Nel corso del 2009 è stato estinto anticipatamente da parte dei coniugi un mutuo ipotecario, cointestato ad entrambi, per l’acquisto in comproprietà dell’abitazione principale. Contestualmente viene stipulato un nuovo mutuo intestato ad uno solo dei coniugi. Tanto premesso si chiede di sapere se l’unico coniuge intestatario possa fruire, nei limiti  previsti dalla legge, della detrazione di tutti gli interessi passivi.

 

In virtù di quanto disposto dall’art. 15, co. 1, lett. b), D.P.R. 917/1986 è stabilita una detrazione dell’imposta nella misura del 19% degli interessi passivi e relativi oneri accessori pagati in dipendenza di mutui ipotecari,  stipulati per l’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad  abitazione principale entro un anno  dall’acquisto stesso, per un importo non superiore ad Euro 4'000. Tale beneficio fiscale viene riconosciuto anche nel caso in cui l’originario contratto è estinto e ne viene stipulato uno nuovo di importo non superiore alla residua quota di capitale da rimborsare, maggiorata delle spese e degli oneri correlati come previsto dal citato art. 15, co. 1, lett. b), D.P.R. 917/1986.

Se il nuovo mutuo è di importo superiore alla residua quota di capitale incrementato degli oneri accessori, la detrazione spetta nei limiti della predetta quota.
Nel caso prospettato nel quesito il coniuge intestatario del nuovo contratto di mutuo assume l’onere dell’intero mutuo residuo, comprensivo quindi della quota dell’altro coniuge, realizzando una situazione simile all’accollo del vecchio mutuo con successiva estinzione dello stesso ed accensione del nuovo mutuo. Situazione questa che avrebbe consentito al coniuge medesimo, attraverso la stipula del secondo mutuo, di continuare a fruire dell’intera detrazione, originariamente divisa con l’altro coniuge.
Pertanto, il coniuge, quale unico titolare del contratto di mutuo, può fruire della detrazione fiscale prevista dal citato art. 15, co. 1, lett. b) D.P.R. 917/1986 in relazione all’intero ammontare degli interessi passivi corrisposti in dipendenza del nuovo contratto di mutuo, rispettando, ovviamente , tutti gli altri limiti e condizioni stabiliti dalla norma citata.

 

Nel corso del 2009 ho sostenuto le seguenti spese per l’acquisto di liquidi per le lenti a contatto e per l’acquisto di  uno strumento per la misurazione della pressione sanguigna. Posso detrarre tali oneri nel modello Unico2010 ?

 

Relativamente alla prima tipologia di spesa, si precisa che le spese sostenute per l’acquisto dei liquidi per le lenti a contatto vengono considerate spese mediche per le quali compete la detrazione del 19% sull’importo che eccede Euro 129,11. Tali liquidi, infatti, sono indispensabili per l’utilizzo delle lenti a contatto (comprese tra le protesi mediche e sanitarie).

Anche le spese relative all’acquisto dell’attrezzatura per la misurazione della pressione sanguigna possono essere comprese tra le spese sanitarie e, quindi detraibili nei limiti sopraindicati.

In sede di dichiarazione dei redditi , è possibile indicare nelle spese di istruzioni e la somma sostenuta, certificata da fattura datata 09 aprile 2009, per la frequentazione di un corso di inglese ?

La risposta purtroppo è negativa in quanto, per spese di istruzione, la norma tributaria (articolo 15, comma 1, lettera E, Dpr 917/86) intende solo quelle sostenute per la frequenza di corsi di istruzione secondaria (scuole medie inferiori e superiori) ed universitaria.
Si riporta il testo dell’art. 15 - Detrazione per oneri – comma 1, lettera e) "le spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria, in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi degli istituti statali".

Durante l’anno 2009 ho sostenuto parecchie spese sanitarie. Nella dichiarazione risulta che l’importo delle detrazioni è superiore a quello dell’imposta Irpef. E’ giusto che la differenza non mi venga conteggiata a credito ?

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Il meccanismo delle agevolazioni fiscali prevede, nella maggior parte dei casi, detrazioni d’imposta. Questo significa che a fronte delle spese effettuate potrà essere rimborsata non più della somma pagata come imposta Irpef. Oltre questa soglia si ha la cosiddetta “incapienza” e non si ha nessun diritto ad alcun credito e rimborso.

 

Nella sezione “Oneri e spese” ho inserito le “spese di istruzione” per un importo di euro 500. Tali spese non vengono considerate e nemmeno trascritte nella sez. I quadro E. Non dovrebbe essere considerato il 19% di 500 euro ?

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Per le spese di istruzione è prevista una detrazione d’imposta, questo comporta che se lei non ha imposte da pagare, perché ad esempio sono già state effettuate altre detrazioni, la somma spesa non può essere recuperata ne rimborsata.

 

 

L’elaborazione dei testi, anche se curata con scrupolosa attenzione, non può comportare specifiche responsabilità per eventuali involontari errori o inesattezze.

Nell'anno 2009 ho ristrutturato una seconda casa a mio nome. Tutte le fatture per il pagamento dei lavori eseguiti e per l'acquisto dei mobili sono state emesse a mio nome e il pagamento è stato effettuato con bonifici bancari con ordini sottoscritti da me solo. La banca presso la quale intrattengo conto corrente, cointestato a mia moglie e a me, ha indicato come ordinante i nomi mio e di mia moglie, e non il mio solo. Vorrei sapere se, ai fini della detrazione del 36% o 20% cui ho diritto in base alla normativa fiscale, io possa avvalermi del 100% dell'importo ammesso o se tale importo vada diviso tra mia moglie e me. Mia moglie non è a mio carico.
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Nel caso di specie, la ripartizione della detrazione sia del 36% (articolo 2, comma 15, legge 203/2008) che del 20% per i mobili (articolo 2 del Dl 5/2009, convertito nella legge 33/2009, e valida sino al 31 dicembre 2009), compete in base all'intestazione delle fatture. Pertanto se le fatture sono intestate solo al marito si prescinde dal fatto che i bonifici siano effettuati da conto cointestato, in quanto rileva il nominativo indicato in fattura. Se lui è l'unico intestatario, la detrazione sia del 36% per i lavori edili, che del 20% per l'acquisto dei mobili, compete interamente al marito.

 

L’elaborazione dei testi, anche se curata con scrupolosa attenzione, non può comportare specifiche responsabilità per eventuali involontari errori o inesattezze.

Per l'ottenimento del certificato di prevenzione incendi sono necessari alcuni lavori nell'autorimessa del condomini da eseguire nel corso del 2009. Questi lavori possono fruire della agevolazione del 36%: 1) installazione di idranti e relativa tubazione; 2) modifica impianto elettrico; 3) installazione di un impianto di rilevazione fumi; 4) impianto di aerazione forzata.
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La detrazione del 36%, ai sensi dell'articolo 2, comma 15, legge 203/2008, si applica con riferimento agli interventi condominiali sia per la manutenzione ordinaria che per gli interventi relativi alla sicurezza ancorché eseguiti sui locali destinati a box. Pertanto, se si tratta di lavori necessari per ottenere i relativi permessi degli enti preposti alla prevenzione degli incendi, tutti i lavori indicati fruiscono della detrazione del 36 per cento. In tal caso, si applicano le regole previste per i lavori da eseguire sulle parti comuni condominiali. La detrazione compete sulla base della tabella millesimale di ripartizione delle parti comuni. Si ricorda, inoltre, che il Consiglio dei ministri ha disposto la proroga del 36% (e la stabilizzazione dell'Iva al 10%) fino a tutto il 2012.

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