Per azienda coniugale si intende l’impresa gestita da entrambi i coniugi, costituita dopo il matrimonio, i cui beni rientrano nel regime di comunione legale. Entrambi i coniugi sono quindi imprenditori ma la disciplina che regola il rapporto d’impresa non è quella societaria bensì quella prevista per l’amministrazione e la rappresentanza della comunione legale. Amministrazione disgiunta per gli atti di ordinaria amministrazione, congiunta per la straordinaria amministrazione, con intervento dell’Autorità giudiziale in caso di dissenso e annullabilità entro un anno dell'atto compiuto da un solo coniuge.

Documento l’Arbitrato a cura della Commissione Arbitrato e altri strumenti alternativi delle controversie – Area Funzioni Giudiziarie del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. 
 

Consigliere Delegato Maria Luisa Campise 
Consigliere codelegato Felice Ruscetta 
Presidente Mario Cardillo
Segretario Jacopo Donatti
Componenti i colleghi: Francesco Cacchiarelli, Simona Vittoriana Cassarà, Marco Ceino, Romeo Fanelli, Riccardo Izzo, Simone Manfredi, Salvatore Monac,o Giuseppe Piccinni, Antonio Santagata e Paola Schiavo
Ricercatrici Cristina Bauco e Maria Adele Morelli

 

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Premessa
Il procedimento di arbitrato si colloca nell’ambito delle procedure di Alternative Dispute Resolution (ADR) e costituisce uno strumento deflattivo del contenzioso civile e commerciale che, seppur con ritardo rispetto ad altri Paesi, si è positivamente affermato nell’ordinamento italiano.
Il presente documento intende offrire una ricognizione della disciplina dell’arbitrato, evidenziandone le specificità descritte nel codice di rito e nelle leggi di settore quando trattasi di arbitrati speciali.
Non possono sottacersi i numerosi profili positivi dell’istituto in esame e strettamente connessi alla considerevole autonomia lasciata alle parti che, pur nel rispetto di alcuni principi fondamentali, sono libere di procedere alla nomina di uno o più arbitri, di determinare le norme che gli stessi devono osservare nel procedimento, la sede dell’arbitrato, la lingua dell’arbitrato, la durata del procedimento.
Da ciò conseguono vantaggi non del tutto trascurabili, poiché le parti non solo hanno la possibilità di scegliere a chi affidare la risoluzione della lite (ad esempio, nominando professionisti in possesso di specifiche competenze per risolvere questioni di particolare complessità tecnica) ma possono confidare che una pronuncia nel merito della controversia sia resa in tempi certi, rapidi e prevedibili.
Gli arbitri, infatti, devono giungere alla pronuncia del lodo nel termine fissato dalle parti o, in mancanza, entro 240 giorni dall’accettazione dell’incarico (salve le ipotesi di proroga di cui all’art. 820, comma tre e quattro, c.p.c.).
Le parti, quindi, sin dall’inizio sono a conoscenza della durata massima del procedimento e possono ottenere una decisione, equiparata a tutti gli effetti a una sentenza pronunciata dall’autorità giudiziaria, in tempi significativamente più veloci rispetto ad un giudizio ordinario. Il che rende il procedimento arbitrale particolarmente competitivo rispetto al sistema giurisdizionale di risoluzione delle liti.
La materia dell’arbitrato, pertanto, deve essere approfondita e monitorata nella sua evoluzione con particolare attenzione dagli iscritti al nostro Albo che vantano adeguate competenze e adeguata professionalità per poter essere nominati arbitri, in particolar modo quando si tratti di liti attinenti al diritto di impresa, alle materie economiche, finanziarie, tributarie, societarie ed amministrative.
L’attenzione che codesto Consiglio Nazionale riserva al giudizio arbitrale muove dalla volontà di orientare la collettività verso metodi di risoluzione delle controversie più rapidi e risolutivi rispetto alle ordinarie vie giudiziarie e di avvicinare alla materia gli iscritti all’Albo. Una recente indagine condotta tra i colleghi ha messo in luce, infatti, che questo importante strumento deflattivo del contenzioso è ancora poco conosciuto e diffuso nella categoria.

La divisione in senso giuridico è l’atto con il quale i condividenti realizzano lo scioglimento della comunione sia ereditaria che non, a prescindere dalle tesi circa la produzione o meno di effetti traslativi come una compravendita o una permuta. 

La transazione è il contratto attraverso il quale i contraenti risolvono un contenzioso o prevengono una lite che potrebbe insorgere tra loro; in ogni caso sono oggetto del contratto le reciproche concessioni con cui le parti possono creare, modificare o estinguere anche rapporti diversi da quello che costituisce o potrebbe essere oggetto della lite.

Come noto, quando i condomini sono più di otto, la nomina dell’amministratore è obbligatoria e se l’assemblea non vi provvede, ciascun condomino, come pure l’amministratore dimissionario, può richiedere la nomina all’Autorità giudiziaria, con ricorso in carta semplice, anche senza l’assistenza di un avvocato, essendo comunque opportuno verificare presso la Cancelleria del Tribunale competente la prassi e gli adempimenti necessari.

Un adeguato approccio alla ristrutturazione edilizia, oggetto anche recentemente di importanti agevolazioni fiscali, a prescindere che sia finalizzata o meno a soddisfare esigenze estetiche, di redistribuzione degli spazi, di ridimensionamento del consumo energetico, di miglioramento del confort abitativo, anche alla luce delle nuove tecniche di costruzione, tecnologie e materiali ecc., non può prescindere da una opportuna cognizione di quanto necessario ed utile in ambito tecnico, legale e fiscale.
Le scelte preliminari di carattere tecnico relative al tipo ed alle modalità dell’intervento edilizio che si intenda realizzare trovano il loro riferimento normativo prevalentemente nel Testo unico in materia edilizia (D.P.R. 380/2001) nonché nel Testo unico per la sicurezza sul lavoro (D.lgs. 81/2008) oltre a quanto previsto dai Regolamenti edilizi Comunali. Il tecnicismo della normativa e le parziali difformità di prassi e indirizzi tra le Amministrazioni locali rendono necessario o almeno opportuno, a seconda del caso specifico, l’intervento di un tecnico specializzato per scegliere con cognizione il tipo di intervento, qualificarlo e individuare l'esatta procedura da seguire.
 
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