Quesito. Entro quali date si devono versare i contributi Enasarco trattenuti sulle fatture degli agenti di commercio?
 
I contributi Enasarco sono versati trimestralmente entro il 20 del secondo mese successivo al trimestre di competenza.
Pertanto, si avrà:
  • per il trimestre gennaio - marzo, la scadenza è il 20 maggio;
  • per il trimestre aprile - giugno, la scadenza è il 20 agosto;
  • per il trimestre luglio - settembre, la scadenza è il 20 novembre;
  • per il trimestre ottobre - dicembre, la scadenza è il 20 febbraio dell’anno successivo.
Si ricorda che in tutti i casi in cui il termine di pagamento cade di sabato o in un giorno festivo, detto termine è prorogato al primo giorno lavorativo successivo. 
I conteggi sono effettuati direttamente on line nel sito dell'Enasarco: la ditta si limita ad indicare solamente il monte provvigioni maturato per singolo agente. Il riferimento trimestrale deve essere considerato per competenza (il trimestre durante il quale sono maturate le provvigioni) e non per cassa, essendo ininfluente il momento del pagamento.

Risposta al quesito redatta da Francesco Cacchiarelli - Webmaster tusciafisco.it

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Sono amministratore di una srl che opera nel distretto ceramico di Civita Castellana. Posto che la società ha una perdita in bilancio superiore al capitale sociale, vorrei sapere se è possibile coprire tale perdita attraverso la rinuncia dei soci alla restituzione di alcuni finanziamenti infruttiferi effettuati in passato dai soci stessi.

Nella fattispecie sopra descritta è importante considerare il discrimen temporale imposto dalla data di chiusura del bilancio. Se ci si trova in un periodo antecedente a tale data, infatti, i soci possono rinunciare alla restituzione del finanziamento, creando una riserva straordinaria di pari importo.
Qualora il bilancio sia stato già chiuso, i soci devono deliberare, in base all'articolo 2482-ter c.c., con assemblea straordinaria dinanzi al notaio, la destinazione del finanziamento alla ricostituzione del capitale sociale (che dovrà essere di valore superiore o pari a 10.000 euro, come determinato dall'art. 2463 c.c.).


Risposta al quesito redatta il 5.7.2010 dal Dott. Riccardo Cerulli - Webmaster tusciafisco.it

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Quesito. Quali sono i codici tributo da utilizzare per regolarizzare un omesso versamento del diritto annuale della Camera di commercio di Bologna ? Grazie.

Per la regolarizzazione degli omessi o ritardati versamenti, sono stati istituiti i seguenti codici tributo da riportare sul modello di versamento F24, sezione "ICI ED ALTRI TRIBUTI LOCALI" :
  • Codice 3851 – interessi per omesso o tardivo versamento del diritto annuale;
  • Codice 3852 – sanzioni per omesso o tardivo versamento del diritto annuale.
Ai fini della regolarizzazione dei diritti, sul modello F24 devono essere indicati, pertanto, i seguenti dati:
  • codice del diritto (3850);
  • codice interessi (3851);
  • codice sanzioni (3852);
  • anno di riferimento cui si riferisce il versamento;
  • codice Ente: la sigla automobilistica della camera di commercio destinataria del versamento (nel caso della Camera di Commercio di Bologna indicare “BO”).
Risposta al quesito redatta il 30.6.2011 da Francesco Cacchiarelli - Webmaster tusciafisco.it

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Sono un consulente informatico soggetto a regime ordinario, ma nel 2009 sono rientrato nei parametri del regime dei contribuenti minimi. Devo compilare ugualmente lo studio di settore?

La risposta è affermativa.
In base al paragrafo 2.4.1 della circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 37/E del 21 dicembre 2007 le agevolazioni previste per il regime dei minimi sono riservate esclusivamente ai contribuenti che concretamente applicano il regime in questione.


Risposta al quesito redatta il 24.6.2010 dal Dott. Riccardo Cerulli - Webmaster tusciafisco.it

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Dovrei aprire una partita Iva per un'attività di commercio al minuto di abbigliamento. Potreste dirmi quali sono i registri obbligatori da tenere in caso di tenuta della contabilità semplificata? Grazie.
 
I registri obbligatori da tenere in caso di contabilita' semplificata sono i registri Iva (fatture emesse, corrispettivi e acquisti).
I registri Iva vanno però integrati con l'annotazione delle operazioni non soggette ad Iva ma rilevanti ai fini delle imposte dirette, riportando:
  • entro 60 giorni dall'effettuazione dell'operazione, i componenti positivi e negativi del reddito d'impresa non rilevanti ai fini dell'Iva. Si tratta, ad esempio, di spese per salari, interessi passivi, tasse di concessione governativa, ecc.;
  • entro il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi, le annotazioni rilevanti ai fini della determinazione del reddito, cioè le rettifiche da apportare ai ricavi e ai costi in base al principio della competenza economica (ad esempio ratei e risconti, fatture da emettere e fatture da ricevere, ecc.);
  • entro il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi, nel registro degli acquisti, il valore delle rimanenze con indicazione sia delle quantità e dei valori per singole categorie di beni, sia dei criteri eseguiti per la valutazione.
Il registro dei beni ammortizzabili è facolativo e le annotazioni relative possono anche essere effettuate sul registro degli acquisti.
Facoltà di tenuta del registro dei beni ammortizzabili. Dal 01 gennaio 2002 le imprese in contabilità semplificata hanno la facoltà di non tenere il registro dei beni ammortizzabili se forniscono i relativi dati, ordinati in forma sistematica, all' Amministrazione finanziaria su richiesta della stessa.

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Buongiorno, vorremmo sapere da quando decorre l'obbligo della PEC per una S.R.L. costituita nel 1997. Grazie per l'attenzione.

Per le società di capitali e di persone costituite ante il 29/11/2008, l'obbligo di dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) dovrà essere adempiuto entro il 29 novembre 2011.
L’articolo 2630 del Codice Civile prevede al comma 1 una sanzione amministrativa pecuniaria da 206 a 2065 Euro in capo a ciascun soggetto che, essendovi tenuto per legge a causa delle funzioni rivestite in una società o in un consorzio, omette di eseguire, nei termini prescritti, denunce, comunicazioni o depositi presso il Registro delle Imprese.


Risposta al quesito redatta il 11.4.2011 da Francesco Cacchiarelli - Webmaster tusciafisco.it

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Sono un socio di una Snc operante nel mercato di Roma. Mi capita spesso di utilizzare l'auto di mia proprietà per le trasferte aziendali e vorrei sapere se è possibile dedurre i rimborsi chilometrici.

La risposta è affermativa.
In caso di società di persone, ogni socio è considerato amministratore di diritto. A livello reddituale, l'amministratore segue le stesse regole relative al lavoratore dipendente e quindi, per quanto concerne le indennità percepite per trasferte o missioni, i riferimenti normativi per l'amministratore e per la società sono, rispettivamente, l'articolo 51 comma 5 e l'articolo 95, comma 3 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (Tuir).


Risposta al quesito redatta il 21.7.2010 dal Dott. Riccardo Cerulli - Webmaster tusciafisco.it

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Sono titolare di una gioielleria di Civita Castellana (Vt) ed ho una dipendente part-time. Vorrei sapere se posso autocertificare la valutazione dei rischi per la mia attività o devo necessariamente redigere il documento di valutazione dei rischi.

Considerando l'attività da lei svolta ed il numero di dipendenti impiegati, le sarà possibile effettuare un'autocertificazione. Infatti, l'articolo 29, comma 5 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 dispone che: "I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori, effettuano la valutazione dei rischi di cui al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui all'articolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del diciottesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del Decreto interministeriale di cui all'articolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 30 giugno 2012, gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l'effettuazione della valutazione dei rischi".

Tale procedura, però, non si applica alle attività di cui all'articolo 31, comma 6, lett. a), b), c), d) nonchè g), riportate nell'estratto seguente:
"L'istituzione del servizio di prevenzione e protezione all'interno dell'azienda, ovvero dell'unità produttiva, è comunque obbligatoria nei seguenti casi:
a) nelle aziende industriali di cui all'articolo 2 del Decreto Legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modificazioni, soggette all'obbligo di notifica o rapporto, ai sensi degli articoli 6 e 8 del medesimo Decreto;
b) nelle centrali termoelettriche;
c) negli impianti ed installazioni di cui agli articoli 7, 28 e 33 del Decreto Legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive modificazioni;
d) nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni;
e) nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori;
f) nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori;
g) nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori.

Infine, si ricorda che, come riportato nell'art. 34 del D.Lgs. n. 81/2008, il datore di lavoro che intende svolgere direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione deve frequentare corsi di formazione della durata minima di 16 ore e massima di 48 ore.

 

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