L'Agenzia delle Entrate con la circloare n. 19/E del 6 maggio 2015, avente ad oggetto la transazione fisclae e la composizione della crisi da sovraindebitamento, fornisce un utile prontuario sugli istituti di composizione della crisi e dedica un grande spazio alle procedure previste dalla legge n. 3/2012, volte a gestire la "crisi" che interessa i soggetti esclusi dagli istituti disciplinati dalla legge fallimentare come l'accordo di composizione della crisi, il piano del consumatore e la liquidazione dei beni.

La misura del saggio degli interessi legali ex articolo 1284 del codice civile, dal 01 gennaio 2016, ulteriormente scende allo 0,2% annuo. A stabilirlo il Decreto 11 dicembre 2015 del MEF, pubblicato nella G.U. n. 291 del 15/12/2015.
La modifica impatta anche in ambito fiscale dove ad esempio il ravvedimento operoso degli omessi o tardivi versamenti di imposte e tributi locali come l’IMU, dal 01 gennaio 2016 costerà meno.

 

Di seguito si riporta la tabella dei tassi degli interessi legali in vigore dal 01 gennaio 1997 ad oggi:

RECLAMO AL COLLEGIO ARBITRALE (se proposto dal fiduciario)
Raccomandata A.R.    
Spett. Collegio Arbitrale c/o Lega Pro
Via J. Da Diacceto 19 50144 FIRENZE

Spett. Società
Via
Città

OGGETTO: ricorso del calciatore ................................ c/società ..............................................
 

Il sottoscritto ................................ domiciliato in ......................., Via .........................................,      espone quanto segue:
- Per la stagione …./.. è tesserato con la società ............................ con la quale ha stipulato un contratto economico che prevede il compenso globale annuo lordo di  €  ...... ................................-
- La società gli ha corrisposto   n.   .... mensilità per un importo   di  €    .......................... per cui alla  data odierna è ancora creditore di .... mensilità per € .......................................-
Tutto ciò premesso,        chiede la condanna della società .......................... al pagamento della somma di € ..................................... più gli interessi nella misura prevista dall'Accordo Collettivo per il ritardato pagamento.
Chiede quindi di investire il Collegio Arbitrale della decisione e, a tal fine, nomina arbitro di parte l'avv.  ........................... o in caso di suo impedimento l'avv. ........................

 

Distinti saluti.
 

----------------------------
(firma del calciatore)
Delego l’avv. ………………………..  a rappresentarmi e difendermi conferendogli ogni potere di legge

Allegati per il Collegio:
1) Ricevuta della raccomandata/consegna PEC spedita contestualmente alla  società;
2) Copia del contratto economico (se non si dispone del contratto fare istanza al Collegio per l'acquisizione);
3) Copia della eventuale convenzione per i premi.

Fonte sito assocalciatori

I rapporti patrimoniali della famiglia sono disciplinati in maniera specifica e rigorosa dalla normativa vigente sebbene in materia di contratti, accordi o patti cosiddetti prematrimoniali, occorre distinguere se questi disciplinano il regime patrimoniale durante il matrimonio oppure se hanno ad oggetto la regolamentazione del regime applicabile successivamente alla eventuale separazione o divorzio. Orbene, i primi non possono derogare le norme imperative del codice civile mentre i secondi non sono riconosciuti dal nostro ordinamento giuridico che li considera per lo più in contrasto con il principio di stabilità del vincolo coniugale. Si evidenzia, peraltro, che accordi preventivi inerenti alla separazione personale sono stati a volte dichiarati validi in giurisprudenza, a differenza di quelli sul divorzio.
 
La legge italiana disciplina il matrimonio sia sotto il profilo dei diritti della persona che dei diritti patrimoniali dei coniugi e della famiglia; i diritti e i doveri dei coniugi stabiliti dalle norme imperative in questione non possono essere derogati e qualsiasi patto contrario non ha alcun valore giuridico. Tuttavia, i rapporti tra coniugi aventi diverse cittadinanze sono regolati dalla legge dello Stato nel quale la vita matrimoniale è prevalentemente localizzata anche se è possibile convenire che i rapporti patrimoniali siano regolati dalla legge dello Stato di cui almeno un coniuge è cittadino o nel quale risiede. Ai sensi della legge di riforma del diritto internazionale privato (L. 218/1995) l’accordo dei coniugi sul diritto applicabile è valido se è considerato tale dalla legge scelta o da quella del luogo in cui l’accordo è stato stipulato.

Tutela del marchio e diritto all'uso del proprio nome
 
L’azienda che utilizza un marchio uguale o simile ad altro registrato, per la stessa classe di prodotti o comunque per servizi affini e nel medesimo ambito territoriale, può essere citata in giudizio ed anche subire un’inibitoria tramite una procedura d’urgenza che vieti l’uso del marchio con l’obbligo di eliminare i mezzi con cui tale uso è posto in essere, fino al possibile sequestro dei beni contraddistinti dal marchio in questione, oltre al risarcimento dei danni.
 
Il titolare di un marchio registrato idoneo a distinguere prodotti o servizi ha infatti diritto di valersene in modo esclusivo. Peraltro, usare nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con i nomi o con i segni distintivi legittimamente usati da altri è atto di concorrenza sleale perseguibile ai sensi di legge. 
Il proprio marchio pertanto deve essere diverso ma soprattutto non deve confondersi con altri già in uso per prodotti dello stesso genere o affini.
La diversità del marchio va correlata ai prodotti e all’ambito territoriale, ciò che rende originale e nuovo un marchio è la sua totale capacità di distinzione, tale da escludere che sia in grado di generare confusione, anche solo in astratto, circa l’origine, la composizione, le proprietà e l’impiego del prodotto.
In generale, il rischio di confusione si concretizza quando il marchio può anche soltanto far dubitare il consumatore circa l’origine di un prodotto attribuendolo ad un’impresa piuttosto che ad un’altra. In sintesi, l’accertamento necessario attiene alla valutazione del rischio di “confusione” o “associazione” tra prodotti di imprese diverse.
 
Si evidenzia, altresì, che il marchio può essere costituito da parole, numeri, lettere, forme, combinazioni o tonalità cromatiche atte a distinguere i prodotti e servizi di un’impresa da quelli delle altre in quanto la sua funzione è appunto di contraddistinguere prodotti, servizi e imprese, rappresentando un importante strumento di comunicazione tra imprese e consumatori, circa le qualità e il valore dei prodotti e dei servizi.
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