Ravvedimento operoso modello 770. Le violazioni commesse in sede di predisposizione e di presentazione della dichiarazione, di versamento delle ritenute dovute si possono regolarizzare mediante il ravvedimento che comporta la riduzione automatica alle misure minime delle sanzioni applicabili, a condizione che le violazioni oggetto della regolarizzazione non siano state già constatate e comunque non siano iniziati verifiche, accessi, ispezioni o altre attività amministrative di accertamento (inviti di comparizione, questionari, richiesta di documenti, ecc.) delle quali l’autore delle violazioni abbia avuto formale conoscenza.
Si può ricorrere all’istituto del ravvedimento nelle seguenti ipotesi:
Dichiarazione tardiva o integrativa entro novanta giorni dalla data di scadenza del termine previsto per la presentazione della dichiarazione.

La natura di semplice "Comunicazione di dati e notizie" della comunicazione annuale dei dati IVA, implica la non applicabilità in caso di errori dell'istituto del ravvedimento operoso. Non essendo quindi prevista la possibilità di rettificare o integrare una comunicazione già presentata, eventuali errori nella compilazione devono essere corretti in sede di dichiarazione annuale.
Modello Unico Persone fisiche PF ipotesi di ravvedimento possibili.
 
A) ERRORI CONCERNENTI LA DICHIARAZIONE
L’art. 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, come da ultimo modificato dall’art. 1, comma 20, lett. a), della L. 13 dicembre 2010, n. 220, consente di regolarizzare, mediante il ravvedimento, le violazioni commesse in sede di predisposizione e di presentazione della dichiarazione, nonché di pagamento delle somme dovute.
Il ravvedimento comporta delle riduzioni automatiche alle misure minime delle sanzioni applicabili, a condizione che le violazioni oggetto della regolarizzazione non siano state già constatate e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento (inviti di comparizione, questionari, richiesta di documenti, ecc.) delle quali l’autore delle violazioni ed i soggetti solidalmente obbligati abbiano avuto formale conoscenza (art. 13, comma 1, D.Lgs. 472/97).
Le fattispecie individuate dal predetto art. 13 sono le seguenti:
1) Mancato pagamento, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, delle somme dovute a titolo di acconto o di saldo risultanti dalla dichiarazione.
Se il pagamento viene eseguito entro trenta giorni dalle prescritte scadenze, la sanzione del 30 per cento nonché quella per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni – che spetta indipendentemente dal verificarsi delle condizioni richieste per il ravvedimento – è ridotta di un decimo, a condizione che venga contestualmente eseguito anche il pagamento della sanzione ridotta e degli interessi calcolati al tasso legale (tasso pari all’1,5 per cento dal 1° gennaio 2011 e al 2,5 per cento dal 1° gennaio 2012) con maturazione giorno per giorno.
Alle medesime condizioni, se il pagamento viene eseguito entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, la sanzione del 30 per cento è ridotta al 3,75 per cento.
2) Mancata presentazione della dichiarazione entro il termine prescritto.
Se la dichiarazione è presentata con ritardo non superiore a novanta giorni, indipendentemente se sia dovuta o meno imposta, la violazione può essere regolarizzata eseguendo spontaneamente entro lo stesso termine il pagamento di una sanzione di euro 25, pari ad 1/10 di euro 258, ferma restando l’applicazione delle sanzioni relative alle eventuali violazioni riguardanti il pagamento dei tributi, qualora non regolarizzate secondo le modalità precedentemente illustrate al punto 1.
3) Errori ed omissioni nelle dichiarazioni incidenti sulla determinazione e sul pagamento del tributo:
a) Errori non ancora rilevati dall’Amministrazione finanziaria in sede di liquidazione o di controllo formale delle imposte dovute (artt. 36-bis e 36-ter del D.P.R. n.600 del 1973), quali: errori materiali e di calcolo nella determinazione degli imponibili e delle imposte; indicazione in misura superiore a quella spettante di detrazioni di imposta, di oneri deducibili o detraibili, di ritenute d’acconto e di crediti di imposta.
La sanzione prevista nella misura del 30 per cento della maggiore imposta o del minor credito utilizzato è ridotta al 3,75 per cento (a decorrere dal 1° febbraio 2011) a condizione che entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione:
  • venga eseguito il pagamento della sanzione ridotta, del tributo dovuto e degli interessi calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno;
  • venga presentata una dichiarazione integrativa.
b) Errori ed omissioni, non ancora accertati dall’Amministrazione finanziaria, diversi da quelli rilevabili in sede di liquidazione o di controllo formale, quali: omessa o errata indicazione di redditi; errata determinazione di redditi; esposizione di indebite detrazioni di imposta ovvero di indebite deduzioni dall’imponibile.
Se il ravvedimento avviene entro 90 giorni dal termine per la presentazione della dichiarazione, la sanzione fissa pari a 258 euro e quella prevista nella misura del 30 per cento della maggiore imposta o del minor credito utilizzato sono ridotte rispettivamente a 25 euro e al 3,75 per cento a condizione che:
  • venga eseguito il pagamento delle sanzioni ridotte, del tributo dovuto e degli interessi calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno;
  • venga presentata una dichiarazione integrativa.
Se il ravvedimento avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, la sanzione minima prevista, pari al 100 per cento della maggiore imposta dovuta o della differenza del credito spettante, è ridotta al 12,5 per cento a condizione che entro tale termine:
  • venga eseguito il pagamento della sanzione ridotta, del tributo dovuto e degli interessi calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno;
  • venga presentata una dichiarazione integrativa.
Nei casi in cui si intendano regolarizzare contestualmente errori ed omissioni indicati ai precedenti punti a) e b), deve essere presentata un’unica dichiarazione integrativa ed effettuato il pagamento delle somme complessivamente dovute.
 
B) ERRORI CONCERNENTI LA COMPILAZIONE DEL MODELLO DI VERSAMENTO F24
Nell’ipotesi in cui il modello di versamento F24 sia compilato erroneamente in modo da non consentire l’identificazione del soggetto che esegue i versamenti ovvero la corretta imputazione della somma versata, al fine di correggere gli errori commessi, il contribuente può presentare direttamente ad un qualsiasi ufficio locale dell’Agenzia delle entrate un’istanza per la correzione di dati erroneamente indicati sul modello F24 (vedi circolare n. 5/E del 21 gennaio 2002).
Mediante tale procedura è possibile correggere i dati delle sezioni “Erario” e “Regioni – Enti Locali” relativi a:
  • codice fiscale;
  • periodo di riferimento;
  • codice tributo;
  • suddivisione in più tributi dell’importo versato con un solo codice tributo.
Si riportano di seguito i principali codici tributo utilizzati per il versamento degli interessi e delle sanzioni derivanti dal ravvedimento operoso:
  • 1989: Interessi ravvedimento IRPEF;
  • 1994: Interessi ravvedimento Addizionale regionale all’IRPEF;
  • 1998: Interessi ravvedimento Addizionale comunale all’IRPEF;
  • 8901: Sanzione pecuniaria IRPEF;
  • 8902: Sanzione pecuniaria Addizionale regionale all’IRPEF;
  • 8926: Sanzione pecuniaria Addizionale comunale all’IRPEF;
  • 8911: Sanzioni pecuniarie per altre violazioni tributarie relative alle imposte sui redditi

Con il ravvedimento operoso è possibile regolarizzare versamenti di imposte omessi o insufficienti e altre irregolarità fiscali, beneficiando della riduzione delle sanzioni. Il ravvedimento, regolamentato per la prima volta dall'art. 14 della L. 29 dicembre 1990, n. 408, e successivamente disciplinato dall'art. 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, è quindi un istituto giuridico finalizzato al ripristino della legalità violata in ambito amministrativo tributario.
Per il tramite del ravvedimento il contribuente può spontaneamente regolarizzare errori o illeciti fiscali, versando entro il termine prescritto il tributo non pagato, una sanzione stabilita in misura ridotta e gli interessi, calcolati giorno per giorno sul tributo non pagato al tasso legale.

Il ravvedimento è consentito a tutti i contribuenti, ma per poterne usufruire è necessario che:
  • la violazione non sia già stata constatata e notificata a chi l’ha commessa;
  • non siano iniziati accessi, ispezioni e verifiche (in caso contrario, il ravvedimento è inibito per i periodi e i tributi che sono oggetto di controllo);
  • non siano iniziate altre attività di accertamento (notifica di inviti a comparire, richiesta di esibizione di documenti, invio di questionari) formalmente comunicate all’autore.
Le forme di ravvedimento oggi previste sono:

L'Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 18/E del 10 maggio 2011 (Oggetto: «Misura e ravvedibilità delle sanzioni applicate in sede di controllo automatizzato delle dichiarazioni»), ha fornito importanti chiarimenti in ordine alla misura ed alla eventuale ravvedibilità delle sanzioni applicate alle violazioni riscontrabili in sede di controllo automatizzato delle dichiarazioni. In particolare sono state fatte precisazioni relativamente a:
Utilizzo in compensazione di crediti inesistenti.
L'art. 28, D.L. n. 185/2008 ha previsto una sanzione dal 100 al 200% dell'importo indebitamente compensato (200% se l'ammontare dei crediti inesistenti utilizzati è superiore a 50.000 euro per anno solare). Tuttavia, in caso di rilevamento in sede di controllo automatizzato, la sanzione da applicare è il 30%. Sull'importo così ottenuto si calcola la riduzione ad un terzo in caso di pagamento entro 30 giorni dal momento del ricevimento della comunicazione;
Comunicazione degli esiti del controllo automatizzato prima della scadenza dei termini per il ravvedimento "lungo".
Il ravvedimento in linea generale è possibile solo fino al momento in cui la violazione non sia rilevata dagli Uffici. L'Agenzia ha precisato che il ricevimento della comunicazione "blocca" il ravvedimento relativamente alle irregolarità riscontrate. Tuttavia il contribuente potrà continuare ad avvalersi del ravvedimento per sanare le violazioni non rilevabili in sede di controllo automatizzato (ad esempio, omessa indicazione di un reddito percepito), sempre che non siano iniziati ulteriori accessi, ispezioni, verifiche delle quali l'interessato sia stato informato.
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