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Comunicato stampa Unioncamere del 12 novembre 2014
 
Oltre 20mila nell’ultimo anno, quasi 174mila dal 1998. Sono i numeri della mediazione civile e commerciale svolta dagli Sportelli di conciliazione delle Camere di commercio. 38 giorni la durata media per la risoluzione di questi contenzioni, 119mila euro il valore dei procedimenti e un lavoro enorme svolto dalle 86 strutture create dalle 102 Camere di commercio e accreditate presso il Registro tenuto dal Ministero di Giustizia: +171% l’incremento delle mediazioni depositate a settembre 2014 rispetto allo stesso periodo del 2013. Ma – ed è quel che più conta in considerazione delle difficoltà e dei tempi della giustizia ordinaria – quando le parti sono intervenute, in un terzo dei casi le mediazioni si sono concluse con un accordo. Questi alcuni elementi presentati nel corso del convegno nazionale organizzato da Unioncamere, nell’ambito della XI Settimana della conciliazione delle Camere di commercio.
Articolo redatto dall'Avv. Andrea Cruciani
 
I dati relativi a prestiti e finanziamenti sono riportati nei Sistemi d’Informazione Creditizia (SIC), i SIC attualmente attivi in Italia sono EXPERIAN, CTC, CRIF, e ASSILEA, inoltre, la Banca d’Italia dispone di un proprio sistema informativo: Centrale dei Rischi (CR).
L’inserimento dei dati nel SIC avviene su segnalazione degli enti finanziatori ai gestori dei SIC che registrano sia informazioni positive, cioè relative a finanziamenti rimborsati regolarmente, sia informazioni negative, relative a ritardi nei rimborsi o morosità mai sanate.
I SIC consentono di verificare la correttezza del comportamento e il livello d’impegno del debitore per capire la sua effettiva capacità/attitudine economica e possono essere utili ad evitare un indebitamento eccessivo, e a far si che il credito sia erogato in modo sostenibile.

La responsabilità di un amministratore si basa sul rapporto contrattuale che si instaura con la società all’atto della nomina rapportandosi, dunque, alla violazione di specifici obblighi di natura contrattuale e/o legale.
In generale, gli amministratori sono tenuti ad adempiere ai doveri ad essi imposti dalla legge e dallo statuto della società con la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico e con riferimento alle loro competenze specifiche.
Assume particolare rilievo il criterio della c.d. “diligenza specifica”, parametro di valutazione del comportamento degli amministratori, indicato espressamente dal Legislatore come fondamentale.

In generale, la carica di amministratore attiene alla gestione della società e alla direzione dell'attività imprenditoriale, mentre l’assemblea dei soci può avere competenze autorizzative per determinati atti, in ogni caso, di regola, all’organo amministrativo spetta in via esclusiva la competenza di gestire, per l’appunto, amministrare.

Gli amministratori hanno la rappresentanza generale della società e le eventuali limitazioni al loro potere di agire in nome e per conto della società che risultano dallo statuto o da una decisione degli organi competenti non sono opponibili ai terzi, anche se pubblicate nel registro delle imprese, salvo che si provi che i terzi abbiano intenzionalmente agito a danno della società.

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