Il visto di conformità, previsto dall'articolo 35, comma 1, lettera a), del Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n. 241 è stato richiamato dal Decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito in Legge 3 agosto 2009, n. 102 - Provvedimenti anticrisi, nonchè proroga di termini.

Il decreto-legge 78/2010 ha infatti riformato la disciplina sulle compensazioni Iva, concentrando l'attenzione sul visto di conformità, certificazione richiesta per accertare la corrispondenza dei dati delle dichiarazioni predisposte dai Caf o dai professionisti. In particolare, l'articolo 10, rubricato "Incremento delle compensazioni dei crediti fiscali", al comma 7, stabilische che "i contribuenti che intendono utilizzare in compensazione crediti relativi all'imposta sul valore aggiunto per importi superiori a 15.000 € annui hanno l'obbligo di richiedere l'apposito visto di conformità di cui all'articolo 35, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, relativamente alle dichiarazioni dalle quali emerge il credito".

Dal punto di vista dottrinale sono intervenuti per fornire chiarimenti sia l'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 57/E del 23 dicembre 2009, sia il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC), con la circolare n. 14 dell'8 febbraio 2010.

Tra le precisazioni più importanti, viene definito con chiarezza l'elenco dei soggetti legittimati al rilascio del visto di conformità.

L'elenco comprende quindi:
  • i responsabili dell'assistenza fiscale (c.d. RAF) dei CAF-imprese
  • gli iscritti negli albi dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e in quelli dei consulenti del lavoro
  • gli iscritti alla data del 30/9/1993 nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, per la sub-categoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria
Per l’anno 2010 le imprese autorizzate a operare nel settore dell’autotrasporto merci possono usufruire di un credito d’imposta da utilizzare in compensazione.
L’agevolazione consiste nella concessione di un credito d'imposta pari a una quota parte dell’importo della tassa automobilistica pagata per l'anno 2010 per ogni veicolo, avente determinate caratteristiche di massa complessiva, posseduto e utilizzato dalle imprese autorizzate all'autotrasporto di merci per l’esercizio dell’attività.
 
La misura del credito spettante è determinata applicando, alla tassa automobilistica pagata per il 2010, le seguenti percentuali:
38,5% per i veicoli di massa massima complessiva compresa tra 7,5 e 11,5 tonnellate
77% per i veicoli di massa massima complessiva superiore a 11,5 tonnellate.
 
Il bonus può essere fruito esclusivamente in compensazione in sede di versamento unitario mediante modello F24, utilizzando il codice tributo “6829” denominato “Credito d’imposta corrispondente a una quota parte dell’importo pagato quale tassa automobilistica per l’anno 2010, in favore delle imprese di autotrasporto.
I soggetti interessati, prima della fruizione del credito d’imposta, devono presentare apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà a mezzo raccomandata senza avviso di ricevimento all’Agenzia delle entrate – Centro operativo di Pescara, via Rio Sparto n. 21, c.a.p. 65129, Pescara
L'Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 40/E del 28 luglio 2010 (oggetto: "Ritenuta del 10 per cento a titolo di acconto dell'imposta sul reddito - articolo 25 decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78) ha effettuato alcuni chiarimenti in merito all'articolo 25 della manovra 2010, in base al quale: "A decorrere dal 1° luglio 2010 le banche e le Poste Italiane SPA operano una ritenuta del 10 per cento a titolo di acconto dell'imposta sul reddito dovuta dai beneficiari, con obbligo di rivalsa, all'atto dell'accredito dei pagamenti relativi ai bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d'imposta. Le ritenute sono versate con le modalità di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono individuate le tipologie di pagamenti nonchè le modalità di esecuzione degli adempimenti relativi alla certificazione e alla dichiarazione delle ritenute operate".
In particolare, l'Agenzia stabilisce che la base imponibile su cui operare la ritenuta non deve comprendere l'IVA, in quanto altrimenti verrebbero alterate le caratteristiche di neutralità di tale imposta e che, per le somme oggetto di bonifico per cui è già prevista l'effettuazione di una ritenuta, va applicata la sola ritenuta del 10%.

Assonime - Associazione italiana fra le società italiane per azioni, ha pubblicato il documento Note e Studi n. 7 del 2010 dal titolo "Il decreto legislativo sul federalismo demaniale".
Con il presente documento Assonime illustra ed analizza i contenuti del Decreto Legislativo  28 maggio 2010, n. 85, primo decreto di attuazione della Legge delega sul federalismo fiscale (L. n. 42/2009).

Lo staff di tusciafisco.it propone una Circolare informativa per la clientela, in merito al regime dell'IVA per cassa.

Per scaricare la Circolare informativa in formato pdf, cliccare qui.

Circolare n. 19/IR del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili del 4 giugno 2010, titolo: "La disciplina degli immobili ai fini dei redditi di lavoro autonomo".

Per un approfondimento sulle istanze di interpello, lo staff di tusciafisco.it segnala la Circolare n. 32/E dell'Agenzia delle Entrate del 14 giugno 2010, avente ad oggetto "Nuove istruzioni sulla trattazione delle istanze di interpello".
Lo staff di tusciafisco.it segnala la Guida fiscale per giovani avvocati.

Per scaricare la Guida cliccare qui.

 

Quando  si  inizia  un’attività  economica,  sia  di  tipo  autonomo  che  imprenditoriale, la prima cosa da fare è segnalare l’inizio dell’attività al fine di ottenere il numero di Partita Iva (entro 30 giorni dall’inizio dell’attività). La Partita Iva è essenziale per poter adempiere ad una serie di obblighi, previdenziale e assistenziale. Tutti i titolari di Partita Iva hanno ad esempio hanno l’obbligo di effettuare i versamenti fiscali e previdenziali esclusivamente per via telematica, con il modello F24. Continua a leggere scaricando la grauita guida.

 
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