La pratica di deposito del bilancio al 31/12/2013 deve contenere i seguenti elementi:
1. il prospetto contabile (stato patrimoniale e conto economico) codificato esclusivamente in formato XBRL sulla base della vigente tassonomia; la nota integrativa, che non potendo essere ancora resa nel formato XBRL sarà invece prodotta in formato PDF/A;
2. il verbale di approvazione del bilancio, in formato PDF/A;
3. tutti gli altri eventuali documenti che accompagnano il bilancio, come ad esempio la relazione sulla gestione, la relazione del collegio sindacale, il giudizio del revisore contabile. Tali documenti dovranno essere allegati alla pratica esclusivamente in formato PDF/A.

Il file XBRL, tranne i casi di esonero espressamente previsti dalla vigente normativa, non potrà mai essere omesso.
Il prospetto contabile in formato PDF/A dovrà essere allegato alla pratica di deposito bilancio, in aggiunta al file in formato XBRL, solo nell'ipotesi in cui la vigente tassonomia non sia giudicata compatibile per la particolare situazione aziendale con i principi di chiarezza, correttezza e verità di cui all'articolo 2423 C.C., in questo caso dovranno essere indicate le motivazioni del doppio deposito nella nota integrativa.
Tutti i file che fanno parte della pratica di deposito bilancio devono essere firmati digitalmente. Possono firmare la pratica di deposito bilancio gli Amministratori della Società od i Legali Rappresentanti o i Professionisti incaricati dalla Società (Commercialisti ed Esperti Contabili iscritti all'ordine, secondo quanto previsto dall'articolo 2 c. 54 della Legge n. 350/2003). La Distinta Fedra dovrà essere sottoscritta digitalmente anche dall'Intermediario, nel caso in cui l'Amministratore, il legale Rappresentante o il Professionista Incaricato abbia eletto domicilio speciale presso di esso per tutti gli atti e le comunicazioni inerenti il procedimento e per l'esecuzione di eventuali rettifiche di errori formali richiesti dall'Ente Camerale.
Nel caso venga trasmesso da un Libero Professionista appositamente incaricato nel campo NOTE dovrà essere riportata la dichiarazione attestante la iscrizione all'albo professionale ai sensi dell'articolo 2 comma 54 Legge 350/2003 e oltre alla distinta fedra tutti gli allegati dovranno essere firmati dal Professionista incaricato.
La modulistica da utilizzare per la presentazione del Bilancio (con o senza l'allegato elenco soci necessita sempre del modello B con eventuale Mod. S (nel caso di presentazione di elenco soci) e non può essere trasmesso utilizzando la procedura della Comunicazione Unica . Tale principio vale anche per l'eventuale deposito di Elenchi Soci inviati separatamente a correzione dell'elenco depositato con un bilancio presentato precedentemente.
Lo staff di tusciafisco.it segnala la pubblicazione del documento «CAMBIA ITALIA - Come fare le riforme e tornare a crescere» (download .pdf), pubblicato da Confindustria.
Esso racchiude i risultati del Convegno Biennale del 16-17 marzo 2012.

Abstract:
«La crescita economica è cambiamento. Un cambiamento che è insieme quantitativo e qualitativo. Le due dimensioni, quella della quantità e quella della qualità, si combinano variamente nel tempo e si influenzano vicendevolmente. Non è mai soltanto, né principalmente, una questione di aumento di volume. Per comprendere la vera natura della crescita e le reciproche interrelazioni tra quantità e qualità basti pensare a come funzionano, intrecciandosi continuamente, le forze della demografia e dell’innovazione, cioè i due grandi motori che spostano in avanti la potenza e le condizioni di benessere (non solo economico) di un paese.
Entrambi agiscono sulla domanda e sull’offerta: la demografia determina, gradualmente ma inesorabilmente, stazza e composizione dei mercati di sbocco e le caratteristiche del capitale umano; l’innovazione introduce, caleidoscopicamente e con salti, nuovi beni di consumo che mutano gli stili di vita fino a rivoluzionarli e nuovi processi e macchinari e forme organizzative che accrescono la produttività dei fattori impiegati».

Indice:
L’Italia alla sfida del cambiamento: le lezioni per le riforme e i benefici di un cammino appena iniziato
1.L’Italia al bivio: declino o rilancio
2.Come riformare l'Italia: le condizioni politiche e istituzionali della crescita
3.La competitività dell’Italia nel contesto globale
4.Cinque segreti dell’arte di fare e far funzionare le riforme
5.Germania: il miracolo economico nell’era globale
6.Svezia: il cambio di marcia con le riforme
7.Polonia: dalla transizione allo sviluppo tenendo dritta la barra delle riforme
8.Europa dell’Est: lezioni per uscire con slancio dalla crisi
9.Brasile: grandi progressi, ma un’agenda da completare
10.Cile: attori politici differenti nel segno della continuità riformista
Bibliografia
Decreto del 24 dicembre 2012 - Min. Economia e Finanze (download .pdf)
Contenuto induttivo degli elementi indicativi di capacità contributiva sulla base dei quali può essere fondata la determinazione sintetica del reddito

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2013
  • Preambolo
  • Art. 1 - Elementi di spesa indicativi di capacita' contributiva e contenuto induttivo
  • Art. 2 - Spese per beni e servizi
  • Art. 3 - Utilizzo dei dati relativi agli elementi indicativi di capacita' contributiva ai fini della determinazione sintetica del reddito complessivo accertabile
  • Art. 4 - Spese attribuite al contribuente in sede di determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche e prova contraria
  • Art. 5 - Efficacia
  • Allegato 1 - Kw medi delle tipologie di nuclei familiari, relativi ai mezzi di trasporto
  • Tabella A - Contenuto induttivo degli elementi indicativi di capacità contributiva
  • Tabella B - Tipologie di nuclei familiari e relative aree territoriali di appartenenza

N. 119 - La grande distribuzione organizzata e l’industria alimentare in Italia (download .pdf)

Eliana Viviano (coordinatore), Luciana Aimone Gigio, Emanuela Ciapanna, Daniele Coin, Fabrizio Colonna, Federica Lagna, Raffaele Santioni, Marzo 2012

In questo lavoro, articolato su più capitoli, si analizza in primo luogo l'evoluzione dell'industria alimentare e del settore commerciale al dettaglio nel corso del passato decennio (capitoli 1 e 2). Nel capitolo 3 si descrivono le caratteristiche dei principali gruppi distributivi in Italia e delle centrali d'acquisto; nel quarto si analizza l'evoluzione a livello locale della grande distribuzione organizzata e si propongono alcune misure di concentrazione del settore distributivo. Nel capitolo 5 si riassumono i tratti salienti della legislazione nazionale e locale del commercio al dettaglio e si propone un indice di liberalizzazione per le regioni italiane. Il capitolo 6 si sofferma sulle interazioni strategiche tra la grande distribuzione e l'industria alimentare, descrivendo brevemente anche alcuni possibili riflessi sulla struttura produttiva e sui prezzi al consumo. L'ultimo capitolo esplora due ulteriori aspetti specifici: l'ampiezza della gamma e la rigidità dei prezzi, anche in relazione all'evoluzione del grado di concentrazione della grande distribuzione.

Fonte: sito web Banca d'Italia

Il regime delle nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo, anche conosciuto come “forfettino”, riguarda le persone fisiche (comprese le imprese familiari) che intraprendono una nuova attività artistica, professionale o di impresa.

I requisiti per accedere al regime sono:

  • non avere esercitato negli ultimi 3 anni un’attività artistica, professionale o di impresa, anche in forma associata e familiari (C.M. 3 gennaio 2001, n. 1/E);
  • l’attività da esercitare non deve essere prosecuzione di un’altra attività svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso del tirocinio obbligatorio ai fini dell’esercizio delle arti o professioni;
  • compensi di lavoro autonomo o ricavi inferiori a € 30.987,41 (per le imprese aventi ad oggetto prestazioni di servizi) ovvero € 61.974,83 (per le imprese aventi ad oggetto altre attività);
  • devono essere regolarmente adempiuti gli obblighi previdenziali, assicurativi e amministrativi.

Qualora venga perseguita un’attività di impresa svolta in precedenza da altro soggetto (cessione o successione nell’azienda) l’ammontare dei relativi ricavi realizzati nel precedente periodo di imposta a quello di riconoscimento del predetto beneficio non sia superiore a € 30.987,41 per le imprese aventi ad oggetto prestazioni di servizi ovvero € 61.974,83 per le imprese aventi ad oggetto altre attività (C.M. 1/E/2001).

Esercizio di più attività: qualora i contribuenti che si avvalgono del regime agevolato esercitino contemporaneamente più attività, ai fini dell’individuazione del limite dei compensi o ricavi si fa riferimento all’attività esercitata in via prevalente. La somma dei ricavi o compensi relativi alle singole attività non può superare detti limiti (Provvedimento 14 marzo 2001).

Obblighi contabili: la Circolare ministeriale 26 gennaio 2001, n. 8/E e la Circolare ministeriale 9 marzo 2001, n. 23/E hanno chiarito che i contribuenti che si avvalgono di tale regime sono esonerati dai seguenti adempimenti:

  • registrazione e tenuta delle scritture contabili rilevanti ai fini delle imposte sui redditi, IRAP e IVA;
  • liquidazioni e versamenti periodici dell’IVA;
  • versamento dell’acconto annuale IVA;
  • versamento delle addizionali comunali e regionali IRPEF;
  • applicazione della ritenuta di acconto sui ricavi e compensi relativi ai redditi agevolati da parte dei sostituti di imposta.

I contribuenti che accedono al regime delle nuove iniziative sono invece obbligati a seguire i seguenti adempimenti:

  • conservazione dei documenti ricevuti ed emessi;
  • fatturazione e certificazione dei corrispettivi;
  • presentazione delle dichiarazioni annuali (compresa la comunicazione annuale dei dati IVA, se non rientrano nei limiti previsti per l’esonero);
  • versamento annuale dell’IVA;
  • versamento dell’acconto e del saldo dell’IRAP;
  • versamento dell’imposta sostitutiva da effettuare entro i termini stabiliti per il versamento a saldo dell’IRPEF;
  • tenuta delle scritture contabili e adempimenti dei sostituti di imposta previsti dell’art. 21, DPR 600/1973.

Imposte dirette: il reddito è soggetto ad un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche pari al 10% del reddito. Nel caso di impresa familiare l’imposta è dovuta dall’imprenditore sull’intero reddito, al lordo delle quote attribuite ai collaboratori familiari e al coniuge (C.M. 8/E/2001). L’ammontare del reddito soggetto ad imposta sostitutiva dovrà essere tenuto in considerazione ai fini contributivi, previdenziali ed extratributari.
Il reddito è soggetto all’Irap secondo le norme ordinarie di applicazione.

IVA: il reddito è soggetto ad IVA, rimane obbligatoria la comunicazione annuale dati IVA e la dichiarazione e il versamento annuale dell’IVA.

Comunicazioni: coloro che vogliono avvalersi dei regimi fiscali agevolati comunicano la scelta operata in sede di presentazione della dichiarazione di inizio attività, utilizzando il modello approvato con Provvedimento del 14 marzo 2001. La scelta operata vincola il contribuente alla sua concreta applicazione per almeno un periodo di imposta e può essere revocata, dandone comunicazione ad un ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate utilizzando il medesimo modello.

Cessazione del regime agevolato: il regime agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo ha durata massima di 3 anni e si applica per il primo periodo di imposta in cui ha inizio l’attività e per i due successivi. Il regime fiscale agevolato cessa e il contribuente è assoggettato a tassazione ordinaria:

  • in caso di revoca da parte del contribuente o comunque trascorsi i 3 anni di durata massima;
  • nel periodo di imposta successivo, se i compensi o i ricavi superano i limiti di 30.987,41 € per le imprese aventi ad oggetto prestazioni di servizi ovvero 61.974,83 per le imprese aventi ad oggetto altre attività;
  • a decorrere dallo stesso periodo di imposta, qualora i compensi o i ricavi superino del 50% gli importi limite per godere del regime fiscale agevolato.

Nell'ottobre del 2005, l'Organismo Italiano di Contabilità ha pubblicato la Guida n. 1, denominata "Guida operativa per la transizione ai principi contabili internazionali (IAS/IFRS)". Scopo del documento è quello di guidare le imprese italiane nell'applicazione dei principi contabili internazionali, dopo che questi ultimi sono stati approvati dell'Unione Europea con il Regolamento n. 1725 del 29 settembre 2003.

Lo staff di tusciafisco.it segnala il documento elaborato dal Gruppo di Lavoro Area Finanza Aziendale del CNDCEC avente ad oggetto «Linee guida alla redazione del business plan».

Il documento in analisi, strutturato in 8 Documenti, ha lo scopo di formalizzare linee guida di elaborazione del Business Plan, indicandone le modalità di redazione e rappresentazione.
Il lavoro realizzato richiama i “Principi generali di redazione del Business Plan” approvati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti in data 9 dicembre 2003, con aggiornamenti, revisioni ed adattamenti connessi sia all’evoluzione del mercato economico e finanziario, sia alla crescente necessità di reperire fonti di finanziamento pubbliche e/o private.

Per scaricare il documento «Linee guida alla redazione del business plan» in formato pdf cliccare qui

Nell'aprile del 2007 l'OIC - Organismo Italiano di Contabilità ha pubblicato la Guida operativa n. 2 che tratta l'informativa di bilancio prevista per i soggetti che adottano i principi contabili internazionali.
La Guida n. 2 si propone quindi di fornire agli operatori uno strumento tecnico che possa agevolare la comprensione dell'informazione di bilancio richiesta dai principi IFRS e che consenta di effettuare un'adeguata sintesi per l'inclusione in bilancio.
 
Ogni capitolo espone:
  • un quadro riassuntivo degli aspetti sostanziali dei principi e delle norme di riferimento;
  • uno schema dei requisiti d'informativa del bilancio IFRS.
Per scaricare la Guida cliccare qui.
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