Lo staff di tusciafisco.it segnala la pubblicazione, in data 26 novembre 2012, del documento del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, avente ad oggetto «La redazione del bilancio delle società di minori dimensioni: disposizioni normative e criticità» (download .pdf).

Abstract:
«PREMESSA E SCOPO DEL DOCUMENTO
La redazione del bilancio semplificato è un tema assai sentito dalle piccole società e dai professionisti che spesso rappresentano un punto di riferimento importante per tali realtà.
Le imprese di minori dimensioni costituiscono la principale forza economico‐produttiva a livello nazionale ed europeo.
Si ricorda che le piccole e medie imprese (Pmi) costituiscono il 99,9% della totalità delle imprese che operano nell’area dell’Unione Europea. La percentuale di Pmi raggiunge in Italia addirittura il 99,95%.
In questo contesto, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) – grazie anche al supporto della Commissione “Norme e principi contabili” ‐ ha deciso di sintetizzare le principali indicazioni in merito e fornire alcune interpretazioni delle principali problematiche.
Con lo scopo di rendere il documento più facilmente fruibile, il gruppo di lavoro ha deciso di sviluppare le problematiche in oggetto in due distinte sezioni. La prima parte concentra la propria attenzione sulla lettura critica delle disposizioni inerenti alla semplificazione del bilancio. Al fine di illustrare in modo sintetico, ma rigoroso, le impostazione esistenti, il documento presenta, laddove esistenti, le pertinenti impostazioni della prassi giurisprudenziale, nonché le indicazioni della prassi professionale e, in primis, dei principi contabili nazionali. La seconda parte sviluppa, poi, il trattamento e le problematiche contabili correlate a operazioni ricorrenti e/o specifiche delle Pmi».

Indice:
PREMESSA E SCOPO DEL DOCUMENTO
PARTE I – DISPOSIZIONI NORMATIVE, DOTTRINA GIURISPRUDENZIALE E ORIENTAMENTI PROFESSIONALI

1. Ambito di applicazione e destinatari delle disposizioni sulle semplificazioni di bilancio
2. I postulati
3. Le semplificazioni previste per il bilancio delle piccole società
3.1. Lineamenti generali
3.2. Stato patrimoniale
3.3. Conto economico
3.4. Nota integrativa
4. Relazione sulla gestione
PARTE II – CRITICITÀ E PROBLEMATICHE CONTABILI RICORRENTI NELLE PICCOLE SOCIETÀ
1.Finanziamento soci
2. L’informativa sulle operazioni con parti correlate e sugli accordi “fuori bilancio” nel bilancio in forma abbreviata
2.1. Informativa sulle operazioni con parti correlate
2.2. Informativa sulle operazioni fuori bilancio
3. Informativa sulle operazioni di sospensione del pagamento delle rate dei finanziamenti a medio e lungo termine ai sensi della L. 3 agosto 2009, n. 102 (Avviso comune)
Semplificato l'accesso alla rateazione. Lo staff di tusciafisco.it segnala la pubblicazione del comunicato stampa dell' 08 maggio 2013 con cui Equitalia ha comunicato di aver aumentato le possibilità di rateizzare i debiti esattoriali, alzando da 20mila a 50mila euro, la soglia massima, che consente di chiedere, semplicemente con una richiesta motivata, la dilazione della somma da pagare.

Lo staff di tusciafisco.it segnala la pubblicazione della Direttiva di gruppo Equitalia n. 7/2012 del 1 marzo 2012 (download .pdf), avente ad oggetto le «Nuove disposizioni in materia di rateazioni».

In sintesi le novità:
  • innalzata la soglia per la concessione automatica della rateazione da 5.000 a 20.000 €;
  • innalzata da 25.000 € a 50.000 € la soglia di debito da rateizzare che necessita la comunicazione relativa alla determinazione dell’Indice di Liquidità e dell’Indice Alfa sottoscritta dai professionisti abilitati;
  • l’indice Alfa non è più reputato in termini di soglia di accesso, ma esclusivamente quale parametro per la determinazione del numero massimo di rate concedibili (al contrario rimane l'Indice di Liquidità quale soglia di accesso alla dilazione se il valore è inferiore a 1).
Importanti cambiamenti sono stati apportati anche con il dl 2 marzo 2012, n. 16, convertito con modificazioni dalla legge 44/2012, in base al quale:
  • è possibile chiedere un piano di dilazione a rate variabili e crescenti anziché a rate costanti fin dalla prima richiesta di rateazione;
  • l’Agente della riscossione non può iscrivere ipoteca nei confronti di un contribuente che ha chiesto e ottenuto di pagare a rate. L’ipoteca è iscrivibile solo se l’istanza è respinta o se il debitore decade dal beneficio della rateazione;
  • il contribuente che ha ottenuto la rateazione non è più considerato inadempiente e può partecipare alle gare di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi;
  • si decade dal beneficio della dilazione se non sono pagate due rate consecutive. Precedentemente era prevista la decadenza con il mancato pagamento della prima rata o successivamente, di due rate, anche non consecutive;
  • anche se non sono state pagate le rate degli avvisi bonari dell’Agenzia delle entrate è possibile chiedere a Equitalia la rateazione, una volta ricevuta la cartella.
La domanda di rateazione, comprensiva della documentazione necessaria, inclusa copia del documento di riconoscimento, si può presentare tramite raccomandata a/r oppure a mano presso uno degli sportelli dell’Agente della riscossione competente per territorio o specificati negli atti inviati da Equitalia.

 

Di seguito il testo integrale della Direttiva di gruppo Equitalia n. 7/2012:
«1. Innalzamento della soglia di debito per ottenere la dilazione a semplice istanza motivata

Lo staff di tusciafisco.it segnala la pubblicazione del documento «Il Modello 231/2001 per gli Enti Non Profit: una soluzione per la gestione dei rischi» (download .pdf), da parte del CNDCEC - Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (ottobre 2012).

Il documento è strutturato sulla base del seguente indice:
I.INQUADRAMENTO NORMATIVO E APPLICABILITÀ DEL D.LGS. 231/2001 AL TERZO SETTORE
1.L’ambito applicativo del D.Lgs. 231/2001
1.1.I soggetti esclusi
1.2.La c.d. “zona d’ombra” e i nuovi orientamenti giurisprudenziali
2.I criteri di imputazione della responsabilità
3.I reati presupposto
4.Il sistema sanzionatorio
4.1.Sanzioni pecuniarie
4.2.Sanzioni interdittive
4.3.Le altre sanzioni; il commissariamento dell’ente
5.Gli enti appartenenti al Terzo Settore: le tipologie classificabili
6.Applicabilità della normativa al Terzo Settore
II.GLI ENTI APPARTENENTI AL TERZO SETTORE: ASPETTI DEFINITORI
1.Classificazione generale
2.Profilo schematico degli enti
III.LA PREDISPOSIZIONE DEL MODELLO ESIMENTE: LE FASI DI COSTRUZIONE
1.Premessa: caratteristiche e requisiti dei modelli organizzativi
2.Analisi e valutazione del sistema di controllo interno
3.Individuazione dei processi/attività a rischio-reato
4.Risk assessment
5.Principi e procedure di controllo
6.Codice etico e sistema disciplinare
IV.INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI A RISCHIO
1.Premessa
2.Attività sensibili e reati potenziali
2.1.Reati potenziali e soggetti coinvolti
2.2.Strumenti di prevenzione e procedure di controllo
V.L’ORGANISMO DI VIGILANZA
1.Premessa
2.I requisiti e la composizione dell’OdV
3.I poteri e le funzioni
4.La responsabilità
APPENDICE: LE FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA (FOB)
1.Le dimensioni economico-patrimoniali e organizzative delle FOB
2.La natura economica delle FOB
3.La governance e la struttura organizzativa delle FOB
4.Le FOB e i parametri dimensionali
5.Alcune considerazioni in merito alle attività sensibili e ai reati potenziali delle FOB

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La Banca d'Italia ha pubblicato, nell'ambito della serie «Questioni di Economia e Finanza» (Occasional papers), il volume numero 120 di Aprile 2012, avente ad oggetto «I fondi immobiliari italiani: struttura del mercato e analisi dei rischi (Italian real estate investment funds: market structure and risk measurement)» (download .pdf). Il testo è in inglese.

Abstract

«This paper describes the Italian real estate investment funds industry, providing an overview of the distinctive features and risk factors of this sector. By using accounting and supervisory data, we: (1) compute the returns of the real estate assets in the portfolio of these funds; (2) construct a price index and a total return index of the real estate assets held by the Italian funds; (3) define a risk assessment process based on three different aspects - their financial profile, income structure and property price behaviour. This analysis allows us to select funds with a weak financial structure, poor returns, and a high probability that in a three-year interval their property portfolio will fall below their net liabilities (defined as the difference between debt and liquid assets). The proposed risk assessment can be seen as the first step towards a more intensive supervisory analysis and can also be useful for investment purposes».

Il documento è strutturato sulla base del seguente indice:

1.Introduction
2.Funds data and market structure
2.1.Listed real estate funds in Italy
3.Estimation of returns, costs and risk parameters
3.1.Property prices, total returns and volatilities
3.2.Cash flows and other indicators
3.3.Profitability indicators
4.Risk measurement
4.1.Financial profile
4.2.Income structure
4.3.Property analysis
4.3.1.Default probabilities using Monte Carlo methods
4.3.2.The empirical study
5.Conclusions
A.Appendix - The normal inverse Gaussian distribution
References

Circolare Agenzia Entrate n. 23 (dowload .pdf) dell'11 giugno 2012, premessa:

«Le società in perdita sistematica sono disciplinate dall’articolo 2, commi da 36-decies a 36-duodecies, del decreto legge 13 agosto 2011 n. 138, convertito, con modificazioni, nella legge 14 settembre 2011, n. 148.
Con queste nuove disposizioni, le c.d. società di comodo di cui all’articolo 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, si possono idealmente ripartire in due categorie: le “società non operative”, ossia le società che non superano il test di operatività previsto dal comma 1 del citato articolo 30, e le “società in perdita sistematica” che, come meglio precisato in seguito, presentano tre periodi d’imposta in perdita ai sensi del citato comma 36-decies dell’articolo 2 (il c.d. periodo di osservazione).

Nei confronti delle società in perdita sistematica, la disciplina sulle società di comodo opera a decorrere dal successivo quarto periodo d’imposta, nel caso in cui non ricorrono i presupposti per l’applicazione della disciplina sulle società non operative.
Sono considerate società in perdita sistematica, ai sensi del citato comma 36-decies dell’articolo 2, i soggetti che presentano una situazione di perdita fiscale risultante dalle relative dichiarazioni dei redditi per tre periodi d’imposta consecutivi ovvero, sempre per lo stesso periodo di osservazione, presentino indifferentemente due dichiarazioni dei redditi in perdita fiscale ed una terza con un reddito imponibile inferiore a quello minimo presunto ai sensi del medesimo articolo 30.

Con la presente circolare, si forniscono i primi chiarimenti operativi in relazione alla disciplina sulle società in perdita sistematica e per la gestione delle relative istanze di disapplicazione da parte degli Uffici dell’Agenzia delle entrate».

Indice circolare:

Premessa
1. Le cause di esclusione e le cause di disapplicazione automatica della disciplina sulle società in perdita sistematica
1.1.Le cause di esclusione
1.2.Le cause di disapplicazione automatica
1.2.1.Operatività delle cause di disapplicazione automatica
1.2.2.Precisazioni in materia di cause di disapplicazione
2.Gestione degli interpelli di disapplicazione della disciplina sulle società in perdita sistematica

Le misure per la crescita approvate dalla Camera dei deputati

Rilancio delle infrastrutture, edilizia e trasporti, misure per l'agenda digitale e la trasparenza nella pubblica amministrazione, sostegno della pratica sportiva e del turismo. Il decreto legge sullo sviluppo - varato dal Consiglio dei ministri del 15 giugno scorso, e approvato il 25 luglio dalla Camera dei deputati con 382 voti favorevoli e 68 contrari - contiene anche misure per lo sviluppo e il rafforzamento del settore energetico, misure per l'occupazione giovanile nella green economy e per le imprese nel settore agricolo.

Secondo il Centro Studi di Confindustria lo spread reale tra l'Italia e la Germania sarebbe di 164 punti e non di 500: è questa la vera distanza tra i due paesi. E le conseguenze degli oltre 300 punti di troppo, secondo Confindustria, sono 144.000 posti di lavoro in meno e un punto di PIL.

Nota del Centro Studi Confindustria n. 5 del 19 luglio 2012 (download .pdf)

Oggetto: «Spread: l’Italia paga oltre 300 punti più del dovuto. Unico rimedio: uno scudo impugnato dalla BCE»

Abstract
«L’incertezza sul futuro dell’euro e la sfiducia nella capacità dei governi dell’Eurozona di gestire la crisi spingono gli spread molto oltre i livelli giustificati dai fondamentali economici. Il CSC stima per l’Italia oltre 300 punti base di differenziale aggiuntivo tra i rendimenti del BTP e del Bund decennali: a tanto ammonta l’eccesso di spread rispetto ai 164 punti attualmente riconducibili ai divari tra Italia e Germania nel debito pubblico e nella crescita economica. Tale eccesso si ripercuote sul costo del denaro pagato da famiglie, imprese e banche, accentua considerevolmente il credit crunch e, provocando la nuova e violenta recessione in atto, infligge gravosi e controproducenti costi economici, sociali e politici. Il maggiore spread causa, secondo i calcoli del CSC, perdite pari allo 0,9% del PIL e a 144mila posti di lavoro e maggiori oneri per interessi pari a 12,4 miliardi a carico del bilancio pubblico, 12,1 miliardi sui conti delle famiglie e 23,7 su quelli delle imprese. Le perdite di prodotto e occupazione abbattono il potenziale di crescita futura, vanificando parte degli sforzi effettuati con le politiche di risanamento e di riforma strutturale e minando il consenso a favore di quelle stesse politiche di riforme e risanamento, che nell’immediato impongono inevitabili sacrifici al Paese. I sacrifici, invece di essere premiati con l’abbassamento dei tassi di interesse, sono accentuati punitivamente proprio dall’andamento stesso dello spread, lasciato in balia degli effetti-contagio tra paesi in difficoltà e delle indecisioni e degli errori imputabili alle autorità europee. Tutto ciò fa montare il risentimento anti-europeo e lo spread perde così anche quella funzione di disciplina politica che inizialmente aveva ben agito. Lo scudo anti-spread è l’unico rimedio efficace. Ma va profondamente ridisegnato rispetto alla versione attuale, assegnandogli molte più risorse (idealmente dovrebbero essere illimitate) e attribuendone la gestione discrezionale e unilaterale alla BCE, che vigila sul rispetto dei programmi di stabilità concordati con la Commissione europea. Così possono essere premiati i comportamenti virtuosi e sanzionati, attraverso la caduta della protezione dello scudo eventualmente decisa dalla BCE, quelli opportunistici e devianti. La BCE deve rendere conto delle sue decisioni al Parlamento europeo e in questo modo evita di assumersi improprie responsabilità politiche, facendo cadere l’accusa di vuoto di democrazia. Lo scudo ridisegnato costituirebbe il primo concreto e deciso passo verso il perfezionamento dell’Unione politica europea già contenuta in essenza nella moneta unica»

"Voi conoscerete la verità, e la verità farà di voi degli uomini liberi" - Giovanni 8:32
Il CSC - Centro Studi Confindustria ha pubblicato il documento «Scenari economici n. 14 - La lunga crisi: ultima chiamata per l'Europa - Liberare l'Italia dal piombo burocratico» (download .pdf) del giugno 2012.

Il documento è suddiviso in 2 capitoli e 7 riquadri:
  • Premessa
  • 1.Le previsioni
  • 1.1.L’economia italiana
  • 1.2.Le esogene della previsione
  • 2.Liberare l’Italia dal piombo burocratico per tornare a crescere
  • 2.1.Una pubblica amministrazione al servizio dell’economia e non autoreferenziale? Diagnosi ed effetti economici
  • 2.2.Per una pubblica amministrazione al servizio dell’economia e non autoreferenziale: le proposte
  • Riquadri
  • Banche: fragili nei PIIGS, con leva troppo alta nei paesi core
  • Politiche espansive per uscire dalla crisi
  • Incentivi pubblici: spesi quasi 35 miliardi, alle imprese industriali ne arrivano meno di tre
  • Crescita cinese più lenta, costretta da nodi irrisolti
  • La bolla immobiliare ha iniziato a sgonfiarsi anche nei Paesi Bassi. Quando in Francia?
  • Germania über alles... se l’Europa non affonda
  • Uscita dall’euro = svalutazione = rilancio di export e PIL? False equazioni
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