Lo staff di tusciafisco.it segnala la pubblicazione della Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 39/E (download .pdf) del 24 aprile 2012, avente ad oggetto «Istituzione dei codici tributo per il versamento, tramite modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, della tassa annuale sulle unità da diporto, ai sensi dell’ articolo 16, commi da 2 a 10 e 15-ter, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011 n. 214, e successive modificazioni».

Provvedimento dell'Agenzia delle Entrate n. 75075 (download .pdf) del 19.6.2013, avente ad oggetto «Approvazione delle modifiche ai modelli di versamento “F24”, “F24 Accise e “F24 Semplificato”, per l’esecuzione dei versamenti unitari di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni – Approvazione delle modifiche al modello di quietanza dei versamenti eseguiti con modalità telematiche mediante modello F24».
Abstract : Modifiche ai modelli di versamento F24, F24 Accise, F24 Semplificato e alle relative avvertenze. Al modello “F24” approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 12 aprile 2012, nell’intestazione della “SEZIONE IMU E ALTRI TRIBUTI LOCALI” è inserito il campo “ IDENTIFICATIVO OPERAZIONE". I modelli “F24” preesistenti possono essere utilizzati fino al 30 aprile 2014 ove per il versamento non sia richiesta la compilazione del nuovo campo “ IDENTIFICATIVO OPERAZIONE”.

Nel provvedimento in epigrafe è allegato il nuovo modello e le relative istruzioni.


Provvedimento Agenzia dell'Entrate n. 53906 del 12 aprile 2012 (download .pdf), avente ad oggetto «Approvazione delle modifiche ai modelli di versamento “F24” e “F24 Accise”, per l’esecuzione dei versamenti unitari di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni»

Abstract:

«1. Modifiche ai modelli di versamento F24 e F24 Accise
1.1 Al modello “F24” approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 23 ottobre 2007 sono apportate modifiche alle dizioni dei seguenti campi:
a) da “SEZIONE ICI ED ALTRI TRIBUTI LOCALI ” a “ SEZIONE IMU E ALTRI TRIBUTI LOCALI”;
b) da “detrazione ICI abitazione principale“ a “ detrazione”;
c) nella “SEZIONE ALTRI ENTI PREVIDENZIALI E ASSICURATIVI” riquadro INAIL, da “posizione assicurativa numero” a “codice ditta”;
d) da “Autorizzo addebito su conto corrente bancario n.______cod. ABI____CAB____” a “Autorizzo addebito su conto corrente codice IBAN_________”.

1.2 A seguito delle modifiche di cui al punto 1.1, con il presente provvedimento si approva il nuovo modello “F24” di cui all’allegato 1, reso disponibile presso le banche, Poste Italiane Spa e agenti della riscossione e in formato elettronico sul sito www.agenziaentrate.gov.it.

1.3 Il modello “F24” preesistente alle modifiche di cui al punto 1.1, può essere utilizzato fino al 31 maggio 2013. In tal caso il versamento dell’imposta municipale propria (IMU) è esposto nella sezione ICI e altri tributi locali del modello “F24” preesistente.

1.4 Al modello “F24 Accise” approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 12 marzo 2012 sono apportate modifiche alle dizioni dei seguenti campi:
a) da “SEZIONE ICI ED ALTRI TRIBUTI LOCALI ” a “ SEZIONE IMU E ALTRI TRIBUTI LOCALI”;
b) da “detrazione ICI abitazione principale“ a “ detrazione”
c) da “Autorizzo addebito su conto corrente bancario n.______cod. ABI____CAB____” a “Autorizzo addebito su conto corrente codice IBAN_________”

1.5 A seguito delle modifiche di cui al punto 1.4, con il presente provvedimento si approva il nuovo modello “F24 Accise” di cui all’allegato 2, reperibile esclusivamente in formato elettronico sul sito www.agenziaentrate.gov.it.

1.6 Sono approvate le specifiche tecniche di trasmissione all’Agenzia delle entrate dei dati relativi ai versamenti unitari effettuati in via telematica utilizzando i nuovi modelli “F24 ” e “F24 Accise” riportate negli allegati 3 e 4.

1.7 Le disposizioni contenute nel presente provvedimento si applicano a partire dal 18 aprile 2012".

L’articolo 2, commi da 29 a 34, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, prevede per i contribuenti la possibilità di affrancare i valori degli strumenti finanziari, posseduti al di fuori dell’esercizio di impresa commerciale alla data del 31 dicembre 2011, mediante l’esercizio di un’opzione per l’applicazione di un’imposta sostitutiva sui redditi maturati fino alla medesima data.

Il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 13 dicembre 2011, recante “Modalità di esercizio della opzione per l'affrancamento delle plusvalenze latenti”, disciplina, all’articolo 1, “l’opzione per l'applicazione dell'imposta sostitutiva e della ritenuta con l'aliquota del 12,50 per cento sui redditi diversi di cui alle lettere da cbis) a c-quinquies) dell'art. 67, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi e sui redditi di capitale di cui alla lettera g) dell'art. 44, comma 1, del medesimo testo unico maturati fino alla data del 31 dicembre 2011”.

Per consentire ai soggetti interessati il versamento delle predette somme tramite modello F24, l'Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 36/E
(download .pdf) del 19 aprile 2012, ha istituito i seguenti codici tributo:

  • "1133” denominato “Imposta sostitutiva sui redditi diversi di cui all’art. 67, c. 1, lett. da c-bis) a c-quinquies), del T.U.I.R. a seguito dell’opzione per l’affrancamento - art. 1, c. 3, lett. a), del decreto 13/12/2011, attuativo del DL n. 138/2011, conv., con modif., dalla L. n. 148/2011”;
  • “1134” denominato “Imposta sostitutiva sui redditi di capitale di cui all’art. 44, c. 1, lett. g), del T.U.I.R. a seguito dell’opzione per l’affrancamento - art. 1, c. 3, lett. a), del decreto 13/12/2011, attuativo del DL n. 138/2011, conv., con modif., dalla L. n. 148/2011”;
  • “1135” denominato “Imposta sostitutiva sui redditi diversi di cui all’art. 67, c. 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del T.U.I.R. a seguito dell’opzione per l’affrancamento - art. 1, c. 3, lett. b) e c), del decreto 13/12/2011, attuativo del DL n. 138/2011, conv., con modif., dalla L. n. 148/2011”;
  • “1064” denominato “Ritenuta sui redditi di capitale di cui all’art. 44, c. 1, lett. g), del T.U.I.R. a seguito dell’opzione per l’affrancamento - art. 1, c. 3, lett. b) e c) del decreto 13/12/2011, attuativo del DL n. 138/2011, conv., con modif., dalla L. n. 148/2011”.


In sede di compilazione del modello F24 i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione “Erario” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”. Per i codici tributo 1133, 1134, e 1135 il campo “Anno di riferimento” è valorizzato con l’anno d’imposta cui si riferisce il versamento, nel formato AAAA. Per il codice tributo “1064” il campo “rateazione/regione/prov./mese rif.” e il campo “anno di riferimento” sono valorizzati rispettivamente con il mese e l’anno cui la ritenuta si riferisce, nel formato “00MM” “AAAA”.

Lo staff di tusciafisco.it segnala la pubblicazione della Risoluzione n. 34/E (download .pdf) dell'11 aprile 2012 da parte dell'Agenzia delle Entrate.

La Risoluzione tratta il tema della responsabilità solidale dell’appaltatore per i versamenti delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori, dovuti dal subappaltatore per le prestazioni di lavoro dipendente riferite ai contratti di appalto e subappalto di opere, forniture e servizi.

In particolare, vengono istituiti i codici identificativi per consentire la corretta identificazione nel modello “ F24” del soggetto obbligato in solido ovvero del soggetto stazione appaltante o amministrazione procedente:

  • “50” denominato “ Obbligato solidale - art. 29, c. 2, d.lgs. n. 276/2003 e art. 35, l. n. 248/2006 ”;
  • “51” denominato “ Intervento sostitutivo - art. 4 del d.P.R. n. 207/2010 ”.


Nella compilazione della sezione “Contribuente” del modello F24, da predisporre per ogni singolo contratto di appalto/subappalto, il campo “codice identificativo” è valorizzato con il codice :

  • “50” unitamente al codice fiscale del soggetto obbligato solidale al pagamento da riportare nel campo “Codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare”;
  • “51” unitamente al codice fiscale del soggetto stazione appaltante o amministrazione procedente da riportare nel campo “Codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare”.

Lo staff di tusciafisco.it segnala la pubblicazione della Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 30/E (download .pdf) del 3 aprile 2012, avente ad oggetto «Consulenza giuridica – Applicabilità dell’esenzione Iva alle società cooperative costituite fra soggetti esercenti l’attività sanitaria – Art. 10, comma 2, del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633».

«QUESITO
L’art. 132, par. 1, lett. f), della Direttiva comunitaria n. 2006/112/CE consente agli Stati membri di esentare “le prestazioni di servizi effettuate da associazioni autonome di persone che esercitano un’attività esente o per la quale non hanno la qualità di soggetti passivi, al fine di rendere ai loro membri i servizi direttamente necessari all’esercizio di tale attività, quando tali associazioni si limitano ad esigere dai loro membri l’esatto rimborso della parte delle spese comuni loro spettante, a condizione che questa esenzione non possa provocare distorsioni della concorrenza”. L’art. 10, secondo comma, del d.P.R. n. 633 del 1972 recepisce la disposizione comunitaria stabilendo che “Sono altresì esenti dall’imposta le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dei consorziati o soci da consorzi, ivi comprese le società consortili e le società cooperative con funzioni consortili, costituiti tra soggetti per i quali, nel triennio solare precedente, la percentuale di detrazione di cui all’art. 19-bis, anche per effetto dell’opzione di cui all’art. 36-bis, sia stata non superiore al 10 per cento, a condizione che i corrispettivi dovuti dai consorziati o soci ai predetti consorzi e società non superino i costi imputabili alle prestazioni stesse” .
In base al tenore letterale della richiamata disposizione nazionale, l’ambito soggettivo di applicazione dell’esenzione da IVA è limitato alle strutture consortili o con funzioni consortili. Al riguardo, la Confederazione istante fa presente che i soggetti esercenti le professioni sanitarie non possono adottare lo schema associativo tipico del consorzio ovvero delle strutture societarie con funzioni consortili in quanto, secondo le disposizioni del codice civile, tale schema presuppone l’esercizio di attività d’impresa da parte dei consorziati o soci. La Confederazione istante chiede di sapere se tale beneficio possa estendersi alle società cooperative costituite fra soggetti esercenti l’attività sanitaria - esente da IVA in base all’art. 10, primo comma, n. 18), del d.P.R. n. 633 del 1972 - che, pur non svolgendo attività consortile ai sensi dell’art. 2602 del codice civile, svolgano attività ausiliarie o strumentali rispetto a quelle sanitarie svolte dai propri soci».

La "Commissione norme di comportamento e di comune interpretazione in materia tributaria" dell'Associazione Italiana Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha pubblicato la Norma di comportamento n. 182, denominata «Trattamento del compenso riconosciuto ad una società commerciale nominata amministratore di un'altra società»

Il testo della Norma n. 182 è il seguente:

«Art. 1 - La massima
Il compenso che una società commerciale, a fronte di apposita deliberazione dell'organo competente, riconosce ad un'altra società commerciale nominata amministratore, costituisce, ai fini delle imposte sui redditi e dell'IRAP, costo deducibile per la società erogante e ricavo imponibile per la società percipiente nel periodo d'imposta di competenza.
Ai fini IVA l'attività svolta dalla società commerciale nominata amministratore è una prestazione di servizi da comprendere nel campo di applicazione dell'imposta.

Art. 2 - Motivazione
Quando una società commerciale è nominata amministratore di un'altra società, le regole civilistiche applicabili a tale rapporto sono quelle previste per il caso di amministratore persona fisica (ove compatibili).
Tale scelta può essere motivata da diverse finalità imprenditoriali e, tra le altre, può risultare coerente con le regole di governance dei gruppi societari; infatti, ove esista l'ipotesi della "direzione e coordinamento" di cui agli artt. 2497 ss codice civile, tale forma di governance potrebbe rendere più agevole il raggiungimento ed il controllo dell'unità dei principi direttivi a cui le entità del gruppo devono conformarsi. Nell'ambito di tale rapporto può essere previsto un compenso a favore dell'amministratore - società commerciale per l'incarico da essa ricoperto. Il trattamento fiscale di tale compenso è il seguente.

Imposte sui redditi
Il trattamento in capo alla società a cui spetta il compenso
Il trattamento ai fini delle imposte sui redditi del compenso riconosciuto alla società commerciale nominata amministratore di un'altra società deve desumersi dalla tipologia reddituale in cui è possibile inquadrare lo stesso.
Il compenso trova la sua fonte nel rapporto sinallagmatico che si instaura, in forza della nomina, tra le due società. Esso rappresenta la controprestazione della prestazione di servizi resa nell'esercizio di impresa commerciale dalla società nominata amministratore e pertanto è da qualificarsi come componente del reddito d'impresa in forza delle previsioni, ai fini IRPEF dell' art. 6, comma 3 e, ai fini IRES, dell' art. 81 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (T.U.I.R.).
Da ciò consegue che il compenso è da qualificare come ricavo che concorre alla formazione del reddito in base al principio di competenza di cui all'art. 109, commi 1 e 2 , del T.U.I.R.

Il trattamento in capo alla società che eroga il compenso
La società amministrata dalla società commerciale, a fronte della prestazione di servizi svolta da quest'ultima eroga un compenso deducibile per competenza, secondo la previsione dell' art. 109, comma 1 , del T.U.I.R.
Nel caso di specie non può trovare applicazione il disposto dell' art. 95, comma 5 , del T.U.I.R., che disciplina, tra le altre, la regola della deducibilità per cassa dei compensi spettanti agli amministratori, in quanto la sua applicabilità deve essere limitata all'ambito oggettivo trattato da tale articolo, ossia alle " Spese per prestazioni di lavoro ". Nel caso in esame (come sopra espresso) trattasi invece di spese riconducibili al reddito d'impresa e non ad un reddito di lavoro (dipendente, assimilato od autonomo) individuato dagli artt. 49, 50 e 53 del T.U.I.R.
Inoltre la disposizione dell'art. 95, comma 5, del T.U.I.R. detta una deroga esplicita al criterio generale previsto nel reddito d'impresa secondo cui i componenti positivi e negativi concorrono a formare il reddito nel periodo di competenza. La stessa è stata introdotta al fine di evitare che i diversi principi (competenza e cassa), che normalmente sottostanno alla determinazione del reddito del soggetto "erogatore" (la società) e del soggetto "percipiente" (l'amministratore persona fisica), generino una divergenza tra periodo di deduzione in capo all'erogante e di tassazione in capo al percipiente. Al contrario, nel caso di specie la società residente che percepisce un compenso di tale natura, determina il proprio reddito imponibile in base al criterio di competenza e pertanto, se si applicasse l'art. 95, comma 5, del T.U.I.R. in capo all'erogante, si giungerebbe ad un risultato opposto a quello per cui la norma è stata introdotta.
L'interpretazione sistematica porta a concludere che la previsione legislativa dell'art. 95, comma 5, del T.U.I.R., secondo cui il compenso degli amministratori è deducibile secondo il criterio di cassa, è una disposizione specifica riferibile unicamente al contesto in cui è inserita - " Spese per prestazioni di lavoro " - prestazione quest'ultima definibile, sotto l'aspetto tributario, con riferimento alle disposizioni sul reddito di lavoro di cui al T.U.I.R., e per di più introdotta per raggiungere una finalità che verrebbe invece disattesa nel caso in esame.

Ritenute d'acconto
Il compenso corrisposto ad una società residente in Italia o ad una stabile organizzazione in Italia di un soggetto non residente, non è soggetto alla ritenuta d'acconto di cui all'art. 24, comma 1-ter, e art. 25 del D.P.R. n. 600/1973, essendo tale ritenuta applicabile solo ai redditi di cui all'art. 50, comma 1, lett. c-bis, e all'art. 53 del T.U.I.R. e non ai redditi d'impresa.
Il compenso corrisposto ad una società non residente senza stabile organizzazione in Italia è da qualificare nella fattispecie di cui all'art. 23, comma 1, lett. e) del T.U.I.R. e pertanto, ai sensi dell'art. 25, comma 2, del D.P.R. n. 600/1973 (8) , è soggetto a ritenuta a titolo di imposta del 30%, salvo diversa misura stabilita dalle Convenzioni contro le doppie imposizioni, ove applicabili.

IRAP
Il compenso riconosciuto alla società nominata amministratore è rilevante nella determinazione della base imponibile IRAP per competenza, sia per la società che lo eroga sia per quella che lo percepisce.
L'art. 5, comma 1, del D.Lgs. n. 446/1997 prevede per le società di capitali che la base imponibile sia determinata dalla differenza tra il Valore e i Costi della produzione di cui alle lettere A) e B) dell'art. 2425 codice civile, con esclusione delle voci di cui ai numeri 9), 10) lettere c) e d), 12) e 13), così come risultanti dal conto economico dell'esercizio. Il compenso in questione è contabilmente da allocare per l'erogante alla voce B7 e per il percipiente alla voce A1 o A5, tutte rilevanti nella determinazione della base imponibile IRAP. Il D.Lgs. n. 446/1997 non prevede inoltre una forma di esclusione specifica di tale componente nella determinazione della base imponibile IRAP.

IVA
La prestazione a cui il compenso è riferito è svolta dalla società nominata amministratore. Ai sensi dell'art. 3 e dell'art. 4, comma 2, lett. a), del D.P.R. n. 633/1972 sono pertanto esistenti i due presupposti (oggettivo e soggettivo) che portano a comprendere tale prestazione nel campo di applicazione dell'IVA. L'IVA applicata è detraibile per la società amministrata, secondo le ordinarie regole previste dal D.P.R. n. 633/1972».

Con la Risoluzione n. 14/E del 9 febbraio 2012, l'Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per il versamento dell'imposta di bollo su conti correnti, titoli, strumenti e prodotti finanziari nonché su valori "scudati" e su attività finanziarie e immobili detenuti all'estero:

  • Codice 8111, denominato “Imposta di bollo speciale di cui all’articolo 19, comma 6, d.l. 201/2011”;
  • Codice 8112, denominato “Imposta straordinaria di cui all’articolo 19, comma 12, d.l. 201/2011”;
  • Codice 8113, denominato “Sanzione per omesso versamento di cui all’articolo 19, commi 10 e 12, d.l. 201/2011”.

In sede di compilazione del modello F24, i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione nel campo “anno di riferimento” dell’anno cui si riferisce il versamento nel formato “AAAA”.

Per scaricare il formato pdf la Risoluzione n. 14/E cliccare qui

Lo staff di tusciafisco.it segnala la pubblicazione del Provvedimento dell'Agenzia delle Entrate n. 13386 del 31 gennaio 2012, avente ad oggetto «Modifica del D.M. 23 marzo 1983 e successive integrazioni e modificazioni. Disciplina dell’utilizzo di carte termosensibili per l’emissione di scontrini fiscali e di altri documenti fiscali emessi con apparecchi misuratori fiscali. Sostituzione allegato E al D.M. 23 marzo 1983, introdotto dal D.M. 30 marzo 1992».

Per scaricare il Provvedimento n. 13386 in formato pdf cliccare qui

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