30 per cento è ridotta al 3,75 per cento.
2) Mancata presentazione della dichiarazione entro il termine prescritto.
Se la dichiarazione è presentata con ritardo non superiore a novanta giorni, indipendentemente se sia dovuta o meno imposta, la violazione può essere regolarizzata eseguendo spontaneamente entro lo stesso termine il pagamento di una sanzione di euro 25, pari ad 1/10 di euro 258, ferma restando l’applicazione delle sanzioni relative alle eventuali violazioni riguardanti il pagamento dei tributi, qualora non regolarizzate secondo le modalità precedentemente illustrate al punto 1.
3) Errori ed omissioni nelle dichiarazioni incidenti sulla determinazione e sul pagamento del tributo:
a) Errori non ancora rilevati dall’Amministrazione finanziaria in sede di liquidazione o di controllo formale delle imposte dovute (artt. 36-bis e 36-ter del D.P.R. n.600 del 1973), quali: errori materiali e di calcolo nella determinazione degli imponibili e delle imposte; indicazione in misura superiore a quella spettante di detrazioni di imposta, di oneri deducibili o detraibili, di ritenute d’acconto e di crediti di imposta.
La sanzione prevista nella misura del 30 per cento della maggiore imposta o del minor credito utilizzato è ridotta al 3,75 per cento (a decorrere dal 1° febbraio 2011) a condizione che entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione:
  • venga eseguito il pagamento della sanzione ridotta, del tributo dovuto e degli interessi calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno;
  • venga presentata una dichiarazione integrativa.
b) Errori ed omissioni, non ancora accertati dall’Amministrazione finanziaria, diversi da quelli rilevabili in sede di liquidazione o di controllo formale, quali: omessa o errata indicazione di redditi; errata determinazione di redditi; esposizione di indebite detrazioni di imposta ovvero di indebite deduzioni dall’imponibile.
Se il ravvedimento avviene entro 90 giorni dal termine per la presentazione della dichiarazione, la sanzione fissa pari a 258 euro e quella prevista nella misura del 30 per cento della maggiore imposta o del minor credito utilizzato sono ridotte rispettivamente a 25 euro e al 3,75 per cento a condizione che:
  • venga eseguito il pagamento delle sanzioni ridotte, del tributo dovuto e degli interessi calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno;
  • venga presentata una dichiarazione integrativa.
Se il ravvedimento avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, la sanzione minima prevista, pari al 100 per cento della maggiore imposta dovuta o della differenza del credito spettante, è ridotta al 12,5 per cento a condizione che entro tale termine:
  • venga eseguito il pagamento della sanzione ridotta, del tributo dovuto e degli interessi calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno;
  • venga presentata una dichiarazione integrativa.
Nei casi in cui si intendano regolarizzare contestualmente errori ed omissioni indicati ai precedenti punti a) e b), deve essere presentata un’unica dichiarazione integrativa ed effettuato il pagamento delle somme complessivamente dovute.
 
B) ERRORI CONCERNENTI LA COMPILAZIONE DEL MODELLO DI VERSAMENTO F24
Nell’ipotesi in cui il modello di versamento F24 sia compilato erroneamente in modo da non consentire l’identificazione del soggetto che esegue i versamenti ovvero la corretta imputazione della somma versata, al fine di correggere gli errori commessi, il contribuente può presentare direttamente ad un qualsiasi ufficio locale dell’Agenzia delle entrate un’istanza per la correzione di dati erroneamente indicati sul modello F24 (vedi circolare n. 5/E del 21 gennaio 2002).
Mediante tale procedura è possibile correggere i dati delle sezioni “Erario” e “Regioni – Enti Locali” relativi a:
  • codice fiscale;
  • periodo di riferimento;
  • codice tributo;
  • suddivisione in più tributi dell’importo versato con un solo codice tributo.
Si riportano di seguito i principali codici tributo utilizzati per il versamento degli interessi e delle sanzioni derivanti dal ravvedimento operoso:
  • 1989: Interessi ravvedimento IRPEF;
  • 1994: Interessi ravvedimento Addizionale regionale all’IRPEF;
  • 1998: Interessi ravvedimento Addizionale comunale all’IRPEF;
  • 8901: Sanzione pecuniaria IRPEF;
  • 8902: Sanzione pecuniaria Addizionale regionale all’IRPEF;
  • 8926: Sanzione pecuniaria Addizionale comunale all’IRPEF;
  • 8911: Sanzioni pecuniarie per altre violazioni tributarie relative alle imposte sui redditi

Con il ravvedimento operoso è possibile regolarizzare versamenti di imposte omessi o insufficienti e altre irregolarità fiscali, beneficiando della riduzione delle sanzioni. Il ravvedimento, regolamentato per la prima volta dall'art. 14 della L. 29 dicembre 1990, n. 408, e successivamente disciplinato dall'art. 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, è quindi un istituto giuridico finalizzato al ripristino della legalità violata in ambito amministrativo tributario.
Per il tramite del ravvedimento il contribuente può spontaneamente regolarizzare errori o illeciti fiscali, versando entro il termine prescritto il tributo non pagato, una sanzione stabilita in misura ridotta e gli interessi, calcolati giorno per giorno sul tributo non pagato al tasso legale.

Il ravvedimento è consentito a tutti i contribuenti, ma per poterne usufruire è necessario che:
  • la violazione non sia già stata constatata e notificata a chi l’ha commessa;
  • non siano iniziati accessi, ispezioni e verifiche (in caso contrario, il ravvedimento è inibito per i periodi e i tributi che sono oggetto di controllo);
  • non siano iniziate altre attività di accertamento (notifica di inviti a comparire, richiesta di esibizione di documenti, invio di questionari) formalmente comunicate all’autore.
Le forme di ravvedimento oggi previste sono:

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