Fondo 394/81 per l'internazionalizzione: agevolazioni per le PMI

E' stato aggiornato il Fondo 394/81 per l'internazionalizzazione. Tra le innovazioni di maggior rilievo si segnalano, in particolare:
  • destinazione alle piccole e medie imprese (PMI) di una riserva di risorse pari al 70% annuo
  • ampliamento dei beneficiari: possono eccedere al finanziamento anche le aggregazioni di imprese
  • riduzione delle garanzie da prestare per le PMI in possesso di determinati requisiti
  • introduzione di un nuovo strumento di marketing
Le nuove Circolari operative saranno disponibili entro il 10 giugno: fino alla loro pubblicazione restano comunque in vigore i criteri e le procedure attuali.
Le novità sono state introdotte dal Decreto ministeriale del 21 dicembre 2012 (“Modifica ed integrazione degli interventi per l'internazionalizzazione a valere sul Fondo n. 394/81”), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 85 dell’11 aprile 2013 (download .pdf).

Fonte: sito web Ministero dello Sviluppo Economico

Diffuso il Comunicato stampa Unioncamere dell'11 maggio 2012 (download .doc) avente ad oggetto: «Unioncamere, made in Italy: 59mila marchi e 44mila brevetti depositati in 12 anni».

Abstract:

«Prodotti di “largo consumo”, sistema moda, dispositivi elettronici, elettrici, ottici, digitali; occhiali; caschi; estintori. Sono gli ambiti più diffusi in cui la creatività italiana ha chiesto – e ottenuto – la tutela delle proprie produzioni in Europa attraverso la registrazione del marchio comunitario. L’ambito medico e veterinario, il packaging e l’automotive quello in cui, invece, maggiormente si è espressa la genialità dei nostri connazionali, riconosciuta attraverso il brevetto Ue. Ma mentre nel caso dei marchi la crisi non ha inciso, tanto che, tra il 2009 e il 2010, l’incremento delle domande italiane sottoposte all’Ufficio per l’armonizzazione del mercato interno (Uami) è stato di oltre l’8%, la difficile congiuntura ha rallentato – nel nostro Paese ma non solo – il ricorso alla brevettazione di quasi il 6%. Questi alcuni degli elementi che emergono dalla lettura dei dati dell’Osservatorio di Unioncamere sui brevetti e marchi comunitari, relativo al periodo 1999-2010».

Ministero dello Sviluppo Economico e ICE - Agenzia per la Promozione all'Estero e l'Internazionalizzazione delle Imprese italiane hanno elaborato il documento «Dossier Indonesia» (download .pdf).

Abstract:
«I recenti sviluppi internazionali, con le profonde trasformazioni dovute alla crisi economico – finanziaria, hanno messo in risalto il ruolo del Sud Est asiatico come nuovo protagonista nello scenario economico mondiale.
Questo potenziale mercato unico di 600 milioni di persone, con un PIL aggregato in costante crescita, una domanda domestica sostenuta e un ritmo espansivo delle importazioni (+30% nel 2011), contribuisce concretamente alla stabilizzazione del ciclo economico, e non può che essere attrattivo e redditizio per l’export italiano.
In particolare, l’Indonesia, membro principale dell’ASEAN, è un mercato di sbocco ad alto potenziale, con livelli di crescita sostenuti, una popolazione giovane e numerosa di 240 milioni di persone e condizioni politiche favorevoli. Tutte caratteristiche che, unite al progressivo aumento dei redditi pro capite, all’aumento della classe media passata dal 25 % del 1999 al 43 % del 2009, alle ingenti risorse minerarie e ai progressi economici compiuti nel recente passato, fanno rientrare l’Indonesia nella nuova categoria dei mercati emergenti “avanzati “che hanno registrato le migliori performance negli ultimi anni. I programmi governativi di sviluppo dell’industria locale di trasformazione dei minerali grezzi e di potenziamento infrastrutturale aprono nuove prospettive di collaborazione alle aziende italiane, per enfatizzare le quali e moltiplicare le opportunità di business, è necessario presentare all’estero un “Sistema Italia”compatto e armonico. Questa Missione di sistema, che il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero degli Affari Esteri, con i membri della Cabina di Regia per l'Internazionalizzazione promuovono a Giacarta, fa da apripista alle nostre aziende in questa parte del mondo che, muovendosi con velocità, cambia passo e direzione, e rende necessarie attività promozionali innovative e mirate, che diano anche prova di flessibilità.
Come viene spesso sottolineato, l'export in questo momento è fattore trainante della crescita del reddito nazionale, l'esposizione ai meccanismi del mercato globale stimola la competitività del nostro sistema produttivo e l'unico modo che si ha per continuare a crescere è aprirsi al mondo. Le esportazioni sono state l’unica componente in grado di fornire un contributo positivo al nostro PIL e per questo il riposizionamento geografico delle esportazioni è fondamentale per garantire il ruolo dell’Italia nel commercio internazionale e una permanenza proficua sui mercati esteri. L'orizzonte delle nostre imprese deve ormai essere considerato quello mondiale. Nella Missione del Sistema Italia che parte a Giacarta il 5 maggio, l’attenzione sarà puntata su automotive e componentistica auto, infrastrutture, energia e ambiente, telecomunicazioni e meccanica (strumentale, tessile, calzaturiera, lavorazione legno, lavorazione plastica, agroindustria e packaging). L’obiettivo di fondo è instaurare stabili e durature relazioni commerciali sulla base delle priorità indicate dal governo indonesiano e degli interessi delle aziende coinvolte, con il consueto impegno a valorizzare l’immagine dell’Italia anche nelle regioni che appaiono più lontane nel mondo.
Le imprese italiane, che oggi partecipano alla prima missione in Indonesia, sono sottoposte alle nuove sfide imposte dalla globalizzazione e nel perseguire un riposizionamento nello scenario economico mondiale dovranno necessariamente puntare sull’innovazione e sui processi ad alto contenuto tecnologico, dimostrando, come stanno già facendo, di saper reagire ai cambiamenti con strategie basate sulla qualità del prodotto e sull'innovazione».
Lo staff di tusciafisco.it segnala la pubblicazione dell'Indagine Internazionale ABI - Cipa 2011 (download .pdf) del 26 Febbraio 2013.

Abstract:
«Sintesi dei risultati dell'indagine
L’Indagine sull’utilizzo dell’IT nei gruppi bancari europei con articolazione internazionale riferita al 2011, pur nei limiti incontrati nel raggiungere realtà distanti da quella italiana, mantiene l’obiettivo di offrire spunti di riflessione sul ruolo dell’IT nel sistema bancario europeo, sull’andamento dei costi, sulle strategie organizzative e sulle scelte di innovazione tecnologica.
I gruppi che hanno partecipato all’Indagine Internazionale 2011 sono stati dieci, tre con capogruppo italiana e sette con capogruppo estera. Di questi, nove (sette esteri e due italiani) si collocano tra i primi ventuno gruppi bancari europei per totale attivo, con riferimento all’esercizio 2011.

Lo staff di tusciafisco.it segnala la pubblicazione della Circolare n. 2/2013 (download .pdf) del Comitato di Gestione per le Agevolazioni alle Imprese del SIMEST, relativa alle «Agevolazione sui finanziamenti relativi alla partecipazione di imprese italiane in società o imprese all’estero ai sensi dell’art. 4 della Legge 24.4.1990, n.100 e successive modificazioni: limiti massimi di importo dei finanziamenti agevolabili».

Di seguito il testo integrale della circolare:
«Il Comitato Agevolazioni, istituito presso SIMEST ai sensi della Convenzione stipulata tra il Ministero delle Attività Produttive (ora Ministero dello Sviluppo Economico) e la SIMEST stessa il 16.10.1998, nella riunione del 4 marzo 2013, in considerazione delle limitate disponibilità finanziarie per il corrente anno, conseguenti anche al fatto che la legge di stabilità per il 2013 non ha disposto nuovi stanziamenti,
ha deliberato
la modifica del punto 4, parte I della Circolare n. 5/2000, relativo ai limiti massimi di importo dei finanziamenti ammessi all’agevolazione di cui all’art. 4 della Legge 100/1990. Il punto 4 (Limiti di importo dei finanziamenti agevolabili) della parte I della Circolare 11 maggio 2000 n. 5 è pertanto sostituito dal seguente: “ 4. Limite di importo dei finanziamenti agevolabili L’importo massimo dei finanziamenti ammissibili all’agevolazione per impresa o gruppo economico (inteso come insieme di imprese i cui bilanci rientrino in uno stesso bilancio consolidato) e per richieste pervenute nel medesimo anno solare è di € 10 milioni”.
La presente disposizione decorre dal 6 marzo 2013, data di pubblicazione sui siti Internet del Ministero dello Sviluppo Economico e della SIMEST. Le precedenti disposizioni della Circolare 5/2000, punto 4, parte I, continuano ad applicarsi a tutte le richieste di agevolazione di cui all’art. 4, Legge 100/90, già formalmente pervenute alla SIMEST entro il 5 marzo 2013, nonché alle operazioni per le quali sia già intervenuta - a tale data - la delibera positiva da parte del Consiglio di Amministrazione di SIMEST e a condizione che la relativa domanda di agevolazione pervenga nei tre mesi successivi all’approvazione del Consiglio di Amministrazione di SIMEST.
Il testo della presente Circolare e la Circolare n. 5/2000 aggiornata con le modifiche introdotte vengono pubblicate sul sito Internet della SIMEST (www.simest.it) e sul sito istituzionale del Ministero dello Sviluppo Economico (www.mise.gov.it) ai sensi dell’articolo 32 della Legge 69/2009».
Comunicato stampa congiunto ABI - Borsa Italiana 23 giugno 2011
OGGETTO: «Imprese: accordo ABI-Borsa italiana, 1 miliardo per sostenere le Ipo».

«È la somma che nel prossimo triennio l’industria bancaria, attraverso linee di credito ad hoc, è pronta a mettere a disposizione delle Pmi che vogliono quotarsi in Italia.
L’Associazione bancaria italiana e Borsa italiana hanno siglato oggi un’intesa, "Ipo bank facility", per la concessione di linee di credito dedicate a imprese neo-quotate. Il progetto si inserisce all’interno dell’accordo quadro siglato nel gennaio 2010 per promuovere la quotazione come strumento di crescita, in particolar modo delle Pmi. All’iniziativa hanno aderito i principali gruppi bancari italiani.
Da oggi le società che si quoteranno in Borsa avranno la possibilità di accedere in via privilegiata, attraverso un percorso di fast track, a linee di credito specifiche determinate sulla base di un multiplo fino a due volte il capitale raccolto in Ipo sotto forma di offerta pubblica di sottoscrizione. In tal modo le imprese che si rivolgeranno al mercato borsistico per sostenere i loro piani di sviluppo potranno raddoppiare o triplicare le risorse finanziarie da destinare ai loro piani di crescita, senza dimenticare l’effetto positivo che la quotazione avrebbe sul rapporto di finanziamento tra istituti e imprese. Sulla base delle previsioni in merito alle operazioni di quotazione possibili, nel prossimo triennio si può stimare pari a 1 miliardo l’ammontare delle risorse aggiuntive che l’industria bancaria potrebbe mettere a disposizione nell’ambito dell’intesa.
“Questo accordo - commenta Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato di Borsa italiana - rappresenta un passo in avanti concreto per supportare le società che decidono di quotarsi e aiutarle nel loro percorso di crescita e sviluppo. Per i prossimi mesi sono allo studio altre importanti iniziative”.
“La partnership tra Borsa italiana e ABI - osserva Giovanni Sabatini, Direttore generale dell’ABI - evidenzia sempre di più l’interesse e l’attenzione che il sistema bancario pone nei confronti della quotazione come strumento di crescita e sviluppo per le imprese. Nostro obiettivo è rafforzare il rapporto tra industria bancaria e mondo produttivo non solo attraverso il credito, ma anche offrendo alle aziende strumenti per raccogliere sul mercato le risorse destinate a sostenere i propri progetti di espansione”.
"L'accordo siglato oggi tra Borsa italiana e ABI - dichiara Vincenzo Boccia Presidente Piccola industria Confindustria - è un segnale importante anche per il nostro sistema imprenditoriale. È, infatti, pienamente condiviso l’obiettivo ultimo delle istituzioni coinvolte che è quello di ampliare il nostro mercato finanziario e far compiere alle imprese quel salto culturale necessario per favorirne la crescita. L’accordo, inoltre, richiama il meccanismo di finanziamento introdotto nell’Avviso comune e negli accordi realizzati con alcuni istituti bancari, a conferma del nostro interesse per tipologie di strumenti che mirano a superare la fragilità patrimoniale delle imprese e nei quali Piccola industria di Confindustria crede fortemente. Il tema è importante per Confindustria, che è impegnata con Borsa italiana e il sistema bancario nella ridefinizione di un mercato per le imprese di dimensioni più contenute al fine di creare nuove opportunità di finanziamento e creare le condizioni per far emergere le eccellenze e trasformare le nostre imprese migliori in nuovi medi campioni nazionali”.
A conferma dell’impegno per accelerare la crescita dimensionale e migliorare la competitività delle Pmi tramite la quotazione verranno a breve avviate ulteriori iniziative per favorire lo sviluppo sul mercato italiano di operatori specializzati nell’investimento in imprese a ridotta capitalizzazione. Le banche aderenti all’accordo potranno mettere a disposizione delle imprese che ottengono l’ammissione alla negoziazione sui mercati organizzati e gestiti da Borsa italiana una linea di credito specifica, destinata ad accelerare i piani di crescita post-quotazione. Nel dettaglio le principali caratteristiche:
  • sarà un finanziamento di scopo a medio-lungo termine destinato a un investimento materiale o finanziario, ad esempio un’acquisizione, e non sostitutivo di un debito preesistente. L’ammontare del finanziamento verrà determinato applicando un multiplo (da uno a due) della quota di capitale raccolta dall’impresa sotto forma di offerta pubblica di sottoscrizione in sede di Ipo;
  • l’ammontare complessivo del finanziamento dovrà tener conto di un’equilibrata struttura finanziaria post-Ipo dell’impresa, in un’ottica di coerenza tra l’ammontare degli investimenti previsti e la relativa copertura;
  • le banche aderenti, entro 30 giorni dall’adesione all’accordo, renderanno operativo un percorso di “fast track” per l’istruttoria del finanziamento, consentendo l’utilizzo di parte delle informazioni già fornite dalle imprese a Borsa italiana in fase di ammissione alle negoziazioni».
Per scaricare il Comunicato stampa in formato pdf cliccare qui

Con una nota del 24 giugno 2011 l'istituto Intesa Sanpaolo ha dichiarata la propria adesione alla Ipo Bank Facility.
Per scaricare la nota di Intesa Sanpaolo cliccare qui
Lo staff di tusciafisco.it segnala i documenti elaborati da R&S Mediobanca pubblicati in data 16 giugno 2011, aventi rispettivamente ad oggetto:
  • «Dati cumulativi delle principali banche internazionali - Edizione 2011»
  • «Interventi pubblici a favore delle banche e degli istituti finanziari in Europa e negli Stati Uniti - Aggiornamento al 5 giugno 2011»
Per quanto concerne il primo documento, si propone di seguito un breve abstract:
«L’ottava edizione dell’indagine sulle maggiori banche internazionali (Europa, Stati Uniti e Giappone) comprende un’articolata analisi dell’evoluzione dei loro conti aggregati nel corso del decennio 2000-2009. Per un campione rappresentativo di istituti europei e statunitensi sono stati elaborati alcuni dati preliminari relativi all’esercizio 2010 (al solo primo semestre per le banche giapponesi che chiudono il bilancio al 31 marzo). Lo studio comprende, inoltre, una sezione dedicata alle maggiori banche cinesi esaminate nel sessennio 2004-2009. E’ stato infine aggiornato il focus sulle principali banche di investimento (2008-2010) ed elaborato un nuovo approfondimento tematico sulle “Landesbank” tedesche (2007-2009)».

Per scaricare il documento:
  • Dati cumulativi delle principali banche internazionali - Edizione 2011 cliccare qui
  • Grafici dei dati cumulativi delle principali banche internazionali - Edizione 2011 cliccare qui
  • Interventi pubblici a favore delle banche e degli istituti finanziari in Europa e negli Stati Uniti - Aggiornamento al 5 giugno 2011 cliccare qui
OCSE Rapporto Italia 2011
Sintesi - Valutazione e raccomandazioni

Traduzioni non ufficiale del MEF


«SINTESI
L’economia italiana ha superato la profonda recessione provocata dalla crisi internazionale e sembra diretta verso una graduale ripresa, la cui forza è incerta: sarebbe opportuno in sede di programmazione prevedere soltanto una crescita piuttosto lenta, come quella del decennio prima della crisi. Restano dunque prioritarie le riforme strutturali per aumentare il potenziale di crescita, pur mantenendo nel contempo un contesto di bilancio stabile e orientato al risanamento, come correttamente è stato fatto durante la crisi. Una simile politica può sostenere la fiducia nelle finanze pubbliche in presenza del grande stock di debito pubblico, contribuendo inoltre a sostenere il sistema finanziario, la cui solidità è essenziale per la ripresa.
La politica di bilancio deve conseguire il risanamento a breve e la sostenibilità a lungo termine. Attualmente l’Italia dispone di un buon contesto per la programmazione delle spese e delle entrate complessive articolato in un triennio, che sarà sperimentato in pratica negli anni 2011-2013. L’obiettivo del governo è di ricondurre il deficit complessivo al di sotto del 3% del PIL entro il 2012. Nei programmi del governo si insiste sulla moderazione nella spesa, ma i risultati per alcune misure – il blocco delle retribuzioni nel settore pubblico, i tagli ai trasferimenti alle regioni e una minore evasione fiscale - sono incerti. Qualora si verificasse un grave rallentamento nel conseguimento degli obiettivi, sarebbe necessario prendere in considerazione ulteriori tagli di spesa e possibili interventi sul prelievo, a cominciare dalle misure di ampliamento della base imponibile. Due decenni di riforme delle pensioni hanno dato un contributo fondamentale alla sostenibilità di lungo termine.
Le politiche strutturali dovrebbero rimanere prioritarie nell’agenda del governo.
Tutte le questioni individuate nel precedente Survey rimangono importanti. La liberalizzazione avviata nei servizi dovrebbe essere completata ed estesa ad altri settori, quali i trasporti e i servizi locali. La riforma della pubblica amministrazione ha iniziato a mostrare i primi successi migliorando la trasparenza, ma per migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione si devono realizzare anche gli aspetti più pregnanti della riforma. L’uso di vari meccanismi di verifica, quali l’analisi d’impatto della regolamentazione e le analisi e valutazioni della spesa pubblica (spending review) dovrebbero diventare parte integrante delle politiche pubbliche.
La legislazione in materia di università si è concentrata, e a ragione, sulla governance delle università pubbliche. Le università, i suoi potenziali utenti e il governo risentono tutti della mancanza di chiare informazioni sull’andamento delle università. I problemi nei singoli Atenei vanno dalla crisi finanziaria alle poco efficaci procedure di assunzione, mentre i rapporti con il settore privato - sia per quanto riguarda la ricerca che l’insegnamento - sono deboli. Mettendo in atto un sistema di governance migliore, le tasse universitarie dovrebbero essere progressivamente aumentate per riflettere una quota maggiore dei costi; ciò aumenterebbe i finanziamenti per l’università e darebbe segnali “di prezzo” migliori agli studenti e alle università. Sarebbe anche necessario introdurre un sistema di prestiti rimborsabili sulla base del reddito futuro per sostenere l’accesso degli studenti alla formazione universitaria. La nuova agenzia per la valutazione del sistema universitario (ANVUR) dovrà impegnarsi per elaborare indicatori affidabili di qualità, che assistano sia gli studenti che le università nella loro programmazione. Ulteriori interventi per agevolare la collaborazione tra imprese e università nella ricerca, specialmente tramite contratti che consentano un’efficiente ripartizione dei costi e dei benefici tra i singoli ricercatori, le loro istituzioni e il settore privato, contribuirebbero a migliorare le finanze universitarie e migliorerebbero gli scarsi risultati registrati dall’Italia in molte valutazioni sulla ricerca e lo sviluppo e sull’andamento dell’innovazione. Le politiche ambientali dovrebbero incentrarsi maggiormente sulla definizione di modalità economicamente efficienti per raggiungere gli obiettivi ambientali. Buona parte di quest’attività può essere definita “assegnare il giusto valore”, sia che ciò avvenga mediante un uso più ampio e diffuso di imposte e tariffe, sia mediante un maggior ricorso all’analisi costi-benefici per selezionare le politiche opportune e valutare quelle in atto.
È possibile utilizzare meglio gli incentivi economici nella gestione dei rifiuti e delle risorse idriche, ma anche in questi settori è necessaria una riforma della governance. La completa privatizzazione di questi servizi locali, unitamente all’istituzione di forti autorità di regolamentazione nazionali migliorerebbe sia i risultati che l’efficienza economica. È possibile definire politiche concepite per incentivare l’innovazione in tecnologie eco-compatibili, accrescendo la capacità dell’economia di realizzare uno “sviluppo compatibile con l’ambiente”, sebbene i governi dovrebbero incoraggiare l’innovazione incentrata sui risultati ambientali piuttosto che su tecnologie specifiche. L’integrazione dell’attenzione all’ambiente e ai cambiamenti climatici in altre politiche, quali quella energetica e dei trasporti, continua ad essere di cruciale importanza».

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