Lo staff di tusciafisco.it segnala il documento elaborato dal Gruppo di Lavoro Area Finanza Aziendale del CNDCEC avente ad oggetto «Linee guida alla redazione del business plan».

Il documento in analisi, strutturato in 8 Documenti, ha lo scopo di formalizzare linee guida di elaborazione del Business Plan, indicandone le modalità di redazione e rappresentazione.
Il lavoro realizzato richiama i “Principi generali di redazione del Business Plan” approvati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti in data 9 dicembre 2003, con aggiornamenti, revisioni ed adattamenti connessi sia all’evoluzione del mercato economico e finanziario, sia alla crescente necessità di reperire fonti di finanziamento pubbliche e/o private.

Per scaricare il documento «Linee guida alla redazione del business plan» in formato pdf cliccare qui

Nell'aprile del 2007 l'OIC - Organismo Italiano di Contabilità ha pubblicato la Guida operativa n. 2 che tratta l'informativa di bilancio prevista per i soggetti che adottano i principi contabili internazionali.
La Guida n. 2 si propone quindi di fornire agli operatori uno strumento tecnico che possa agevolare la comprensione dell'informazione di bilancio richiesta dai principi IFRS e che consenta di effettuare un'adeguata sintesi per l'inclusione in bilancio.
 
Ogni capitolo espone:
  • un quadro riassuntivo degli aspetti sostanziali dei principi e delle norme di riferimento;
  • uno schema dei requisiti d'informativa del bilancio IFRS.
Per scaricare la Guida cliccare qui.

L'Organismo Italiano di Contabilità (OIC) ha predisposto la Guida operativa n. 3 che tratta gli Aspetti applicativi dei principi IAS/IFRS.

Scopo della Guida operativa n. 3 è quello di agevolare gli operatori nella pratica applicazione a regime degli IFRS per la redazione del bilancio.

Il documento in oggetto è stratturato nella seguente modalità:

  • sintesi dei principali contenuti degli IFRS
  • studio dei più importanti aspetti applicativi di ogni principio contabile
  • analisi di alcuni casi operativi per definire specifiche situazioni di prassi

La Guida operativa n. 3 è stata pubblicata nel giugno 2008.

Per scaricare la Guida in formato pdf cliccare qui.


Per un approfondimento sugli IAS/IFRS cliccare qui.

In data 31 maggio 2010 il Consiglio di Gestione dell'Organismo Italiano di Contabilità (OIC) ha convalidato la Guida operativa n. 5, denominata I bilanci di liquidazione delle imprese IAS compliant, con lo scopo dichiarato di formalizzare principi e criteri di redazione dei bilanci di società in stato di liquidazione.

La guida riguarda le società italiane che, in forza delle disposizioni del D. Leg.vo n. 38/2005 per obbligo o per scelta preparano il bilancio usando i principi contabili internazionali IAS/IFRS ed il cui procedimento di liquidazione volontaria è disciplinato dalle disposizioni degli artt. da 2484 a 2496 del codice civile. Dal suo campo di applicazione sono escluse le banche, gli intermediari finanziari indicati all’art. 2, comma 1 c) D. Leg.vo n. 38/2005 e le imprese di assicurazione, la cui liquidazione è disciplinata da disposizioni di legge speciali.

 

La circolare 3657/C (download .pdf), avente ad oggetto «Società a responsabilità limitata semplificata (art. 2463-bis del codice civile) - Integrabilità dell'atto costitutivo "standard" - Parere», a tutte le Camere di Commercio del 2 gennaio 2013 chiarisce l'integrabilità dello statuto "standard" delle società a responsabilità limitata semplificate, introdotte dall’articolo 2463-bis del Codice civile.
Lo staff di tusciafisco.it segnala la pubblicazione, in data 26 novembre 2012, del documento del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, avente ad oggetto «La redazione del bilancio delle società di minori dimensioni: disposizioni normative e criticità» (download .pdf).

Abstract:
«PREMESSA E SCOPO DEL DOCUMENTO
La redazione del bilancio semplificato è un tema assai sentito dalle piccole società e dai professionisti che spesso rappresentano un punto di riferimento importante per tali realtà.
Le imprese di minori dimensioni costituiscono la principale forza economico‐produttiva a livello nazionale ed europeo.
Si ricorda che le piccole e medie imprese (Pmi) costituiscono il 99,9% della totalità delle imprese che operano nell’area dell’Unione Europea. La percentuale di Pmi raggiunge in Italia addirittura il 99,95%.
In questo contesto, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) – grazie anche al supporto della Commissione “Norme e principi contabili” ‐ ha deciso di sintetizzare le principali indicazioni in merito e fornire alcune interpretazioni delle principali problematiche.
Con lo scopo di rendere il documento più facilmente fruibile, il gruppo di lavoro ha deciso di sviluppare le problematiche in oggetto in due distinte sezioni. La prima parte concentra la propria attenzione sulla lettura critica delle disposizioni inerenti alla semplificazione del bilancio. Al fine di illustrare in modo sintetico, ma rigoroso, le impostazione esistenti, il documento presenta, laddove esistenti, le pertinenti impostazioni della prassi giurisprudenziale, nonché le indicazioni della prassi professionale e, in primis, dei principi contabili nazionali. La seconda parte sviluppa, poi, il trattamento e le problematiche contabili correlate a operazioni ricorrenti e/o specifiche delle Pmi».

Indice:
PREMESSA E SCOPO DEL DOCUMENTO
PARTE I – DISPOSIZIONI NORMATIVE, DOTTRINA GIURISPRUDENZIALE E ORIENTAMENTI PROFESSIONALI

1. Ambito di applicazione e destinatari delle disposizioni sulle semplificazioni di bilancio
2. I postulati
3. Le semplificazioni previste per il bilancio delle piccole società
3.1. Lineamenti generali
3.2. Stato patrimoniale
3.3. Conto economico
3.4. Nota integrativa
4. Relazione sulla gestione
PARTE II – CRITICITÀ E PROBLEMATICHE CONTABILI RICORRENTI NELLE PICCOLE SOCIETÀ
1.Finanziamento soci
2. L’informativa sulle operazioni con parti correlate e sugli accordi “fuori bilancio” nel bilancio in forma abbreviata
2.1. Informativa sulle operazioni con parti correlate
2.2. Informativa sulle operazioni fuori bilancio
3. Informativa sulle operazioni di sospensione del pagamento delle rate dei finanziamenti a medio e lungo termine ai sensi della L. 3 agosto 2009, n. 102 (Avviso comune)
Semplificato l'accesso alla rateazione. Lo staff di tusciafisco.it segnala la pubblicazione del comunicato stampa dell' 08 maggio 2013 con cui Equitalia ha comunicato di aver aumentato le possibilità di rateizzare i debiti esattoriali, alzando da 20mila a 50mila euro, la soglia massima, che consente di chiedere, semplicemente con una richiesta motivata, la dilazione della somma da pagare.

Lo staff di tusciafisco.it segnala la pubblicazione della Direttiva di gruppo Equitalia n. 7/2012 del 1 marzo 2012 (download .pdf), avente ad oggetto le «Nuove disposizioni in materia di rateazioni».

In sintesi le novità:
  • innalzata la soglia per la concessione automatica della rateazione da 5.000 a 20.000 €;
  • innalzata da 25.000 € a 50.000 € la soglia di debito da rateizzare che necessita la comunicazione relativa alla determinazione dell’Indice di Liquidità e dell’Indice Alfa sottoscritta dai professionisti abilitati;
  • l’indice Alfa non è più reputato in termini di soglia di accesso, ma esclusivamente quale parametro per la determinazione del numero massimo di rate concedibili (al contrario rimane l'Indice di Liquidità quale soglia di accesso alla dilazione se il valore è inferiore a 1).
Importanti cambiamenti sono stati apportati anche con il dl 2 marzo 2012, n. 16, convertito con modificazioni dalla legge 44/2012, in base al quale:
  • è possibile chiedere un piano di dilazione a rate variabili e crescenti anziché a rate costanti fin dalla prima richiesta di rateazione;
  • l’Agente della riscossione non può iscrivere ipoteca nei confronti di un contribuente che ha chiesto e ottenuto di pagare a rate. L’ipoteca è iscrivibile solo se l’istanza è respinta o se il debitore decade dal beneficio della rateazione;
  • il contribuente che ha ottenuto la rateazione non è più considerato inadempiente e può partecipare alle gare di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi;
  • si decade dal beneficio della dilazione se non sono pagate due rate consecutive. Precedentemente era prevista la decadenza con il mancato pagamento della prima rata o successivamente, di due rate, anche non consecutive;
  • anche se non sono state pagate le rate degli avvisi bonari dell’Agenzia delle entrate è possibile chiedere a Equitalia la rateazione, una volta ricevuta la cartella.
La domanda di rateazione, comprensiva della documentazione necessaria, inclusa copia del documento di riconoscimento, si può presentare tramite raccomandata a/r oppure a mano presso uno degli sportelli dell’Agente della riscossione competente per territorio o specificati negli atti inviati da Equitalia.

 

Di seguito il testo integrale della Direttiva di gruppo Equitalia n. 7/2012:
«1. Innalzamento della soglia di debito per ottenere la dilazione a semplice istanza motivata

Lo staff di tusciafisco.it segnala la pubblicazione del documento «Il Modello 231/2001 per gli Enti Non Profit: una soluzione per la gestione dei rischi» (download .pdf), da parte del CNDCEC - Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (ottobre 2012).

Il documento è strutturato sulla base del seguente indice:
I.INQUADRAMENTO NORMATIVO E APPLICABILITÀ DEL D.LGS. 231/2001 AL TERZO SETTORE
1.L’ambito applicativo del D.Lgs. 231/2001
1.1.I soggetti esclusi
1.2.La c.d. “zona d’ombra” e i nuovi orientamenti giurisprudenziali
2.I criteri di imputazione della responsabilità
3.I reati presupposto
4.Il sistema sanzionatorio
4.1.Sanzioni pecuniarie
4.2.Sanzioni interdittive
4.3.Le altre sanzioni; il commissariamento dell’ente
5.Gli enti appartenenti al Terzo Settore: le tipologie classificabili
6.Applicabilità della normativa al Terzo Settore
II.GLI ENTI APPARTENENTI AL TERZO SETTORE: ASPETTI DEFINITORI
1.Classificazione generale
2.Profilo schematico degli enti
III.LA PREDISPOSIZIONE DEL MODELLO ESIMENTE: LE FASI DI COSTRUZIONE
1.Premessa: caratteristiche e requisiti dei modelli organizzativi
2.Analisi e valutazione del sistema di controllo interno
3.Individuazione dei processi/attività a rischio-reato
4.Risk assessment
5.Principi e procedure di controllo
6.Codice etico e sistema disciplinare
IV.INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI A RISCHIO
1.Premessa
2.Attività sensibili e reati potenziali
2.1.Reati potenziali e soggetti coinvolti
2.2.Strumenti di prevenzione e procedure di controllo
V.L’ORGANISMO DI VIGILANZA
1.Premessa
2.I requisiti e la composizione dell’OdV
3.I poteri e le funzioni
4.La responsabilità
APPENDICE: LE FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA (FOB)
1.Le dimensioni economico-patrimoniali e organizzative delle FOB
2.La natura economica delle FOB
3.La governance e la struttura organizzativa delle FOB
4.Le FOB e i parametri dimensionali
5.Alcune considerazioni in merito alle attività sensibili e ai reati potenziali delle FOB

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