Agenzia delle Entrate circolare n. 21/E del 18.05.2011 - Prevenzione e contrasto dell’evasione: pubblicati gli indirizzi operativi delle verifiche 2011.
Si riporta l'interessante passaggio di cui a pagina 24 della circolare n. 21 : "Per quanto riguarda le istanze di sospensione della riscossione presentate, ai sensi dell’art. 39 del d.P.R. n. 602 del 1973, a seguito di ricorso contro il ruolo per vizi propri dello stesso, queste dovranno essere tutte puntualmente esaminate. Egualmente va istruita la totalità delle istanze di sospensione presentate nel caso in cui il contribuente contesti, anche parzialmente, il fondamento dell’avviso di accertamento o rettifica emesso nei suoi confronti, chiedendone l’annullamento in sede di autotutela. In tale ipotesi, le Direzioni regionali e provinciali opereranno in base all’art. 2-quater del decreto legge n. 564 del 1994 ed al D.M. 11 febbraio 1997, n. 37, al fine di evitare danni irreparabili sia per i contribuenti, sia per gli interessi erariali. Si sottolinea la rilevanza di queste attività allo scopo di rendere effettivo il principio di equità fiscale."

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L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Circolare n. 20/E del 13 maggio 2011, avente ad oggetto «IRPEF – Risposte a quesiti», con la quale si forniscono chiarimenti su varie questioni interpretative in ordine alla deducibilità e alla detraibilità di alcune spese, alle agevolazioni per i disabili, ai premi incentivanti e al reddito prodotto all’estero.

L'indice della circolare è il seguente:

PREMESSA
1 DETRAZIONE DEGLI INTERESSI PER MUTUI CONTRATTI PER L’ACQUISTO DELL’ABITAZIONE PRINCIPALE
1.1 Detrazione degli interessi a seguito di accollo interno
1.2 Mutuo ipotecario acquisto abitazione principale, separazione legale e mancato accollo
1.3 Mutuo ipotecario stipulato per acquisto e ristrutturazione dell’abitazione principale
1.4 Mutuo cointestato
1.5 Mutuo contratto per l’acquisto della nuda proprietà
1.6 Mutuo contratto per l’acquisto dell’abitazione principale da parte del personale delle Forze armate o di polizia
2 DETRAZIONE D’IMPOSTA DEL 36 PER CENTO PER INTERVENTI DI RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO ABITATIVO
2.1 Annotazione nella fattura della percentuale di spesa sostenuta e possibilità di fruire del beneficio fiscale in base all’onere effettivamente sostenuto
2.2 Immobile ristrutturato dal de cuius e concesso dall’erede a terzi in comodato gratuito
2.3 Addolcitori di acqua domestici
3 DETRAZIONE D’IMPOSTA DEL 55 PER CENTO PER INTERVENTI DI RISPARMIO ENERGETICO
3.1 Possibilità di rettificare gli errori contenuti nella scheda informativa inviata all’Enea per le annualità 2007 e 2008
3.2 Possibilità di rettificare gli errori contenuti nella scheda informativa inviata all’Enea per le spese sostenute nel 2009
3.3 Possibilità di detrarre la spesa sostenuta nel 2010 nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta nel quale i lavori si sono conclusi
3.4 Detrazione fiscale del 55 per cento e utilizzo promiscuo dell’immobile
4 AGEVOLAZIONI FISCALI IN FAVORE DEI DISABILI
4.1 Riconoscimento dell’handicap attraverso il verbale per l’accertamento dell’invalidità civile
4.2 Acquisto di una piscina per fini terapeutici
4.3 Acquisto di autovetture da parte di soggetti disabili
5 VARIE
5.1 Detrazioni per figli a carico
5.2 Assegni periodici destinati al mantenimento dei figli naturali
5.3 Spese di istruzione
5.4 Compensazioni
5.5 Oneri contributivi versati in relazione a redditi esenti
5.6 Reddito di lavoro dipendente prestato all’estero e retribuzione convenzionale
5.7 Contributi di enti privati per calamità naturali
5.8 Limite di spesa detraibile per intermediazione immobiliare
5.9 Spese per attività sportive svolte dai ragazzi tra i cinque e i diciotto anni di età
5.10 Spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede
5.11 Imposta sostitutiva dell’Irpef derivante dalla locazione di immobili ad uso abitativo ubicati nella provincia dell’Aquila
5.12 Imposta sostitutiva su straordinario e premi di produttività
5.13 Somme per l’incremento della produttività e loro effetti sull’ISEE
5.14 Emolumenti variabili e aliquota addizionale del 10%
5.15 Spese per sedute di psicoterapia
5.16 Dispositivi Medici
ALLEGATO

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L'Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 42/E del 12 aprile 2011, ha fornito importanti precisazioni in merito al riporto degli interessi passivi indeducibili nelle operazioni di fusione e scissione che coinvolgono società che partecipano ad un consolidato fiscale nazionale.

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La "Commissione norme di comportamento e di comune interpretazione in materia tributaria" dell'Associazione Italiana Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha pubblicato la Norma di comportamento n. 180, denominata: «Deducibilità dell’indennità di fine rapporto attribuita agli amministratori di società di capitali»

La MASSIMA della Norma n. 180 è la seguente:
«Le società di capitali che, a fronte di apposita deliberazione dell’organo competente, sono tenute a corrispondere una indennità di fine rapporto agli amministratori devono effettuare un corrispondente accantonamento in bilancio che è sempre deducibile, ai fini IRES, per competenza.
Il regime di deducibilità per competenza dell’indennità di fine rapporto si rende, quindi, applicabile a prescindere dal fatto che il diritto all’indennità venga stabilito anteriormente all’inizio del rapporto, in sede di nuova nomina di amministratori il cui mandato è venuto a scadenza o in costanza di rapporto».

Per scaricare in formato pdf la Norma di comportamento n. 180 cliccare qui

Lo staff di tusciafisco.it segnala il Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 24 marzo 2011, avente ad oggetto la:
«Detassazione degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo finalizzate alla realizzazione di campionari di cui all’articolo 4, commi da 2 a 4, del decreto legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73. Determinazione della misura massima del risparmio d’imposta spettante, ai sensi del punto 4 del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate protocollo n. 81380/2010 del 10 settembre 2010»

Per scaricare il Provvedimento 24/3/2011 in formato pdf cliccare qui

Lo staff di tusciafisco.it segnala la Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 33/E del 15 marzo 2011, avente ad oggetto: «Agevolazione prima casa - Successione o donazione con più eredi o donatari».
 



Si riporta il testo integrale della Risoluzione n. 33:

«Sono pervenute a questa Direzione richieste di chiarimenti in merito all’ambito applicativo della c.d. “agevolazione prima casa” in presenza di successione o donazione relativa ad un unico immobile con più eredi o donatari beneficiari, con particolare riferimento agli effetti delle eventuali cause di decadenza in relazione alla posizione fiscale dei singoli soggetti interessati.
Al riguardo, si premette che l’art. 69, comma 3, della legge 21 novembre 2000, n. 342, dispone che “Le imposte ipotecaria e catastale sono applicate nella misura fissa per i trasferimenti della proprietà di case di abitazione non di lusso e per la costituzione o il trasferimento di diritti immobiliari relativi alle stesse, derivanti da successioni o donazioni, quando, in capo al beneficiario ovvero, in caso di pluralità di beneficiari, in capo ad almeno uno di essi, sussistano i requisiti e le condizioni previste in materia di acquisto della prima abitazione dall'articolo 1, comma 1, quinto periodo, della tariffa, parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131”. Il successivo comma 4 stabilisce che l’interessato, nella dichiarazione di successione o nell’atto di donazione, deve altresì dichiarare il possesso dei requisiti e delle condizioni per beneficiare dell’agevolazione “prima casa”, prevedendo l’applicazione della relativa sanzione in caso di decadenza dal beneficio o di dichiarazione mendace, in forza del richiamo al comma 4 della nota II-bis dell’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al DPR n. 131 del 1986. Il legislatore, invero, in relazione alle successioni e donazioni, ha inteso estendere il beneficio anche ai coeredi/donatari non in possesso dei requisiti, dando rilievo, come sopra accennato, alla circostanza del possesso degli stessi in capo al solo erede/donatario dichiarante. Ciò vuol dire, ad esempio, che possono beneficiare dell’agevolazione anche quei coeredi che avevano in precedenza usufruito del beneficio per l’acquisto di altro immobile come prima casa. Tanto premesso, occorre ora valutare con riguardo a quali soggetti si possa parlare di dichiarazione mendace o di decadenza dal beneficio e quali siano le relative conseguenze.
In ordine alla prima questione è evidente che la mendacità della dichiarazione possa essere imputata solo al soggetto che l’ha resa, con la conseguenza che la dichiarazione risulta priva di efficacia sin dall’origine. Tuttavia, poiché è sulla base di tale dichiarazione che è stato concesso il beneficio anche agli altri soggetti interessati, la mendacità della dichiarazione comporta la decadenza non solo in capo al dichiarante, ma anche in capo agli altri coeredi o donatari, mentre la relativa sanzione risulterà applicabile unicamente al beneficiario che si è reso colpevole della dichiarazione mendace.
Analogamente opererà per intero la decadenza dal beneficio, nel caso in cui il dichiarante non trasferisca, entro diciotto mesi dall’acquisizione dell’immobile, la residenza nel comune in cui è sito l’immobile stesso. Tuttavia, il recupero dell’imposta, come pure la relativa sanzione, interesserà interamente ed esclusivamente il beneficiario dichiarante, in quanto può ritenersi che l’agevolazione sia sorta inizialmente, ma sia venuta meno successivamente per il mancato rispetto dell’impegno assunto da parte dello stesso dichiarante a trasferire la residenza nel comune in cui è sito l’immobile.
Le stesse considerazioni vanno fatte per l’ipotesi in cui il beneficiariodichiarante rivenda l’immobile entro cinque anni dall’acquisizione, senza procedere entro un anno dall’alienazione al riacquisto di altro immobile da adibire a “prima casa”. Anche in questo caso, si avrà la decadenza per intero del beneficio, con recupero dell’imposta e applicazione delle relative sanzioni in capo al solo dichiarante. Per quanto riguarda, invece, l’ipotesi di rivendita infraquinquennale dell’immobile oggetto dell’agevolazione da parte di un coerede/donatario non dichiarante si ritiene, sulla base di analoghe considerazioni, che ciò non comporti alcuna decadenza dal beneficio neanche in capo al soggetto che ha ceduto l’immobile.
A titolo esemplificativo, si ponga il caso di un coerede/donatario che abbia beneficiato dell’agevolazione, nonostante, al momento della successione/donazione, non fosse in possesso dei requisiti per aver già fruito a titolo personale dell’agevolazione prima casa.
Appare evidente come, in questa ipotesi, una successiva rivendita infraquinquennale della quota di proprietà sia del tutto irrilevante non essendo possibile né perdere né mantenere un requisito che, di fatto, non era richiesto né posseduto ab origine.
Pertanto, i coeredi/donatari non dichiaranti, trovandosi ad usufruire dell’agevolazione, senza averlo espressamente richiesto, non rilevano sul piano soggettivo né oggettivo in ordine al mantenimento e alla decadenza di requisiti che non sono mai stati loro richiesti. Peraltro, ai medesimi soggetti, non è data la possibilità di optare per una diversa tassazione, in quanto l’agevolazione è concessa dal legislatore, in modo unitario, per il pagamento una tantum delle imposte ipotecarie e catastali sull’atto di trasferimento dell’immobile per successione.

Le Direzioni regionali vigileranno affinché i principi enunciati nella presente risoluzione vengano applicati con uniformità.
IL DIRETTORE CENTRALE»

 



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L’art. 31, comma 1, del decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, ha introdotto, a decorrere dall’1 gennaio 2011, un divieto di compensazione, ai sensi dell’art. 17, comma 1 del d.lgs. n. 241 del 1997, dei crediti relativi alle imposte erariali in presenza di debiti iscritti a ruolo, per imposte erariali ed accessori, di ammontare superiore a 1.500 euro, e per i quali è scaduto il termine di pagamento, prevedendo una specifica sanzione in caso di violazione del divieto.

A fronte del descritto divieto di compensazione, lo stesso articolo 31 ha introdotto la possibilità, sempre a partire dall’1 gennaio 2011, del pagamento, anche parziale, delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali e relativi accessori mediante la compensazione dei crediti relativi alle stesse imposte.

Le modalità esecutivi sono state formalizzate dal decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze emanato il 10 febbraio 2011 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 40 del 18 febbraio 2011.

La disposizione prevede che l’osservanza del divieto di compensazione venga vigilata nell’ambito delle ordinarie attività di controllo dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza, anche mediante la predisposizione di specifici piani operativi.

Nello svolgimento delle ordinarie attività istruttorie, ove queste interessino anche gli adempimenti posti in essere successivamente all’entrata in vigore del divieto di compensazione di cui si tratta, gli uffici dell’Agenzia effettuano comunque i riscontri che ritenuti opportuni al fine di assicurare l’attuazione dell'art. 31, comma 1, del decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010.
A questo scopo, l'Agenzia delle Entrate ha fornito alcune precisazioni con la Circolare n. 13 dell'11 marzo 2011, in parte già anticipate con la Circolare n. 4, emanata in data 15 febbraio 2011.

Si segnala che Equitalia ha messo a disposizione il modulo per consentire ai contribuenti che effettuano pagamenti parziali mediante compensazione di scegliere a quale parte del debito erariale imputare il pagamento.

Per scaricare il fac simile del modello cliccare qui

 

Testo integrale della Risoluzione n. 31/E dell'11 marzo 2011 dell'Agenzia delle Entrate
 



RISOLUZIONE N. 31/E
Roma, 11 marzo 2011
OGGETTO: Art. 33 del d.l. n. 78 del 2010 - aliquota addizionale del 10% sui compensi erogati sotto forma di bonus e stock options nel settore finanziario – ulteriori chiarimenti

«L’articolo 33 del d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ha introdotto un’aliquota addizionale del 10% sugli emolumenti variabili, che eccedono il triplo della parte fissa della retribuzione, corrisposti a dirigenti e collaboratori di imprese che operano nel settore finanziario, sotto forma di bonus e stock options.
L’addizionale è trattenuta dal sostituto d’imposta al momento dell’erogazione della parte di retribuzione da assoggettare a tassazione, secondo i criteri stabiliti dall’articolo 23 del d.P.R. n. 600 del 1973.
L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 1/E del 4 gennaio 2011, ha istituito i codici tributo per il versamento dell’aliquota addizionale e, con circolare n. 4/E del 15 febbraio 2011, ha fornito chiarimenti in relazione all’ambito soggettivo e oggettivo di applicazione della norma, specificando, tra l’altro, che nell’ipotesi in cui il sostituto d’imposta non sia in grado di conoscere, al momento della corresponsione della retribuzione, se sia stato superato il limite previsto per l’applicazione del prelievo, verificherà tale condizione al momento del conguaglio (entro il 28 febbraio dell’anno successivo) ed applicherà l’addizionale in tale sede.
Considerate, pertanto, le obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sulle modalità di applicazione della tassazione sugli emolumenti variabili in oggetto, chiarite attraverso i richiamati provvedimenti di prassi, si ritiene che i sostituti d’imposta, che non abbiano operato le ritenute a titolo di addizionale al momento dell’erogazione dei suddetti compensi, possano provvedervi in sede di conguaglio senza applicazione di sanzioni, in ossequio al principio sancito dallo Statuto del contribuente (art. 10, comma 3 della legge n. 212 del 2000).

Le Direzioni Regionali vigileranno affinché le istruzioni fornite e i principi enunciati con la presente risoluzione vengano puntualmente osservati dagli uffici».
IL DIRETTORE CENTRALE

 



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