L'Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE) ha pubblicato il Rapporto annuale ICE - ISTAT 2010, il quale racchiude 2 volumi:
1. Rapporto ICE 2009 - 2010 - "L'Italia nell'economica internazionale".
Tale studio mostra le dinamiche del commercio estero e del processo di internazionalizzazione italiano;
2. Annuario ISTAT - ICE - "Commercio estero e attività internazionale delle imprese 2009".
       L'Annuario è suddiviso in 2 parti, in base all'oggetto dell'analisi:
               2.1 Merci, servizi, investimenti diretti
               2.2 Paesi, settori, regioni
 
Clicca qui per scaricare l'aggiornato rapporto 2015 - 2016 L'Italia nell'economia internazionale
FAQ VIES Partite Iva Comunitarie

Che cos'è il VIES?

Il VIES (VAT Information Exchange System) è un sistema di scambi automatici tra le amministrazioni finanziarie degli Stati membri dell'Unione Europea. Attivo dal 1 gennaio 1993, la finalità del VIES è il controllo delle transazioni commerciali in ambito comunitario e dei soggetti passivi Iva che le pongono in essere. Attraverso questo sistema gli Stati membri dell'Unione Europea possono scambiarsi le informazioni relative alle operazioni intracomunitarie intervenute tra operatori commerciali titolari di un numero identificativo Iva.

Cosa s'intende per scambio automatico?
Per scambio automatico s'intende la comunicazione sistematica, e senza preventiva richiesta, di informazioni predeterminate ad un altro Stato membro che si attua ad intervalli regolari e prestabiliti.

Che cosa è una operazione intracomunitaria?
Una operazione  è intracomunitaria quando realizzata da un soggetto passivo Iva residente in uno Stato membro dell'Unione Europea verso un soggetto passivo Iva residente in un altro Stato membro.
Gli operatori intracomunitari sono tenuti a compilare ed a inviare periodicamente alla propria ammnistrazione fiscale nazionale gli elenchi riepilogativi delle operazioni  effettuate in ambito comunitario.
Per tutto ciò che concerne la normativa in vigore in Italia e le modalità di compilazione e trasmissione degli elenchi riepilogativi delle operazioni  intracomunitarie, collegati alla pagina Agenzia delle Dogane - Intrastat.

Quali informazioni posso ottenere utilizzando il servizio Partite Iva comunitarie?
La finalità del servizio è di consentire la verifica della correttezza e della  esistenza validità di un numero identificativo Iva attribuito da uno dei 27 Stati dell'Unione Europea. Pertanto, una volta digitato il numero identificativo Iva da verificare e scelto lo Stato membro che lo ha attribuito, in risposta otterrai una descrizione testuale dell'esito della verifica che potrà assumere i seguenti valori:
  • Codice Iva valido: il numero identificativo Iva inserito è formalmente corretto e corrisponde ad un operatore abilitato ai fini intracomunitari;
  • Codice Iva non valido/non corretto: il numero identificativo Iva inserito è non valido in quanto non incluso nella banca dati dei soggetti autorizzati oppure formalmente non corretto, non rispetta cioè l'algoritmo previsto dallo Stato membro selezionato.
Informazioni aggiuntive sono la denominazione e l'indirizzo dell'operatore commerciale titolare del numero identificativo Iva.
Queste informazioni sono visualizzate solo nel caso in cui lo Stato membro ha autorizzato la loro divulgazione. In ogni caso, se hai la necessità di ottenere conferma dei dati anagrafici (denominazione e indirizzo) di un operatore commerciale comunitario, puoi rivolgerti ad un Ufficio delle Entrate.

Come mi comporto se un numero identificativo Iva non risulta valido?

Il report "L'internazionalizzazione delle imprese della provincia di Roma" analizza e sintetizza le principali caratteristiche strutturali ed evolutive dei processi di internazionalizzazione che coinvolgono le imprese della provincia di Roma. Il focus riguarda quindi sia gli interscambi commerciali con l’estero sia  la struttura del quadro delle partecipazioni che interessano le imprese della provincia, struttura che viene delineata attraverso l'analisi dei  dati relativi alle partecipazioni di imprese locali all’estero (internazionalizzazione attiva o “in uscita”) e di imprese straniere in provincia di Roma (internazionalizzazione passiva  o "in entrata”).
 
Clicca qui per visualizzare i report disponibili per gli anni 2013, 2014 e 2015
Contributi ai consorzi per l'internazionalizzazione scheda Ministero dello Sviluppo Economico
 
Scopo della concessione
I contributi sono finalizzati a sostenere lo svolgimento di specifiche attività promozionali, di rilievo nazionale, per l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese realizzate dai Consorzi per l’internazionalizzazione, anche attraverso contratti di rete con piccole e medie imprese non consorziate.
 
Soggetti destinatari e requisiti
I Consorzi per l’internazionalizzazione devono:

Lo staff di tusciafisco.it segnala la pubblicazione della Circolare Agenzia delle Dogane n. 21/D (download .pdf) del 30 novembre 2012, avente ad oggetto «Valore in Dogana – Corrispettivi e diritti di licenza (royalties) – Linee guida».

Abstract:
«Premessa
Sono pervenuti alla scrivente quesiti e richieste di chiarimenti circa le vigenti disposizioni comunitarie concernenti la valutazione dei corrispettivi e dei diritti di licenza al fine del calcolo del valore in dogana delle merci in importazione.
Come è noto, oltre che dalle disposizioni del Regolamento (CE) n.2913/1992 (in seguito, CDC) e del Regolamento (CE) n.2454/1993, recante le relative disposizioni d’applicazione (in seguito, DAC), questa particolare materia è condizionata anche dagli orientamenti ufficialmente espressi dalla Commissione EU e contenuti nella “Raccolta dei testi approvati dal Comitato del Codice doganale - Sezione Valore in dogana”, di cui al Documento TAXUD 800/2002, nella versione aggiornata del 2007.
Relativamente a quanto di interesse per la presente trattazione, si segnala che, rispetto alla versione 2002, la Conclusione n. 24, relativa ai “Corrispettivi e diritti di licenza” è stata sostituita, nella versione 2007 del citato documento TAXUD, dal Commento n. 11 che amplia l’analisi dell’argomento in esame.

Con un Comunicato stampa congiunto del 21.2.2013 (download .doc), Unioncamere e Ministero dello Sviluppo Economico informano della creazione della rete degli Sportelli per l’internazionalizzazione.

Di seguito il testo del comunicato:
World pass: nasce la rete degli Sportelli per l’internazionalizzazione
Firmato anche accordo Mise-Unioncamere: 10 mln per promozione Pmi - Passera: “Fare sistema per far crescere il numero delle Pmi esportatrici”
Sono oltre 70mila, secondo le stime di Unioncamere, le imprese italiane i cui prodotti e le strategie di business sarebbero pronti a varcare i confini nazionali. Tuttavia, queste aziende non hanno ancora deciso di prendere la strada dell’internazionalizzazione.
E’ soprattutto a realtà come queste che sono destinati i servizi della nuova rete degli Sportelli per l’internazionalizzazione, presentati oggi dal Ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, e dal presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello.
Costituiti presso tutte le Camere gli Commercio, i 105 sportelli rappresentano l’attuazione dell’input, giunto dalla Cabina di regia costituita dal Governo e dai recenti provvedimenti normativi, di attuare una strategia comune di tutti i soggetti coinvolti nelle politiche di supporto all’internazionalizzazione delle imprese. Alle Camere di commercio, quindi, spetta il compito, in sinergia con le altre istituzioni competenti, di realizzare il punto di contatto primario sul territorio, mettendo a disposizione servizi per l’insediamento e la crescita delle Pmi all’estero, dando vita ad un servizio con caratteristiche omogenee e comuni su tutti i territori.
Presso gli Sportelli, le imprese potranno contare sul supporto di  oltre 300 unità di personale formato nelle Camere italiane, e su un pool di oltre 30 esperti che risponderà in tempo reale alle domande delle imprese, dai quali ottenere:
  • Servizi certificativi per l’estero: informazioni su normative e disposizioni attinenti i documenti necessari per esportare, convenzioni internazionali, certificati, visti e tutti gli atti per l’estero, nonché il rilascio dei certificati/documenti necessari all’impresa;
  • Primo orientamento: su Paesi e mercati, settori economici, normative internazionali, analisi sulla propensione all’export, trend di mercato;
  • Informazione a assistenza: su formalità per aprire un’impresa di import-export, fasi di un’operazione commerciale internazionale, informazione sui principi di marketing internazionale, analisi sull’esportabilità dei prodotti;
  • Assistenza specializzata: su certificazione, procedure doganali, fiscali e assicurative; normative internazionali; diffusione dei programmi e dei calendari; costituzione di società all’estero, contrattualistica internazionale; finanziamenti internazionali e comunitari, informazioni sulle opportunità offerte da Simest e Sace.
Le Camere di commercio vantano una strutturata esperienza di assistenza alle imprese all’estero. In tutte le sedi provinciali, infatti, sono già presenti Uffici estero operativi nella gestione delle procedure per l’export. La differenza – ed il valore aggiunto – delle nuove strutture è rappresentata dal nuovo modello di assistenza specializzata, costruita sulle esperienze d’eccellenza, che realizzerà il collegamento tra le imprese che vogliano operare oltre confine e tutte le strutture che si occupano di promozione dell’internazionalizzazione: Regioni, rete diplomatica consolare, Camere di commercio italiane all’estero, Camere miste, uffici dell’Agenzia ICE, sistema associativo.
La rete degli Sportelli si avvarrà di una serie di strumenti informativi messi a disposizione sul sito www.worldpass.camcom.it, di fonte camerale, Agenzia ICE e ministero degli Affari esteri. A breve vi confluiranno anche servizi specializzati di Sace e Simest.
Il prossimo passo sarà la realizzazione di un’unica piattaforma informatica che consenta la piena interazione dei diversi Sportelli della rete e l’interazione con le altre istituzioni centrali e regionali. La piattaforma metterà a fattor comune i patrimoni informativi della rete nazionale ed estera delle Camere, degli uffici dell’Agenzia ICE, delle ambasciate e degli uffici consolari, consentendo anche l’aggiornamento in tempo reale dei report sui Paesi e le risposte all’utenza sulle diverse aree geografiche di interesse.
“L’export e la proiezione internazionale delle nostre imprese– ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera – rappresentano un’opportunità fondamentale per la ripresa e la crescita del sistema produttivo italiano. Negli scorsi mesi, abbiamo completamente riformato il sistema di supporto all’internazionalizzazione, avviando la nuova Ice, varando il Piano Nazionale Export, riorganizzando il sistema di attrazione degli investimenti esteri con il Desk Italia e ponendo le basi per la creazione della nuova ExportBanca attraverso l’integrazione di Sace e Simest in Cassa Depositi e Prestiti. Un ruolo essenziale in questa operazione di riforma - resa possibile dal coordinamento effettuato dalla Cabina di Regia per l’internazionalizzazione – è svolto dalle Camere di Commercio, che rappresentano il casello d’entrata dell’autostrada dell’internazionalizzazione per tantissime Pmi. Gli sportelli che avviamo oggi sono proprio un ulteriore e importante passo in avanti per offrire alle nostre imprese un punto di riferimento più efficiente e coordinato per affrontare le sfide dell’export“ ha concluso Passera.
“World Pass – sottolinea il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello -  sarà la porta d’accesso alle autostrade dell’internazionalizzazione. E lo farà utilizzando una dovizia di strumenti nuovi e messi in comune con l’Agenzia Ice, con la quale già da tempo il sistema camerale collabora promuovendo iniziative congiunte”.
"Siamo lieti di aver contribuito a questa iniziativa che consente di rafforzare il presidio sul territorio per le aziende che vogliono internazionalizzarsi – ha sottolineato il Presidente dell’Agenzia ICE, Riccardo Monti -  e sarà senz'altro di grande utilità per gli operatori potersi avvalere della estesa piattaforma informatica dell'Agenzia ICE".
Sempre oggi è stato firmato l’Accordo di Programma Mise – Unioncamere che destina 10 milioni di euro (nell’ambito del Fondo di Perequazione del sistema camerale) ad azioni di supporto allo sviluppo delle Pmi che, sulla base di linee guida concordate col ministero, riguardano l’innovazione tecnologica, la diffusione della banda larga, la costituzioni di reti di impresa e lo stimolo all’autoimprenditorialità».
Guida al servizio VIES - Partite IVA Comunitarie

Introduzione
Il VIES (VAT Information Exchange System) è un sistema di scambi automatici tra le amministrazioni finanziarie degli Stati membri dell'Unione Europea, la cui base giuridica è il Regolamento UE 904/2010 (che ha sostituito il 7 ottobre 2010 il  Regolamento CE 1798/2003. Attivo dal 1 gennaio 1993, la finalità del VIES è il controllo delle transazioni commerciali in ambito comunitario e dei soggetti passivi IVA che le pongono in essere.
In questo contesto, il servizio "Partite IVA comunitarie" consente agli operatori commerciali titolari di una partita IVA che effettuano operazioni intracomunitarie, di verificare la validità del numero di identificazione IVA dei loro clienti.

La Camera di Commercio di Viterbo ha preparato una “Guida pratica” per la compilazione dei Certificati d’Origine per l’esportazione, contenente regole ed indicazioni, da seguire per una corretta gestione delle procedure di richiesta e rilascio dei documenti in questione.
 
I certificati d’origine sono documenti destinati a provare l’origine di merci da esportare in via definitiva, pur non attestandone l’effettiva esportazione.
Sono utilizzati, per esigenze commerciali e doganali, nei rapporti tra l'Unione Europea ed i paesi esterni a essa, mentre nei rapporti commerciali intracomunitari normalmente non sono più usati, essendo sufficiente la fattura di vendita.
 
L’impresa che vuole ottenere un certificato d’origine deve, anzitutto, richiedere uno o più moduli in bianco alla CCIAA di competenza, utilizzando l’apposito modello di richiesta (vedi allegati in fondo all'articolo)
 
Il rilascio di un certificato d’origine può essere ottenuto presso la CCIAA nel cui territorio il richiedente:

  • ha la sede legale, sede operativa o unità locale (se si tratta di impresa individuale o società) purché regolarmente denunciata al Registro delle Imprese;
  • ha il proprio domicilio (se si tratta di persona fisica).

L’impresa richiedente cura la compilazione del certificato in base all’origine delle merci da esportare, per poi presentarlo alla CCIAA per il rilascio.
 
Il richiedente è tenuto a compilare, oltre al certificato d’origine, il “modello allegato alla richiesta” (vedi allegati in fondo all'articolo) contenente alcune dichiarazioni indispensabili al rilascio, nonché l’indicazione dei visti richiesti (numero dei certificati di origine, legalizzazione ex Upica, visti su fatture, altri visti, ecc.) e l’elencazione della documentazione allegata
al fine di giustificare l’origine delle merci.
 
Le dichiarazioni contenute nella richiesta di certificato d’origine e nel “modello allegato alla richiesta” sono rese ai sensi del D.P.R. n. 445/2000.
Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal suddetto decreto è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia.
La CCIAA rilascia il certificato d’origine e gli altri documenti richiesti previo pagamento dei seguenti diritti di segreteria.

Il pagamento può essere effettuato:

  • in contanti direttamente al momento della presentazione della richiesta;
  • con assegno circolare non trasferibile intestato a Camera di Commercio di Viterbo;
  • con versamento sul conto corrente postale n. 12292017 intestato a Camera di Commercio di Viterbo, specificando la causale (la ricevuta andrà allegata alla richiesta di Certificato d’origine).

Se la CCIAA ritiene necessario verificare la correttezza delle dichiarazioni del richiedente, questi è tenuto a fornire ogni notizia utile a favorire le ricerche necessarie a tali verifiche (ad es. far conoscere i processi di fabbricazione delle merci designate nel certificato).
Se le giustificazioni richieste non sono prodotte oppure non sono soddisfacenti, la CCIAA può rifiutare il rilascio del certificato d’origine, conservando la domanda con annotazione sulla stessa del motivo del rifiuto.
 
Di norma, il certificato d’origine viene rilasciato dalla CCIAA contestualmente alla presentazione della relativa richiesta e della documentazione allegata, se questa è sufficiente; in caso contrario l’Ufficio richiederà all’impresa di integrare la documentazione mancante.
Nel caso in cui l’esame della documentazione allegata sia particolarmente complesso oppure ove le esigenze dell’ufficio lo richiedano, il rilascio può avvenire entro i due giorni lavorativi successivi a quello di presentazione della richiesta.

Fonte: CCIAA di Viterbo

Per scaricare:

  • la Guida pratica ai certificati di origine cliccare qui
  • il Modello per richiesta modulo in bianco cliccare qui
  • il Modello allegato alla richiesta di rilascio cliccare qui
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