Elenco esemplificativo pratiche telematiche eseguibili:

Deposito bilancio (XBRL inviato dal cliente)

Deposito bilancio con redazione XBRL

Deposito bilancio (senza allegati XBRL)

Deposito bilancio cooperative 

Deposito bilancio cooperative con redazione XBRL

Allegato XBRL

Redazione XBRL con Nota integrativa

Redazione della sola istanza XBRL con Nota integrativa

Deposito Elenco Soci o Consorziati

Pubblicità delle società soggette all'altrui attività di direzione e coordinamento

Iscrizione impresa nel registro delle START-UP

La tenuta della contabilità di magazzino è obbligatoria, a partire dal secondo periodo d’imposta successivo a quello nel quale, per la seconda volta consecutiva, l’azienda abbia superato congiuntamente i seguenti limiti:

• ricavi superiori a euro 5.164.568,99;
• rimanenze totali superiori a euro 1.032.913,80.

Per i commercianti all’ingrosso le movimentazioni da rilevare, di regola solo per quantità e nell’unità di misura scelta (pezzi, metri, ecc.), riguardano:

  • Le quantità risultanti dall’inventario iniziale;
  • Le quantità delle merci entrate in magazzino che risultano generalmente dai documenti di trasporto o dalle fatture emesse dai fornitori oppure dai documenti di trasporto emessi dai clienti per i resi di merci o dalle bolle doganali d’importazione - e la specifica della natura dell'operazione (acquisto, reso da clienti ecc.);
  • Le quantità di merce uscita dal magazzino anche qui che risultano generalmente dai documenti di trasporto o dalle fatture emesse ai clienti o dai documenti di trasporto dei fornitori per i resi di merci o dalle bolle doganali di esportazione e la specifica della natura sottostante (vendita, reso a fornitori, ecc.);
  • Le quantità risultanti dall’inventario di fine anno.

Le registrazioni delle quantità in carico e in scarico di ogni singolo bene devono essere fatte in modo sistematico e in ordine cronologico. Relativamente alla periodicità delle annotazioni si precisa che le stesse possano essere effettuate, sia con riferimento a singoli movimenti o con totale giornaliero, sia in forma riepilogativa, purché con periodicità non superiore al mese.


I termini sopra riportati non hanno niente a che vedere con quanto previsto dall’art. 22 del D.P.R. n.600/73 “tutte le registrazioni nelle scritture cronologiche devono essere eseguite non oltre 60 giorni” che riguarda invece l’esecuzione materiale delle registrazioni.

La stampa del registro di magazzino va invece effettuata entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione dei redditi dell’azienda.

 

Articolo redatto da Francesco Cacchiarelli 11-11-2016

 

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L’ammortamento titoli smarriti, è una procedura che priva di validità verso i terzi un titolo (es. assegno,  libretto, cambiale) smarrito, distrutto o rubato e consente di ottenere un decreto che ne autorizza il pagamento o il duplicato.
Chi aveva il possesso del titolo smarrito, distrutto o rubato deve:
  • dare comunicazione dello smarrimento, distruzione o furto al trattario o all’istituto bancario emittente o alla società emittente con raccomandata o altro (questo nei casi previsti dalla legge, ossia per i libretti al portatore, i certificati di deposito, le polizze di pegno, le azioni);
  • fare denuncia all’autorità giudiziaria tramite Polizia e/o Carabinieri, ecc...;
  • fare richiesta di ammortamento (domande specifiche) indirizzata al Presidente del Tribunale del luogo dove il titolo è pagabile (salvo leggi speciali), compilando anche la nota di iscrizione a ruolo.
Nel caso di titoli rappresentativi di depositi bancari al portatore (libretti o certificati) l’interessato deve, altresì, portare copia dell’ istanza di ammortamento con il timbro di avvenuto deposito all’ Istituto che ha rilasciato il titolo (Banca o Posta).
Il Presidente del Tribunale pronuncia un decreto di ammortamento con il quale dichiara inefficace il titolo ed autorizza la banca a rilasciare il duplicato (o autorizza il pagamento a seconda del titolo) dopo l’eventuale pubblicazione su G.U, se disposta, o l’affissione del decreto nei locali della banca. Il ricorrente deve chiedere 1 o 2 copie autentiche del decreto necessarie per provvedere alle notifiche (o alla consegna a mani); occorre inoltre una fotocopia del decreto per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, se disposta.
Alla domanda di ammortamento va allegata la denuncia all’autorità giudiziaria e la denuncia alla banca (o della lettera di denuncia alla società per i titoli  azionari, o della comunicazione al trattario per le cambiali, se prevista) e copia.

Comunicato stampa Unioncamere del 25 novembre 2016
 
Una riforma che ammoderna le Camere di commercio affidando loro funzioni innovative e lancia una sfida che il sistema camerale è pronto a raccogliere grazie alla professionalità dei suoi dipendenti.
Così l’Unioncamere, l’associazione rappresentativa delle Camere di commercio italiane, commenta l’approvazione definitiva della riforma da parte del Consiglio dei Ministri di oggi.
Oltre alla storica e fondamentale competenza sul Registro delle imprese, le Camere di commercio italiane saranno impegnate soprattutto sui temi strategici della digitalizzazione, dell’orientamento e del raccordo fra studenti e mondo del lavoro, della regolazione del mercato, dell’assistenza alle imprese, della cultura, turismo e ambiente. La riforma riduce, fra l’altro, il numero delle Camere di commercio (da 105 a non più di 60), delle Unioni regionali e delle aziende speciali con una semplificazione della governance ed una conseguente riduzione del numero degli amministratori. Viene salvaguardata la presenza sul territorio con la conferma delle sedi distaccate ed introdotti dei criteri trasparenti di valutazione delle performances delle Camere di commercio con un sistema meritocratico per le strutture migliori. La valutazione delle performances è affidata ad un apposito comitato istituito presso il Mise.
“Questa riforma – ha spiegato il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello – restituisce al Paese Camere di commercio più efficienti per servire al meglio le imprese italiane. Conferma le Camere quale punto di riferimento sul territorio per le aree vaste e per le piccole e medie aziende, con importanti funzioni innovative su orientamento, digitale, qualità, cultura e turismo. E’ la conclusione di un lungo  percorso – ha aggiunto Lo Bello - attuato dialogando con il Governo, il Parlamento e le Regioni in un’ottica di collaborazione che ha consentito di sciogliere la gran parte dei nodi che mano a mano si sono presentati”.
I compiti nuovi in particolare in materia di orientamento, di alternanza scuola-lavoro, di supporto all’incontro fra domanda e offerta di lavoro, ha concluso il Presidente di Unioncamere,.”sono di grande rilievo per il rilancio della competitività italiana e per favorire la crescita dell’occupazione”.

#1 La legge della Leadership: È meglio essere i primi che meglio degli altri.

#2 La legge della Categoria: Se non potete essere primi di una categoria, inventatene una nuova in cui diventarlo.

#3 La legge della Mente: È meglio essere primi nella mente del potenziale cliente che i primi sul mercato.

#4 La legge della Percezione: Il marketing non è una battaglia di prodotti, è una battaglia di percezioni.

#5 La legge della Focalizzazione: Il concetto più potente del marketing è possedere una parola nella mente del potenziale cliente.

Contratto-tipo di realizzazione di sito web clicca qui per scaricare
 
Il contratto per la realizzazione di siti internet regola il rapporto tra un Cliente e un Fornitore il quale si impegna, verso corrispettivo, a progettare, realizzare e mettere in produzione un sito internet conforme allo schema di realizzazione concordato con il Cliente.
Oltre a queste attività, che rappresentano la prestazione principale a carico del Fornitore, il contratto generalmente prevede servizi aggiuntivi, come quello di hosting e mailing, di aggiornamento o di posizionamento e promozione del sito. In particolare, poiché si è scelto di limitare il lavoro di redazione delle clausole, qui presentate, ai soli contratti relativi alla realizzazione di siti vetrina o di rappresentanza, escludendo l’analisi della disciplina dei contratti di realizzazione dei siti di e-commerce, non sono stati affrontati i temi connessi alla vendita on line, quali ad esempio, la gestione del magazzino, i servizi di pagamento e il rapporto con gli acquirenti qualificabili come “consumatori”.

Operare attraverso una collaborazione tra imprese è un elemento caratterizzante delle modalità operative di lavoro delle micro e piccole imprese italiane. All’interno di questo "mondo aggregativo" oggi vi parlerò delle principali differenze che passano tra un rete di imprese contratto e un consorzio.
 
Il Consorzio è il contratto con il quale due o più imprenditori “istituiscono un’organizzazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate FASI delle rispettive imprese” (articolo 2602 codice civile).
Nel Contratto di Rete invece la collaborazione flessibile tra le imprese è finalizzata ad esercitare una o più attività rientranti nei rispettivi oggetti sociali delle aziende retiste e può consentire anche lo svolgimento di un’attività economica comune nuova, diversa ed autonoma rispetto alle singole fasi della stessa e che si focalizza sul perseguimento di condivisi obiettivi strategici di crescita - individuale e collettiva - attraverso la realizzazione di un PROGRAMMA COMUNE di rete che rappresenta il fulcro e la giustificazione del contratto di rete stesso.

Il Consorzio è un nuovo soggetto giuridico autonomo e distinto rispetto alle imprese consorziate ed ha una propria partita Iva.
Nella "Rete contratto" non sia ha invece la costituzione di un nuovo soggetto giuridico e le imprese partecipanti restano indipendenti.
 
L’attività (più circoscritta) del Consorzio è strumentale all’attività dei consorziati, ponendo in essere una funzione essenzialmente mutualistica.

Le farmacie che vantano cospicui crediti verso le ASL, possono ricevere un anticipazione di tali crediti utilizzando lo strumento del factoring.
Con la sottoscrizione di un contratto di factoring la farmacia trasferisce a un terzo (cessionario/factor) i crediti, già sorti e futuri, vantati nei riguardi della propria clientela (debitori ceduti), al fine di ottenere l’anticipazione, in tutto o in parte, del corrispettivo dei crediti stessi.
L’istituto giuridico utilizzato è la cessione del credito così come regolamentata dal Codice Civile (vedi gli articoli dal 1260 al 1267) e dalla Legge n.52 del 21 febbraio 1991, conosciuta anche come legge sul factoring.
La cessione del credito può avvenire pro soluto o pro solvendo.
Nella cessione pro solvendo il Factor accredita alla farmacia l’importo stabilito dei crediti ceduti ma non si assume il rischio del mancato pagamento degli stessi a seguito dell’insolvenza dei debitori ceduti.
Nella cessione pro soluto, invece, il Factor si addossa anche il rischio di insolvenza dei crediti ceduti. La cessione diventa così evento certo e definitivo che permette altresì lo stralcio fiscale dei crediti.

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